Politica

L’Irpinia lasciata sola: la nuova delibera della Giunta della Regione Campania va rivisitata

È ormai conclamato l’impatto negativo che ha avuto il Covid-19 sull’economia nazionale, soprattutto nei Comuni interni come i nostri, che già erano provati prima dell’emergenza.

La filiera agroalimentare, in modo particolare, risulta avere enormi difficoltà, a causa della chiusura del settore Ho. Re. Ca che ha bloccato il commercio europeo e internazionale. Altro grave colpo ricevuto da questo settore è scaturito dalla chiusura di attività come bar, ristoranti, agriturismi, alberghi e paninoteche che ne hanno bloccato anche la vendita interna.

Il settore vitivinicolo è quello che risulta più provato all’interno della filiera agroalimentare irpina perché con la chiusura delle cantine, l’annullamento del Vinitaly, le difficoltà nel poter esportare i prodotti oltre confine non si è avuta la liquidità necessaria, per potersi occupare della cura dei vitigni ovvero quall’aspetto (l’uva e tutto ciò che ruota intorno al terroir) che è fondamentale per poter realizzare il prodotto finito.

Su questa situazione si è esposto il Presidente di AssoApi, Luigi Gaudiosi, che spiega così la situazione economica della filiera agroalimentare in Irpinia:

La produzione delle eccellenze irpine ora è vista con sospetto dai mercati esteri in quanto c’è diffidenza e paura per possibili contagi. Vanno tutelati i prodotti bio, a Km 0 e le eccellenze irpine che sono prodotte solo in alcune zone più interne e legate alle tradizioni di questa terra.

L’economia nelle zone interne, già in tempi normali è alquanto affossata, in una situazione di crisi mondiale come questa non possono che risentirne maggiormente.

Nella nuova delibera della Giunta della Regione Campania in materia di politiche agricole, mi riferisco alla n.211 del 5 maggio 2020 si è pensato solo alla provincia di Salerno e a Caserta, prevedendo 10 milioni di euro per il comparto bufalino, 10 milioni di euro per il settore florovivaistico e per le imprese della pesca e dell’acquacoltura… e l’Irpinia dov’è? Manca all’appello tutta la provincia di Avellino che è stata totalmente trascurata.

Eccellenze casearie irpine in crisi

Pecorino irpino

Luigi Gaudiosi non le manda a dire a Francesco Todisco, consigliere regionale addetto alle tematiche e alle questione delle aree interne, perché ha favorito solo il settore delle bufale non ricordando, forse, che in Irpinia abbiamo prodotti come il caciocavallo podolico, il carmasciano, la ricotta salata, il pecorino che insieme alla produzione di insaccati rappresentano una fonte economica importante per le nostre zone interne e che, senza i giusti interventi economici, rischia di sparire.

Perché tutelare solo l’economia della Costiera dimenticando le piccole realtà rurali?

Si attendono risposte ma soprattutto provvedimenti!

Il Comune di Grottaminarda ha richiesto all’ASL di Avellino la somministrazione di test rapidi

Il Comune di Grottaminarda, attraverso tre missive inviate in varie tempististiche, ha fatto richiesta a Maria Morgante, Direttore Generale dell’ASL di Avellino, di voler somministrare con urgenza test rapidi ad alcune categorie di lavoratori, che sono più a rischio di altri.

Il Comune di Grottaminarda ha richiesto test rapidi

Il Comune di Grottaminarda ha richiesto all’ASL di Avellino la possibilità di effettuare test rapidi

La categoria di lavoratori su cui si dovrebbe porre maggiore tutela è quella che è a contatto con il pubblico: operatori commerciali che sono stati sempre operativi, coloro che dovranno aprire a breve, operatori degli studi tecnici e professionali, personale e amministratori del Comune di Grottaminarda, personale ATA, operatori degli istituti scolastici presenti sul territorio comunale.

Speriamo vivamente che venga assecondata questa richiesta sensata, per poter garantire la giusta serenità e protezione per la ripresa di tutte le attività commerciali e per poter affrontare nel migliore dei modi questa delicata fase 2.

Ecco come saranno le nostre vacanze durante la fase 2

Inail e Iss hanno pubblicato due documenti tecnici uno che riguarda la balneazione e un altro per la ristorazione. Entrambi i documenti hanno come scopo quello di tutelare la salute dei lavoratori e quello dei clienti.

