Politica

Sistema Irpinia: Maria Gabriella De Matteis nominata alla presidenza della Fondazione

Il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, ha nominato la dottoressa Maria Gabriella De Matteis alla presidenza della Fondazione Sistema Irpinia.

Da 25 anni attiva nel gruppo industriale familiare, De Matteis Agroalimentare S.p.A., con importanti incarichi nell’ambito della comunicazione e dell’immagine, Maria Gabriella De Matteis ha seguito con meticoloso impegno ogni fase di sviluppo dei marchi aziendali, della costruzione della brand identity e della comunicazione istituzionale.

Maria Gabriella De Matteis alla presidenza della Fondazione Sistema Irpinia

Maria Gabriella De Matteis alla presidenza della Fondazione Sistema Irpinia

Ha curato la realizzazione di numerosi eventi e progetti di forte sinergia con il mondo della cultura, dello sport e del sociale, guardando sempre alla valorizzazione del territorio e delle sue espressioni più autentiche.

Gabriella De Matteis: video

Responsabile comunicazione De Matteis

Dalle tradizioni legate alla terra alle proposte dell’arte locale, alle scoperte delle eccellenze gastronomiche del territorio. Il rapporto costante con l’Irpinia è la trama che ha sempre tenuto insieme il suo percorso personale e professionale.

Dichiara il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane:

Ci affidiamo a una manager dalla straordinaria passione per la sua terra e dal curriculum di tutto rispetto. C’è stata subito intesa rispetto agli obiettivi che vogliamo raggiungere per la valorizzazione dell’Irpinia. Un’interlocuzione proficua, cominciata qualche giorno fa e che ha portato alla decisione di affidarle la presidenza della Fondazione, nella convinzione che insieme al resto della compagine porterà a importanti risultati.

È la notte un raduno d’ombre appunti su Falcone al Teatro Mercadante

In occasione del 30° anniversario della strage di Capaci: 23 maggio 1992 il Teatro di Napoli-Teatro Nazionale martedì 24 maggio alle ore 21.00 al Teatro Mercadante presenta: È la notte un raduno d’ombre, Appunti su Falcone e altri testi di Franco Scaldati, un progetto di Franco Maresco e Claudia Uzzo.

Nel 30° anniversario della strage di Capaci (Palermo) del 23 maggio del 1992, il Teatro Nazionale di Napoli, martedì 24 maggio alle ore 21.00 al Teatro Mercadante, presenta E’ la notte un raduno d’ombre. Appunti su Falcone e altri testi di Franco Scaldati.

Una performance tra immagini, testi e memorie, su progetto di Franco Maresco e Claudia Uzzo, a partire dal testo del drammaturgo, attore e regista Franco Scaldati, scomparso nel 2013 autore di testi come Il pozzo dei pazzi, Totò e Vicè, considerato tra i maggiori esponenti della drammaturgia italiana contemporanea dalla seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso.

Un evento artistico e allo stesso tempo civile, attraverso la poesia e le parole di Franco Scaldati e le immagini del regista Franco Maresco, per ricordare e raccontare l’atmosfera degli anni dell’operato del Magistrato Giovanni Falcone, assassinato da Cosa nostra insieme alla moglie Francesca Morvilo e ai tre uomini della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

È la notte un raduno d'ombre appunti su Falcone

È la notte un raduno d’ombre di Franco Scaldati

Ricorda Franco Maresco:

Gli “Appunti per Falcone” furono ritrovati tra le carte del drammaturgo Franco Scaldati nel 2018. Dell’esistenza di questi brevi testi poetici mi aveva parlato più volte Melino Imparato dopo la morte di Scaldati . Si sapeva che c’erano, o c’erano stati veramente, ma nessuno li aveva trovati fino a quell’anno.

In “Appunti per Falcone” non c’è nessun riferimento ai fatti reali, alle cronache di quella strage del ’92, meno che mai a trattative tra Stato e mafia o ai mille ” teoremi ” di cui si parla o delira da trent’anni. C’è invece la poesia e la lingua irripetibili di Franco Scaldati, la sua visionarietà, la sua profondissima riflessione sul mistero dell’esistenza umana, su quella che lui chiamava la “perversione del destino“.

Solo gli “esperti ” di vecchie cose palermitane riconosceranno in alcuni splendidi monologhi il riferimento biografico a Falcone: quello del boss della Kalsa, Tommaso Spadaro, che da bambino giocava a pallone con il futuro giudice (e suo “nemico”). Il resto è puro Scaldati, visione di ” abissi e catastrofi “, da cui però, forse, può rinascere ancora la vita.

La performance anticipa il progetto di produzione che il Teatro di Napoli avvierà intorno alla drammaturgia di Franco Scaldati, con il regista, a partire dalla prossima stagione.

Ingresso libero su prenotazione, fino a esaurimento posti disponibili.

Amministrative Grottaminarda: continua il dialogo tra Spera e Barrasso

Dopo le lettere aperte continua il dialogo a suon di post tra Marcantonio Spera e Vincenzo Barrasso che riporterò in sequenza temporale.

A prescindere dal contenuto ampio tra i due, ci sono particolari che, a mio avviso, è giusto che si leggano per comprendere l’iter di ciascuna lista e per conoscere anche umanamente i due esponenti delle liste.

Partendo però dal presupposto che la politica e l’eventuale propaganda si dovrebbero fare presentando proposte amministrative e miglioramenti per la propria comunità, parlando di ciò che andrebbe migliorato e non offendendosi reciprocamente, a livello personale, perché così facendo si sta perdendo il focus di ciò che si sta svolgendo.

Sarebbe il momento opportuno di fare il punto della situazione su Grottaminarda e parlare di proposte e progetti perché trascendere in pettegolezzi personali, può diventare ridicolo e non rientra tra le azioni del fare politica.

Vincenzo Barrasso e Marcantonio Spera: le lettere aperte

I due candidati Sindaco alle prossime amministrative 2022 a Grottaminarda

Prima di riportare integralmente i rispettivi post e scendendo nel particolare di talune affermazioni di poco spessore bisogna fare alcune precisazioni.

Nella vita c’è sempre la possibilità di cambiare, lo si fa con le idee e quindi anche con le posizioni politiche.

La flessibilità ci appartiene in quanto esseri pensanti e continuare una polemica sterile sulla caduta dell’Amministrazione comunale lascia davvero il tempo che trova.

