locale

Cooperazione tra Ardud, comune della Romania, e Volturara Irpina

Seconda tappa del progetto di cooperazione sottoscritto nel 2019 tra il comune rumeno e la comunità irpina.
Il Sindaco Manganaro:
Tra i prossimi obiettivi cogliere le opportunità di crescita economica e di promozione reciproca che l’Unione Europea offre a chi si lega in un rapporto di interscambio culturale.
Il progetto di cooperazione tra Ardud, comune della Romania, e Volturara Irpina ha registrato oggi la sua seconda tappa. Gli amministratori della cittadina rumena hanno ricambiato la visita che nel 2019 la dirigente scolastica dell’Istituto A. Di Meo e alcuni esponenti dell’amministrazione del comune irpino effettuarono nella cittadina della Transilvania. In quella occasione fu firmato il primo protocollo di intesa tra le due comunità finalizzato a favorire e implementare l’interscambio culturale tra i due comuni e a candidare a Bruxelles progetti condivisi sulle politiche agricole e sulla promozione del territorio. Oggi, nell’aula consiliare di Volturara si è tenuta la manifestazione durante la quale sono stati firmati i nuovi protocolli di intesa alla presenza del sindaco di Ardud, Ovidiu Marius Duma, del sindaco di Volturara Irpina, Nadia Manganaro, e dei dirigenti dei due istituti scolastici i cui alunni, di fatto, hanno avanzato la proposta di gemellaggio.
Cooperazione tra Ardud, comune della Romania, e Volturara Irpina

Cooperazione tra Ardud, comune della Romania, e Volturara Irpina

Ha dichiarato Manganaro durante il suo intervento:
Sono trascorsi quasi tre anni da quando nel novembre del 2019 ci siamo salutati nella bellissima Ardud, dopo aver trascorso con voi giorni intensi, avvincenti, interessanti . Giorni che non abbiamo dimenticato e che non dimenticheremo mai, non solo per l’amicizia che è scaturita tra le nostre due comunità, ma anche per la bellezza e la peculiarità dei luoghi che abbiamo conosciuto, per le tradizioni che avete con noi condiviso e per la  bontà dei prodotti che ci avete offerto. Ci siamo salutati – allora – ripromettendoci di incontrarci l’anno successivo per ricambiare la vostra bella accoglienza, ma non è stato possibile a causa della terribile pandemia da covid che ha colpito il mondo intero. Sono trascorsi due anni difficili. Tanto per noi in Italia, quanto per la Romania.
Cooperazione tra Ardud, comune della Romania, e Volturara Irpina

Cooperazione tra Ardud, comune della Romania, e Volturara Irpina

Ha aggiunto la prima cittadina:
Il gemellaggio tra Ardud e Volturara nasce nel contesto di un rapporto che ci vede “insieme” da tempo, non solo perché i nostri Paesi – l’Italia e la Romania – fanno parte dell’Unione Europea, ma anche perché i nostri popoli si assomigliano per giovialità, sensibilità, tolleranza e solidarietà. Caratteristiche che rendono speciale questo nostro legame e che senza ombra di dubbio darà frutti insperati, non solo in termini di convivialità, ma anche di crescita comune delle nostre due realtà. In questa prospettiva dobbiamo lavorare affinché il legame che ci unisce possa diventare ancora più stretto, non solo per celebrare l’amicizia tra le nostre due comunità, ma anche e soprattutto per cogliere congiuntamente le opportunità che l’Unione Europea offre alle realtà che si legano in un rapporto di interscambio culturale, favorendo così la crescita anche economica di due realtà che insieme possono promuoversi in maniera proficua.
Ha sottolineato Manganaro:
Come allora ad Ardud  anche l’incontro di oggi resterà in maniera indelebile nella storia di Volturara Irpina. E’ la seconda tappa di un percorso che insieme ci ripromettiamo di continuare a percorrere nel solco dell’amicizia, curandolo, coltivandolo, implementandolo. Noi amministratori non mancheremo di fare la nostra parte, ma così come avemmo modo di chiedere ai vostri amici di Ardud, anche voi studenti di Volturara dovrete impegnarvi per programmare già da adesso nuove occasioni di incontro e di perseguire altri obiettivi affinché questa bella amicizia possa vivere nuovi momenti di convivialità, di confronto, di crescita comune. Sono certa che ci saranno nuove occasioni di incontro nel prossimo futuro. Nuovi momenti belli ed emozionanti che serviranno a celebrare l’unione tra noi e per far sì che le fondamenta della nostra amicizia possano essere rese ancora più solide. Su queste basi – ha concluso il Sindaco – insieme, potremo continuare a costruire la casa comune della nostra bella amicizia.

Marcantonio Spera: i ringraziamenti a Grottaminarda

Questa mattina si è svolta la proclamazione della nuova giunta comunale che ha come sindaco Marcantonio Spera.

Il Sindaco di Grottaminarda ha rilasciato le prime dichiarazioni sulle sue reali intenzioni di voler svolgere una politica amministrativa inclusiva con tutti.

Ringrazio tutti!

Quella trascorsa è stata una campagna elettorale molto sofferta, per tante ragioni che, credo, abbiano intuito tutti.

Ci sono stati momenti di grande tensione e di grande preoccupazione però alla fine, come abbiamo visto, ha prevalso il buon senso.

Questo è grande segno di civiltà per Grottaminarda.

Marcantonio Spera ringrazia tutti suoi compagni di squadra e invita l’opposizione, oggi assente durante la proclamazione, ad accantonare eventuali veleni o livori per il bene di Grottaminarda che ha bisogno del lavoro sinergico di tutti.

Come ho detto più volte siamo tutti parte di una squadra con pari diritti, dignità e oneri e spero che lo stesso discorso di inclusione e di pacificazione con i candidati eletti e non eletti dell’opposizione possa realizzarsi in un clima di concordia attraverso un lavoro di posizione costruttivo.