Vediamo nel dettaglio come cambieranno le nostre abitudini per le prossime vacanze durante la fase 2.

Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari dotati di piscina sarà vietato l’uso delle stesse, per poter garantire il giusto distanziamento interpersonale. Sulla spiaggia la distanza minima consigliata per il distanziamento degli ombrelloni parte da 5 metri mentre il distanziamento tra gli ombrelloni appartenenti alla stessa fila sarà di quattro metri e mezzo. Sarà vietato praticare attività ludico-sportive che possono creare assembramenti.

Per consentire un accesso controllato presso gli stabilimenti balneari o alle spiagge attrezzate la prenotaziona sarà obbligatoria e sarà suddivisa per fasce orarie. Dovranno essere differenziati, dove sarà possibile, due percorsi: uno di entrata e uno di uscita, che verranno spiegati con una segnaletica chiara per i fruitori.

È opportuno privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che decidano di soggiornare per più giorni. Prima dell’assegnazione di ombrelloni e delle postazioni è obbligatoria l’igienizzazione delle superfici prima di assegnarle a nuovi utenti, anche se ciò dovesse verificarsi nel corso della stessa giornata.

Lettini e sdraio non posizionati sotto l’ombrellone dovranno essere sistemati a due metri di distanza l’uno dall’altro. Per quanto riguarda le cabine è vietato l’uso promiscuo delle stesse a meno che l’uso non sia destinato all’interno nucleo familiare o per i soggetti che condividono la stessa unità abitativa.

Saranno vietati giochi di gruppo e feste.

Vacanze: normative da rispettare

Ecco quali sono le regole da rispettare per poter andare in vacanza

Per quanto riguarda la fruizione delle docce e dei servizi igienici dovrà essere rispettato il distanziamento sociale di due metri a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni.

Anche i bambini dovranno rispettare il distanziamento sociale in tutte le circostanze.

Per quanto riguarda le spiegge libere le decisioni verranno affidate agli enti locali che megliono sono a conoscenza delle caratteristiche delle spiagge libere. Dovranno essere affissi all’ingresso, in tutte le lingue, di ciascuna spiaggia libera i punti di accesso delle stesse dove dovranno essere esposti anche i comportamenti da mantenere, precisando il distanziamento interpersonale di un metro e il divieto di assembramento.

Verrà mappato o tracciato il perimetro di ogni allestimento per poter permettere agli utenti di posizionarsi in modo corretto. La capienza delle spiagge libere verrà controllata e monitorata attraverso delle app on line che favoriranno anche il contract tracing (segnalazione di un’eventuale presenza di contagio). Bisognerà garantire una pulizia costante della spiaggia e dei servizi di uso comune. Alcune spiagge potranno essere gestite da enti o soggetti che possono utilizzare personale altamente formato e potranno coinvolgere, qualora ve ne fosse l’esigenza, anche associazioni legate al volontariato.

Grottaminarda: riprende il mercato di generi alimentari

Dal prossimo 13 maggio a Grottaminarda riprende l’attività del mercato limitata alla sola vendita di generi alimentari. Le attività si svolgeranno il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 07:00 alle ore 13:00.

Verranno adottate misure organizzative, in modo da evitare assembramenti di persone e tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi.

Grottaminarda: riapre l'attività del mercato

Riprende l’attività del mercato a Grottaminarda

Linee guida per gli operatori commerciali

Coloro che riprenderanno l’attività di vendita al mercato dovranno seguire le seguenti disposizioni:

Tutti i prodotti in vendita dovranno essere posizionati ad almeno 80 centimentri dal suolo.

Bisognerà attrezzare un punto di distribuzione di guanti monouso non forati e un dispenser con igenizzante per le mani.

Ciascun commerciante dovrà avere un bidone con coperchio personale.

Bisognerà utilizzare sempre guanti che dovranno essere integri e cambiati all’occorrenza.

Bisognerà controllare i clienti, evitando che possano toccare gli alimenti in caso non indossino guanti.

I banchi di esposizione della merce, fatta eccezione per il reparto ortofrutta, dovranno avere una barriera protettiva.

Le superfici dovranno essere pulite e disinfettate costantemente.