Bisognerebbe sviluppare il pensiero laterale perché se non fosse caduta l’Amministrazione di Grottaminarda, ad esempio, non ci sarebbe stata la possibilità per Vincenzo Barrasso di candidarsi oggi. Se si osserva bene la lista in cui quest’ultimo si è presentato, si legge il nome di un candidato che ha firmato insieme a Marcantonio Spera, Virginia Pascucci e Marilisa Grillo per lo scioglimento. Perché si è indulgenti con l’alleato e rigidi con l’avversario? Nella vita c’è anche bisogno di obiettività, saggezza e giustizia. Quest’ultima ben conosciuta da chi la pratica e la mastica tutti i giorni per professione.

In breve, prima di prendere certe strade, bisognerebbe guardare la strada che conduce al proprio giardino e valutarla bene, soprattutto, per non offendere l’intelligenza dell’elettorato tutto.

Altro aspetto da non sottovalutare è il tempo che non è clemente in generale, soprattutto quello già trascorso e ricordato da tutti che non riguarda un singolo episodio ma anni e anni di un fare che di nuovo non ha nient’altro.

Questo per dire che se davvero si ha intenzione di cambiare e guardare al futuro non sono certo questi i presupposti per avere un cambiamento. Dai professionisti ci si aspetta un altro tipo di spessore, quindi sarebbe ora di cambiare registro, soprattutto per non scavare e scoprire cose che potrebbero essere messe in discussione e che di fatto non portano a nulla.

Ritornando allo scambio epistolare via Facebook, Marcantonio Spera replica così a Vincenzo Barrasso:

Caro Vincenzo,

dopo che tu mi avevi attribuito il colorito epiteto di “smemorato di Collegno” ed io avevo replicato con l’epiteto di “bulletto”, avrei fatto volentieri a meno di controreplicare alla tua lunga “memoria” in 22 punti, per non aggiungere un’altra puntata a quella che comincia a somigliare ad una polemica personale fra me e te.
La squadra che rappresento, però, e quella parte di cittadinanza che provo a rappresentare, mi consigliano però di affidare qualche elemento di chiarezza a questo scritto, che spero di rendere il più sintetico possibile.
Non tutti sanno che la tua “discesa in campo” come candidato Sindaco di questo paese, non è recente e, soprattutto, precede di almeno tre anni la chiusura anticipata della consiliatura dello scorso febbraio.
In prossimità della conclusione del primo mandato di Angelo Cobino, infatti, tuo zio, il presidente di Confindustria, venne a spiegarci che nessuno di noi era all’altezza di guidare la lista de “Il Gallo” nelle elezioni del 2019 e che saremmo stati sciocchi a non approfittare della disponibilità ad assumere quel ruolo offerto da un grande avvocato, che per caso era suo nipote.
Come sai, in quella occasione, la risposta del “Il Gallo” fu “No, grazie!”.
A distanza di qualche settimana, tu e tuo zio, avete fatto una proposta analoga alla coalizione “Grotta Bene Comune”, che si andava formando per contrapporsi alla coalizione de “Il Gallo”, che, secondo te e tuo zio, per il bene di Grottaminarda doveva essere necessariamente sconfitta.
Anche da “Grotta Bene Comune” avete incassato un “Mille grazie, no!”.
Accusi me, Virginia Pascucci e Marilisa Grillo di opportunismo ed incoerenza politica, per aver fatto cadere l’Amministrazione di cui eravamo componenti. Su questo ritorneremo più avanti. Ma quanto si è verificato nel 2019 e si sta verificando in queste settimane, ci sembra possa far riconoscere a te, e a tuo zio presidente di Confindustria, una sola coerenza: la pertinace volontà che tu assuma, in alleanza con chiunque, il ruolo di Sindaco, che ti spetta perché hai la competenza del grande avvocato, “uno dei più noti avvocati d’Italia”, come dici tu nel tuo profilo Facebook.
Intendiamoci: noi non contestiamo la sussistenza della tua competenza professionale. Magari troviamo poco elegante l’esibizione, da “bulletto”, dei muscoli delle tue capacità. Ci chiediamo, però, e con noi se lo chiedono i cittadini, per quali fini intendi esercitare quelle capacità.
Le premesse storiche cui ho appena accennato e le caratteristiche della tua coalizione non tranquillizzano.
Torniamo, per un attimo, alla decisione mia, di Virginia e di Marilisa, che ha determinato la fine alla consiliatura e che tu ti sforzi di narrare come sleale, opportunista ed incoerente, facendola passare con il suggestivo argomento dell’attaccamento alla “poltrona”.
I fatti si incaricano, però, di smentirti.
Intanto è singolare accusare di attaccamento alla poltrona chi ha deciso di rimettere quella stessa poltrona alla decisione dell’elettorato, pur potendola agevolmente conservare accettando in silenzio il “sistema” in base al quale le decisioni – quelle vere – , almeno dall’inizio del secondo mandato Cobino ma forse ancor da prima, non sono state prese dalla maggioranza consiliare, né dalla Giunta, né dal Sindaco.
Le decisioni – quelle vere – venivano prese da chi si definiva “l’allenatore” ma si comportava come il “padrone”, e regolarmente scavalcavano o sottopassavano la Giunta, il Sindaco e i consiglieri, a cui restava il compito di assumerne la responsabilità e farle digerire all’opinione pubblica.
Per lungo tempo ci siamo lamentati di questo modo di procedere, soprattutto con il Sindaco, che si è sempre detto d’accordo con noi ma non ha fatto nulla per ricondurre il funzionamento dell’Amministrazione alla normalità.
Per lungo tempo abbiamo espresso le nostre perplessità sulle scelte più importanti, che dovevamo solo ratificare, soprattutto in ordine alla loro effettiva corrispondenza agli interessi dei cittadini. Ottenevamo sempre risposte fumose tendenti a dimostrare che quelle scelte erano motivate da ragioni politiche o da ragioni tecniche o da argomentazioni giuridiche che sfuggivano alla nostra comprensione. Ad un certo punto abbiamo capito che svolgevamo la funzione degli utili idioti, che il “sistema” andava spezzato e che l’unico modo per farlo erano le dimissioni.
Il giudizio sulla nostra decisione la daranno gli elettori, quando saranno messi a conoscenza delle effettive modalità con cui si sono svolte alcune vicende amministrative e sui loro effetti sulla comunità.
La coalizione che rappresento – e che si propone di amministrare il paese in collegialità e nel confronto con la cittadinanza – sintetizza una pluralità di culture politiche in una linea d’azione amministrativa ed in un programma, che sarà sottoposto alla cittadinanza. È francamente incomprensibile perché tu ritieni riprovevole che l’una o l’altra delle varie anime che fanno parte della coalizione abbiano inteso condividere i loro intendimenti con i rappresentanti politici provinciali o regionali di rispettivo riferimento. Lasciami dire che ciò che vai dicendo tradisce una insofferenza verso i principi di funzionamento della democrazia liberale, come delineati dalla Costituzione, che prevedono un ruolo fondamentale per le associazioni politiche ed i partiti politici.
Di più: non si capisce perché sia riprovevole per noi interloquire con i riferimenti politici provinciali e non sia riprovevole per te farti portatore delle istanze di Confindustria.
Hai più volte detto che io sarei un uomo del secolo scorso mentre tu rappresenti la modernità.
Ti dico che sono orgoglioso di essere un uomo del novecento se questo significa appartenere ad un’epoca nella quale, un giovane, con la mente e col cuore, aderiva ad una visione del mondo e magari si iscriveva ad un partito politico, partecipava a un dibattito o portava una bandiera in un corteo, senza per questo ambire a fare il consigliere comunale o il sindaco o il deputato. E sono contento di non appartenere al ventunesimo secolo se la modernità impone, insieme alla morte dell’ideologia, la morte delle idee. E sono contento di non interpretare la modernità se questa impone ad un giovane di aderire, invece che ad un partito, a un gruppo di interesse o a una consorteria familiar-familistica.
Se poi, dicendomi uomo del novecento, provi ad addebitarmi una visione politica nemica del mondo dell’impresa, sei fuori strada. Le poche e modeste cose che ho fatto in politica testimoniano che considero l’impresa uno dei pilastri dello sviluppo della società, ma anche che ritengo che la politica debba conservare il suo ruolo di interpretare le aspettative e le aspirazioni di tutte la parti della comunità e di costituire un equilibrio tra esse.
In altri termini che la politica debba – quando occorra – disturbare “il manovratore”.
Pur rischiando di sforare dal limite che mi ero imposto per la lunghezza di questo scritto, non posso fare a meno di farti osservare una “piccola” contraddizione nell’ultimo paragrafo della tua memoria in 22 punti. Se i “padrini e padroni” non esistono, come tu dici, e la loro esistenza è accreditata solo da miei suggeritori livorosi, a chi – da Vicesindaco e quindi nella consiliatura appena conclusa – avrei permesso di mettere piede sul Comune?
Concludo col dire che confidiamo che gli elettori non ti diano l’onere di mantenere – da Sindaco – le promesse che fai da candidato, compresa quella di impedire a questo o quello di “mettere piede sul Comune”.