Mettiamo da parte i veleni perché abbiamo tanto da fare!

Le mie non sono parole di circostanza.

La comunicazione di Grottaminarda sarà quotidiana perché il nostro sarà un Comune aperto perché la nostra intenzione è quella di essere chiari e mettere al corrente i cittadini su tutto quello che faremo.

Il Sindaco, dunque, conferma le sue intenzioni che riguardano un cambiamento e una collaborazione inclusiva che riguarderà tutti.

Un lavoro di squadra comprende la collaborazione e l’impegno di tutti i componenti della giunta comunale, c’è bisogno di serietà nello svolgere qualsiasi tipo di incarico, a prescindere dal ruolo che si ricopre.

Il nuovo sindaco di Grottaminarda

Marcantonio Spera insieme alla sua squadra

La giunta comunale rappresenta ed è lo specchio della popolazione che amministra e quindi è necessario dare il buon esempio, partendo dalle piccole cose ma soprattutto mettendo da parte le negatività  perché fanno male soprattutto ai cittadini.

Con presupposti positivi, collaborativi e le buone intenzioni si può lavorare serenamente e in modo sinergico per un unico scopo che è quello di salvaguardare il benessere della collettività tutta.

Centro Curiel di Corsico: “Accogliamo il futuro” delle famiglie ucraine

Dal 9 giugno gli spazi del Centro Curiel di Corsico ospiteranno il progetto educativo e di integrazione della Fondazione Albero della Vita Onlus realizzato in collaborazione con Fondazione Patrizio Paoletti. Per aiutare i profughi, l’amministrazione si è coordinata con le realtà del territorio.

La Giunta comunale ha inaugurato la concessione di alcuni spazi del Centro di via Curiel 23 alla Fondazione L’Albero della Vita Onlus, che dal 9 giugno si occuperà del progetto educativo e d’integrazione “Accogliamo il futuro” realizzato insieme a Fondazione Patrizio Paoletti, rivolto alle famiglie profughe dell’Ucraina.

Dichiara Elena Galli, Assessora Politiche sociali e Abitative, Comune di Corsico:

Stiamo cercando di portare avanti politiche tangibili che possano essere realmente di aiuto nel lungo periodo, mentre lasciamo ai soggetti del terzo settore le raccolte alimentari e di fondi.  Per spiegare questo progetto prendo in prestito le parole di Gianni Rodari, “Viaggiando quassù faccio lume a tutti quanti, dall’India al Perù, dal Tevere al Mar Morto, e i miei raggi viaggiano senza passaporto”. Questa poesia perché spiega ciò che ha mosso la Giunta: il desiderio di costruire spazi dove un mondo senza passaporto non conosce guerre né violenze compiute in nome del potere. Un luogo aperto a tutti, un luogo dove si sperimentano gesti buoni, gesti di attenzione, rispetto e cura. Gesti e parole che costruiscono ponti.

La Fondazione – che gestisce da anni attività educative e d’integrazione sociale rivolte a soggetti socialmente fragili – si è resa disponibile a collaborare temporaneamente e gratuitamente con l’amministrazione comunale per il progetto. “Accogliamo il futuro” si avvale di due educatori professionali, di mediatori culturali e volontari e di un supervisore psicopedagogico.

Sottolinea Isabella Catapano, Direttore Generale della Fondazione L’Albero della Vita Onlus:

Siamo molto felici ed orgogliosi che il Comune di Corsico abbia voluto affidarsi a noi per gestire questo spazio dedicato ai bambini. Un servizio che si aggiunge agli altri quattro spazi simili che abbiamo costruito in Italia in questi mesi. Oltre che a Corsico, infatti, siamo attivi anche a Perugia, Genova, Napoli e Catanzaro. Si tratta dell’ultimo tassello del grande impegno che la Fondazione sta profondendo per accogliere e aiutare, sui confini ucraini e in Italia, bambini e donne in fuga dalla guerra.

Lo spazio sarà destinato a servizi dedicati principalmente alle famiglie profughe dell’Ucraina, ma cercando di rispondere ai bisogni di tutte le famiglie del territorio. In questa zona infatti già prima dell’emergenza, erano residenti più di 300 persone di origine ucraina che hanno accolto a seguito dello scoppio della guerra altrettanti connazionali. Il centro si colloca in un territorio complesso del comune dell’hinterland milanese, caratterizzato da una forte presenza di famiglie di origine straniere.

L’obiettivo è che questi luoghi e le diverse attività che vi si svolgono siano realmente orientanti per i bambini (e potenzialmente anche per i genitori) all’insegna del rilancio delle proprie risorse, aspirazioni o della scoperta e/o costruzione delle medesime.

«All’interno degli spazi di “Accogliamo il futuro” le attività diversificate saranno strutturate in modo da creare una routine e allo stesso tempo ricreare un ordine chiaro nello spazio circostante i bambini», sottolinea Giuseppe Di Rienzo, responsabile progetti Italia Fondazione L’Albero della Vita Onlus «Le regole sono poche, chiare e condivise in modo da essere uno strumento con cui i bambini si abituano alla convivenza. L’introduzione delle regole è graduale, soprattutto nel caso in cui vi siano molti bambini nuovi appena arrivati. All’interno della attività e delle tempistiche strutturate, vengono incoraggiate le proposte dei bambini», continua Di Rienzo che conclude: «Una chiara organizzazione permette ai bambini di avere dei punti di riferimento costanti nel periodo che frequentano lo spazio a loro dedicato e ciò garantisce, da un lato la migliore gestione dei laboratori, dall’altro una maggiore tranquillità dei bambini».

