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L’Ardore dei Timidi: il nuovo film di Vladimir Marino

Torre del Greco, Benevento e Roma: in sala l’atteso L’Ardore dei Timidi il nuovo film del regista Antonio Vladimir Marino. “Stavo leggendo un piccolo trafiletto di giornale. A Torino un barbone si lanciava nel fiume per salvare una ragazza sotto lo sguardo dei presenti. Fui molto colpito dalla potenza delle emozioni che poche righe riportavano: dalla volontà di morte alla volontà di salvezza. Il resto è osservazione di scene di vita in strada e nei mezzi pubblici.”

Lunedì 2 maggio al Multisala Corallo di Torre del Greco, venerdì 6 maggio al Multisala Gaveli di Benevento e lunedì 9 maggio al Nuovo Cinema Aquila di Roma sono i primi tre appuntamenti dell’atteso lungometraggio: “un affresco che guarda ai timidi, che di solito non sono sotto i riflettori e non fanno notizia – afferma il regista – ma quando vengono colti dai loro ardori seminano dei germogli di vitalità e ci fanno ritrovare la rotta perduta in questo mondo dove spesso ahimè contano solo la forma e l’apparenza e i contenuti hanno scarso peso”.

Cinque storie, cinque piccoli universi: Mario, la ragazza, il barbone, la luce, il mare, la collina, Sergio il giornalista, le solitudini di Eugenia, Cristiana e Alessandra, una famiglia che si confronta con la terra, il lavoro e la propria storia. Lelio e Sandra che si scontrano sulla visione di un futuro rivoluzionario. Ambientato nel Sannio, a San Marco dei Cavoti, a Torre del Greco e Napoli L’Ardore dei Timidi possiede uno sguardo lungo, slanciato su un orizzonte – di cui è affrescato il film – che scavalca l’ego: “la timidezza come modestia, consapevolezza dei propri limiti e capacità di ascolto degli altri, in particolare dei più fragili – continua Marino – e dei più esposti, ma la timidezza è anche una forza silenziosa e incisiva. Mi auguro che questo piccolo film trovi un suo pubblico e che dopo la visione possa lasciare qualcosa allo spettatore, dubbi, sensazioni, voglia di modificare un po’ la realtà che ci circonda.”

Dopo una fortunata carriera dedicata al cortometraggio L’Ardore dei Timidi è il primo lungometraggio di Antonio Vladimir Marino, un cast importante con maestri e visioni ben precisi: “apprezzo molto il finlandese Aki Kaurismäki con la sua filmografia tutta ambientata tra gli strati sociali meno fortunati senza mai cedere al pietismo e il marsigliese Robert Guédiguian, che nei suoi film racconta con maestria il disagio del nostro mondo occidentale. I primi film visti sono quelli di Dino Risi, Monicelli Mario, Luigi Comencini e dà lì il cerchio si è allargato. Amo il cinema russo, in particolare i film di Georgiy Daneliya e Eldar Riazanov”.

L’Ardore dei Timidi ha partecipato e ottenuto riconoscimenti a prestigiosi festival: Ischia Film Festival, Inventa un film, Corto e a Capo, Tiburon International Film Festival (San Francisco) è stato realizzato in collaborazione con la Regione Campania, Campania Film Commission, Direzione Generale del Cinema MIC, Nuovo IMAIE e l’Associazione Culturale Massimo Gorki – Napoli.

L'Ardore dei Timidi: trama

L’Ardore dei Timidi: trama

L’Ardore dei Timidi: trama

Alle prime luci del mattino una giovane ragazza cammina sul lungofiume. Poco distante un barbone dai tratti raffinati si sta risvegliando nel suo letto fatto di giornali e cartoni e si appresta ad iniziare la sua giornata.

Nei dintorni Mario, imprenditore quarantenne che produce protesi per i seni, sta dando le nuove direttive aziendali a Francesco , il suo fidato braccio destro e capo del personale.

La ragazza fa un passo di danza, rimane sospesa per un attimo e poi si getta nel fiume, i tre uomini si muovono per salvarla , ognuno a modo suo , secondo il proprio istinto e vissuto.

Sergio è un giornalista precario e  il suo direttore gli commissiona  un insolito pezzo per celebrare l’Unità d’Italia : deve immediatamente andare al reparto nascite dell’Ospedale , aspettare la nascita di un bel bimbo maschio , fargli una foto e dedicargli la prima pagina del giornale per farlo diventare agli occhi di tutti il nuovo italiano che cambierà il nostro paese.

Sergio raggiunge l’Ospedale , incontra un’umanità variegata , ma la ricerca del bambino si rivela più complicata del previsto…

Eugenia, Cristiana ed Alessandra sono tre amiche single sopra i quaranta anni, hanno in realtà poco in comune e si difendono dalla solitudine come possono.

Eugenia è un’avvocato alle prese con coppie separate. Cristiana è insegnante e aspirante scrittrice.