La risposta di Vincenzo Barrasso non si è fatta attendere:

Caro Marco,
lungi da me la voglia di polemizzare con te, ma credo che la tua garbata nota di pochi minuti fa meriti una replica tempestiva, con la speranza di poterci concentrare sul futuro e sulle proposte che entrambi riteniamo di potere formulare per la crescita culturale e socio-economica di Grottaminarda; questa la mia sintetica replica:
1. non dire bugie: non ho mai partecipato personalmente, tre anni fa, ad alcuna riunione della lista de “Il Gallo” in cui ho proposto la mia candidatura a Sindaco di Grottaminarda;
2. non dire bugie: non ho mai partecipato personalmente, tre anni fa, ad alcuna riunione della lista di “Grotta Bene comune” in cui ho proposto la mia candidatura a Sindaco di Grottaminarda. Se alcuni Amici, a quell’epoca, hanno ritenuto opportuno proporre la mia candidatura nell’ambito di propri confronti politici per me costituisce solo motivo di riconoscenza;
3. ti invito ancora una volta a non usare espressioni offensive nei mei confronti. Non ti ho mai chiamato “bullo” o “bulletto”; non ti ho mai offeso né mai lo farò e ti pregherei di astenerti dalle offese che, a quanto pare, contraddistinguono il tuo eloquio in questo appuntamento elettorale;
4. il fatto che tu ammetta che le decisioni politico-amministrative venissero prese non da Te, Virginia e Marilisa è gravissimo ed è la prova provata del vostro fallimento politico. Gli elettori grottesi avevano eletto Voi per amministrare e non altri! Credo, dunque, ci sia solo da chiedere scusa a chi vi ha dato fiducia senza che la utilizzaste a beneficio della Comunità. Eravate tre assessori su cinque componenti della Giunta e non siete stati capaci (per tua espressa ammissione) di determinare la direzione politico-amministrativa dell’Ente. Ammetti espressamente di aver ratificato, per ben otto anni, scelte altrui e, quindi, riconosci di non aver saputo amministrare l’Ente comunale. Non si comprende come tu possa candidarti ad amministrarlo per altri cinque anni;
5. riconosci tu stesso di essere stato per ben otto anni un “utile idiota” (espressione tua non mia!) non ho altro da aggiungere;
6. mai ho sostenuto che sia riprovevole che tu interloquisca con i livelli politici provinciali. Ho solo sostenuto l’elementare verità (che a te, cultore a parole della democrazia liberale, sfugge) che il livello provinciale di un partito debba interessarsi delle questioni provinciali e il livello comunale dello stesso partito debba occuparsi di quelle vicende comunali;
7. non sono portatore, nell’ambito del mio impegno politico comunale, di alcuna istanza di Confindustria e trovo francamente volgare e, ancora una volta, bugiardo da parte tua sostenere il contrario (ben sapendo che così non è);
8. le tue opinioni sulle note caratteristiche del ‘900 e del secolo ventunesimo sono solo tue non mie: mai sostenuto che nel ventunesimo secolo non ci siano idee o ideali da perseguire e per i quali valga la pena combattere;
9. Marco sai benissimo chi sono stati i tuoi padrini e padroni, perché tu stesso te ne sei lamentato pubblicamente più volte. Per quanto mi riguarda, posso solo ribadire una elementare verità che tutti quanti mi conoscono possono confermare: mai avuto né padrini né padroni. Ho avuto solo un Padre e, come sai, ci ha lasciato, essendo ancora rimpianto da molti, oramai da 21 anni. Da allora non ubbidisco più a nessuno che non sia la mia coscienza;
10. tutti i cittadini (operai, professionisti, insegnanti, commercianti, imprenditori, artigiani, disoccupati, studenti, giovani e anziani, et cetera), con me Sindaco, potranno non solo “mettere piede sul Comune” ma, in più, rispetto ai tuoi otto anni da Amministratore (o meglio, da non Amministratore), sapranno che potranno sempre rivolgersi soltanto a me e ai consiglieri comunali per risolvere i propri problemi e le proprie criticità. Non avranno necessità di rivolgersi a coloro che tu stesso riconosci essere stati i tuoi padroni.
Ora, però, direi, se sei d’accordo, che possa bastare. Non replicherò più a tue sterili osservazioni di questo tipo né ad altre offese personali che ti farà piacere o parrà opportuno e educato rivolgermi. Da ora al 12 giugno, almeno io, parlerò solo di Grottaminarda, della soluzione dei suoi problemi, del suo sviluppo e della costruzione di una nuova speranza per la nostra Comunità!
Ti saluto con l’affetto e la stima di sempre.
Vincenzo