«Abbiamo realizzato questo progetto per potenziare le risorse di chi sta affrontando le conseguenze più difficili di questo grave momento storico, risorse che sono abilità innate del nostro cervello, come la resilienza, la speranza e la prefigurazione», conclude Patrizio Paoletti, Presidente Fondazione Patrizio Paoletti, «La ricerca di una nuova consapevolezza di sé può aiutare sia i bambini che gli adulti ad affrontare le avversità e a crescere insieme. Quello che sta accadendo ci riguarda tutti: il benessere individuale non è mai separato da quello collettivo, la qualità della vita e delle relazioni umane è sempre a vantaggio dell’intera società».

LE ORGANIZZAZIONI

Fondazione L’Albero della Vita (FADV)

È una Onlus e una ONG (Organizzazione Non Governativa) nata in Italia nel 1997 con l’obiettivo di promuovere azioni efficaci finalizzate ad assicurare benessere, proteggere e promuovere diritti, favorire lo sviluppo dei bambini, delle loro famiglie e delle comunità di appartenenza.

Ciò attraverso servizi per la tutela dei minorenni in condizioni di disagio, comunità d’accoglienza, reti di famiglie affidatarie, servizi di sostegno alla genitorialità e alla maternità, sostegno a distanza di bambini nei Paesi in via di sviluppo e campagne di sensibilizzazione sul tema dei diritti dei minorenni in Italia e nel mondo.

Fondazione Patrizio Paoletti (FPP)

È un Ente di Ricerca Non Profit nato ad Assisi nel 2000 per volontà di Patrizio Paoletti e di un gruppo di ricercatori, pedagogisti, psicologi, sociologi, medici e imprenditori. La Fondazione realizza i propri programmi di ricerca ed i progetti pedagogici grazie al sostegno di oltre 100.000 persone per raggiungere un unico scopo: permettere ad ogni persona di entrare in contatto con il proprio immenso potenziale. Da oltre vent’anni la Fondazione studia il funzionamento dell’uomo con una ricerca interdisciplinare: neuroscientifica, psicologica, educativa, didattica e sociale. I risultati della ricerca neuroscientifica, insieme al raccordo dei più aggiornati saperi sul funzionamento umano, vengono immediatamente tradotti in campo educativo e didattico, per promuovere i migliori talenti nei bambini e negli adulti. Ente iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, accreditato e qualificato presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la formazione e l’aggiornamento pedagogico degli insegnanti della scuola dell’obbligo in Italia.

Amministrative Grottaminarda: la vittoria di Marcantonio Spera

Marcantonio Spera è il nuovo sindaco di Grottaminarda!

Una vittoria quella avuta dalla lista La Rinascita che rappresenta un cambiamento radicale per l’intera comunità grottese, che ha deciso di scegliere il rinnovamento e la libertà democratica.

I grottesi hanno deciso di scrivere una nuova pagina politica e amministrativa della propria cittadina e chiudere finalmente un ciclo che non li rappresentava più.

Questo risultato rappresenta una svolta epocale per Grottaminarda perché il sentimento collettivo è stato forte e proteso verso la scelta di una squadra unita, che ha dimostrato di voler comunicare in modo chiaro alla propria comunità.

Il risultato ottenuto da Marcantonio Spera e dalla sua squadra ( 2.869 preferenze totali per la lista La Rinascita) rappresenta la volontà dei cittadini di voler cambiare radicalmente e recidere completamente con ciò che è stato.

Dietro questo risultato c’è la volontà della comunità che ha voglia di essere rappresentata da persone in cui si rispecchia ma, soprattutto, da persone che hanno incentrato una campagna elettorale sulla trasparenza e sul rispetto nei confronti dei propri interlocutori.

Un nuovo inizio e una pagina che segna la storia della comunità di Grottaminarda.

C’è speranza e la certezza di scrivere un futuro diverso, incentrato su un modus operandi distante da ciò che è stato negli ultimi anni.

La vittoria di Marcantonio Spera è la dimostrazione tangibile che l’elettorato e quindi i cittadini desiderano un cambio di rotta, basato sull’unione e sul lavoro di squadra.

La stanchezza sicuramente è stata il motore che ha innescato la volontà di scrivere una nuova pagina politico amministrativa per Grottaminarda.

Coloro che si erano già spesi per la comunità nella precedente amministrazione sono stati riconfermati con forza dai cittadini ma ci sono anche volti nuovi perché c’è la volontà di rinascere completamente.

Il nuovo sindaco di Grottaminarda

Marcantonio Spera insieme ad alcuni candidati della lista La Rinascita

Le preferenze dei candidati della lista La Rinascita sono le seguenti:

Michelangelo Bruno 671

Marilisa Grillo 581

Edoardo De Luca 439

Antonio Vitale 413

Doralda Petrillo 379

Michele Spinapolice 368

Franca Iacoviello 348

Virginia Pascucci 341

Rocco Di Fronzo 340

Sandra D’Ambrosio 322

Rosalba Basile 291

Rocco Barrasso 266

Non resta altro da fare che fare gli auguri per questo nuovo inizio, augurando un buon lavoro a tutti!

Per Qualche Giorno è il nuovo singolo di Gionata

Gionata è un musicista toscano. Nato e cresciuto a Lucca, ha vissuto a Milano e attualmente abita a Bologna.

Disincantato, introspettivo, malinconico e incoerente, canta l’amore e i rapporti umani in modo autobiografico. Ha la stessa Telecaster da più di dieci anni e un pianoforte a casa dei genitori in Toscana.

Il 18 ottobre 2019 è uscito il suo album d’esordio “L’America”, pubblicato da Phonarchia Dischi/TheOrchard, anticipato dai singoli Frigorifero, Oceano e Male che vada, prodotto da Jesse Germanò.

Gionata

Gionata

Rockit.it lo ha definito “uno dei cantautori tradizionalmente intesi (ovvero chitarra&voce per capirsi) più interessanti in circolazione”.

Con i brani del suo primo album si è esibito in varie date in tutta Italia, tour interrotto bruscamente a metà del percorso a causa della pandemia, periodo nel quale lavora a nuovi pezzi.

