un caffè con la psicologa

Io ero di Nick Fibonacci un romanzo autobiografico su una vita fatta di eccessi

Io ero è il titolo del romanzo di Nick Fibonacci, un nome fittizio, protagonista del romanzo. Il libro è stato scritto a quattro mani insieme alla giornalista Lorenza Giuliani che ha aiutato lo scrittore a riscrivere e ricomporre i pezzi di una vita fatta di eccessi e di tossicodipendenza. Io ero è un libro pubblicato da Mondadori, uscito nelle librerie il 29 settembre 2020.

Siamo a metà degli anni ’80 e ci troviamo in Emilia Romagna. A vent’anni Nick Fibonacci incontra l’estasi artificiale, un ascensore sociale come lui stesso lo definisce perché gli spalanca un mondo diverso da quello in cui è abituato a vivere lui.

Presto si ritrova a importare dall’Olanda enormi quantitativi di droga, con cui rifornisce amici, sconosciuti, tossici navigati e dolenti sognatori sprovveduti, ma pian piano anche nuove e vecchie celebrità dello starsystem, famosi sportivi, e altri clienti insospettabili.

Improvvisatosi narcotrafficante, escogita una serie di affari che gli fruttano fiumi di denaro, prontamente dissolti in viaggi, donne, alberghi di lusso, begli abiti e feste sfavillanti, eccessi e tante polveri da sniffare. Convinto che la sua stella non tramonterà mai, Nick continua a sfrecciare nei giorni a fari spenti – senza mai, pentirsi della sua dipendenza, nemmeno quando il suo castello inizia a riempirsi di spifferi e crepe, e poi a crollare, trascinandosi dietro tutto: i soldi, gli amici, persino l’Amore. Perché se Nick si volta indietro, l’unico pensiero rimane:” È stato uno sballo pazzesco”.

Io ero: recensione

Io ero di Nick Fibonacci

Io ero: la trama

Nick Fibonacci si definisce un turista della vita, della droga, dei sentimenti. Sempre pronto a partire ma con la consapevolezza e la voglia di tornare. Lui nella vita non ha mai avuto passioni ma è stato attraversato da diverse ossessioni.

Ero affamato di quell’onnipotenza data dall’abitudine a surfare sulle onde del tuo destino senza mai avere paura che il vento cambi. E lui, paradossalmente, non cambia proprio perché tu non l’hai previsto.

Ho trascorso anni a praticare l’arte della leggerezza e della superbia, riuscendo a bilanciare entrambe egregiamente: la prima mi impediva di dare un nome e un peso a quello che facevo, la seconda mi convinceva che, se non io, chi mai avrebbe potuto vivere come volevo vivere?

Io ero ci porta nel mondo della fine degli anni ’70 gli stessi di Andrea Pazienza che viveva la stessa Bologna di Nick Fibonacci, una città fatta di libertà, di eccessi e di fughe artificiali che in qualche modo servivano ad alleggerire le anime più sensibili che rifiutavano il mondo in cui vivevano, creandosene uno proprio.

Nick Fibobacci riesce a catturare e catapultare il lettore nel suo mondo che è stato la sua vita, fatto di eccessi e di puro azzardo. La sua vita è stata una continua fuga e corsa verso una felicità che si è rivelata tutt’altro che lieta e leggera perché la sua unica fortuna è stata quella di uscirne vivo.

Se siete amanti di romanzi autobiografici e di storie vissute in modo non convenzionale Franco Toro: l’uomo più bello del mondo di Dario Neron potrebbe essere un altro spunto di lettura che riguarda il mondo degli escort.

Ameir: i risultati del questionario per valutare l’impatto del post Covid

L’Ameir (Associazione malati endocrini irpinia) è attiva sul territorio  da oltre dieci anni, proponendo eventi formativi, incontri scientifici, iniziative di comunicazione sociale e sanitaria e campagne di prevenzione.

L’associazione ha effettuato uno studio per valutare e rilevare opinioni, timori e stati d’animo dovuti ai cambiamenti nella vita quotidiana in ambito sociale, familiare, relazionale e lavorativo dopo il lockdown.

Siamo stati così preoccupati dalla paura di un eventuale contagio che abbiamo trascurato una situazione importante causata dalla repentina cattività e cambio delle nostre abitudini che, molto probabilmente in tutti, ha causato qualche scompenso mentale. Siamo animali abitudinari che necessitano di tempistiche graduali, cose che non abbiamo avuto sia quando ci è stato detto di non uscire di casa che quando ci è stato comunicato di poter uscire quasi come prima.