Amministrative Grottaminarda 2022: le liste

Le liste per le prossime Amministrative Grottaminarda 2022 sono due e sono ufficiali.

La Rinascita che ha coma candidato Sindaco Marcantonio Spera propone i seguenti candidati Consiglieri:

  • Barrasso Rocco
  • Basile Rosalba
  • Bruno Michelangelo
  • D’Ambrosio Sandra
  • De Luca Edoardo (detto Eddy)
  • Di Fronzo Rocco
  • Grillo Maria Elisa (detta Marilisa)
  • Iacoviello Franca
  • Pascucci Virginia
  • Petrillo Doralda Quinta Yoraima
  • Spinapolice Michele
  • Vitale Antonio

La lista Libera e Democratici che ha come candidato sindaco Vincenzo Barrasso presenta i seguenti candidati Consiglieri:

  • Giuseppina Barrasso (detta Pina)
  • Imperatrice Bruno
  • Michele Cappuccio
  • Rosa Ciotola ( detta Rosy)
  • Rocco De Luca
  • Francesco Del Sorbo (detto Leone)
  • Marisa Graziano
  • Lucio Lanza
  • Angelo Marino Lo Chiatto
  • Antonella Meninno
  • Mauro Piccolo
  • Annalisa Romano

Entrambe le liste hanno come intento quello di cambiare le sorti e rinnovare Grottaminarda, dandole un nuovo lustro.

Le due liste candidate per le Amministrative di Grottaminarda sono ufficiali.

Leggendo attentamente i nomi che compongono entrambe le liste siamo di fronte a due schieramenti che ricordano gli scontri tra i guelfi e i ghibellini di Firenze.

Guelfi e ghibellini, per chi non lo ricordasse, erano due fazioni opposte che si schierarono in Italia tra il XII e il XIV secolo. Tali schieramenti nacquero dopo la morte di Enrico V e furono create tra due casate: quella di Baviera e quella di Sassonia che si contrapponevano a quella della Svevia. Queste fazioni vennero utilizzate dai gruppi fiorentini per distinguere i due schieramenti, durante le lotte per la conquista del comune.

I guelfi  rappresentavano quella fazione politica che sosteneva la supremazia del Papa, durante la lotta per il dominio di Firenze. Questi erano convinti che solo il Papa potesse governare perché era stato investito direttamente da Dio e quindi aveva il potere di guidarli verso la giustizia. All’interno di questo schieramento c’era un’ulteriore divisione tra i bianchi, che ammettevano una cooperazione tra Imperatore e Papa e i neri che erano devoti solo al Pontefice.

I ghibellini erano sostenitori dell’Imperatore e non volevano l’intromissione della Chiesa nelle questioni politiche di Firenze.

La scelta tra i due schieramenti non lascia alcun dubbio all’elettore nello scegliere da che parte vuole schierarsi perché gli intenti sono chiari, soprattutto, per chi sarà chiamato a votare.

Questa volta non si sceglierà tra Chiesa e Stato ma tra conservatori e reazionari.

Ricordiamo che il voto è una scelta libera che non deve essere condizionata da alcun tipo di intromissione esterna. Il votante ha libera scelta di decidere e ne ha pieno potere.

Il voto è un dovere civico e consapevole, un atto da non prendere a cuor leggero o con poca responsabilità.

Chi è chiamato al voto vive 365 giorni l’anno un luogo e ne conosce pregi e difetti, spesso, soprattutto i secondi. Ci sarà sempre da lamentarsi, questo è ovvio, ma il tempo per poter migliorare qualcosa non è mai abbastanza e sarebbe saggio non rimandare.

Atripalda: Giuseppe Spagnuolo presenta la lista per le prossime Amministrative 2022

“Con Atripalda futura ci presenteremo ai cittadini, agli elettori. La nostra è una proposta che comunque si pone in continuità con i cinque anni di amministrazione, con il lavoro svolto. Ma si tratta di una proposta che guarda al futuro. Perché oggi ci sono le condizioni per proiettarsi verso il domani con ottimismo”,  lo ha dichiarato Giuseppe Spagnuolo, sindaco di Atripalda, che ieri sera, presso il comitato elettorale di Piazza Umberto I, ha presentato il nome della lista ed il simbolo con cui si presenterà al giudizio degli elettori in occasione delle Amministrative del prossimo 12 giugno. Con lui i candidati ed i tanti sostenitori che lo accompagneranno in questo viaggio fino alle urne.

“Quella di cinque anni fa – ha spiegato – è stata una vera e propria chiamata alle armi. Abbiamo chiesto ai cittadini di scegliere Atripalda perché bisognava ricomporre una comunità che era lacerata. Dovevamo rimettere la città su di una strada sicura. Ci siamo interrogati, perciò, se era il caso di continuare con lo stesso nome, Scegliamo Atripalda, utilizzato nel 2017.

Giuseppe Spagnuolo

Giuseppe Spagnuolo

Abbiamo deciso di utilizzare un nuovo nome, che contenesse uno slancio, una proiezione verso il futuro. In questi ultimi cinque anni abbiamo lavorato in maniera costante, in maniera dura e silenziosa perché la situazione ereditata necessitava di un impegno gravosissimo.