Bisognerà avere l’apposita autocertificazione ogni volta che inizierà l’attività di vendita, per poterla esibire agli agenti di Polizia municipale.

Sensibilizzare la propria clientela nel rispettare il distanziamento interpersonale di almeno un metro.

L’ingresso dei fornitori esterni nell’area del mercato è consentito solo prima e dopo l’orario previsto per le attività.

Posizionare cartelli per informare la clientela sulle nuovi disposizioni.

Le postazioni di vendita dovranno rispettare una distanza di 3 metri l’una dall’altra e laterale di un metro e mezzo.

A Grottaminarda riapre l'attività del mercato

Linee guida per i clienti

I clienti sono tenuti a non sostare nell’area mercatale o ad attardarsi negli acquisti in modo da evitare assembramenti.

Sia per i clienti che per gli operatori commerciali c’è il divieto di fumare perché è obbligatorio l’uso della mascherina.

Il Comune di Grottaminardacomunica che si impegnerà a provvedere alla preventiva sanificazione dell’area mercato e che sarà delimitata da apposite transenne. Verrà garantito l’accesso prioritario a persone portatori di disabilità e alle donne in stato di gravidanza.

Si comunica che qualora non venissero rispettate le disposizioni suddette, a causa di un afflusso notevole di persone o di una generale inosservanza delle stesse, l’autorità competente potrà sospendere temporaneamente il mercato fino al ripristino delle condizioni di sicurezza suddette. Qualora i comportamenti dovessero essere non in linea e continuativi nel non rispetto delle norme di sicurezza il mercato dovrà essere chiuso.

Tassa rifiuti: agevolazioni per le attività commerciali rimaste chiuse

La Provincia di Avellino, a seguito di un incontro svoltosi per definire alcune misure da mettere in atto per sostenere i Comuni e le attività commerciali che sono state costrette a chiudere a causa dell’emergenza Covid-19, hanno stabilito un percorso da seguire per agevolare gli esercenti.

Una di queste riguarda la tassa rifiuti: le attività commerciali che sono state costrette a chiudere e che, di conseguenza, non hanno prodotto rifiuti e non hanno beneficiato dei servizi non pagheranno.

Sospesa tassa rifiuti in Irpinia

La Provincia di Avellino pensa a delle misure economiche per aiutare le attività che durante l’emergenza sono rimaste chiuse

Domenico Biancardi afferma:

Come annunciato nelle scorse settimane e in linea con quanto sostenuto da tanti colleghi Sindaci, non bisogna far pagare ai titolari degli esercizi rimasti chiusi la tassa per l’intero periodo di stop. Oltre a non aver incassato nulla, non hanno ovviamente smaltito rifiuti. Una questione sollecitata anche dal presidente Valentino Tropeano e sulla quale ci siamo trovati pienamente d’accordo.

Comune di Grottaminarda offre una convenzione per la sanificazione delle attività produttive

Per poter agevolare le aziende nel proseguire le loro attività e garantire livelli di protezione, attraverso la sanificazione e disinfezione, il Comune di Grottaminarda ha sottoscritto una convenzione con alcune ditte specializzate nel settore.

La convenzione prevede uno sconto del 50% sul prezzo della sanificazione e disinfezione dei locali. Il costo della sanificazione che viene calcoltato per mq da 1.60 verrà a costare 0.80 centesimi.

Il Comune di Grottaminarda avvia una convenzione per aiutare le aziende

Il Comune di Grottaminarda avvia una convenzione per aiutare le aziende

Le aziende che hanno sottoscritto la suddetta con il Comune di Grottaminarda sono:

  • Studio Summit s.r.l. con sede ad Avellino 0825 784309
  • Barrasso Ecologia S.r.l. con sede a Grottaminarda o825 429032 e 0825 445446

Fase 2: ecco la nuova autocertificazione da scaricare

Con l’arrivo della fase 2 è arrivata la nuova autocertificazione da scaricare!

Si può ancora utilizzare il vecchio modello, basterà eliminare le voci che non sono più attuali, in quanto i modelli delle autocertificazioni sono già in possesso degli Operatori di Polizia e la stessa può essere compilata al momento del controllo.

Nella nuova autocertificazione sono riportate le 4 motivazioni che possono determinare uno spostamento:

  1. Comprovate esigenze lavorative
  2. Motivi di salute
  3. Situazione di necessità
  4. Assoluta urgenza

Le parti composte dalle righe bianche servono per specificare in modo più dettagliato la ragione dello spostamento.

