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Cultura: La Fermata porta in scena il Don Chisciotte e l’Irpinia: l’intervista
Comunità: Progetto Comune, Bonito si stringe intorno a De Pasquale
Politica: Luca Cipriano agita la questione morale
EDITORIALI

Il potere dei partiti e la capacità d’interdizione

di Erminio Merola
Un partito per essere tale e far valere la propria autorità deve avere capacità d’interdizione…
 

Intervista tripla: Luca Cipriano, Dino Preziosi e Amalio Santoro

La campagna elettorale per le prossime Amministrative di Avellino è quasi agli sgoccioli.

Ecco l’intervista tripla tra: Luca Cipriano, Dino Preziosi e Amalio Santoro, tre dei sette candidati a sindaco per questa tornata elettorale.

Luca Cipriano, Dino Preziosi e Amalio Santoro: intervista tripla

Alcuni dei tre candidati a sindaco per le Amministrative 2019 di Avellino

Per par condicio sono stati invitati tutti i candidati a registrare l’intervista presso la nostra sede ma, purtroppo, causa numerosi impegni dei candidati dovuti alle prossime elezioni non abbiamo potuto pubblicare due delle tre interviste in programma.

La donna senza applausi

L’articolo 3 della Costituzione Italiana dice:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

L’articolo 51 recita:

Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità’ tra donne e uomini. La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

Si ricordi che in Italia alle donne è stato riconosciuto il diritto al voto solo nel 1945: prima di allora erano di fatto, totalmente escluse dalla vita pubblica ed è paradossale che abbiano dovuto combattere per qualcosa che spettava loro di diritto, dalla nascita, al pari di un qualsiasi altro cittadino di sesso maschile.

Un discorso analogo vale per le tanto discusse quote rosa, la cui legge esiste solo dal 2011, ovvero le quote minime di presenza femminile all’interno di organi elettivi perché la presenza femminile nelle  amministrazioni pubbliche dovrebbe essere qualcosa di ovvio, così come ovvia è la presenza maschile.

Ciò deriva dal fatto che il ruolo politico della donna è stato sempre visto come qualcosa di passivo. Le donne sono troppo spesso chiamate in causa solo quando devono esprimere un voto. Ebbene, le donne sono sì elettrici ma devono anche avere la possibilità di essere elette.

Donne e società

Donne e quote rosa

Forse non si conoscono perfettamente e nel profondo le donne. Se così non fosse, attribuiremmo loro diversi aggettivi e affiancheremmo loro solo immagini di forza.

Vivere la propria femminilità dai banchi di scuola, al posto di lavoro e di politica, significa imparare presto che ci vogliono più energie per dimostrare il proprio talento. Parlate con queste donne e poi dite se sono così deboli, così fragili e bisognose di tutela.

Come afferma Eliana Bellezza ADAPT Community Manager:

Le donne hanno solo bisogno di spazio, di luoghi di lavoro, di classi, di imprese, di parlamenti, di piazze, di palchi, di teatri che sappiano svelare quante competenze silenziose si nascondono dietro i sorrisi, gli sguardi, i gesti che mostrano.

Quelle competenze le rendono piene di energia, poiché il vissuto personale di ciascuna persona – e di una donna in particolare, a cui la natura ha conferito compiti differenti, concedendole esperienze di straordinaria forza – lascia sempre sulle spalle uno zaino pieno zeppo di “so fare”, di capacità, di gesti concreti di cui il mondo del lavoro ha bisogno più che mai.

Le donne che sembrano occuparsi di politica meno degli altri, in realtà hanno freni inibitori indotti , dovuti ad una cultura maschilista che volente o nolente impatta il nostro quotidiano.

Le aspettative sociali uguali per tutti si caratterizzano di provocazioni e reazioni.

Le donne che si espongono in politica sono ancora troppo poche. In Italia abbiamo un’immagine predefinita di  quella che è la donna in politica, da un lato la “ simil olgettina”, per dirla in

maniera cruda la gnocca della situazione,che viene sospettata di aver utilizzato i suoi favori naturali per arrivare dove si trova, contrapposta all’altro tipo di donna che non dà proprio un’immagine glamour di se stessa, ma un cervello libero tale da competere per affermarsi e dare voce alla propria idea.