Oggi riteniamo di essere usciti da quella condizione così cupa. Oggi siamo consapevoli di aver raggiunto risultati tali che ci consentono di guardare al futuro con ottimismo. Oggi possiamo continuare questo lavoro per imprimere quella svolta che abbiamo in mente”.

Poi la spiegazione del simbolo: “La scritta è sulla base – ha spiegato il sindaco –  perché con il nostro lavoro abbiamo gettato solide basi grazie alle quali possiamo proiettarci verso il futuro. Abbiamo scelto il campanile di Santa Maria delle Grazie che simboleggia la nostra storia e rappresenta l’istituzione. Poi ci sono le persone che sono i destinatari della nostra azione.

È verso di loro che indirizziamo il nostro lavoro ed è con il loro sostegno che vogliamo continuare a fare il bene di Atripalda. Dobbiamo riuscire a creare un collegamento ancora più forte con la comunità. Proveremo a trasmettere loro la nostra convinzione di essere dalla parte giusta e chiederemo sempre maggiore partecipazione. Una dinamica virtuosa che ci consentirà di costruire una città sempre più moderna, efficiente. Se Atripalda fosse un palazzo da costruire in questi cinque anni abbiamo realizzato le fondamenta. E’ tempi di alzare nuovi piani e di guardare sempre più in alto”.

“Non è presunzione – così ha concluso il primo cittadino –  se dico che, a partire dal risanamento dei conti, i risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti, sono evidentissimi: dai finanziamenti agli investimenti fino ai progetti da candidare sul Pnrr. Sono questa la testimonianza migliore di un lavoro svolto con passione e competenza. Sono queste le fondamenta su cui possiamo poggiare l’Atripalda futura”.

Amministrative Grottaminarda 2022: si scaldano i motori a suon di lettere aperte

Le prossime Amministrative a Grottaminarda sono alle porte e manca poco per la pubblicazione ufficiale delle liste e della campagna elettorale.

Intanto i due candidati sindaco: Marcantonio Spera e Vincenzo Barrasso si scambiano un “in bocca al lupo” con due lettere aperte.

Riportiamo per coerenza entrambe le lettere.

Le parole scambiate sono forti: entrambi esprimono con forza le proprie ragioni, che sono opinabili da diverse angolazioni e sotto diversi punti di vista.

Poiché risulterebbe fuorviante ora commentare entrambe le lettere, mi riservo di farlo successivamente perché a prescindere dalle parole proferite, ci sono circostanze che delineano tutt’altro negli intenti politici e meritano di essere commentate bene, soprattutto, nei confronti dell’intelligenza degli elettori.

Marcantonio Spera e Vincenzo Barrasso: le lettere aperte

Le lettere aperte dei due candidati sindaco per le prossime Amministrative 2022 di Grottaminarda

Marcantonio Spera: la lettera

La prima ad essere stata pubblicata su Il Mattino è quella di Marcantonio Spera, che afferma quanto segue:

Leggo un’intervista al neo candidato sindaco della lista “Liberi, concreti e forti per Grottaminarda” avvocato Vincenzo Barrasso e rabbrividisco.
Dopo poche ore da un nostro incontro, condito con tante gentilezze e proclami di bon ton elettorale, apprendo che l’avvocato, negli ultimi 8-18 anni, ha frequentato molto Grottaminarda, ha praticato tanto volontariato sociale, trascurando forse conferenze ad Harvard e al Parlamento europeo al punto da meritare una candidatura a sindaco mentre io definito “ lo smemorato di Collegno, irresponsabile e vergognoso”, farei bene a non candidarmi.

L’avvocato ha, pertanto, infranto il bon ton che, forse, non gli appartiene, in risposta alla mia dichiarazione che “un consorzio di imprese potrebbe privatizzare il Comune di Grottaminarda”.

Forse egli ignora che un suo compagno, “di grande esperienza e valore aggiunto di cordata” ha sempre asserito che “mai l’imprenditore al Comune” e che “l’Avvocato del diavolo è persona presuntuosa e pallone gonfiato” ( ogni volta con mio grande disappunto).
Purtroppo, le vicende politiche storicamente ci riservano grandi ribaltoni e quindi, mentre oggi il mio gruppo vuole Rinascere, il neo candidato sindaco Vincenzo Barrasso, come lo “smemorato di Collegno”, ha rimosso tante sue convinzioni storiche e particolarmente quella, sempre esternata a me, che non sarebbe mai sceso a compromessi con certe persone.

Mi viene da riflettere e mi chiedo (e invito i cittadini a meditare) in nome di cosa e per conto di chi un buon professionista sta diventando paonazzo come un bulletto di quartiere, va in giro stringendo mani sconosciute, ostenta titoli e super cariche amministrative, sparando a zero su me e resuscitando un vecchio sistema di potere.

Parla di futuro con Giovanni Ianniciello, con Giovanni Romano, con Lucio Lanza e con qualche noto imprenditore, grande benefattore degli operai e della comunità, accarezza il caro dottor Valentino Meninno e dà lezioni di politica a tutto il partito democratico provinciale con aura professorale.

Sta abbracciando i 6/9 della vecchia amministrazione e invece di chiedere a loro spiegazioni in merito al fallimento sopraggiunto, lo chiede a me che l’ho certificato.
Sono certo che la fine della vecchia legislatura consentirà ad una nuova e più qualificata classe dirigente di salvare il paese da un declino e da una marginalizzazione politica progressiva che, purtroppo, avanzava inesorabilmente.ù

Ben venga una Rinascita vera senza “valori aggiunti riciclati con grande esperienza amministrativa” senza macedonie insapori, come ha asserito qualche benpensante.
Noi coraggiosi, con grande senso di responsabilità, abbiamo rinunciato alle poltrone e riconsegnato ai liberi cittadini il proprio futuro.

Saremo pronti ad opporci ad ogni tentativo di nascondere la verità, di intimidire le persone e di mistificare la realtà perché siamo una squadra vera senza poteri occulti che possono condizionarci.

Marcantonio

il candidato sindaco per le prossime amministrative 2022 a Grottaminard“Liberi, concreti e forti per Grottaminarda

La lettera di Vincenzo Barrasso rivolta a Marcantonio Spera

Vincenzo Barrasso: la lettera

Caro Marcantonio,

leggo con sorpresa e stupore le affermazioni, prossime all’offesa personale, che hai reso a Il Mattino pubblicato oggi.

