Politica

Natale 2020 quali sono le ipotesi del Governo

Il Natale 2020 si prospetta all’insegna di nuove normative e Dpcm. Che cosa ci aspetta? Ecco alcune ipotesi che potrebbero prospettarsi. Partiamo dal presupposto che dopo il 3 dicembre verranno fissate le nuove disposizioni diverse da quelle attualmente in vigore.

Quello che è sicuro e che non ci sarà possibilità per feste e ritrovi in piazza ma è ipotizzato lo spostamento tra Regioni.

Giuseppe Conte ha dichiarato:

Dobbiamo prepararci ad un Natale più sobrio; veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non saranno possibili. Pensiamo che sarà possibile scambiarci i doni e permettere all’economia di crescere. La formula con la quale saranno decise le misure non è ancora stata stabilita, fermo restando che non dovrebbe essere abbandonato il sistema dell’Italia divisa in fasce.

L’ipotesi più attuale è che ci sia un Dpcm per il periodo dal 3 dicembre fino a ridosso di Natale e uno per le festività vere e proprie.

Natale 2020: cosa ci aspetta

Natale 2020: cosa ci aspetta

Natale 2020: le nuovi ipotesi per il prossimo Natale 2020

Sarà sicuramente consentito lo shopping per gli acquisti di Natale e i negozi potranno restare aperti in una fascia oraria più ampia, da quella attuale, per evitare assembramenti poiché l’unico interesse è quello di ridare una svolta all’economia che sta avendo un secondo arresto.

I centri commerciali potranno riaprire nei fine settimana e nei giorni festivi con ingressi controllati nei negozi, nelle strade e nelle piazze soprattutto nelle grandi città. È prevista l’apertura di pub e ristoranti mentre per il Cenone in casa ci saranno raccomandazioni e non divieti. Verrà raccomandato di non superare il numero di sei a tavola quindi sarà consentito ritrovarsi tra parenti più stretti o solo tra conviventi.

Gli spostamenti saranno vietati nelle Regioni rosse e limitati in quelle arancioni.

Il coprifuoco fissato attualmente alle 22:00 potrebbe essere spostato alle 23:00 o alle 24 o addirittura all’una di notte il 31 dicembre.

In breve questo Natale, così come lo è stata la scorsa estate anche se in modo meno vistoso, verranno concesse delle libertà maggiori per far girare l’economia perché è questo ciò che preme maggiormente: far circolare moneta a discapito di tutto il resto anche di possibili ed eventuali contagi perché inevitabilmente ci saranno.

Se dovesse esserci una nuova impennata di contagi, causata da questa maggiore libertà, il terzo lockdown lo avremo sempre dietro l’angolo in attesa di nuove festività commerciali per poterci riappropriare di una parvenza di mobilità controllata perché il mantra è sempre il medesimo: far girare l’economia o almeno darne l’idea.

L’economia purtroppo segue un ritmo circolare, quindi, se volessimo valutare queste nuove disposizioni ipotetiche che consentono maggiore autonomia le si potrebbero definire semplicemente uno specchietto per le allodole nei confronti dei commercianti e dei cittadini italiani.

Per noi campani lo scenario potrebbe essere differente, con qualche puntualizzazione e restrizione maggiore per intenderci, questo lo dobbiamo sempre ricordare e tenere presente.

In attesa del nuovo Dpcm vi auguriamo una buona autogestione!

Quarant’anni dal terremoto dell’Irpinia: lettera aperta di Raffaele Lieto

Raffaele Lieto, segretario generale Cgil Avellino e segretario Cgil Campana scrive una lettera aperta per ricordare il terremoto dell’Irpinia di quarant’anni fa e fare delle considerazioni attuali sulla condizione territoriale di queste zone.

Sono passati 40 anni dal terremoto del 23 novembre 1980: un tempo lungo che ha cambiato la società e gli uomini. Chi era giovane, come me, oggi ha un’età avanzata. In tutto questo tempo sono avvenute tante cose e tante discussioni, spesso inutili e fuorvianti sono state fatte, fino alla noia. Eppure non si è riusciti e non si è nemmeno voluto, mettere dei punti fermi, sulle cose avvenute, sui ritardi, sugli errori, sulle cose positive, sarebbe stato utile e necessario per delineare un futuro, una prospettiva che in qualche modo facesse tesoro di quanto avvenuto, e servisse a costruire un modello credibile di sviluppo, con politiche utili a mantenere e sviluppare quello che c’è, e a innovare l’intero territorio, oltre le poche isole felici. Ho avuto la possibilità, purtroppo di vivere i momenti fondamentali, di quanto accaduto.