“Torno Subito”, “Pizzeria Ex Cinema”, “Mal di mare”, e “Il Contorno” (feat. Jesse the Faccio) sono i primi frutti di questa lunga fase di scrittura: canzoni dalle sonorità lo-fi, indie rock e psichedeliche, coprodotte con Nagni e pubblicate da Amor Fati Dischi nell’inverno del 2021.

Per Qualche Giorno è il nuovo singolo di Gionata

Per Qualche Giorno: testo

La vita è imprevedibile. E lo è per tutti.

Ogni giorno ci sono tante dinamiche che ci portano, o nel bene o nel male a cambiare sia come persone ma anche come ci rapportiamo agli altri.

Purtroppo, proprio a causa di questi cambiamenti a volte i rapporti non sopravvivono.

Quando succede questo ci sentiamo spaesati come se tutto il nostro mondo ci stesse crollando addosso.

Come se ci mancasse la terra da sotto i piedi.

Per poterci rialzare abbiamo la necessità di aggrapparci a dei momenti belli, attimi fugaci che ci rendono possibile andare avanti. Questi attimi, anche se piccoli sono però una grande spinta per affrontare la vita, giorno per giorno.

Proprio “Per qualche giorno”, in effetti.

“La bellezza, per me, risiede nelle piccole cose: riconoscere delle forme guardando le nuvole, un giro in bicicletta per la città, un’ultima parola condivisa prima di andare a letto, un tuffo in mare di notte, un fiore che nasce solitario in mezzo alle rotaie, mangiare la pizza il lunedì sera davanti a un film, il rumore della pioggia che rimbalza sui tetti e sulle grondaie.

Il sentirsi a casa, le mezze stagioni, l’avere coraggio, il riconoscersi, lo smettere di preoccuparsi del giudizio altrui, la spontaneità, la sincerità, la leggerezza”

Aperta la stagione dei Congressi di Circolo del Partito Democratico della provincia di Avellino

Si è aperta la stagione dei Congressi di Circolo del Partito Democratico della provincia di Avellino come naturale prosecuzione del percorso congressuale avviato nei mesi scorsi e che ha visto, a marzo, l’elezione del segretario e degli organismi provinciali.

Nel corso della settimana scorsa, con particolare concentrazione nel fine settimana, si sono celebrate numerose assemblee che hanno rappresentato l’occasione per un confronto finalizzato all’elezione degli organismi dirigenti locali. Per buona parte si sono riscontrate condizioni di unitarietà in linea con quanto accaduto a livello provinciale.

Dichiara il segretario provinciale Nello Pizza:

Una bella festa di partecipazione a conferma della capacità di mobilitazione e del radicamento che il Partito Democratico presenta sul nostro territorio provinciale. Prende così corpo il nuovo partito al quale da mesi, non senza difficoltà, stiamo lavorando e si dà ulteriore sostanza al passaggio assembleare con il quale sono nati i nuovi organismi dirigenti provinciali.

Continua il segretario:

La settimana appena trascorsa  è stata di grande impegno per noi tutti, nel corso della quale si sono celebrate tante assemblee di circolo, che sono state l’occasione per il rinnovo degli organismi dirigenti locali ma anche per un confronto schietto sul ruolo e sulla funzione che sul territorio si intende dare al Partito Democratico. Emergono con forza segnali di vitalità interessantissimi e io per primo ho registrato il desiderio dei nostri iscritti di partecipare, di esserci, di contribuire affinché il Pd sia sempre di più la casa delle idee, il laboratorio di proposte, il luogo del confronto.

Così conclude Nello Pizza:

È importante sottolineare, poi, come, soprattutto in alcune realtà si è riproposto con successo quel percorso unitario che abbiamo già sperimentato a livello provinciale. Faccio riferimento a realtà a volte complesse, dove le divaricazioni si erano cristallizzate e sedimentate da anni. Siamo riusciti a sradicare certe dinamiche e abbiamo realizzato un’unità che, anche in questi casi, non è di facciata, ma è sostanziale. Tutto questo ci fa ben sperare per il prosieguo.

È il segnale di come, attraverso la parola e l’ascolto, attraverso la partecipazione ed il confronto, si possa davvero disegnare un volto nuovo al Pd irpino, che serva ad allontanare quanto più possibile l’immagine buia degli anni scorsi, quella di un partito ripiegato su stesso, lacerato al suo interno, incapace di essere quel riferimento politico che gli iscritti ed i militanti da tempo ci chiedono.

Partito Democratico

Partito Democratico

Questi i congressi finora celebrati con i relativi segretari cittadini eletti:

Bagnoli Irpino – Teresa Di Capua

Bonito – Gianpiero De Pasquale

Cairano – Maria Antonietta Russo

Calitri – Alessandro Cesta

Caposele – Michele Notaro

Castelvetere sul Calore – Antonio Rosario Martino

Cesinali – Ciro Tirella

Contrada – Vincenzo Bruno

Grottolella – Adriana Guerriero

Lauro – Franco Iovino

Marzano di Nola – Salvatore Sepe

Mirabella Eclano – Bruno Prisco

Montecalvo Irpino – Giuseppe Ruccio

Montella – Edvige Di Mauro

Moschiano – Giovanni Di Gennaro

Nusco – Emilio Mantellini

Ospedaletto d’Alpinolo – Domenico Festa

Pratola Serra – Luca Cafasso

San Martino Valle Caudina – Flavio Pisano

San Michele di Serino – Gianfranco Oliva

San Nicola Baronia – Giuseppe Buccio

San Sossio Baronia – Antonio Giso

Sant’Angelo a Scala – Annalisa Zaccaria

Savignano Irpino – Oreste Ciasullo

Taurasi – Matteo De Matteis

Torella dei Lombardi – Michelangelo Famiglietti

Torre Le Nocelle – Pasquale Petriello

Trevico – Gerardo Rauseo

Vallesaccarda – Antonella Esperto

Venticano – Vittorio Ciarcia

Villamaina – Antonio Modano

Villanova del Battista – Raffaele Iorizzo

Volturara Irpina – Angelo De Cristoforo

Santo Stefano del Sole: Francesco Urciuoli si ricandida

La lista “Il Sole” per Urciuoli sindaco, le novità di una squadra concreta e pronta ad essere a servizio della comunità.