Confermandoti l’affetto di sempre e sperando che il clima elettorale non turbi eccessivamente i nostri rapporti personali, sono costretto, tuttavia, a precisare quanto segue:

1. a differenza di te, mi dispiace scriverlo, non ho mai fatto ribaltoni, né sfiduciato alcuno, né mai sono venuto meno a patti o alla parola data. La mia vita è una storia di continua coerenza e rispetto per gli impegni assunti;

2. a differenza di te, le mie “convinzioni storiche” non sono mai mutate e sono da sempre vocate al bene di Grottaminarda e dei miei concittadini;

3. a differenza di te, non ho ancora fatto alcun compromesso (né intendo farne!) ma mi sono fatto promotore di una alleanza politico-programmatica per risollevare le sorti della nostra Comunità. Grottaminarda, anche grazie all’azione politica da te svolta negli anni in cui sei stato Vice-Sindaco (ammesso che tu ne abbia svolta una…), ha dovuto quasi sempre far da se e non ha trovato il tuo sostegno, il tuo impegno, il tuo sacrificio ma solo voglia di affermazione personale.

Tale ambizione, condotta all’estremo gesto delle dimissioni, è stata unicamente funzionale a perseguire un disegno che mira alla conquista del potere per il potere. Non ho alcun interesse economico a Grottaminarda e questo mi rende libero di agire per il solo bene della mia Comunità. Ho conquistato il diritto “a dire la mia” con sudore e sacrifici personali durati venti anni e non ho bisogno di fare compromessi con alcuno;

4. come ben sai, ho sempre frequentato Grottaminarda e non mi sono mai allontanato da casa mia (perché considero, da sempre, Grottaminarda come la mia casa): qui ho deciso di far crescere in futuro la mia famiglia e per questo mi sono convinto fosse giunta l’ora di mettermi a disposizione dei miei concittadini con autentico e disinteressato spirito di servizio;

5. sono sempre stato a disposizione della mia comunità, sin da bambino, e la mia casa è sempre stata aperta a tutti. Sono circondato dall’affetto di persone che sono, da sempre, impegnate nel mondo del volontariato e per me è un onore averle come compagni di cammino in questa nuova avventura personale e familiare;

6. non ho mai trascurato i miei impegni né esaltato in alcun modo le mie esperienze professionali. Il mio curriculum vitae è in rete, poiché gli Enti pubblici che si affidano ai miei servizi professionali, sono tenuti a pubblicarlo per ragioni attinenti alla trasparenza dell’azione amministrativa. Non ho mai esaltato il mio percorso professionale. Sono gli altri che parlano di me, io preferisco parlare di Grottaminarda, dei suoi bisogni, dei suoi interessi, delle sue esigenze e prospettive di sviluppo socio-economico e culturale;

7.  credo di aver fatto bene a definirti “lo smemorato di Colegno” (e continuerò ad apostrofarti simpaticamente con tale appellativo non offensivo ma che vuole essere, innanzitutto, scherzoso ed ironico) poiché ogni giorno dimostri di aver rimosso ben otto anni della tua esistenza politica e, dunque, credo di averne pieno diritto;

8. ribadisco che è sotto gli occhi di tutti il tuo fallimento politico consacrato dalle dimissioni che hanno condotto all’irresponsabile e vergognoso atto politico dello scioglimento del Consiglio comunale di Grottaminarda in un momento storico in cui, invece di pensare al bene della nostra Comunità dopo due anni di drammatica emergenza pandemica, hai pensato a tutelare altri interessi poco commendevoli e che nulla hanno a che fare con il bene di Grottaminarda;

9.  non so cosa voglia dire paonazzo né mi pare di essermi mai comportato da “bulletto”. Non ti ho mai offeso sul piano personale e gradirei non essere offeso. In ogni caso non mi farò condurre sul piano dell’ingiuria perché chi vi ricorre ha già perso e non ha altri argomenti con cui confrontarsi. Ti prego (e ribadisco… ti prego) di tenere un contegno rispettoso come, dall’inizio della vicenda elettorale, sto facendo io;

10. ho sempre stretto le mani di tutti, sono da sempre stato a disposizione di tutti, non vedo cosa ci sia di male in questo. Quando stringo la mano di qualcuno, almeno io, lo faccio in nome e per conto mio;

11. non ho mai ostentato alcun titolo, né mai riferito di aver assunto “super cariche amministrative”, ribadisco che la mia storia professionale è consultabile in rete. A ventisei anni, dopo la perdita traumatica e dolorosa di mio padre, sono partito da Grottaminarda per costruire il mio futuro e quello della famiglia che sto creando. Non vedo nulla di male in questo. La mia è la storia di tanti miei concittadini grottesi che, con sofferenze, lacrime, sudore e perseveranza si sono fatti largo nel mondo grazie alle capacità innate ed all’intelligenza che contraddistingue noi Grottesi. Offendere la mia storia personale significa offendere la storia personale di centinaia di Grottesi: ti invito, dunque, con affetto, ad essere più rispettoso;

12. non ho mai “sparato a zero” su di te; sai che ti sono sinceramente affezionato e lo confermo pubblicamente in questa sede. Ti considero una bravissima persona, un ottimo professionista ed un caro amico. Credo, tuttavia, che tu abbia commesso errori politici gravissimi e che il valore della tua azione politico-amministrativa degli ultimi anni sia stata sostanzialmente prossima allo zero (come ebbi a dirti a casa tua il 24 dicembre 2021). Per questo ritengo che, per il bene della nostra amata Grottaminarda, avresti fatto meglio a non candidarti. Per questo mi impegnerò al massimo delle mie capacità per evitare che tu possa far affogare Grottaminarda in altri cinque anni di inedia, di stasi e di asfissia politico-amministrativa;

13. non ho alcuna voglia di resuscitare vecchi sistemi di potere che io, a differenza tua, non conosco e mai ho praticato, frequentato, valorizzato o alimentato;