L’Ameir, dunque, avvalendosi dell’impegno dei volontari dell’associazione e dei giovani del servizio civile, attraverso email, messaggi telefonici ha somministrato oltre 100 questionari composti da domande a risposta multipla, per comprendere come le persone hanno vissuto il periodo di quarantena e valutare anche la prospettiva della nuova fase di ritorno alla normalità.

Questionario Ameir post Covid: risultati

Questionario Ameir post Covid

Ameir: risultati del questionario

Dall’attenta analisi delle risposte ottenute si è compreso che il 70% degli intervistati si è adattato al periodo di emergenza, il 47% si è dedicato prevalentemente alla famiglia mentre il 35% ha impiegato il proprio tempo alle attività di smart working.

Il 45%  degli intervistati ha compreso a riservare maggiore attenzione nei confronti della vita e dell’ambiente mentre il 42,5% crede che ci sarà un peggioramento delle condizioni sociali.

Il 60% richiedono una sanità più efficiente perché non hanno ritenuto giusto l’aver trascurato, durante lo stato di emergenza sanitaria, le altre patologie.

Covid-19: i risvolti psicologici che ha causato in Irpinia in base ai dati del Centro Ascolto di Ariano Irpino

L’arrivo improvviso del Covid-19 che ha provocato l’abbandono repentino delle nostre abitudini quotidiane, lavorative e della nostra libertà individuale hanno sicuramente avuto dei risvolti e provocato dei cambiamenti nel nostro modo di vivere.

La paura è stato il sentimento predominante che, in qualche modo, ha creato delle conseguenze nei comportamenti e in molti ha amplificato malesseri già preesistenti e fobie collaretali.

Cerchiamo di capire dai dati pervenuti dal Centro di Ascolto Empatico del Dipartimento di Salute Mentale attivo presso le sedi di Avellino, di Atripalda e di Sant’Angelo dei Lombardi cosa è accaduto agli abitanti irpini.

Il servizio e i dati riportati risalgono dall’ 1 marzo al 31 maggio 2020 e sono state 1.574 le persone che hanno usufruito dell’aiuto degli specialisti che operano all’interno del Dipartimento di Salute Mentale, per ottenere un supporto psicologico e un sostegno.

Delle 1.574 persone che si sono rivolte al Centro di Ascolto Empatico del Dipartimento di Salute Mentale 1.332 contatti erano soggetti già in carico ai servizi in questione mentre 242 persone sono soggetti che si sono rivolti per la prima volta per ricevere un supporto psicologico.

Non si è registrata una prevalenza di genere maschile e femminile, l’età media dei contatti è compresa tra i 35 e i 54 anni. La maggior parte delle persone che si sono rivolte ai centri, come già abbiamo detto, avevano già avuto contatti con il Dipartimento di Salute Mentale per problematiche genericamente ansioso-depressive.

Una parte consistente dei soggetti ha contattato i centri per bisogni di natura informativa e successivamente per avere un supporto psicologico.

Risvolti pasicologici post Covid-19: i dati del Centro Ascolto Empatico di Ariano Irpino

I risvolti psicologici della quarantena da Covid-19 in Irpinia

Covid-19: i disagi psicologici emersi in Irpinia

Per quanto riguarda i soggetti che già usufruivano del servizio di supporto psicologico si tratta di quadri psicopatologici gravi e persistenti: ansia, depressione, insonnia, ipocondria, attacchi di panico, note claustrofobiche e disforia d’umore.

Per quanto riguarda i nuovi contatti è stata registrata la stessa sintomatologia e, in qualche caso, sono state riscontrate fobie accentuate riguardanti lo sporco e la contaminazione.

In alcuni casi le limitazioni legate al lockdown hanno fatto emergere conflittualità di coppia e familiari con comportamenti associati a frustrazione e aggressività.

Per quanto riguarda i giovani, questi ultimi hanno perso i sistemi di riferimento esistenziali e abituali di vita hanno determinato l’insorgenza di crisi di depersonalizzazione e derealizzazione.

Per quanto riguarda di media età l’emergenza sanitaria ha determinato fobie di contatto con sintomatologie depressive (Sindrome della Capanna) mentre negli ultra sessantacinquenni si è accentuata l’angoscia di morte.

Tra gli operatori impegnati in prima linea nell’emergenza Covid-19 si sono verificate sindromi post traumatiche da stress così come nei soggetti che hanno avuto esperienza diretta con la malattia in famiglia.

Ariano Irpino: ritorna attivo il Percorso Rosa per le donne che subiscono violenza

È di nuovo attivo il Percorso Rosa presso il Centro di Prima Assistenza Psicologica del P.O. Frangipane di Ariano Irpino, dedicato alle donne che subiscono violenza.