Dai primi giorni di soccorso e di aiuto, prima disorganizzati e spontanei o poi via via, diretto e gestito dalle tante organizzazioni e associazioni intervenute, e poi dalle istituzioni. Lo Stato dimostrò tutta l’impreparazione, e le falle, che nel Mezzogiorno avevano caratteristiche ancora più gravi. Lo sforzo di migliaia di volontari e gli aiuti arrivati da ogni luogo non trovavano una realtà pronta ad accoglierli efficientemente. Ho vissuto in prima persona con tanti compagni e volontari irpini e di ogni regione d’Italia, la necessità dopo qualche mese, di salvaguardare ciò che arrivava sotto forma di aiuti, che non si era in grado di utilizzare razionalmente. Le strutture del PCI, della Cgil, ma anche di Cisl e Uil, Alleanza contadini, Confesercenti, Arci, Legacoop e tante altre associazioni locali e territoriali, convogliarono nelle aree del terremoto migliaia di tonnellate di aiuti di ogni tipo.

Ma i troppi tentativi di appropriazione indebita e le inefficienze erano un problema serio, in qualche modo, ridimensionati in parte dai sacrifici di tanti (non tutti) amministratori e cittadini dei comuni colpiti e si allestirono allora luoghi di raccolta e di distribuzione nei comuni che  salvaguardarono almeno in gran parte molte risorse. Ciò fu possibile per il sacrificio e l’impegno di centinaia di volontari di ogni regione d’Italia e irpini. Dopo alcuni mesi, solo in seguito a forti richieste e pressioni, riuscimmo a consegnare all’esercito diverse decine di camion di aiuti, che andavano ancora utilizzati.

Questo il periodo dell’emergenza, che dopo decenni non sembra aver lasciato ancora una cultura dell’uso serio della ricchezza frutto di solidarietà. Abbiamo sì una protezione civile efficiente e tante organizzazioni locali di volontariato all’epoca esistenti. Ma ciò non ha ancora prodotto una riflessione compiuta su ciò che è avvenuto dopo nel corso di anni.

L’assenza di tale approfondita consapevolezza non favorisce un’idea collettiva e condivisa dell’azione solidale.

Faccio qualche esempio, uno riguarda, anche noi, le organizzazioni di massa. Si decide di avviare un processo di industrializzazione, delle aree interne di Campania e Basilicata. In provincia di Avellino, per risibile motivi di campanile e di prestigio di qualche barone del tempo si individuarono 8 aree industriali.

In una provincia come la nostra, con problemi di viabilità, trasporti su ferro, e di reti, e di energia si provvide a sbancare milioni di metri cubi di suolo, per finanziare progetti di qualità (pochi) e tanti imbroglioni che ogni mattina, come avviene ancora oggi, si alzano per fiutare l’affare del momento.

Siccome non sembra esserci ancora la serenità per discutere degli errori nella genesi e nella gestione di questi processi, non è ancora il caso di evitare annunci, spot elettorali, propaganda di basso profilo.

E definire invece cosa serve in termini di servizi di reti, di trasporti per utilizzare le strutture create e mai poco utilizzate, per favorire e attrarre nuove e innovative?

Si potrebbe intanto partire dal fatto che una curatela fallimentare non può durare decenni e produrre solo macerie. In Irpinia nelle aree industriali della 219, e nel nucleo storico di Solofra, più tanti altri diffusi nel territorio sono decine le strutture, in degrado per interminabili processi fallimentari. Fu faticoso in particolare per me e la Cgil irpina giungere all’accordo per il contratto di area, peraltro nato non da un’iniziativa delle parti, ma generato da una legge finanziaria dello Stato, che avrebbe voluto favorire l’utilizzazione dei fondi della 219 che poi è avvenuta ma che ha percorso anche tante strade sbagliate. Negli anni il sindacato e la sinistra politica hanno più volte sollevato questi temi ma i processi economici anche quelli truffaldini hanno sempre o quasi vinto.

Quarant'anni dal terremoto dell'Irpinia: lettera aperta di Raffaele Lieto

Quarant’anni dal terremoto dell’Irpinia

L’Irpinia oggi in quali condizioni versa secondo Raffaele Lieto?

