Alfonsina Merola

Le due declinazioni del nero: intervista a Cristina Gori e Alessandro Cardinale

Alessandro Cardinale e Cristina Gori hanno realizzato Add&Subtract, una bipersonale, in cui viaggiano due modi diversi di fare arte e di rappresentarla.

Alessandro Cardinale: video

Installazione di Alessandro Cardinale

Alessandro Cardinale è uno scultore, le sue creazioni giocano sulla luce che riesce a trovare il suo spazio e la sua dimensione su plexiglass o su installazioni che prendono vita in base al movimento di chi si trova di fronte alle sue opere. Il mondo che rappresenta l’artista ferma e blocca immagini in movimento, donandogli un tempo proprio che esula dalla frenesia cui siamo abituati.

Cristina Gori: video

Dipinto di Cristina Gori

Cristina Gori è una pittrice, fotografa e performer che ama rappresentare un mondo più introspettivo, rispetto a quello di Alessandro. La natura è il tema principale che compare in tutte le creazioni dell’artista. L’edera viene rappresentata come un manto simbiotico che avvolge il suo corpo, senza soffocarlo: c’è una convivenza non prevaricante tra la natura e l’essere umano.

Alessandro Cardinale e Cristina Gori: video

Alessandro Cardinale e Cristina Gori

Cosa hanno in comune Alessandro Cardinale e Cristina Gori? Nell’osservare le loro rispettive opere ciò che balza agli occhi è la diversità: nel primo è prevalente l’elemento collettivo mentre nella seconda è il mondo individuale.

Eppure entrambi gli artisti sono accomunati dall’utilizzo di un elemento cromatico: il nero. Abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola con loro, durante la presentazione della bipersonale all’AXRT di Avellino, per scoprire cosa ci hanno raccontato non vi resta che guardare l’intervista.

Nascono le Guide Percettive: Toi Giordani e Vittorio Zollo presentano il loro progetto poetico

Le Guide Percettive sono un progetto che nasce da un’intuizione originale di Vittorio Zollo e Toi Giordani. Entrambi sono legati al mondo della poesia orale performativa e a quel tipo di comunicazione capace di fondere ambiti culturali, legati a sfere sensoriali diverse.

Le Guide Percettive, infatti, si avvalgono della poesia performativa, del sound-design e dell’arte visiva, intesa in senso lato. Questa fusione ha come finalità quella di creare un’immagine nuova di un qualsiasi luogo d’interesse ma che, allo stesso modo, è in grado di mostrarci in modo diverso e con altri strumenti conoscitivi ciò che ci circonda o ciò che semplicemente non notiamo.

Toi Giordani e Vittorio Zollo: intervista

Guide Percettive a Fragneto Monforte

Cosa sono le Guide Percettive?

Le Guide Percettive sono un modo diverso per scoprire luoghi e storie dimenticate, attraverso la poesia. Questo progetto nasce con lo scopo di dare un’identità dinamica alla poesia che, allo stesso tempo, è in grado attraverso i suoi versi di svelare quella bellezza non mainstream che molti non vedono e che altri ancora non riescono a percepire o che tengono nascosta perché non la ritengono tale.

vittorio Zollo e Toi Giordani: video

Il nuovo progetto di Vittorio Zollo e Toi Giordani

In poche parole le Guide Percettive sono un nuovo modo di viaggiare. Il senso della meta non è dato da un luogo ma da un’esperienza umana. Il significato del termine guida, all’interno del senso delle Guide Percettive, viene spogliato di quel rigore da “atlante geografico” a cui ci hanno abituati.

Festival delle mongolfiere

Raduno internazionale delle mongolfiere

La prima Guida Percettiva è stata realizzata a Fragneto Monforte, durante il raduno internazionale delle mongolfiere che ogni anno, ma solo per tre giorni all’anno, ridona vita ad un borgo che è vittima dello spopolamento.

Luis Di Gennaro, il pianista irpino amante dell’improvvisazione

Luis Di Gennaro è un pianista avellinese ma di famiglia argentina. Inizia il suo iter musicale nel 1995 per poi proseguire i suoi studi al Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. Negli ultimi anni si è dedicato all’improvvisazione musicale, fondendo l’amore per lo scenario jazz insieme alla canzone d’autore.

In occasione della bipersonale di Alessandro Cardinale e Cristina Gori, inaugarata la scorsa settimana all’AXRT Contemporary Gallery di Avellino, in cui il pianista avellinese è stato invitato ad esibirsi, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lui e di conoscerlo meglio.