Il Centro di Prima Assistenza Psicologica nasce con l’obiettivo di fornire supporto psicologico a tutte le donne vittime di violenza, per poterle guidare in un percorso delicato e per poterle aiutare ad uscire dai meccanismi derivanti dai maltrattamenti fisici e psicologici cui sono sottoposte.

Supporto psicologico per donne vittime di abusi

Lo sportello psicologico per le donne che hanno subito violenta ritorna attivo al Frangipane

Percorso Rosa: i due modi in cui si può accedere al servizio

L’accesso al Percorso Rosa può avvenire attraverso due modalità: dopo l’accesso al Pronto Soccorso o con modalità autonoma ovvero recandosi in prima persona. Nel primo caso, dopo l’accesso al Pronto Soccorso, la donna dopo il triage dedicato per l’attuazione delle misure previste dall’emergenza Covid-19 e dopo il referto medico, qualora la vittima acconsenta, viene inviata al Percorso Rosa per il referto e per effettuare una consulenza psicologica.

Nel secondo caso, qualora la donna decida di recarsi autonomamente presso il P.O Franfipane di Ariano Irpino, può contattare direttamente il Centro di Prima Accoglienza Psicologica direttamente, telefondando il seguente numero: 0825 877494.

Centro di Prima Assistenza Psicologica: orari

Il Centro di Prima Assistenza Psicologica è aperto:

Lunedì dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 14:00 alle 17:00

Mercoledì dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 14:00 alle 17:00

Venerdì dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 14:00 alle 17:00

Ad Ariano Irpino è attivo il numero verde per il supporto psicologico

Da venerdì 8 maggio 2020 sarà attivo il numero verde gratuito: 800 938 898, per offrire supporto psicologico a operatori sanitari, familiari e pazienti che sono ricoverati presso l’Area Covid-19 del Frangipane di Ariano Irpino.

Il servizio consente di mettere in contatto i pazienti e i loro familiari, attraverso la mediazione di una psicologa, con telefonate e video chiamate. L’obiettivo del servizio è quello di allieviare il più possibile la permanenza in ospedale che è resa più pesante dall’isolamento dai propri affetti.

Numero verde gratuito per assistenza psicologica attivo ad Ariano Irpino

Numero verde gratuito per assistenza psicologica attivo ad Ariano Irpino

Il servizio si rivolge anche agli operatori sanitari che, in questo periodo, sono sottoposti a forte stress legato soprattutto alle particolari condizioni di lavoro.

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 08:30 alle ore 14:30 e solo lunedì e mercoledì è aperta anche dalle 15:00 alle 18:00.

Le emozioni spiegate da Stefania Tronconi

Le emozioni sono delle sensazioni e dei processi automatici da cui, nella maggior parte delle volte, ci facciamo travolgere. Eppure sono loro a condizionare le nostre reazioni, i nostri rapporti interpersonali e sono lo “strumento” con cui ci relazioniamo con noi stessi e con gli altri.

È importante scoprire, approfondire e familiarizzare con le nostre emozioni, per poter avere una qualità di vita migliore, soprattutto in questo periodo in cui per diverse circostanze ci sentiamo più vulnerabili e in balìa dei nostri stati emozionali, che si alternano senza preavviso e che, in alcuni soggetti, possono creare uno scombussolamento emotivo e comportamentale.

Questo argomento è stato trattato, sotto diversi punti di vista e in diversi settori. Noi intendiamo approfondirlo all’interno della Bioginnastica insieme a Stefania Tronconi, ideatrice della metodologia.

Seduta dimostrativa di Bioginnastica a Rimini

La bioginnastica approda al Rimini Wellness

La Bioginnastica ci permette di conoscerci in modo approfondito, mettendoci davanti tutto ciò che siamo e che sentiamo, senza troppi imbelletti, in negativo e positivo.

La Bioginnastica si basa su un profondo ascolto di noi stessi da cui scaturisce un dialogo in cui, se siamo predisposti, possiamo prendere consapevolezza della nostra realtà emotiva che è una datità, che solo noi possiamo cambiare, per renderci migliori nell’approccio con la vita e nel rapporto con l’altro.

Le emozioni che non riusciamo a dominare sono proprio quelle che prendono il sopravvento. La cultura occidentale, purtroppo, ha poca dimestichezza con la sfera emotiva perché è sempre stata vista come una sfera metafisica, a volte frutto di teorie poco razionali. In realtà le emozioni influiscono sui nostri comportamenti e su tutta quella sfera fatta di azioni e di ragionamento che appartiene al nostro mondo reale e fisico.

Stefania Tronconi: video

L’ideatrice della metodologia Bioginnastica

Paul Ekman, psicologo statunitense e conoscitore della neurofisiologia emozionale, sostiene che tutti gli esseri umani hanno una memoria emozionale comune, che appartiene all’inconscio collettivo e che ci accomuna per il solo fatto di essere persone.