Oggi abbiamo realtà vive e importanti, tante inutili cattedrali, tante macerie e tante strutture inutilizzate quando si avvierà seriamente un’idea di sviluppo che fra le altre opportunità utilizzi anche questa?

Ma dobbiamo riconoscere che poi in uno schema che ha visto le organizzazioni sindacali, sollecitare discussioni e denunciare limiti ed errori, esse non sono immuni da errori. Ricorderò per sempre come hanno fatto Cgil, Cisl, Uil e gli altri che sommariamente ho elencato prima, in termini di aiuti. Ricordo centinaia di quadri sindacali, operai e consigli di fabbrica, che per mesi hanno consegnato aiuti di ogni tipo e hanno fisicamente lavorato nei comuni dell’Irpinia, in totale autosufficienza per non pesare sulla tragica situazione organizzativa. Sono stati raccolti miliardi di lire, che in gran parte sono andati a organizzazioni, enti e associazioni oltre che ai Comuni delle aree terremotate.

Una parte delle risorse si decise con una buona intuizione e con una idea innovativa di dedicarli alla costruzione dei centri sociali in molti comuni. Strutture che dovevano servire ad aiutare forme di socializzazione e servizi per i cittadini. In Irpinia la scelta di Comuni, fu anche in questo caso, come per le aree industriali decisa in base a municipalismi e piccoli interessi politici delle organizzazioni risultato: a parte la parziale utilizzazione di alcuni (Avellino, Solofra) il tentativo è miseramente fallito.

Cattedrali nel deserto, che dopo alcuni anni sono stati consegnati ai Comuni che spesso li lasciano deperire, anche per la cronica mancanza di risorse, ma l’obiettivo è andato perduto. Ecco tutti dovremmo avere la capacità di ripartire dai limiti e dagli errori, per parlare non di nostalgiche, lamentazioni su cosa avvenne, ma di cosa servirebbe far avvenire nei prossimi anni, che per tanti motivi si annunciano difficili. Seppure lentamente, alcuni progetti si realizzano. L’Alta capacità Napoli-Bari, con la stazione Hirpina, il completamento di alcuni assi viari, la elettrificazione della Benevento – Avellino – Salerno, forse propedeutica ad un utilizzo vero di questa linea.

Sono alcune cose importanti. ma il progetto complessivo? energia, acqua, sistemi integrati di depurazione, fibra e reti. C’è un luogo dove si rende finalmente possibile, una discussione seria e produttiva? Mi sembra invece che a prevalere è ancora l’antica logica della richiesta di sussidi e fondi per tanti progetti senza però indicare un chiaro disegno di sviluppo.

Vincenzo De Luca e l’ordinanza n.90

Siamo arrivati alla cifra tonda per quanto riguarda il numero delle ordinanze pubblicate che coincide con il nuovo colore della Campania che dal 15 novembre è diventata ufficialmente zona rossa.

L’ordinanza n.90 riguarda prevalentemente l’attività scolastica a distanza e il trasporto pubblico locale ed è valida dal 16 novembre fino al 23 novembre.

Restano sospese le attività educative in presenza per le scuole dell’infanzia (da 0 a 6 anni) e per le prime classi della scuola primaria. Dal 16 novembre è possibile sottoporsi su base volontaria alla somministrazione di tamponi antigenici relative al personale tutto delle classi interessate e degli alunni e dei familiari.

Dal 24 novembre quando sarà prevista la ripresa scolastica il personale che dovrà ritornare nelle strutture scolastiche, gli alunni e i genitori degli alunni, salvo nuove disposizioni, potranno sottoporsi ad uno screening volontario del tampone.

Restano consentite in presenza le attività destinate agli alunni con bisogni educativi speciali o con disabilità.

Restano sospese le attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi compresi corsi di lingua, recitazione, canto, danza e musica.

Le aziende che si occupano di trasporto pubblico locale sono obbligate a modulare l’erogazione dei servizi minimi essenziali in modo da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti. È obbligatorio da parte delle suddette aziende dare massima diffusione della nuova programmazione dei servizi essenziali offerti sui propri siti aziendali, alle fermate, alle stazioni e su ogni altro mezzo di comunicazione alle stesse in uso.

È inoltre obbligatorio il rispetto dei protocolli di sicurezza vigenti e in vigore sul proprio territorio.