Quella giovane sarà sempre accusata di essere passata sotto la scrivania, e forse sa benissimo che verrà presa in giro dall’inizio alla fine, non per quello che dirà ma per il suo aspetto fisico . Questo tipo di donna dovrà avere per forza altri fini. E quindi sarà vista meno credibile.

Spesso e volentieri la donna non ha un incoraggiamento familiare, sottoposta da sempre al giudizio degli altri che diviene molto duro; la questione più sottile, forse più psicologica, lo vede nelle discussioni con i maschi, loro tendono a prevaricarsi; mentre le donne discutono e se lo fanno, sono molto più pacate.

Retaggi culturali bloccano e quindi manca un approccio veritiero alla realtà.

Donne moderne: difficoltà

Donne e società

Le quote rosa davvero crediamo siano la soluzione per valorizzare la donna?

La partecipazione attiva se non parte dalla donna stessa che consciamente accetta la sua discesa in campo non ha senso. Le quote rosa  possono rivelarsi inutili e dannose, se è solo uno spazio che bisogna colmare.

Le donne sono presenti, sono combattive. Nella politica locale le donne ci sono, si impegnano, sono coscienti , non hanno paura di esporsi, parlare con un microfono in mano. E’  nel porsi nei più alti gradini che inciampano o forse non decollano.  Le donne ci sono, ma non le troviamo a parlare spesso davanti ad una grande assemblea.

Non sarà il caso della Le Pen, figlia d’arte e donna in prima fila. Le altre, in genere, sono dietro le quinte, a servizio dell’uomo.

Natura, genetica, cultura possono fare la differenza?

Qui entra in gioco la dimensione personale, la pressione sociale dei genitori, degli amici che non collimano con il fulcro della vita politica. La condizione iniziale a delle proposte concrete è voler creare modelli e archetipi  differenti, veri e genuini.

Quante volte succede che una donna nel prendere una qualsiasi posizione subitaneamente le si fa notare  che non solo è una donna ma se è una mamma, rispetto a certi discorsi, certe affermazioni non può permettersele?

Spesso la donna attua nei suoi confronti un vero e proprio autosabotaggio oppure ha un livello di competenze talmente tanto alto da non curarsi minimamente delle critiche, non avendo paura della percezione negativa che potrebbe dare nel parlare.

Il problema del giudizio sociale non parte sempre dall’uomo ma è un problema generale.

Una donna deve sapere di poter essere protagonista della vita politica, della vita professionale, della vita sociale e della vita familiare e deve poter aspirare a questo sin dall’ infanzia, senza limite o preconcetto alcuno. Se si porterà avanti tutto ciò, la collettività intera ne risulterà certamente migliorata.

 In definitiva e perché no, anche in una prospettiva utilitaristica per quale ragione ci vogliono più donne in politica? Per la qualità fondamentale propria di ogni donna: essere una amministratrice nata. Che si amministri il ménage familiare, un’azienda o un Paese intero, ogni donna ha le caratteristiche per farlo. Per sua natura ella è infatti portata ad occuparsi degli altri: le donne sono madri. E questo vuol dire, che per indole personale, tendono a mettere gli altri al primo posto, e di conseguenza sono più sensibili alle esigenze del cittadino, sono più concrete ed operative, risultando quindi di grande utilità per la cosa pubblica.

Vengono in mente le parole di Margaret Thatcher:

In politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna.

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Di Maio e il Movimento 5 Stelle si riprendono la città

Per il secondo anno consecutivo, il vicepremier Luigi Di Maio si fa vedere in città a pochi giorni dalle elezioni amministrative. L’anno scorso è andata bene. Quest’anno, visto l’entusiasmo dei militanti ed elettori arrivati da tutta l’Irpinia, il Movimento 5 Stelle potrebbe ripetersi. Continuare per cambiare è lo slogan.