14. sono orgoglioso degli amici che hanno deciso di sostenere la mia candidatura a Sindaco. Gli amici che nomini nell’articolo di oggi sono stati tuoi compagni di percorso e di vita per otto anni. Ti hanno dato fiducia, comprensione e lealtà e tu li hai ricambiati con uno schiaffo sonoro sul volto (metaforicamente parlando…). Ti voglio dare una notizia: se sarò Sindaco di Grottaminarda (e mi impegnerò al massimo per riuscirvi), a differenza di quanto tu hai fatto per otto anni, ragionerò sempre con la mia testa, ascolterò tutti, mi confronterò con chiunque possa contribuire al bene della mia Comunità, ma sarò solo e sempre io a decidere rispondendo alla mia coscienza ed al mio onore al solo fine di assicurare il bene, la sicurezza e la prosperità di Grottaminarda;

15. il Circolo del Partito democratico di Grottaminarda è stato offeso e calpestato dalla Federazione provinciale del medesimo Partito. Non si è mai visto un Segretario provinciale che si improvvisa Segretario di Circolo contro la volontà degli iscritti rappresentata da quest’ultimo. Ritengo che il Dott. Meninno sia stato fin troppo paziente e garbato verso questo inopportuno atto di aggressione politica e che bene si farebbe ad interessare la Segreteria nazionale e gli Organi competenti del Partito al fine di evitare che in futuro certi deprecabili eventi abbiano a ripetersi;

16. chi ha sancito il fallimento della precedente esperienza amministrativa è chi ha firmato le dimissioni. Sei tu che devi spiegarne le ragioni ma non quelle che fanno comodo a te, quelle vere, quelle sincere, quelle effettive. Sai, però, che se dovessi renderle note non potresti più candidarti e preferisci raccontare bugie ed insistere con il mantra stonato della “Rinascita”… ma rinascita de che?!? L’unica rinascita che vedo è quella dagli errori che hai commesso e dalla tua fallimentare esperienza politico-amministrativa e per questa rinascita non abbiamo bisogno di eleggerti Sindaco di Grottaminarda;

17. l’unica “nuova e qualificata classe dirigente” è quella di chi non ha mai avuto a che fare con l’Amministrazione della Città e non quella incarnata da chi ha compiuto otto anni di costanti errori politici in danno di Grottaminarda. Sei stato per quasi otto anni Assessore (con importanti e fondamentali deleghe) e per quasi tre anni Vice-Sindaco, sei l’artefice principale del declino e della marginalizzazione politica di cui tu stesso parli e hai la faccia tosta di proporti come la novità e il cambiamento: non ti offendere se continuo a chiamarti “lo smemorato di Collegno”, mi pare che sia tu per primo ad alimentare questo simpatico appellativo;

18. non vedo alcuna responsabilità né alcun coraggio in chi tradisce il patto elettorale con i propri concittadini e, venendo meno ai propri impegni istituzionali, si dimette senza neppure avere la sensibilità di rimettere prima il mandato da Vice – Sindaco. Le scelte che hai fatto dimostrano l’assoluta assenza di rispetto per la nostra Comunità e per i nostri concittadini e per questo, insisto a dire, faresti bene a non riproporti per costringerci ad altri eventuali cinque anni di immobilismo;

19. a differenza tua, non ho alcuna intenzione di nascondere la verità ma intendo solo farla emergere;

20. non ho mai intimidito alcuno ma sono sempre stato, con umiltà, disponibile con tutti (e tu lo sai…);

21. a differenza tua, non ho mai mistificato la realtà;

22. non ho poteri occulti che possano condizionarmi. A differenza tua, non sono stato “costretto” da potenti amici avellinesi a dimettermi per perseguire interessi chiaramente contrari a Grottaminarda e lontani da essa. La mia vita è una testimonianza di correttezza, coerenza e trasparenza, sia in ambito professionale che personale, al servizio di tutti.

Spero sinceramente che possiamo dialogare serenamente sul futuro di Grottaminarda e confrontarci sulla pubblica piazza o dove preferisci sulle cose da fare per il suo bene.

Ti invito ad abbandonare i suggeritori livorosi che abbaiano alla luna contro presunti padrini e padroni che non sono mai esistiti e che, ove pure ci fossero (e non ne conosco), con me Sindaco di Grottaminarda, a differenza di quando tu sei stato Vice-Sindaco, mai metteranno piede sul Comune!

Ti saluto con l’affetto di sempre,

Vincenzo

Garanzia Giovani Diversamente Abili, incontro con i rappresentanti degli Ambiti Territoriali Sociali

Incontro a Palazzo Caracciolo con i rappresentanti degli Ambiti Territoriali Sociali per condividere le linee strategiche che l’Amministrazione Provinciale vuole applicare nella gestione dell’iniziativa Garanzia Giovani a favore dei diversamente abili.

La Provincia di Avellino è beneficiaria di 30 tirocini destinati a coloro che rientrano nelle indicazioni previste dal Regolamento Regionale. Ad oggi sono stati attivati solo 10 tirocini.

Provincia di Avellino

Provincia di Avellino

La Provincia di Avellino, al fine di garantire la più ampia divulgazione possibile e raggiungere il maggior numero di beneficiari, vuole attivare una rete territoriale con l’obiettivo di coinvolgere l’intera Irpinia.

Nei prossimi giorni verrà pubblicato il nuovo avviso che sarà disponibile sulla piattaforma.

Possono candidarsi i giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, iscritti al Collocamento Mirato tenuto dal Servizio Pubblico per l’Impiego territorialmente competente.

Per poter utilmente inserire la propria candidatura sulla piattaforma è necessario il possesso di CIE o SPID.

Antica Abellinum, studenti a lezione di archeologia

Dichiara Giuseppe Spagnuolo, Sindaco di Atripalda:

Una giornata dedicata alla cultura, tra l’altro incorniciata da un bellissimo sole, presso l’area archeologica dell’antica Abellinum. Continua così la collaborazione triennale con l’Università degli Studi di Salerno, la Soprintendenza ed il Comune di Atripalda con la finalità di valorizzare il nostro parco archeologico soprattutto dal punto di vista delle attività didattiche e formative e, più in generale, come polo culturale della nostra Città. Oggi, ad esempio, a lezione di archeologia con un nutrito gruppo di alunni delle scuole superiori che hanno seguito con interesse le informazioni e le tante curiosità che gli sono state fornite dal professor Alfonso Santoriello, docente del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università di Salerno, che è il responsabile tecnico-scientifico di questo progetto, e dal suo team.