Campania zona rossa: le risposte ad alcuni dubbi su cosa si può fare e cosa no

Per rendere più chiare le disposizioni del Dpcm del 3 novembre riguardo le limitazioni o possibilità di spostamento, in base al colore delle Regioni, cercheremo di fare chiarezza e di focalizzarci sulla zona rossa e quindi su cosa si può fare e cosa no in Campania.

Per quanto riguarda gli spostamenti all’interno dell’area rossa è vietato qualsiasi spostamento sia all’interno del proprio Comune che verso i limitrofi.

Ci si può spostare solo per motivi legati a comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute.

Non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi in qualsiasi luogo che sia esso al chiuso o all’aperto.

Sono consentiti gli spostamenti volti ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista.

È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. È consigliato lavorare a distanza o prendere ferie o congedi.

Si deve sempre essere in grado di dimostrare che gli spostamenti rientrano tra quelli consentiti. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato. La giustificazione per comprovate esigenze lavorative può essere svolta esibendo una documentazione adeguata fornita dal datore di lavoro idonea a dimostrare la condizione dichiarata.

Assistenza a parenti o amici non autosufficienti è possibile perché è una condizione di necessità.

Separati e divorziati possono andare a trovare i figli minorenni presso l’altro genitore per condurli presso il proprio domicilio e ciò può avvenire anche tra Comuni di aree differenti.

Lo spostamento verso altri Comuni rispetto da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità.

Fare la spesa, ad esempio, rientra fra le motivazioni giustificate per gli spostamenti. Dunque qualora il proprio Comune di residenza non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità di maggiore convenienza economica necessarie alle proprie esigenze lo spostamento è consentito.

L’accesso nei luoghi di culto è possibile scegliendo quello più vicino alla propria abitazione. Possono essere raggiunti luoghi di culto  che si trovino già lungo il percorso previsto per esigenze lavorative.

Campania zona rossa: cosa si può fare e cosa no

Campania zona rossa

Le passeggiate sono ammesse esclusivamente in prossimità della propria abitazione. L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito rispettando il divieto di assembramento.

È possibile usare l’automobile con persone non conviventi purché siano rispettate le misure di precauzione previste: la sola presenza del guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili.

Tutti i passeggeri hanno l’obbligo di indossare la mascherina a meno che la vettura non sia dotata di un separatore di plexiglas tra la fila anteriore e quella posteriore.

È vietato praticare pesca dilettantistica o sportiva.

Le attività di ristorazione compresi bar e pasticcerie, etc. sono aperte esclusivamente per la vendita da asporto dalle ore 05:00 alle 22:00 e per la consegna a domicilio, quest’ultima consentita senza limite di orario.

Entrare e restare all’interno di bar, ristoranti e simili è consentito solo per il tempo strettamente necessario per acquistare i prodotti. Non è consentito consumare in prossimità dei locali.

Questi sono alcuni dei punti principali da rispettare in caso di zona rossa.

Decreto Ristori bis: a chi spettano bonus e contributi a fondo perduto

Cosa prevede il decreto Ristori bis? Il Cdm contiene nuove misure di sostegno economico a fondo perduto per i settori e le attività commerciali colpite dalle nuove restrizioni. Sono previsti infatti interventi incisivi nelle zone rosse che sono tornate ad un secondo lockdown con contributi a fondo perduto pari al 200% rispetto ai rimborsi erogati precedentemente con il decreto Rilancio.

Decreto ristori bis: cosa prevede

Decreto Ristori bis

Decreto Ristori bis: le misure principali introdotte

Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto attraverso il decreto Ristori bis c’è stato un ampliamento delle categorie che possono beneficiarne. Per coloro che sono già beneficiari e che registrano ulteriori restrizioni delle loro attività nelle zone arancioni e rosse il contributo è aumentato di un ulteriore 50%. L’importo è variabile in funzione al settore dell’attività.

È stato istituito un fondo per compensare le attività delle Regioni che potrebbero essere interessate da future restrizioni e per poter erogare in modo automatico futuri contributi.

Il credito d’imposta cedibile al proprietario dell’immobile locato è pari al 60% dell’affitto per ciascuno dei mesi: ottobre, novembre e dicembre.

Per coloro che hanno dovuto sospendere le attività è prevista la sospensione delle ritenute alla fonte e dei pagamenti IVA per il mese di novembre.