Il Sindaco Francesco Urciuoli, candidato per un secondo mandato a Santo Stefano del Sole, presenta programma e persone e spende parole di fiducia verso i rappresentanti della propria lista.

Dichiara Francesco Urciuoli:

Quelli che volgono al termine sono stati cinque anni di amministrazione intensa, vissuti guardando ad un solo obiettivo: riconoscere ai cittadini il diritto di avere un Comune pulito, con le carte in regola, senza debiti e fatto di persone sulle quali poter contare. Oggi posso dire con orgoglio che abbiamo lavorato bene gettando le basi per la continuità di un’amministrazione virtuosa e competente.

Francesco Urciuoli si ricandida

Il valore umano è come sempre il valore aggiunto nella gestione del bene pubblico, e Urciuoli è sicuro delle scelte fatte.

Spiega Urciuoli:

Se è vero che da soli si può andare veloci, è insieme che si va lontani. Per questo abbiamo definito una squadra fatta di persone oneste e grandi lavoratori che viaggiano lontano con le idee e veloci con le azioni.

Ognuno di noi ha una grande responsabilità verso la comunità e sono certo che tutti i candidati della lista “Il Sole” siano pronti ad offrire un grande servizio per tutto il popolo di S. Stefano.

Pensando all’amministrazione di domani, Franco Urciuoli presenta il suo gruppo: Vincenzo Preziosi, che ha proposto la propria candidatura in virtù di un profondo attaccamento a questa comunità, maturato negli anni, grazie alla militanza e all’attiva partecipazione alla vita sociale della città in occasione di comitati e feste patronali; Antonio Scioscia, Vito Luciano e Carmine Mastroberardino, noti per la loro professionalità in ambito edile ed industriale, che si impegnano, in questo senso, ad offrire la loro esperienza professionale e la loro conoscenza del territorio, per il miglioramento dei servizi resi ai cittadini, con particolare riguardo al settore dell’edilizia e dell’urbanistica. E, ancora, professioniste come Simona Calore, Angela Carrino e Antonietta Sarno, impegnate nel sociale, nel rapporto diretto tra scuola ed istituzioni e al lavoro per una città più equa ed accessibile.

Sistema Irpinia: Maria Gabriella De Matteis nominata alla presidenza della Fondazione

Il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, ha nominato la dottoressa Maria Gabriella De Matteis alla presidenza della Fondazione Sistema Irpinia.

Da 25 anni attiva nel gruppo industriale familiare, De Matteis Agroalimentare S.p.A., con importanti incarichi nell’ambito della comunicazione e dell’immagine, Maria Gabriella De Matteis ha seguito con meticoloso impegno ogni fase di sviluppo dei marchi aziendali, della costruzione della brand identity e della comunicazione istituzionale.

Maria Gabriella De Matteis alla presidenza della Fondazione Sistema Irpinia

Maria Gabriella De Matteis alla presidenza della Fondazione Sistema Irpinia

Ha curato la realizzazione di numerosi eventi e progetti di forte sinergia con il mondo della cultura, dello sport e del sociale, guardando sempre alla valorizzazione del territorio e delle sue espressioni più autentiche.

Gabriella De Matteis: video

Responsabile comunicazione De Matteis

Dalle tradizioni legate alla terra alle proposte dell’arte locale, alle scoperte delle eccellenze gastronomiche del territorio. Il rapporto costante con l’Irpinia è la trama che ha sempre tenuto insieme il suo percorso personale e professionale.

Dichiara il presidente della Provincia, Rizieri Buonopane:

Ci affidiamo a una manager dalla straordinaria passione per la sua terra e dal curriculum di tutto rispetto. C’è stata subito intesa rispetto agli obiettivi che vogliamo raggiungere per la valorizzazione dell’Irpinia. Un’interlocuzione proficua, cominciata qualche giorno fa e che ha portato alla decisione di affidarle la presidenza della Fondazione, nella convinzione che insieme al resto della compagine porterà a importanti risultati.

Amministrative Grottaminarda: continua il dialogo tra Spera e Barrasso

Dopo le lettere aperte continua il dialogo a suon di post tra Marcantonio Spera e Vincenzo Barrasso che riporterò in sequenza temporale.

A prescindere dal contenuto ampio tra i due, ci sono particolari che, a mio avviso, è giusto che si leggano per comprendere l’iter di ciascuna lista e per conoscere anche umanamente i due esponenti delle liste.

Partendo però dal presupposto che la politica e l’eventuale propaganda si dovrebbero fare presentando proposte amministrative e miglioramenti per la propria comunità, parlando di ciò che andrebbe migliorato e non offendendosi reciprocamente, a livello personale, perché così facendo si sta perdendo il focus di ciò che si sta svolgendo.

Sarebbe il momento opportuno di fare il punto della situazione su Grottaminarda e parlare di proposte e progetti perché trascendere in pettegolezzi personali, può diventare ridicolo e non rientra tra le azioni del fare politica.

Vincenzo Barrasso e Marcantonio Spera: le lettere aperte

I due candidati Sindaco alle prossime amministrative 2022 a Grottaminarda

Prima di riportare integralmente i rispettivi post e scendendo nel particolare di talune affermazioni di poco spessore bisogna fare alcune precisazioni.

Nella vita c’è sempre la possibilità di cambiare, lo si fa con le idee e quindi anche con le posizioni politiche.