Nuovo modello di autocertificazione da compilare

Il nuovo modello di autocertificazione

Se si fosse usciti per comprare un gelato o una pizza da consumare a casa o per recarsi al cimitero, questi spostamenti tra quali necessità rientrerebbero? L’ilarità viene spontanea.

Fase 2: chi riapre e come ci si può muovere

Oggi è iniziata ufficialmente la tanto attesa e discussa fase 2 su cui ci sono stati molti dubbi.

Quali sono le attività che riaprono? Come ci si può spostare senza incorrere nell’illegalità?

Procediamo con ordine.

Fase 2 quali attività riprendono e come ci si sposta

Fase 2 quali attività riprendono e come ci si sposta

Le attività che riaprono

Riaprono le attività legate alla manifattura, alle costruzioni e al commercio all’ingrosso legate e ai settori che saranno attivi. Oggi, in base alle statistiche riprenderanno a lavorare 4,4 milioni di lavoratori.

Per quanto riguarda le attività legate alla ristorazione: i bar e i ristoranti potranno riaprire i battenti ma solo effettuando consegna a domicio e da asporto, mantenendo le distanze interpersonali per contenere il contagio ed evitando assembramento. Infatti alcuni ristoratori e commercianti hanno adotatto la misura di consegna a domicilio per i cittadini che appartengono al territorio comunale in cui è situata la propria attività mentre per chi si trova al di fuori dei confini comunali è previsto l’asporto su fasce orarie stabilite attraverso prenotazione telefonica. In questo modo si potrebbe limitare l’assembramento.

Le attività commerciali permesse riguardano: gli alimentari, igiene della persona, le edicole, le farmacie, le parafarmacie, i tabaccai, le librerie, i negozi per bambini e neonati, i negozi di fiori e piante. A breve è prevista anche la riapertura dei negozi di biciclette.

Fase 2: gli spostamenti consentiti

Fase 2: gli spostamenti consentiti

Quali sono gli spostamenti consentiti

Con la fase 2 sono permesse le visite ai parenti, fino al sesto grado di parentela, evitando assembramenti. Con il termine congiunti si intende coniugi ovvero rapporti sanciti con la parentela, con unioni civili nonché relazioni caratterizzate da una relazione di fatto, a prescindere dal sesso. Non sono permesse le visite agli amici.

È vietato spostarsi fuori la Regione di appartenenza e di residenza.

Non è consentito recarsi nelle seconde case a meno che non ci si debba spostare per motivi legati alla manutenzione e ciò viene consentito solo ed esclusivamente se la seconda abitazione si trova all’interno della stessa Regione di residenza.

Per quanto riguarda gli studenti e i lavoratori fuori sede che, durante la fase 1 sono rimasti nella città in cui svolgono le attività legate allo studio e al lavoro, possono rientrare nel proprio domicilio ma poi non potranno ritornare nella Regione da cui sono partiti.

Per quanto riguarda i trasporti pubblici la situazione, durante la fase 2, è più delicata in quanto ciascuna Regione ha il compito di indicare le norme da seguire per poter assicurare ai cittadini il funzionamento di questo servizio, indispensabile per chi ha ripreso l’attività lavorativa, evitando di creare situazioni che manchino del distanziamento interpersonale.

Vengono riaperti parchi e giardini ma non le aree gioco per i bambini e bisogna sempre mantenere il distanziamento.

Per quanto riguarda l’attività motoria è stato abolito il limite di restare nei pressi della propria abitazione quindi ci si potrà allontanare per raggiungere posti meno ameni di quelli che si avevano a portata di domicilio. Sono inoltre consentiti spostamenti in auto per recarsi in un’area apposita dove poter praticare jogging o altre attività motorie e sportive.

Lo sport individuale è permesso a porte chiuse e ciò è valido sia per altleti professionisti che non, ma devono essere dichiarati atleti di interesse nazionale dal Coni. Sono permessi allenamenti individuali in spazi pubblici o privati da parte di atleti che praticano sport di squadra.

Le Università possono svolgere esami e sessioni per le tesi di laurea in presenza ma sempre mantenendo le condizioni di distanziamento interpersonale. Sono permessi anche i laboratori e i tirocini.