La seconda tassa IMU viene cancellata per le imprese che svolgono le attività che danno titolo al riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto e operano nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di massima gravità. Ciò viene disposto solo per i proprietari che sono anche gestori dell’attività.

Per quanto riguarda le zone gialle vengono sospesi i contributi previdenziali e assistenziali per il mese di novembre mentre per le zone arancioni e rosse la sospensione si protrae fino a dicembre.

Nei confronti dei soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che operano nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, viene disposta la proroga al 30 aprile 2021 del pagamento della seconda o unica rata dell’acconto di Ires e Irap.

Nelle zone rosse in cui è prevista la sospensione delle attività scolastiche delle scuole secondarie di primo grado (seconde e terze classi) è previsto un bonus baby sitter da 1.000 euro. Qualora sia prevista la prestazione di lavoro non in modalità agile è prevista un’indennità pari al %0% della retribuzione mensile per i genitori lavoratori dipendenti.

È stato costituito un fondo straordinario a sostegno del terzo settore: organizzazioni di volontariato, associazione di promozione sociale e organizzazioni non lucrative di utilità sociale che non rientrano fra i beneficiari del contributo a fondo perduto.

È stato previsto l’arruolamento a tempo determinato di 100 medici e infermieri militari e la conferma fino al 31 dicembre di 300 fra medici e infermieri a potenziamento dell’INAIL.

Il decreto Ristoro bis prevede misure urgenti per la decisione dei giudizi penali di appello e per la sospensione dei termini utili ai fini del computo della prescrizione e dei termini di custodia cautelare nei procedimenti penali nel periodo di emergenza epidemiologica.

Il fondo per il trasporto pubblico locale è stato incrementato con 300 milioni di euro per il 2021. 100 possono essere utilizzati per servizi aggiuntivi destinati anche agli studenti.

Sono stati rafforzati gli obblighi di pubblicità e trasparenza in elazione al monitoraggio e all’elaborazione dei dati epidemiologici.

Vincenzo De Luca e l’ordinanza n.89

Siamo arrivati all’ordinanza n.89 pubblicata da Vicenzo De Luca che riguarda la conferma delle disposizioni concernenti le attività scolastiche a distanza e le limitazioni alla mobilità.

Da cittadini campani sappiamo che probabilmente o quasi sicuramente saremo soggetti a nuove ordinanze e disposizioni perché siamo abituati, da quasi un anno, a vivere nel continuo cambiamento delle disposizioni e normative vigenti nel nostro territorio. Stiamo vivendo, infatti, sotto un sottile “giogo psicologico”, in cui ci sentiamo completamente in balìa delle nuove normative che possono cambiare da un momento all’altro o semplicemente riconfermare le disposizioni già in essere.

Infatti l’ordinanza n.89 non è altro che una conferma delle disposizioni già esistenti.

Vincenzo De Luca: ordinanza n.75

Vincenzo De Luca

Cosa riconferma l’ordinanza n.89?

L’ordinanza n.89 ha validità dal 6 novembre fino al 14 novembre 2020 e stabilisce e riconferma quanto segue:

  • Sono sospese le attività didattiche in presenza per quanto riguarda le scuole primarie e secondarie, eccezione fatta per lo svolgimento delle attività destinate agli alunni affetti da disturbi dello spettro autistico o diversamente abili per cui lo svolgimento delle lezioni in presenza è consentito previa valutazione dell’Istituto scolastico.
  • Sono sospese, fatta eccezione per le attività amministrative, le attività in presenza nelle scuole dell’infanzia.
  • Le attività di jogging qualora si svolga sul lungomare, parchi pubblici o centri storici ha la limitazione oraria dalle ore 06:00 alle ore 08:30.
  • Per l’intero arco della giornata c’ il divieto di spostamenti della provincia di domicilio abituale o residenza sul territorio regionale verso altre province della Campania. Restano consentiti esclusivamente spostamenti motivati d comprovate esigenze lavorative, familiari, scolastiche, di necessità o d’urgenza o di salute. Tale divieto non viene applicato per il transito verso altre Regioni italiane o straniere o verso luoghi d’imbarco.
  • Le aziende che si occupano del trasporto pubblico locale, di linea e non di linea devono osservare le disposizioni vigenti del Dpcm del 3 novembre 2020.
  • Resta confermato l’obbligo di modulare l’erogazione dei servizi minimi essenziali in modo da evitare sovraffollamenti dei mezzi di trasporto soprattutto nelle fasce orarie in cui si registra una presenza maggiore di utenti.