Ciò che distingue  una persona da un’altra è il personale raccoglitore emozionale che si costruisce in base alle proprie esperienze personali e dalle interpretazioni che ciascuno fa di esse.

Le emozioni che regolano e modificano il nostro comportamento, più delle altre, sono quelle della paura e della rabbia.

Stefania Tronconi ci parla della rabbia

Rabbia

Che cos’è la rabbia?

Una delle emozioni predominanti è la rabbia infatti Paul Ekman la include tra le emozioni fondamentali. Generalmente questa emozione si manifesta con mascella serrata, batticuore, aumento del calore del corpo, sensazione di caldo al viso, viso arrossato, aumento della forza, senso di potere, sensazione di energia che parte dal basso addome e sale fino alle braccia facendo venire l’impulso di prendere, stringere o lanciare qualcosa.

La rabbia però non ha solo un effetto negativo, come spesso riteniamo, ma è capace di darci energia per affermare ciò che siamo, ciò che vogliamo salvaguardare del nostro spazio e ciò di cui abbiamo bisogno per realizzare i nostri progetti. Spesso ci arrabbiamo perché non riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi e attribuiamo ad altri la responsabilità del nostro fallimento, proiettando le nostre frustrazioni fuori di noi anche se, in realtà, siamo arrabbiati con noi stessi ma non ce ne rendiamo conto.

Ecco il video in cui Stefania Tronconi ci spiega in modo più approfondito cos’è la rabbia.

Stefania Tronconi ci parla della rabbia

Per scoprire come si può controllare la rabbia, canalizzarla e come possiamo controllare questa emozione attraverso gli esercizi di Bioginnastica dovrete attendere il prossimo video!

Intanto se volete approfondire meglio questa metodologia non vi resta che acquistare l’ultimo libro di Stefania Tronconi, Bioginnastica per il riequilibrio posturale bioenergetico.

La federazione della terza età lancia un numero verde per il supporto psicologico agli anziani soli

Senior Italia, WINDTRE e SIPEm SoS Federazione lanciano un numero verde per il supporto psicologico agli anziani soli.

Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani dichiara:

In queste settimane siamo di fronte a un’emergenza senza precedenti, con gravi risvolti anche sociali. Le misure di sicurezza e prevenzione contenute nei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dettate dalla necessità di contenere il virus e tutelare la salute pubblica, hanno modificato drasticamente le nostre abitudini, riducendo in modo importante i contatti e i rapporti sociali, per il bene di tutti.

Questo cambiamento ha un impatto pesante sulla vita di tutti quegli anziani che vivono soli e che in molti casi non hanno nessuno, né figli, né parenti e né amici a cui rivolgersi.

È facile immaginare quanto la solitudine impatti negativamente sulla loro condizione psicofisica, unitamente al rischio di un drastico peggioramento sugli stili di vita (sedentarietà, perdita di aderenza alla terapia, cattiva alimentazione) con pesanti conseguenze in termini di salute. Per questo abbiamo ritenuto importante offrire loro un supporto concreto attraverso un numero verde che metta loro a disposizione le competenze di una rete di professionisti formati proprio nella gestione psicologica delle emergenze.

Numero verde per supporto psicologico agli anziani soli

Numero verde per supporto psicologico agli anziani soli

Roberto Ferri, il Presidente Nazionale di SIPEm SoS Federazione, afferma:

L’emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova la serenità psicologica della popolazione.

Le maggiori ripercussioni gravano sulle persone in situazione di fragilità quali gli anziani che, proprio per tale condizione, necessitano di un supporto psicologico professionale che li aiuti a superare al meglio questo momento di solitudine per limitare al massimo il rischio di insorgenza di depressione, angoscia e stati di ansia con conseguente peggioramento dello stato di salute psico-fisico.

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Covid-19: una lezione di Bioginnastica di Stefania Tronconi per affrontare l’ansia e lo stress di questi giorni

Stiamo vivendo giorni difficili, a causa della cattività forzata cui ci sta costringendo questa emergenza.

La causa delle nostre preoccupazioni può essere collegata a diversi fattori: preoccupazioni lavorative, affetti lontani, paura di contagiarci, gestione del tempo quotidiano che è cambiato drasticamente, difficoltà nel dover e non nel poter restare nelle nostre abitazioni, questi sono solo alcuni esempi.

Da questa serie di preoccupazioni il nostro organismo, su alcuni, può reagire con irritabilità, nervosismo, ansia e insonnia. Questi atteggiamenti minano la nostra centratura e il nostro equilibrio psicofisico.