Insomma, la sfida del Movimento 5 Stelle al Pd, partito che ha governato la città di Avellino negli ultimi trent’anni, entra nel vivo e Di Maio è il primo a prendersi la piazza.

Intervista doppia: Tiziana Cipolletta vs Chiara Rossani

Un’altra intervista doppia in vista delle prossime elezioni amministrative di Avellino, previste per il prossimo 26 maggio, vede come protagoniste due donne militanti molto diverse tra loro ma con una passione in comune: l’amore per la loro città e la politica.

Tiziana Cipolletta e Chiara Rossani: videointervista

Intervista doppia

Le protagoniste di questo nuovo match sono: Tiziana Cipolletta candidata nella lista Vera che ha come candidato sindaco Gianluca Festa e Chiara Rossani candidata nella lista La svolta che ha Dino Preziosi come candidato sindaco.

Buona visione!

Franco Roberti (Pd):
«Un ex magistrato può dedicarsi alla politica»

Legame antico quello tra Franco Roberti e l’Irpinia che risale agli anni ’80 e alle drammatiche vicende del terremoto, quando da giovane giudice istruttore fu inviato a Sant’Angelo dei Lombardi per indagare sulle infiltrazioni camorristiche nella ricostruzione post-sisma.

Oggi l’ex Procuratore nazionale Antimafia torna in Irpinia in altre vesti. Candidato al Parlamento Europeo, l’assessore regionale della Giunta De Luca ha incontrato gli elettori presso la Chiesa del Carmine e spiegato le ragioni della sua candidatura con il Pd, difendendo il suo impegno politico dopo una vita da magistrato.

Intervistato da Livio Coppola, de “Il Mattino” di Avellino, Franco Roberti si è a lungo soffermato sui grandi cambiamenti che l’Irpinia ha subito in questo quarantennio.

Le donne del Vino: intervista a Valentina Carputo, delegata della Regione Campania

Valentina Carputo, delegata regionale della Campania per Le donne del vino, ci ha parlato dello sviluppo e dei prossimi eventi in programma dell’associazione.

Le donne del vino nasce nel 1988 con l’intento di creare una rete e un sodalizio forte tra tutte le donne che lavorano attivamente nel settore vitivinicolo.

Valentina Carputo: intervista

Delegata Regione Campania delle Donne del Vino

Donne e vino era un connubio che in passato veniva poco contemplato o preso poco in considerazione dagli addetti al settore che erano in prevalenza uomini.

Oggi le cose stanno cambiando notevolmente e l’associazione Le donne del vino ne è la prova tangibile.

Simone Vignola, il musicista avellinese, alle selezioni di The Voice of Italy

Ieri sera, in occasione delle selezioni per la nuova edizione di The Voice of Italy, il talent show di Rai 2, abbiamo potuto godere di un’esibizione davvero esemplare, di cui potremmo dichiararci fieri.

L’artista avellinese Simone Vignola, musicista, autore e compositore, nonché bassista virtuoso, producer e cantante, ha fatto il suo ingresso in studio e ha sfoggiato la veste migliore di sé stesso, mostrando l’incredibile destrezza nell’utilizzo della Loop Station.

La Loop Station è una tecnica digitale sofisticata, azionata mediante una pedaliera, che permette ai suoni, prodotti nel momento stesso della performance, di riprodursi ripetutamente, potendo così creare nel medesimo istante una vera e propria orchestrazione per un brano che si sta per eseguire. E in tutto ciò, chi produce  i suoni che poi registra nello stesso momento, resta da solo nello stage, ma orienta la propria produzione verso un’esecuzione che pare sia fatta da un’intera squadra di musicisti.

Quello che ha dimostrato Simone Vignola, ieri sera, non è soltanto capire quanto oggi la volontà di un utilizzo di qualcosa di eccezionale possa davvero portare lontano, ma quanto sia essenziale che si dia spettacolo e ci si possa mettere in mostra, seppur in maniera del tutto rispettosa e umile, attraverso un canale importante come quello dei talent, quindi televisivo, e farlo in maniera del tutto originale.