Non sarebbe auspicabile far durare le ordinanze in tempi più lunghi e modificarle qualora vi fossero situazioni critiche o anomale?

Restiamo in attesa di nuove ordinanze e disposizioni regionali.

La saga continua…

Nuovo Dpcm: cosa prevede la bozza

Il Presidente Giuseppe Conte ha firmato l nuovo Dpcm che stabilisce una chiusura differenziata, a seconda della fascia di contagio, che verrà stabilita dalle Regioni.

Le nuove disposizioni del nuovo decreto legge in base alla bozza presentata sono le seguenti:

  • Il coprifuoco è previsto per le ore 22:00 fino alle 05:00. Vengono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità per motivi di salute. Viene raccomandato a tutte le persone di non spostarsi durante tutto l’arco della giornata con mezzi di trasporto con mezzi pubblici o privati se non per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per usufruire di servizi non sospesi.
  • Nelle aree ad alto rischio dove è presente una situazione di massima gravità è vietato qualsiasi tipo di spostamento di entrata e di uscita nei territori. Questa limitazione può riguardare intere Regioni o parti di esse.
  •  Nelle zone di massimo rischio restano chiusi anche i negozi.
Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

Bozza de nuovo Dpcm in breve

La bozza del nuovo Dpcm prevede:

 Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari.

Resta consentita l’attività motoria in prossimità della propria abitazione e con l’obbligo di mascherina. L’attività sportiva è consentita esclusivamente all’aperto e in forma individuale. Per le aree ad alto rischio, le zone arancioni, restano aperti i negozi ma chiudono bar e ristoranti. Viene limitato qualsiasi spostamento nelle zone arancioni con mezzi di trasporto pubblici e privati in un comune diverso da quello di residenza a meno che gli spostamenti siano motivate da esigenze lavorative, studio, salute o necessità.

Per quanto concerne l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici deve esserci un co9efficiente di riempimento non superiore al 50% fatta esclusione per il trasporto scolastico dedicato.

Lo smart working deve essere applicato ai massimi livelli sia nella Pubblica Amministrazione sia nel settore privato.

La mascherina è obbligatoria alle elementari e alle medie anche quando gli alunni sono seduti.

Sono sospese le crociere per evitare il diffondersi dei contagi. È consentito alle navi di bandiera estera impiegate nei servizi di crociera la sosta nei porti italiani solo per sosta inoperosa.

Stop ai concorsi tranne per il personale sanitario. Sospese le prove preselettive e scritte per quanto concerne concorsi pubblici e privati a meno che la valutazione dei candidati sia effettuata su base di valutazione curriculare  o si proceda per la correzione delle prove scritte da remoto. Lo stop ai concorsi può essere stralciato su richiesta delle Regioni.

Nei circoli sportivi è vietato l’uso degli spogliatoi e resta ferma la sospensione delle palestre, delle piscine, dei centri natatori, centri benessere, centri termali fatta eccezione per quelli relativi all’erogazione dei servizi assistenziali.

Nelle zone rosse sono sospese tutte le attività sportive ma resta consentita solo l’attività motoria individuale in prossimità della propria abitazione con l’obbligo del distanziamento interpersonale di un metro e della mascherina.

Misure per emergenza Covid-19, il Presidente Conte in Parlamento: video

Il Presidente Conte parla della situazione nazionale e delle nuove misure che intende adottare per contenere il contagio che, negli ultimi tempi, sta aumentando in modo notevole.

Ci saranno nuove restrizioni che saranno palesate in un prossimo Dpcm che si differenzierà, rispetto a quello in vigore, in base alle Regioni e in base al numero dei contagi presenti in ciascuna.

I report saranno più dettagliati per poter comprendere e intervenire nel migliore dei modi e in modo più mirato e ciò consentirà di prendere provvedimenti più flessibili in base alle situazioni in essere per ciascun territorio.

Presidente Conte: video

Misure per emergenza Covid-19

Oggi non si può pensare di ristabilire un nuovo lockdown totale e universalmente valido in tutto il territorio italiano. C’è bisogno di agire in modo localizzato per non opprimere e limitare quelle Regioni che non hanno un alto numero di contagi e che non sono territori rischiosi per numero dei contagi. Dipenderà tutto dal rischio di contaminazione e in base a questo si potrà comprendere la pericolosità di rischio. Ci saranno 4 tipi di fasce per indicare il grado di pericolosità di contagio.