Abbiamo fatto qualche domanda a Stefania Tronconi per comprendere meglio cosa sta accadendo al nostro organismo e in che modo la Bioginnastica può aiutarci a trarre giovamento, praticando una lezione specifica.

Bioginnastica: video

Bioginnastica di Stefania Tronconi

Ansia e stress spiegati da Stefania Tronconi

1. Che cos’è l’ansia?

L’ansia è una trasformazione, un‘amplificazione anticipatoria delle nostre paure. Tutto ciò che stimola in noi la paura emerge e la riflettiamo nel nostro futuro. Questo stato di preoccupazione influenza e determina il nostro pensiero, rivolgendolo verso la paura amplificata e non reale. Da ciò scaturiscono pensieri non centrati poiché questo stato d’animo ci fa perdere di vista la realtà.

2. Che cos’è lo stress?

Lo stress invece è uno stimolo che arriva dall’esterno o anche dall’interno del nostro corpo e noi lo elaboriamo per dare una risposta. Lo stress, in sé, ha uno scopo funzionale  perché ci permette di stimolarci nel migliorarci e ci spinge ad evolverci nella nostra vita. Quando il livello di stress è molto alto o è ripetuto e frequente, durante la giornata,  il nostro sistema di adattamento va in tilt.

3. Ansia e stress sono collegati  tra loro?

Sì, ansia e stress sono collegati perché più ho paura, più questa situazione di allerta e di sovrastimoli che partono dall’interno si amplifica.

La paura, ad esempio, la percepiamo dall’interno e l’amplifichiamo attraverso i nostri pensieri e i nostri rimuginamenti. In questo periodo siamo iper stimolati anche attraverso le informazioni che giungono dall’esterno, spesso confuse, associate anche alla paura reale di un cotagio della malattia ovviamente ciò ci conduce ad una percezione rivolta verso il negativo.

Questo stato d’animo mette in movimento tutti i sistemi che sono collegati allo stress, tutto il nostro sistema psichiconeuroendocrinoimmunologico e tutto l’aspetto fasciale delle tensioni fisiche del corpo ci pone in uno stato di stress e di allerta e, dunque, facciamo fatica a tornare in una fase di quiete e di rigenerazione. Questo influisce negativamente anche sul nostro sistema immunologico e su quello psicofisico.

In breve più siamo in ansia, più rimuginiamo, più amplifichiamo questo stato di ansia e più creiamo stress e conflitto all’interno del nostro organismo che va ad alterare il sistema psiconeuroendocrinoimmunologico.  In questo modo reagiamo in modo non positivo alle situazioni, attraverso le azioni che sono amplificate o nel reagire a una malattia che non è detto sia necessariamente il virus Covid-19 perché siamo soggetti anche ad altre patologie.

Lo stress influisce sul sistema cardiovascolare, sulla pressione, sul metabolismo, sui reni, sul nostro intestino e quindi su tutte le malattie che sono collegate ad esso.

Stefania Tronconi: intervista

Stefania Tronconi

4. Attraverso l’ansia e lo stress, che sono dei campanelli d’allarme, cosa vuole comunicarci il corpo?

Il corpo sente e percepisce quest’ansia sia a livello fisico, attraverso una contrazione fasciale che percepiamo dalla nostra muscolatura, ma anche a livello viscerale. La sensazione di stretta nel petto o nella bocca dello stomaco e già un avvertimento, qui possiamo ascoltare il nostro respiro e capire se stiamo respirando profondamente o se abbiamo il respiro corto. Già da ciò possiamo capire se il nostro livello di stress è molto alto.

La Bioginnastica ci aiuta a fermarci e a rallentare le fasce per aiutare il corpo a trovare il suo equilibrio ma anche a livello psicofisico.

5. Come si può modificare questo segnale per crescere?

È importante, dunque, ascoltare le nostre ansie e le nostre paure perché nell’ascoltarle possiamo tranquillizzarci e darci delle soluzioni.

Se, invece, continuamo ad ascoltare questo chiacchiericcio e rimuginamento non facciamo altro che amplificare il nostro stato d’animo senza arrivare ad un punto di svolta. Dobbiamo fermarci e capire dove fisicamente somatizziamo la nostra ansia e attraverso il riequilibrio del respiro e attraverso la connessione corpo e mente possiamo ritrovare l’integrità e quella connessione che è capace di darci delle rispo positive e attive a quella che è la situazione di oggi.

La video lezione di Bioginnastica di Stefania Tronconi, in home, è adatta a tutti.

Chi non pratica questa metodologia ovviamente è sprovvisto delle palline specifiche di Bioginnastica, consigliamo di utilizzare una coperta arrotolata (un plaid) o di non utilizzare nulla.