La musica di Luis Di Gennaro fonde diversi generi musicali ed elude il classico rigore accademico, quello stesso che lo ha formato nei primi anni di carriera.

Luis Di Gennaro: intervista

Luis Di Gennaro

Luis Di Gennaro si definisce un pianista di strada amante dell’improvvisazione. Per lui la musica, intesa come forma di comunicazione, ha bisogno di confronto continuo e di allontanarsi dai classici schemi e da quella pulizia del suono, che rappresenta poco il mondo e la sua imperfezione.

Il pianista avellinese ha partecipato alla rassegna pianistica Piano City Milano, a Naturalmente pianoforte in Toscana ed è stato coautore della colonna sonora del cortometraggio irpino Exit.

La Fermata vi aspetta al Castello D’Aquino con un doppio appuntamento!

La compagnia teatrale La Fermata ha tante novità da raccontarvi e lo farà il 28 settembre alle ore 18:00 al Castello D’Aquino, caffè letterario di Grottaminarda!

Francesco Teselli e Gilda Ciccarelli anticipano cosa bolle in pentola per la nuova stagione dedicata ai laboratori di I, II e III livello.

Le sorprese non sono finite perché i due attori colgono l’occasione per parlarvi di iPhoné, la nuova rappresentazione teatrale sperimentale ispirata al Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, che verrà messa in scena per la prima volta nella suggestiva location grottese.

La Fermata: video

La compagnia teatrale irpina presenta iPhoné

Per scoprire maggiori dettagli, non vi resta che guardare il video!

“C’è tempo”:
in mostra a Montoro le opere di Sara Pistilli

“C’è tempo” è il nome della personale di Maria Sara Pistilli, curata da Gerardo Fiore e Rita Alessandra Fusco, che verrà inaugurata il 27 settembre alle ore 18:30 presso il Complesso monumentale del Corpo di Cristo nel Borgo di Montoro.

La mostra in questione chiuderà il quinto ciclo di Montoro Contemporanea, una rassegna di mostre di pittura, scultura e fotografia che hanno come scopo quello di diffondere e far conoscere i vari artisti del territorio campano.

Sara Pistilli: mostra

Dipinto di Sara Pistilli

Maria Sara Pistilli: biografia

Maria Sara Pistilli nasce a Torre del Greco ma attualmente vive e lavora ad Angri. Laureata all’Accademia di Belle Arti di Napoli è sempre stata vicina al mondo che gravita intorno all’arte. I temi principali delle sue opere sono caratterizzati da paesaggi impressionisti e da ritratti di donne che, a volte, sembrano vivere in un mondo ovattato e onirico.

Rita Alessandra Fusco nel testo di presentazione della mostra di Maria Sara Pistilli scrive:

Quando ci fermiamo a guardare una tela di Sara Pistilli accade una magia: i colori penetrano dentro di noi, piano piano, in maniera delicata, per poi diventare sempre più forti; così come i paesaggi svelati con calma e devozione e le figure che si stagliano qua e là, che sembrano appena ritornate da viaggi immaginati e lontani, ma che una volta guardati non riescono a non far parte di noi. Tutto è apparentemente calmo, immaginifico, disteso, ma un magma di vita è pronto ad esplodere. Lo sentiamo, lo percepiamo, è lì sulla tela e dentro di noi. È negli occhi e nel gesto d’arte della Pistilli e nei sogni sognati nel tempo e mai svaniti. Quando dipingere diventa un’urgenza, una necessità per l’artista, le opere arrivano prima di qualsiasi spiegazione. Sara lo sa bene e ce lo racconta ogni volta che pone il pennello sulla tela. Generosamente ci rende partecipi della sua vita, non quella vissuta ma quella da vivere. In maniera gentile – cosa rara per questo momento storico così carico di livore e di urla – e sensibile. Guardiamo un quadro della Pistilli e ci sentiamo a casa. Non una casa fatta di materia tangibile – con muri, porte, finestre, tavoli, sedie – ma una casa fatta di calore che diventa colore, di riflessione garbata, di intimità.

Apparat annuncia l’uscita di LP5_RMXS e un’unica data in Italia

Sascha Ring, in arte Apparat, ha annunciato l’uscita di LP5_RMXS, il  suo prossimo album di remix, tratti dal suo ultimo album LP5, che uscirà in versione digitale il prossimo 29 novembre su Mute.