Nel prossimo Dpcm verrà stabilita la chiusura nei giorni festivi dei centri commerciali e delle relative attività commerciali presenti all’interno, ci saranno limiti di spostamento inter regionali, ci saranno limitazioni per quanto riguarda gli spostamenti diurni e notturni attraverso delle disposizioni restrittive.

L’istruzione si svolgerà completamente attraverso la Didattica A Distanza (DAD) e verrà disposta la chiusura dei musei. Tutte le disposizioni che verranno presentate nel prossimo Dpcm hanno come unico scopo quello di piegare la curva epidemiologica.

Verrà dato sostegno economico ai cittadini e ai lavoratori italiani come già sta accadendo con il decreto ristoro perché quella che stiamo vivendo è la terza crisi negli quindici anni. Dalla situazione attuale si è deciso di prolungare il blocco dei licenziamenti fino al prossimo marzo e contemporaneamente per i datori di lavoro la Cassa Integrazione Covid verrà erogata gratuitamente.

I settori più colpiti saranno tutelati in modo da poter affrontare questa difficoltà.

In breve il discorso del Presidente Conte ha racchiuso queste informazioni che verranno esposte in modo più dettagliato nel prossimo Dpcm.

Vincenzo De Luca e l’ordinanza n.87

Siamo arrivati all’ordinanza n.87 di Vincenzo De Luca che riguarda la proroga delle misure in tema di limitazioni alla mobilità, locale e interprovinciale. Le seguenti disposizioni sono valide fino al 14 novembre e stabilisce quanto segue.

Per quanto concerne le attività di jogging svolte in parchi pubblici, centri storici, lungomari e luoghi non isolati la limitazione oraria è dalla 06:00 alle 08:30 mentre per i luoghi isolati non c’è restrizione di orario.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

Tutti gli esercizi commerciali: bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, pub, vinerie e simili non possono vendere con asporto dopo le ore 22:30. Sono esclusi da tale divieto le attività di asporto con consegna all’utenza in auto che possono svolgere l’attività di asporto mantenendo tutte le norme di prevenzione e sicurezza vigenti e con prenotazione da remoto. L’ultima consegna a domicilio può partire fino alle ore 23:00.

Per quanto riguarda gli spostamenti è raccomandato ma non obbligatorio di non allontanarsi dal proprio comune di domicilio, dimora o residenza.

Dalle ore 23:00 alle ore 05:00 sono consentiti esclusivamente motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d’urgenza o motivi di salute.

È fatto divieto durante l’arco dell’intera giornata di spostarsi dalla propria provincia di domicilio abituale o residenza sul territorio regionale verso altre province della Campania. Sono consentiti spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, familiari, scolastiche e di formazione di cui fanno parte allenamenti connessi ad impegni correlati a competizioni consentite dalle disposizioni vigenti. Il divieto non si applica al transito necessario verso altre regioni italiane o straniere o verso luoghi d’imbarco come stazioni, porti o aeroporti.

Tutte le motivazioni per eventuali spostamenti devono essere motivate all’interno dell’autodichiarazione.

Si attendono nuove disposizioni, confidiamo nei prossimi giorni e settimane di arrivare alla cifra tonda del numero 90, per quanto riguarda le ordinanze e le nuove disposizioni da adottare.

In breve l’ordinanza n.87 non è altro che una proroga delle precedenti disposizioni.

Avellino: le elezioni del Consiglio Provinciale rinviate al 28 marzo

All’interno della bozza del Decreto Ristoro è stato inserito il rinvio delle elezioni per i Consigli Provinciali. La data prevista è il 28 marzo ma si attende l’ufficializzazione.

Provincia di Avellino

Provincia di Avellino

Domenico Biancardi afferma quanto segue:

Rinviare di tre mesi le elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Avellino non comporta alcun problema. Anzi ne evita molti. A dicembre avremmo dichiarato di far venire a Palazzo Caracciolo 1.400 amministratori in una sola giornata. Non solo.

I candidati avrebbero dovuto raccogliere le firme per presentare le liste entro il 23 novembre e ovviamente avrebbero fatto campagna elettorale. Tutto ciò in una situazione davvero complicata.

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