Bioginnastica per il riequilibrio posturale bioenergetico spiegato da Stefania Tronconi

Bioginnastica per il riequilibrio posturale bioenergetico è l’ultimo libro di Stefania Tronconi, ideatrice della metodologia Bioginnastica, pubblicato da red! edizioni.

Il libro spiega nel dettaglio tutti gli step che compongono questa metodologia, la sua evoluzione nel corso degli anni, partendo dalla sua nascita fino ad arrivare ad oggi.

La Bioginnastica è una metodologia dinamica perché ha come centro l’uomo e il suo rapporto interconnesso con l’esterno e l’interno, dunque con elementi che di per sé si basano sulla mutevolezza e non sulla rigidità e sulla staticità.

Stefania Tronconi: intervista

Stefania Tronconi parla del suo ultimo libro

Bioginnastica per il riequilibrio posturale bioenergetico oltre ad essere una guida per poter comprendere meglio questa metodologia è anche un viaggio, in cui ciascun operatore di Bioginnastica ci spiega il proprio percorso, i propri dubbi e le difficoltà affrontate prima di abbracciare completamente questa nuova predisposizione interiore ed esteriore.

La Bioginnastica, infatti, si basa sulla stretta connessione tra ciò che siamo, che comprende i nostri blocchi emozionali scaturiti dal nostro vissuto e da come ciò che di negativo ci ha permeati, ricade sul nostro corpo e sui blocchi fisici ad esso correlati. Ciascuna parte del corpo in Bioginnastica corrisponde ad una parte emozionale perché siamo ciò che viviamo e ciò che sentiamo.

Bioginnastica per il riequilibrio posturale bioenergetico di Stefania Tronconi

L’ultimo libro di Stefania Tronconi sulla bioginnastica

La foto spiega come il nostro malessere causato da determinate emozioni possa influenzare positivamente o negativamente il nostro benessere fisico. Il compito della Bioginnastica posturale bioenergetica è quello di educarci verso un equilibrio psicofisico che sia in grado di farci vivere meglio, reagendo nel modo giusto per il nostro benessere fisico e mentale.

Per farvi comprendere meglio il senso di ciò che ho scritto, riporto dei punti salienti contenuti all’interno del libro Bioginnastica per il riequilibrio posturale bioenergetico:

Conoscere la diversità attraverso le tipologie di persone ci permette di accettare le nostre caratteristiche profonde. Ogni persona è un mondo da scoprire, un’opportunità per riflettere e rifletterci. Siamo diversamente simili: osservando la diversità, accogliamo la similitudine.

L’importante è riconoscersi e scoprire le opportunità di essere, migliorarsi e valorizzarsi per ciò che siamo nel rispetto della nostra natura. Essere diversi con le proprie unicità, peculiarità, e talenti, ma simili nel modo di sentire e nelle emozioni che proviamo.

Diversi nei comportamenti ma simili nel desiderio di essere se stessi. La nostra matrice non può essere altro da ciò che è, ogni genotipo ci predispone inevitabilmente a determinate ersperienze, non possiamocambiare la pianta che siamo, ma possiamo trasformarci nella migliore versione di noi stessi.

C’è differenza tra essere un m elo rattrappito e sofferente e un melo rigoglioso e sano. La differenza sta nella capacità di prenderci cura di noi, imparando a cogliere il nostro corpo, conoscendone e riconoscendone le caratteristiche e lasciando andare il giudizio su presunti difetti e imperfezioni. Essere se stessi significa conoscersi, scoprirsi man mano, comprendere grazie alle esperienze chi siamo.

Seduta dimostrativa di Bioginnastica a Rimini

La bioginnastica approda al Rimini Wellness

E ancora:

Guardarci allo specchio amando ciò che vediamo senza volerci cambiare: accogliere il tutto. Se valorizziamo di noi la parte perfetta e gioiosa anche le parti di ombra potranno assumere una Luce diversa: le paure diventano limiti ma non limitazioni, gli occhi vedono oltre e trovano la nota armonica che ci realizza…

Bioginnastica a Rimini Wellness 2019

Bioginnastica al Rimini Wellness 2019

Bioginnastica: i biotipi

Nella nostra diversità ciascuno di noi è accomunato da determinate caratteristiche fisiche e del sentire. Ciò all’interno della Bioginnastica ha un nome specifico: biotipo. I biotipi nella Bioginnastica sono quattro: Cerebrale, Bilioso, Sanguigno e Linfatico.

Ciascun biotipo rappresenta i diversi insiemi di caratteri morfologici, fisiologici e psicologici che formano la nostra costituzione corporea. In base a biotipo di appartenenza ciascun biotipo  tende a reagire in modo diverso, a dare risposte diverse e si manifesta a livello emozionale e posturale in un modo diverso.