La flessibilità ci appartiene in quanto esseri pensanti e continuare una polemica sterile sulla caduta dell’Amministrazione comunale lascia davvero il tempo che trova.

Bisognerebbe sviluppare il pensiero laterale perché se non fosse caduta l’Amministrazione di Grottaminarda, ad esempio, non ci sarebbe stata la possibilità per Vincenzo Barrasso di candidarsi oggi. Se si osserva bene la lista in cui quest’ultimo si è presentato, si legge il nome di un candidato che ha firmato insieme a Marcantonio Spera, Virginia Pascucci e Marilisa Grillo per lo scioglimento. Perché si è indulgenti con l’alleato e rigidi con l’avversario? Nella vita c’è anche bisogno di obiettività, saggezza e giustizia. Quest’ultima ben conosciuta da chi la pratica e la mastica tutti i giorni per professione.

In breve, prima di prendere certe strade, bisognerebbe guardare la strada che conduce al proprio giardino e valutarla bene, soprattutto, per non offendere l’intelligenza dell’elettorato tutto.

Altro aspetto da non sottovalutare è il tempo che non è clemente in generale, soprattutto quello già trascorso e ricordato da tutti che non riguarda un singolo episodio ma anni e anni di un fare che di nuovo non ha nient’altro.

Questo per dire che se davvero si ha intenzione di cambiare e guardare al futuro non sono certo questi i presupposti per avere un cambiamento. Dai professionisti ci si aspetta un altro tipo di spessore, quindi sarebbe ora di cambiare registro, soprattutto per non scavare e scoprire cose che potrebbero essere messe in discussione e che di fatto non portano a nulla.

Ritornando allo scambio epistolare via Facebook, Marcantonio Spera replica così a Vincenzo Barrasso:

Caro Vincenzo,

dopo che tu mi avevi attribuito il colorito epiteto di “smemorato di Collegno” ed io avevo replicato con l’epiteto di “bulletto”, avrei fatto volentieri a meno di controreplicare alla tua lunga “memoria” in 22 punti, per non aggiungere un’altra puntata a quella che comincia a somigliare ad una polemica personale fra me e te.
La squadra che rappresento, però, e quella parte di cittadinanza che provo a rappresentare, mi consigliano però di affidare qualche elemento di chiarezza a questo scritto, che spero di rendere il più sintetico possibile.
Non tutti sanno che la tua “discesa in campo” come candidato Sindaco di questo paese, non è recente e, soprattutto, precede di almeno tre anni la chiusura anticipata della consiliatura dello scorso febbraio.
In prossimità della conclusione del primo mandato di Angelo Cobino, infatti, tuo zio, il presidente di Confindustria, venne a spiegarci che nessuno di noi era all’altezza di guidare la lista de “Il Gallo” nelle elezioni del 2019 e che saremmo stati sciocchi a non approfittare della disponibilità ad assumere quel ruolo offerto da un grande avvocato, che per caso era suo nipote.
Come sai, in quella occasione, la risposta del “Il Gallo” fu “No, grazie!”.
A distanza di qualche settimana, tu e tuo zio, avete fatto una proposta analoga alla coalizione “Grotta Bene Comune”, che si andava formando per contrapporsi alla coalizione de “Il Gallo”, che, secondo te e tuo zio, per il bene di Grottaminarda doveva essere necessariamente sconfitta.
Anche da “Grotta Bene Comune” avete incassato un “Mille grazie, no!”.
Accusi me, Virginia Pascucci e Marilisa Grillo di opportunismo ed incoerenza politica, per aver fatto cadere l’Amministrazione di cui eravamo componenti. Su questo ritorneremo più avanti. Ma quanto si è verificato nel 2019 e si sta verificando in queste settimane, ci sembra possa far riconoscere a te, e a tuo zio presidente di Confindustria, una sola coerenza: la pertinace volontà che tu assuma, in alleanza con chiunque, il ruolo di Sindaco, che ti spetta perché hai la competenza del grande avvocato, “uno dei più noti avvocati d’Italia”, come dici tu nel tuo profilo Facebook.
Intendiamoci: noi non contestiamo la sussistenza della tua competenza professionale. Magari troviamo poco elegante l’esibizione, da “bulletto”, dei muscoli delle tue capacità. Ci chiediamo, però, e con noi se lo chiedono i cittadini, per quali fini intendi esercitare quelle capacità.
Le premesse storiche cui ho appena accennato e le caratteristiche della tua coalizione non tranquillizzano.
Torniamo, per un attimo, alla decisione mia, di Virginia e di Marilisa, che ha determinato la fine alla consiliatura e che tu ti sforzi di narrare come sleale, opportunista ed incoerente, facendola passare con il suggestivo argomento dell’attaccamento alla “poltrona”.
I fatti si incaricano, però, di smentirti.
Intanto è singolare accusare di attaccamento alla poltrona chi ha deciso di rimettere quella stessa poltrona alla decisione dell’elettorato, pur potendola agevolmente conservare accettando in silenzio il “sistema” in base al quale le decisioni – quelle vere – , almeno dall’inizio del secondo mandato Cobino ma forse ancor da prima, non sono state prese dalla maggioranza consiliare, né dalla Giunta, né dal Sindaco.
Le decisioni – quelle vere – venivano prese da chi si definiva “l’allenatore” ma si comportava come il “padrone”, e regolarmente scavalcavano o sottopassavano la Giunta, il Sindaco e i consiglieri, a cui restava il compito di assumerne la responsabilità e farle digerire all’opinione pubblica.
Per lungo tempo ci siamo lamentati di questo modo di procedere, soprattutto con il Sindaco, che si è sempre detto d’accordo con noi ma non ha fatto nulla per ricondurre il funzionamento dell’Amministrazione alla normalità.
Per lungo tempo abbiamo espresso le nostre perplessità sulle scelte più importanti, che dovevamo solo ratificare, soprattutto in ordine alla loro effettiva corrispondenza agli interessi dei cittadini. Ottenevamo sempre risposte fumose tendenti a dimostrare che quelle scelte erano motivate da ragioni politiche o da ragioni tecniche o da argomentazioni giuridiche che sfuggivano alla nostra comprensione. Ad un certo punto abbiamo capito che svolgevamo la funzione degli utili idioti, che il “sistema” andava spezzato e che l’unico modo per farlo erano le dimissioni.
Il giudizio sulla nostra decisione la daranno gli elettori, quando saranno messi a conoscenza delle effettive modalità con cui si sono svolte alcune vicende amministrative e sui loro effetti sulla comunità.
La coalizione che rappresento – e che si propone di amministrare il paese in collegialità e nel confronto con la cittadinanza – sintetizza una pluralità di culture politiche in una linea d’azione amministrativa ed in un programma, che sarà sottoposto alla cittadinanza. È francamente incomprensibile perché tu ritieni riprovevole che l’una o l’altra delle varie anime che fanno parte della coalizione abbiano inteso condividere i loro intendimenti con i rappresentanti politici provinciali o regionali di rispettivo riferimento. Lasciami dire che ciò che vai dicendo tradisce una insofferenza verso i principi di funzionamento della democrazia liberale, come delineati dalla Costituzione, che prevedono un ruolo fondamentale per le associazioni politiche ed i partiti politici.
Di più: non si capisce perché sia riprovevole per noi interloquire con i riferimenti politici provinciali e non sia riprovevole per te farti portatore delle istanze di Confindustria.
Hai più volte detto che io sarei un uomo del secolo scorso mentre tu rappresenti la modernità.
Ti dico che sono orgoglioso di essere un uomo del novecento se questo significa appartenere ad un’epoca nella quale, un giovane, con la mente e col cuore, aderiva ad una visione del mondo e magari si iscriveva ad un partito politico, partecipava a un dibattito o portava una bandiera in un corteo, senza per questo ambire a fare il consigliere comunale o il sindaco o il deputato. E sono contento di non appartenere al ventunesimo secolo se la modernità impone, insieme alla morte dell’ideologia, la morte delle idee. E sono contento di non interpretare la modernità se questa impone ad un giovane di aderire, invece che ad un partito, a un gruppo di interesse o a una consorteria familiar-familistica.
Se poi, dicendomi uomo del novecento, provi ad addebitarmi una visione politica nemica del mondo dell’impresa, sei fuori strada. Le poche e modeste cose che ho fatto in politica testimoniano che considero l’impresa uno dei pilastri dello sviluppo della società, ma anche che ritengo che la politica debba conservare il suo ruolo di interpretare le aspettative e le aspirazioni di tutte la parti della comunità e di costituire un equilibrio tra esse.
In altri termini che la politica debba – quando occorra – disturbare “il manovratore”.
Pur rischiando di sforare dal limite che mi ero imposto per la lunghezza di questo scritto, non posso fare a meno di farti osservare una “piccola” contraddizione nell’ultimo paragrafo della tua memoria in 22 punti. Se i “padrini e padroni” non esistono, come tu dici, e la loro esistenza è accreditata solo da miei suggeritori livorosi, a chi – da Vicesindaco e quindi nella consiliatura appena conclusa – avrei permesso di mettere piede sul Comune?
Concludo col dire che confidiamo che gli elettori non ti diano l’onere di mantenere – da Sindaco – le promesse che fai da candidato, compresa quella di impedire a questo o quello di “mettere piede sul Comune”.