Il disco è stato realizzato insieme alla collaborazione del DJ e produttore Solomun insieme a Stimming, Substance e Radio Slave.

Apparat: live

Sascha Ring

LP5_RMXS  spazia dalla techno a ballate pop orchestrali che hanno come comune denominatore l’eleganza che contraddistingue Apparat da sempre ma revisionate per un pubblico che, durante il live, ama ballare e non soltanto contemplare l’ascolto musicale.

Per la presentazione dell’album è stato scelto il singolo Heroist con un video diretto da Matilda Finn.

LP5_RMXS: tracce Ep

A1 Caronte (Radio Slave)

A2 Heroist

B1 Outlier (Solomun Remix)

B2 (Stimming Remix)

Come ha affermato lo stesso Apparat:

Sono stato in grado di fare l’album in questo modo perchè Moderat esiste. Esibirmi su dei palchi enormi con i Moderat, mi ha permesso di liberare Apparat da queste aspirazioni. Non devo scrivere degli inni pop qui; posso immergermi nei dettagli e nelle strutture.

Apparat: video

Apparat live al Viva!

Il musicista tedesco ha annunciato anche le prossime date del tour europeo e l’unica tappa in Italia è prevista il prossimo 16 novembre al Barezzi Festival di Parma.

Jon Hopkins annuncia Polarity, a Edimburgo e Londra i biglietti sono già sold out!

Dopo Singularity, il quinto album in studio composto in circa 18 mesi e pubblicato nel 2018 dalla Domino Records, Jon Hopkins annuncia Polarity il nuovo live tour, che si terrà 4 marzo  fino al 4 aprile 2020 nei teatri più prestigiosi d’Europa.

L’artista attualmente è ancora impegnato con Singularity live tour, che lo terrà impegnato fino al 5 gennaio 2020, ultima data che si terrà a Otago in Nuova Zelanda.

Dal 4 marzo 2020 inizierà ad esibirsi con il suo novo progetto, partendo dall’incantevole teatro Usher Hall di Edimburgo dove i biglietti sono già sold out insieme alla data del 18 marzo 2020 che si terrà al Royal Albert Hall di Londra.

Rispetto ai live tour a cui ci ha abituati il musicista e compositore britannico, quello del prossimo anno sarà completamente differente come sound. Jon Hopkins, infatti, si esibirà sul palco con un pianoforte a coda accompagnato dalla chitarra di Leo Abrahams, dal violino di Emma Smith e dal violoncello di Laura Moody.

Ecco un assaggio del Polarity tour trailer per farvi avere un’idea.

 

Riportando le parole di Jon Hopkins su Polarity, rilasciate in alcune interviste:

Queste nuove esibizioni uniscono due elementi diversi della mia musica: c’è una parte aspra e un’altra fragile. Fondendo questi due elementi e addentrandomi in essi speriamo di creare profondi momenti di quiete. Per me Polarity è una nuova sfida perché in questo momento ho un set su misura adatto per i festival e per un pubblico che mi ascolta in piedi ed è fantastico ma, direi che la mia natura più profonda risiede nella quiete, nel lato più meditativo della mia musica.

Polarity di Jon Hopkins: il video

Il nuovo live tour di Jon Hopkins

Polarity tour: le date

Edimburgo: 4 marzo Usher Hall

Gateshead: 5 marzo Sage Gateshead

Dublino: 6 marzo Bord Gáis Energy

Manchester: 13 marzo Bridgewater Hall

Bath: 14 marzo The Forum

Bringhton: 15 marzo The Dome

Londra: 18 marzo Royal Albert Hall

Parigi: 20 marzo Salle Pleyel

Copenhagen: 25 marzo Dr Koncerthuset – Koncertsalen

Stoccolma: 26 marzo Gota Lejon

Oslo: 27 marzo Sentrum Scene

Helsinki: 29 marzo Helsinki Music Centre

Amburgo: 31 marzo Laeiszhalle

Bruxelles: 1 aprile Cirque Royal

Berlino: 2 aprile Philharmonie

Aia: 4 aprile Rewire

Purtroppo non sono previste date in Italia.

Il Sud negli occhi di Frank Cancian in mostra al Museo delle Civiltà di Roma

Il Sud negli occhi: sguardi critici sulle immagini di Frank Cancian verrà esposta al Museo delle Civiltà di Roma. Le fotografie, 1801 scatti d’epoca realizzati nel 1957, dal fotografo statunitense che viene ricordato anche per la ricerca antropologica rappresentano un patrimonio etnografico sulle comunità del Sud.