La struttura di ciascun biotipo si modifica in base al mondo esterno con cui rapporta  e, di conseguenza, ne cambia costantemente anche la postura. Non esistono, in Bioginnastica,  biotipi puri ma spesso predomina un carattere, un segno distintivo e ciò dipende dalla storia evolutiva dell’essere umano.

Ecco le caratteristiche di ciascun biotipo e la relativa associazione con ciascun elemento, spiegato nel libro di Stefania Tronconi:

Cerebrale – Elemento Terra

Individuo magro, con il corpo cifotico o scoliotico, ripiegato per deficit muscolare, debole e pallido. Melanconico – nervoso, introverso, introspettivo, intuitivo, emotivo e sentimentale. Prevale la funzione recettiva. Simpaticotonico, ipertiroideo, astenico. Tende a stressare i reni.

Sanguigno – Elemento Aria

Individuo con buona massa muscolare soprattutto nel tronco, se fuori forma accumula grasso addominale e viscerale. Attivo, rubicondo, passionale, curioso, estroverso, loquace e mobile. Prevale la funzione riproduttiva. Anabolico, ipersurrenalico, stenico. Tendenza al grasso flaccido e alle patologie cardiocircolatorie.

Bilioso – Elemento Fuoco

Individuo magro ma con una muscolatura tonica e spesso rigida, scavato in volto. Forte, irritabile, orgoglioso, ha un forte senso della giustizia, leale, emotivo e permaloso. Catabolico, ipertiroideo, ipersurrenalico. Prevale la funzione reattiva. Tendenza all’accumulo di grasso compatto e a sovraccaricare il fegato.

Linfatico – Elemento Acqua

Individuo corpulento tendente all’obesità e al grasso flaccido. Flemmatico, pacifico, calmo, lento, pigro, apparentemente felice, adattabile e dipendente. Prevale la funzione nutrizionale. Ipersurrenalico, astenico, vagotonico, ha il metabolismo rallentato. Tende a ristagni catarrali per scarsa ossigenazione.

Bioginnastica: video

Bioginnastica di Stefania Tronconi

Questo è solo un accenno di ciò che è contenuto all’interno del libro Bioginnastica per il riequilibrio posturale bioenergetico di Stefania Tronconi.

Per scoprire il resto non vi resta che addentrarvi in questo mondo leggendo il libro e iniziando a praticare la Bioginnastica!

Consigliatevi visite nei boschi: dalla ferita alla feritoia

La filosofia ci insegna che l’uomo è dilaniato da una mancanza. Il nostro compito è trasformare la mancanza in intenzione conoscitiva.

Che cosa manca? Qual è la ferita che chiede di essere sanata? Qualcuno dice la sete di infinito che sa di essere finito, altri parlano di destino che non riesce ancora a compiersi. Cos’è che ci sfugge continuamente? E quanto siamo disposti a rischiare per scoprirlo?

Si  dice che senza la discesa al regno degli inferi, non si conquista la possibilità di relazionarci con l’inconscio e, che se viene negato, assume la forza distruttiva di un istinto cieco. La mancata relazione con questa parte oscura di noi stessi è la causa di molte forme di nevrosi e porta alla chiusura soffocante in un mondo fatto di regole comportamentali e di doveri imposti che ci rendono estranei alla nostra verità interiore.

Solo attraversando l’inferno si ha la possibilità di raggiungere il paradiso. L’attraversamento dell’inferno è una parte inevitabile del viaggio, anzi ciò che si apprende nella notte dell’anima è indispensabile per vedere il nostro progetto esistenziale.

In tutti i miti l’eroe scende negli inferi, incontra qualcuno dal quale riceve informazioni preziose che riguardano il suo progetto futuro. E’ nel profondo che si prova la conoscenza vitale, quella che ci rende vivi. Senza questa conoscenza, non si può trovare la strada da seguire, non si raggiungono le soglie del paradiso, cioè un cuore palpitante capace di emozionarsi e di fare del bene.

foresta

natura

Nelle relazioni affettive c’è tutto il senso della nostra vita. La ricerca di questo senso però esige lo smarrimento.

L’incontro con se stessi è una rivoluzione che è guidata dalla forza sconvolgente del sentimento.

La verità interiore va colta col cuore, in quanto è l’emozione che mette in subbuglio le cose, le agita e le fa emergere. La gran parte delle malattie che ci colpiscono, si sviluppano dalle emozioni represse, e bisogna cogliere la forza invisibile che si cela oltre l’apparenza, nel profondo dove si trovano i veri valori dell’individuo.