Tralasciando un attimo solo le luci abbaglianti e gli applausi che hanno sottolineato lo spettacolo di pochi ma esaltanti minuti di performance ricca di maestria, è doveroso ricordare quanto la tecnica della Loop Station abbia portato lontano il nostro Simone Vignola, riconosciuto come uno dei migliori bassisti al mondo.

simonevignola

Simone Vignola

Simone Vignola: carriera artistica

Vincitore, ad appena ventun anni dell’Euro Bass Day 2008, ha iniziato la sua carriera solista nel migliore dei modi, non soltanto guadagnandosi giovanissimo la fiducia di un pubblico esperto, ma anche internazionale, soprattutto quando nel 2010 il talentuoso artista avellinese ha esposto al conservatorio di Amsterdam la sua tecnica di The Art of Looping, tenendo una lezione nell’ambito del contesto olandese AmsterBass; o come quando l’anno dopo ha vinto il BOSS Loop Contest Italia, che gli ha permesso di volare fino a Los Angeles per il BOSS Loop Station Championship 2010, e farsi conoscere oltreoceano.

Per non parlare di un basso “signature” prodotto dall’azienda M2 Guitar, e delle esibizioni con cui ha diviso il palco con Caparezza, Jutty Ranx o coi famosissimi Level 42, senza poi contare della stampa in Giappone di un suo disco, e l’ottimo responso ogni volta che produce un suo album.

Sì, perché Simone Vignola, oltre a saper suonare in maniera impeccabile, è uno di quelli che i dischi se li suona dall’inizio alla fine, destreggiandosi con tutti gli strumenti, coi campionamenti, batteria e drum machine, con la voce, coi cori, con il missaggio e il mastering finali.

Il cantante avellinese

Simone Vignola

Simone Vignola: l’esibizione al contest The Voice of Italy

Ieri sera, durante il contest The Voice of Italy di Rai 2, ha coraggiosamente messo da parte le sue produzioni e si è esibito con Roxanne dei Police, non tradendo la sua sfrenata passione per Sting.

E la tecnica Loop, di cui è di sicuro uno dei più esperti al mondo, ha dato un’impronta di originalità e abilità esemplari, e il pubblico ne ha saputo riconoscere il talento; Morgan ha colto fin da subito il lavoro di precisione incredibile che si è svolto nella preparazione all’esibizione e ha quasi rimpianto di aver completato la sua squadra, complimentandosi con Simone Vignola; Gigi D’Alessio, altro coach più “preparato” della giuria, ha altresì elogiato la sua tecnica. Peccato che Gué Pequeno, l’unico che avrebbe potuto portarlo in squadra, avendo ancora un posto libero, non abbia preso la decisione più giusta, nonostante i suggerimenti di Elettra Lamborghini e amici.

Ogni beat, intanto, è stato accolto come una dimostrazione di speranza verso chi come lui dovrebbe quasi pretendere il diritto di essere ammirato oggi, in un mondo artistico-musicale fatto di fandonie e finte decorazioni, dove si sta perdendo il dono di poter esprimere un qualcosa in cui l’arte resta una disciplina seria, e non uno sfoggio di povere soluzioni pompate solo dall’advertisement commerciale.

Esattamente come Neffa, Ghemon o Clementino, la musica di Simone Vignola nasce dall’entusiasmo frenato dalle incombenze di una realtà cittadina non troppo aperta, e questa particolare pressione crea ancor più motivazione nello svolgere bene le proprie capacità, e la soluzione ad un’originalità che oggi stenta a decollare sta proprio in questo: rompere le barriere sospettose di chi non crede e fiondarsi a tutto spiano nella realizzazione di sogni possibili, e solo apparentemente impossibili.

Carmine Maffei

Lotta al randagismo,
la proposta di Salvatore Pignataro

Dopo aver presentato il progetto Avellino Città Sicura, Salvatore Pignataro, candidato nel Pd a sostegno di Luca Cipriano, si fa promotore di una nuova proposta, denominata Hirpus, che mira ad incentivare la lotta al randagismo in città.

 

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