Per quanto riguarda i funerali e l’ingresso ai cimiteri sono consentiti i funerali, con un massimo di 15 persone presenti e con l’obbligo di utilizzare mascherine. Sono permesse le visite ai cimiteri ma restano vietate le messe.

 

Fase 2: misure per gli esercizi commerciali

Quali sono le misure che dovranno rispettare gli esercizi commerciali durante la fase 2?

All’interno del DPCM ministeriale vi è una sezione che mette nero su bianco le modalità di comportamento da mantenere e utilizzare all’interno delle attività commerciali, cui sarà permessa l’apertura dal 4 maggio.

Bisognerà rispettare il distanziamento interpersonale di un metro.

Gli ambienti, previa sanificazione prima di aprire ufficialmente che dovrà essere certificata dalla ditta che ha le credenziali e i permessi appositi per poterlo fare, dovranno essere puliti con frequenza, almeno due volte al giorno e in funzione dell’orario di apertura.

Viene da domandarsi, per quanto concerne quelle attività che sono state chiuse per mesi, quale sia il senso di sanificare ambienti chiusi e inutilizzati? La sanificazione ha dei costi (all’incirca 300 euro a salire) e non sono stati predisposti aiuti per alleggerire i gestori di attività che costrette a chiudere, ancor prima di aprire e viste le restrizioni vigenti e future, sono già in perdita.

Fase 2 le misure che dovranno adottare gli esercizi commerciali

Fase 2 le misure che dovranno adottare gli esercizi commerciali

Bisognerà garantire una costante aereazione naturale in modo tale da ricambiare l’aria ovvero aprire le finestre costantemente. Ciascuna attività dovrà avere ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In breve bisognerà acquistare prodotti adatti, dando la possibilità di utilizzo a tutti. Ovviamente questi prodotti specifici hanno un costo maggiore rispetto a quelli comunemente utilizzati.

Questi prodotti dovranno essere sistemati accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.

Obbligo di mascherine nei luoghi e negli ambienti chiusi e in tutte le fasi lavorative dove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale. Dovranno essere usati guanti usa e getta nelle attività di acquisto, in particolar modo per le attività che si occupano della vendita di alimenti e di bevande.

Gli accessi all’interno degli esercizi commerciali dovranno essere scaglionati, ampliando le fasce orarie. Un locale di 40mq potrà far entrare una sola persona per volta e all’interno dovranno e potranno esserci solo due operatori.

Per locali di dimensioni maggiori l’accesso sarà regolamentato in funzione degli spazio disponibili, differenziando dove possibile i percorsi di entrata e di uscita.

Bisognera informare i clienti sulle norme di distanziamento da adottare in attesa per entrare negli esercizi in questione.

Regione Campania e il Programma di Sviluppo Rurale

La Regione Campania all’interno del Programma di Sviluppo Rurale, facendo riferimento alla Tipologia di Intervento 13.1.1, che riguarda il Pagamento compensativo per le zone montane, ha previsto forme di indennizzo indirizzate ad alcune tipologie svantaggiate dal punto di vista morfologico, ambientale e climatico ovvero tutti quei fattori che possono condizionare in modo negativo lo svolgimento delle attività agricole.

Questa tipologia di intervento non è prevista in tutte le Regioni italiane ma riguarda il settore primario della Regione Campania che ha previsto il massimo livello erogabile.

Le risorse disponibili, 210 milioni di euro, sono già state distribuite nel 2019 ed è stato erogato alle aziende attraverso quattro annualità. La dotazione, viste le difficoltà, è stata integrata con 39 milioni di euro e un nuovo budget complessivo rimodulato in quasi 248.500.000 euro.

Regione Campania e il Programma di Sviluppo Rurale

Regione Campania e il Programma di Sviluppo Rurale

La Giunta Regionale della Campania, a conferma della sua disponibilità verso il settore in questione, aveva già disposto una puntuale ricognizione delle risorse messe a bando, in modo da poter erogare una indennità. La Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo che di fatto ha congelato la riforma della Politica Agraria Comune, prorogando i fondi attuali ed evitando tagli al budget Pac.

Dunque si estende l’attuale programmazione di sviluppo rurale fino al 31 dicembre 2022 con la possibilità di utilizzare le risorse attualmente a disposizione fino al 31 dicembre 2025.

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