Spesso sentiamo parlare di blocchi, questo perché comprimiamo ogni dimensione emotiva e creativa, assumendo una struttura rigida e conformista  con l’accettazione acritica dei modelli dominanti, difendendo i canoni collettivi perché questi, a loro volta, difendono il loro falso equilibrio.

È cosa ardua ma possibile lavorare nell’accettazione della conflittualità per dar vita a qualcosa di nuovo, aprendo una conversazione intrisa di sentimento.

Il sentimento attiva l’istinto creativo che è presente nell’inconscio e permette alle parole di ispirare una nuova verità. Questa verità che sorge nella relazione. Ed allora la funzione delle parole non è più mera informazione ma bensì evocazione . Quando l’io evoca qualcosa è costretto a superare i suoi limiti immaginativi ed i suoi confini si sciolgono, le sue abitudini si decostruiscono.

Così l’io regredisce momentaneamente, e le sue resistenze si sciolgono. Permettendo al guscio di aprirsi e di mostrare la verità del desiderio inconscio.

Come si apre il guscio? Attraverso sicuramente una sorta di tempesta emotiva che travolge l’io per aprire degli squarci sul suo mondo interno  e quindi osservare il dinamismo nascosto del conflitto interiore, quello che dilania l’uomo.

Ma questo conflitto non va guardato soltanto con gli occhi della razionalità, ma bensì con uno sguardo fanciullesco, diciamo uno sguardo poetico che è capace di meravigliarsi. Un nevrotico, dicono, non sa meravigliarsi perché non sa rischiare ed è chiuso nel suo guscio.

Allora dovrà trovare qualcuno in grado di creare per lui atmosfere sognanti che preludono all’incontro con l’invisibile. Nell’abisso del sottosuolo è possibile osservare la struttura della personalità che viene sottoposta  ad un processo di analisi, cioè di scioglimento. La struttura viene quasi dissolta, quasi come a volerla smontare e rimontare.

Un’ analisi perturbante per l’io perché fa emergere una nuova  logica che gli è poco familiare. Dietro l’apparente assurdità  di queste immagini, c’è la verità interdetta del desiderio inconscio che si propone con un linguaggio strano, fatto di accostamenti e di stati d’animo, ed è così che l’anima parla. Questo processo sorprende l’io, perché à basato su momenti di tensione di distensione che possono apparire paradossali. Quando l’io perde i suoi abituali punti di riferimento, l’energia cavalca simboli e metafore di un’avventura inesauribile.

Coraggio e determinazione non bastano, bisogna acquisire l’arte della improvvisazione. Perche quando l’io improvvisa, la psiche accade. Improvvisiamo quando facciamo convergere razionalità e inconscio, facendo convergere solo l’io siamo parziali e incompleti e non c’è integrazione della personalità, non c’è sintesi creativa dei vari aspetti contraddittori. L’integrazione comincia dove non c’è supremazia dell’io con le sue parole collettive .

L’evoluzione o se vogliamo il superare se stessi arriva quando cessano le menzogne e la persona incontra il suo desiderio, che è la sua verità. La verità che sussurra l’inconscio e che dobbiamo cogliere .

Del resto gli incontri importanti sono quelli che avvengono per liberare la nostra vita da qualcosa di falso e di sbagliato .

Ad un certo punto succede che una persona  non riesce più a vivere nella falsità senza la sua verità, bisogna fare in modo che le cicatrici possano parlare Si tratta di rendere propulsiva questa sofferenza  trasformandola da urlo disperato in una parola viva.

E qui entra in gioco la paura, la funzione della paura è quella di rimuovere un antico trauma… ma ad un certo punto la persona sente che il prezzo da pagare per questa difesa è un prezzo troppo alto perché implica il sacrificio di un desiderio che caratterizza e rende unica la persona  e allora bisogna andare alla ricerca di questo desiderio.

La persona capisce che non può più annullare se stessa, ignorando i propri bisogni. Non può continuare ad avere paura di essere se stessa.

La soluzione è quella di imparare ad amare ad essere se stessa , per intraprendere un percorso di individuazione creativa,  come diceva Aldo Carotenuto ognuno di noi porta con sè una ferita primordiale difficile da comunicare ma che può trasformarsi in feritoia ovvero può generare il nostro stile relazionale. C’è una leggenda indiana che racconta di un pastore che non riesce a dormire per il dolore provocato da una spina , ma proprio per questo  lui riesce a vedere cose che agli altri sfuggono e allora possiamo dire che la nostra ferita è il luogo in cui nasce il nostro sguardo psicologico, quello sguardo che ribalta gli assunti e vede l’invisibile, è quello sguardo che fa diventare la mancanza una tensione conoscitiva.

La psiche è desiderante e cosa desidera?

Desidera relazionarsi ed è grazie alle relazioni infatti che noi superiamo noi stessi.

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