Il prossimo 20 settembre nella Sala Blu dell’ex Carcere Borbonico verrà presentato il progetto in anteprima insieme agli enti promotori. Durante la presentazione sarà proiettato il docufilm, 5×7 – il paese in una scatola di Michele Citoni, che sarà presente in sala.

Frank Cancian: video

il fotografo statunitense

Frank Cancian: chi è?

Frank Cancian è un antropologo statunitense con la passione per la fotografia, nata alla fine degli anni ’40. Dopo aver vinto una borsa di studio come studente di antropologia, giunge a Lacedonia nel 1957 e durante 7 mesi immortala gli usi e i costumi della società di quel tempo.

La particolarità dei suoi scatti risiede appunto nel cercare il diverso in situazioni normali. Per usare le sue stesse parole:

Mi piace scattare foto dove le persone svolgono le loro normali attività: a casa, a lavoro o in luoghi di culto. Cerco spesso l’esotico in situazioni ordinarie e l’ordinario in ciò che molte persone vedono come esotico.

Storie di donne a teatro: da Eleonora Duse a Elvira Notari

Siamo giunti alla seconda puntata di un caffè a teatro con Francesco Teselli e Gilda Ciccarelli della Compagnia Teatrale La Fermata!

L’argomento che abbiamo deciso di trattare con i due attori riguarda le donne e il teatro, abbiamo fatto un breve exursus, partendo dal teatro greco per arrivare all’800.

Analizzare il ruolo della donna ci ha permesso di comprendere l’evoluzione del teatro, i periodi storici che hanno rappresentato una svolta all’interno di questa antica forma d’intrattenimento e le donne che hanno contribuito ad una maggiore libertà sulla scena.

Oltre a nomi noti come quello dell’imperatrice bizantina Teodora, moglie di Giustiniano, siamo arrivati a parlare di Eleonora Duse, simbolo del teatro moderno, per arrivare a parlare di Elvira Notari, la prima regista donna che è nata a Salerno.

donne e teatro: video

La prima regista donna

Elvira Notari: curiosità

Elvira Notari nasce a Salerno nel 1875 ed è stata una delle prime donne della storia mondiale del cinema oltre ad essere stata la prima donna regista. Ha prodotto oltre 60 lungometraggi ed è considerata una precorritrice del Neorealismo. Dopo l’incontro con il fotografo Nicola Notari, che diventa suo marito, i due fondano Film Dora, una casa di produzione cinematografica.

Elvira Notari predilige Napoli come set per girare i suoi lavori  così come i temi trattati, spesso, ispirati a canzoni napoletane o a fatti tragici realmente accaduti. Nonostante la bravura della regista e il grande successo riscontrato, a causa delle ambientazioni popolari e del suo modo di rappresentare la realtà, non viene valutata positivamente dal nascente regime fascista che cerca di limitare la diffusione dei suoi lavori.

I personaggi femminili descritti da Elvira Notari sono folli, insofferenti alle regole sociali dell’epoca e, dunque, si scontrano con il ruolo della donna di quei tempi, incentrata sul sessismo, sulla sottomissione culturale e sociale. Molti suoi lungometraggi, infatti, sono stati sottoposti a censura e tacciati di anti-nazionalismo.

Metalli Pesanti di Vittorio Zollo

Metalli Pesanti è uno spettacolo di Vittorio Zollo incentrato sulla poesia performativa che unisce spoken word, improvvisazione e, a volte, anche qualche licenza poetica dialettale e qualche imprecazione popolare.

Qualcuno dentro me, usando le parole di Vittorio Zollo,  ha sintetizzato il tutto con queste parole:

Lo spettacolo cerca una relazione tra il processo di decadimento radioattivo e il processo di degradazione delle zone rurali post caduta del muro di Berlino.

Nello spettacolo convivono il culto mariano delle sette sorelle campane e la legge di conservazione dell’energia, il crollo del muro di Berlino e le radiazioni ionizzanti, il metadone e i betabloccanti, la vita di paese e la globalizzazione, il suicidio della poesia nella parola, il cancro e l’amore.

Per farvi comprendere meglio di cosa stiamo parlando, ecco alcuni estratti dello spettacolo Metalli Pesanti.

Metalli Pesanti: Alive in Amarcord

Metalli Pesanti: Il ne peut pas échapper à la machine

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