Atripalda

Atripalda

Continua Spagnuolo:

Abellinum  resta in cima alle nostre priorità dal punto di vista culturale perché ne comprendiamo il valore storico, è l’area fulcro da cui è nata e si è sviluppata la storia del nostro territorio in un’ottica non solo atripaldese ma direi di comprensorio. Ma accanto a questo c’è l’intenzione di arricchirne la fruizione anche sotto il versante turistico. Sono in corso contatti con operatori del settore proprio per studiare una formula che metta insieme un’offerta complessiva, che vada dalla cultura all’enogastronomia, da orientare verso quel turismo esperienziale oggi sempre più in via di diffusione.

Atripalda, legalità a scuola: premio al liceo De Caprariis

Una giornata di grandi emozioni e che rappresenta il coronamento di un percorso avviato oltre un anno fa. Ecco la dimostrazione più efficace di come ci possa essere una filiera istituzionale virtuosa, che funziona, perché in grado di attivare rapporti di collaborazione. Tutto in nome della cultura della legalità che deve essere promossa sempre e comunque, a partire dal mondo della scuola, tra i più giovani.

È quanto dichiara Giuseppe Spagnuolo, sindaco di Atripalda, che ha partecipato ad  Avellino, insieme alla consigliera comunale Giuliana De Vinco, all’iniziativa voluta dalla Regione Campania dedicata al contrasto di fenomeni quali il racket e l’usura alla presenza del Prefetto di Avellino, Sua Eccellenza Paola Spena,  del Sottosegretario agli Interni, Carlo Sibilia, e dell’assessore regionale alla Sicurezza e alla Legalità, Mario Morcone.

Nel corso della giornata sono stati i premiati gli alunni del Liceo Scientifico “Vittorio De Caprariis” di Atripalda che hanno partecipato al concorso.

Spiega il primo cittadino:

Noi contro usura e racket” promosso in collaborazione con l’associazione SOS Impresa: “Attraverso elaborati  realizzati con diverse tecniche e diversi strumenti di comunicazione gli studenti hanno mostrato una grande maturità nell’affrontare tematiche così complesse come quelle legate al racket o all’usura. Rappresentano davvero motivo di vanto e di orgoglio per la nostra comunità. Se è ai giovani che dobbiamo affidarci con l’obiettivo di costruire una società migliore, da questi ragazzi arriva un messaggio che è rassicurante. Il loro entusiasmo e la loro serietà sono il viatico migliore per gettare le basi per un mondo la cui stella polare sia davvero il bene comune.

Atripalda, legalità a scuola: premio al liceo De Caprariis.

Atripalda, legalità a scuola: premio al liceo De Caprariis.

Conclude il sindaco Giuseppe Spagnuolo:

Come Amministrazione Comunale abbiamo investito molto proprio con l’obiettivo di diffondere in maniera capillare la cultura della legalità. A questa esigenza rispondeva l’istituzione dello Sportello anti usura ed a anti racket che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un presidio, un avamposto nel contrasto a fenomeni così gravi e rispetto ai quali è dovere delle istituzioni fare da argine, determinando le condizioni, sociali e culturali, perché non attecchiscano divenendo di fatto elementi distorsivi per una comunità ancora sana come è quella di Atripalda.

Il sindaco Gaetano Manfredi: “La forza di Napoli è nella cultura”

Celebrata al Palazzo delle Arti Napoli la cerimonia inaugurale della mostra Andy is back, in programma sino al 31 luglio, prodotta da Navigare srl e curata da Edoardo Falcioni per Art Motors con il patrocinio del Comune di Napoli.

La presenza del sindaco Gaetano Manfredi e di numerose personalità partenopee, ha sottolineato il legame della città con l’artista americano Andy Warhol, che spesso ha soggiornato a Napoli e alla quale rese un tributo realizzando l’opera “Vesuvius”.

La concomitanza dell’apertura della mostra e la pubblicazione della pagina storica de Il Mattino, con il titolo “Fate Presto” esposta in una delle 12 sale, è stata l’occasione colta dal sindaco Manfredi  per rilanciare, attraverso la cultura, la città partenopea:

C’è un rapporto molto stretto e questo rapporto rappresenta anche una fase della nostra città importante, una fase di grande creatività ma anche di grande apertura verso quelli che erano i grandi percorsi culturali e artistici internazionali. Il periodo di Lucio Amelio è l’età delle grandi persone e dei tanti artisti che sono arrivati a Napoli portando idee, portando novità, e quindi questo è anche un momento che noi dobbiamo ricordare perché questo è un insegnamento per il presente e per il futuro di quella che deve essere la Napoli che tutti noi vogliamo, cioè quella di una Napoli aperta alle grandi esperienze internazionali proprio per portare la sua creatività nel mondo.

La mostra propone un’esposizione ricca con oltre 130 tra disegni, oggetti autografati, serigrafie, fotografie, provenienti da collezioni private, oltre alla ricostruzione della celebre Silver Factory newyorkese.

Un percorso estremamente internazionale che, in occasione delle vacanze pasquali, potrà rappresentare una valida proposta culturale per i turisti presenti in città.

Gaetano Manfredi

PAN Palazzo delle Arti di Napoli15 aprile 2022
Andy is back:Visita del sindaco Gaetano Manfredi alla mostra di Andy Warhol al PAN
Ph: Stefano Renna

Sottolinea Gaetano Manfredi: 

Sì, questo è un segnale molto bello per tutti noi perché questo ci fa capire quanto Napoli sia amata nel mondo, quanto desiderio di Napoli ci sia nel mondo , quindi questo ci dà una grande responsabilità perché abbiamo un patrimonio nelle mani che dobbiamo valorizzare e, soprattutto, dobbiamo aprire al mondo. I tanti turisti internazionali presenti in città ci testimoniano in maniera concreta quanto Napoli sia importante e quanto Napoli sia amata.

Poi il Sindaco di Napoli ha evidenziato l’importanza della cultura per la promozione della nostra città che, però, può contare anche su ulteriori punti di forza:

Può fare moltissimo perché la forza di Napoli è la sua arte, la sua storia, la sua creatività ma anche la sua contemporaneità. Il fatto di essere una città di grande tradizione storica ed artistica e di essere sempre aperta al cambiamento, e a quelle che sono le nuove tendenze artistiche, ne fanno un unicum a livello internazionale e proprio su questa cifra culturale noi dobbiamo puntare per il futuro, perché solo così noi riusciremo a mantenere e rafforzare questo grande brand internazionale che è Napoli nel mondo.

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