La risposta di Vincenzo Barrasso non si è fatta attendere:

Caro Marco,
lungi da me la voglia di polemizzare con te, ma credo che la tua garbata nota di pochi minuti fa meriti una replica tempestiva, con la speranza di poterci concentrare sul futuro e sulle proposte che entrambi riteniamo di potere formulare per la crescita culturale e socio-economica di Grottaminarda; questa la mia sintetica replica:
1. non dire bugie: non ho mai partecipato personalmente, tre anni fa, ad alcuna riunione della lista de “Il Gallo” in cui ho proposto la mia candidatura a Sindaco di Grottaminarda;
2. non dire bugie: non ho mai partecipato personalmente, tre anni fa, ad alcuna riunione della lista di “Grotta Bene comune” in cui ho proposto la mia candidatura a Sindaco di Grottaminarda. Se alcuni Amici, a quell’epoca, hanno ritenuto opportuno proporre la mia candidatura nell’ambito di propri confronti politici per me costituisce solo motivo di riconoscenza;
3. ti invito ancora una volta a non usare espressioni offensive nei mei confronti. Non ti ho mai chiamato “bullo” o “bulletto”; non ti ho mai offeso né mai lo farò e ti pregherei di astenerti dalle offese che, a quanto pare, contraddistinguono il tuo eloquio in questo appuntamento elettorale;
4. il fatto che tu ammetta che le decisioni politico-amministrative venissero prese non da Te, Virginia e Marilisa è gravissimo ed è la prova provata del vostro fallimento politico. Gli elettori grottesi avevano eletto Voi per amministrare e non altri! Credo, dunque, ci sia solo da chiedere scusa a chi vi ha dato fiducia senza che la utilizzaste a beneficio della Comunità. Eravate tre assessori su cinque componenti della Giunta e non siete stati capaci (per tua espressa ammissione) di determinare la direzione politico-amministrativa dell’Ente. Ammetti espressamente di aver ratificato, per ben otto anni, scelte altrui e, quindi, riconosci di non aver saputo amministrare l’Ente comunale. Non si comprende come tu possa candidarti ad amministrarlo per altri cinque anni;
5. riconosci tu stesso di essere stato per ben otto anni un “utile idiota” (espressione tua non mia!) non ho altro da aggiungere;
6. mai ho sostenuto che sia riprovevole che tu interloquisca con i livelli politici provinciali. Ho solo sostenuto l’elementare verità (che a te, cultore a parole della democrazia liberale, sfugge) che il livello provinciale di un partito debba interessarsi delle questioni provinciali e il livello comunale dello stesso partito debba occuparsi di quelle vicende comunali;
7. non sono portatore, nell’ambito del mio impegno politico comunale, di alcuna istanza di Confindustria e trovo francamente volgare e, ancora una volta, bugiardo da parte tua sostenere il contrario (ben sapendo che così non è);
8. le tue opinioni sulle note caratteristiche del ‘900 e del secolo ventunesimo sono solo tue non mie: mai sostenuto che nel ventunesimo secolo non ci siano idee o ideali da perseguire e per i quali valga la pena combattere;
9. Marco sai benissimo chi sono stati i tuoi padrini e padroni, perché tu stesso te ne sei lamentato pubblicamente più volte. Per quanto mi riguarda, posso solo ribadire una elementare verità che tutti quanti mi conoscono possono confermare: mai avuto né padrini né padroni. Ho avuto solo un Padre e, come sai, ci ha lasciato, essendo ancora rimpianto da molti, oramai da 21 anni. Da allora non ubbidisco più a nessuno che non sia la mia coscienza;
10. tutti i cittadini (operai, professionisti, insegnanti, commercianti, imprenditori, artigiani, disoccupati, studenti, giovani e anziani, et cetera), con me Sindaco, potranno non solo “mettere piede sul Comune” ma, in più, rispetto ai tuoi otto anni da Amministratore (o meglio, da non Amministratore), sapranno che potranno sempre rivolgersi soltanto a me e ai consiglieri comunali per risolvere i propri problemi e le proprie criticità. Non avranno necessità di rivolgersi a coloro che tu stesso riconosci essere stati i tuoi padroni.
Ora, però, direi, se sei d’accordo, che possa bastare. Non replicherò più a tue sterili osservazioni di questo tipo né ad altre offese personali che ti farà piacere o parrà opportuno e educato rivolgermi. Da ora al 12 giugno, almeno io, parlerò solo di Grottaminarda, della soluzione dei suoi problemi, del suo sviluppo e della costruzione di una nuova speranza per la nostra Comunità!
Ti saluto con l’affetto e la stima di sempre.
Vincenzo

Amministrative Grottaminarda 2022: le liste

Le liste per le prossime Amministrative Grottaminarda 2022 sono due e sono ufficiali.

La Rinascita che ha coma candidato Sindaco Marcantonio Spera propone i seguenti candidati Consiglieri:

  • Barrasso Rocco
  • Basile Rosalba
  • Bruno Michelangelo
  • D’Ambrosio Sandra
  • De Luca Edoardo (detto Eddy)
  • Di Fronzo Rocco
  • Grillo Maria Elisa (detta Marilisa)
  • Iacoviello Franca
  • Pascucci Virginia
  • Petrillo Doralda Quinta Yoraima
  • Spinapolice Michele
  • Vitale Antonio

La lista Libera e Democratici che ha come candidato sindaco Vincenzo Barrasso presenta i seguenti candidati Consiglieri:

  • Giuseppina Barrasso (detta Pina)
  • Imperatrice Bruno
  • Michele Cappuccio
  • Rosa Ciotola ( detta Rosy)
  • Rocco De Luca
  • Francesco Del Sorbo (detto Leone)
  • Marisa Graziano
  • Lucio Lanza
  • Angelo Marino Lo Chiatto
  • Antonella Meninno
  • Mauro Piccolo
  • Annalisa Romano

Entrambe le liste hanno come intento quello di cambiare le sorti e rinnovare Grottaminarda, dandole un nuovo lustro.

Le due liste candidate per le Amministrative di Grottaminarda sono ufficiali.

Leggendo attentamente i nomi che compongono entrambe le liste siamo di fronte a due schieramenti che ricordano gli scontri tra i guelfi e i ghibellini di Firenze.

Guelfi e ghibellini, per chi non lo ricordasse, erano due fazioni opposte che si schierarono in Italia tra il XII e il XIV secolo. Tali schieramenti nacquero dopo la morte di Enrico V e furono create tra due casate: quella di Baviera e quella di Sassonia che si contrapponevano a quella della Svevia. Queste fazioni vennero utilizzate dai gruppi fiorentini per distinguere i due schieramenti, durante le lotte per la conquista del comune.

I guelfi  rappresentavano quella fazione politica che sosteneva la supremazia del Papa, durante la lotta per il dominio di Firenze. Questi erano convinti che solo il Papa potesse governare perché era stato investito direttamente da Dio e quindi aveva il potere di guidarli verso la giustizia. All’interno di questo schieramento c’era un’ulteriore divisione tra i bianchi, che ammettevano una cooperazione tra Imperatore e Papa e i neri che erano devoti solo al Pontefice.

I ghibellini erano sostenitori dell’Imperatore e non volevano l’intromissione della Chiesa nelle questioni politiche di Firenze.

La scelta tra i due schieramenti non lascia alcun dubbio all’elettore nello scegliere da che parte vuole schierarsi perché gli intenti sono chiari, soprattutto, per chi sarà chiamato a votare.

Questa volta non si sceglierà tra Chiesa e Stato ma tra conservatori e reazionari.

Ricordiamo che il voto è una scelta libera che non deve essere condizionata da alcun tipo di intromissione esterna. Il votante ha libera scelta di decidere e ne ha pieno potere.

Il voto è un dovere civico e consapevole, un atto da non prendere a cuor leggero o con poca responsabilità.

Chi è chiamato al voto vive 365 giorni l’anno un luogo e ne conosce pregi e difetti, spesso, soprattutto i secondi. Ci sarà sempre da lamentarsi, questo è ovvio, ma il tempo per poter migliorare qualcosa non è mai abbastanza e sarebbe saggio non rimandare.

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