Alessandra è impiegata in un museo, ottiene la tanto agognata promozione e decide di festeggiare portando le amiche in giro per una notte brava che si chiude alla cooperativa Diogene.

Bruno è un ex avvocato, ha lasciato l’attività legale per trasferirsi con la moglie Daniela e i due figli nella casa di famiglia in campagna con ampio terreno a fare il contadino.

Paolo è un manager, dall’aspetto esteriore conserva tutta l’apparenza di un uomo di successo,  si è da poco sposato con Anna un’avvenente ragazza dal passato turbolento.

Bruno e Paolo sono fratelli e da qualche anno non si vedono.

Con una macchina di lusso Paolo, accompagnato da Anna, raggiunge Bruno per proporgli di vendere i terreni di famiglia  , unico modo per arginare i suoi debiti, ma è un momento delicato perché Daniela è in attesa del terzo figlio…

Lelio e Sandra sono marito e moglie, entrambi insegnanti, lui di letteratura italiana, lei di matematica. Squilla il telefono di casa, è il figlio Emidio, nascosto nel bagno della scuola, che dal cellulare chiede aiuto per un astruso quiz. Lelio, sdegnato, si rifiuta, Sandra risolve rapidamente con l’aiuto di Wilkipedia. Ne nasce un dissidio tra i coniugi che sconvolge la loro giornata e spinge Lelio a metter in pratica una sua piccola rivoluzione personale…

To A God Unknown – Al Dio Sconosciuto di Samantha Casella

“To A God Unknown – Al Dio Sconosciuto” è il cortometraggio da record firmato dalla regista italiana Samantha Casella, che sta avendo un grande successo in tutto il mondo tanto da aver conquistato ben 228 premi internazionali. Decisamente un risultato importante per un progetto che è partito dagli Stati Uniti, forte degli ottimi riscontri ottenuti dal precedente corto “I Am Banksy”.

“To A God Unknown” è diviso in tre capitoli (ognuno recitato in lingua originale): il primo è ispirato ai versi del poeta russo Sergey Esenin, il secondo si basa su un romanzo di John Steinbeck che da il titolo all’opera, il terzo si chiude con dei brani poetici di Arthur Rimbaud.

Ad unirli sono elementi primordiali quali l’acqua, il sangue, il fuoco, l’amore, Dio.

Una chiave di lettura più approfondita suggerisce che tutti i capitoli trattano il tema del sacrificio rituale in onore dell’amore, di Dio e della sacralità.

Il “tempo” è la matrice della vita umana nel mondo, eppure se il tempo si fonde con il divino, ogni orologio viene annientato.

Il cast è composto da un solo attore, presente nel secondo capitolo.

Dopo mesi di provini interminabili senza riuscire a trovare il volto giusto, alla fine la scelta è andata sull’italiano Matteo Fiori, conosciuto negli Stati Uniti con lo pseudonimo di Brian Witt.

To A God Unknown - Al Dio Sconosciuto

“To A God Unknown – Al Dio Sconosciuto” è stato realizzato con il prezioso supporto del gruppo di lavoro “The Wild Bunch”.

Il montatore è lo stesso di “I Am Banksy”, ovvero  Trevor Bishop. E lo stesso vale per la colonna sonora, firmata da Massimiliano Lazzaretti, qui affiancato da Tatiana Mele.

Il direttore della fotografia è Frank Hoffman.

Per quanto riguarda gli aspetti di visual effects ed effects templates sono state coinvolte numerose persone come Nassim Farin, Arseny Gutov a Lario Tus.

Tra gli operatori Dylan Winter e Nik Rijavec.

I doppiatori sono il russo Viacheslav Syngaevskiy, l’americano Richard Lloyd Stevens e il francese Frédéric Bernard.

Il dipinto di Ofelia presente nel corso è stato realizzato da Claudia Drei, madre di Samantha Casella.

Ha svelato la regista:

Mia madre, mio padre e una persona che ha un posto speciale nel mio cuore mi hanno incoraggiato a dar vita a questo progetto che sulla carta sembrava una sorta di follia. Oltre a loro, a credere in me sono state numerose persone negli Stati Uniti, che non smetterò mai di ringraziare.

Samantha Casella

Samantha Casella

Samantha Casella: biografia

Samantha Casella nasce a Faenza. Studia sceneggiatura e tecniche narrative alla Scuola Holden di Torino e regia alla Scuola Immagina di Firenze.
Il suo percorso iniziale l’ha vista alternarsi tra cortometraggi che hanno partecipato a importanti vetrine internazionali – “Juliette”, “Memorie da un’isola di morti”, “Silenzi Interrotti”, “Iris”, “Ágape” – e documentari presentati alla Biennale di Venezia come “Mediterraneo”.
Sempre a livello documentaristico spiccano “Autoritratto con Papa”, testimonianza di un dono, consistente in un’opera di Gianni Bubani e una poesia di Davide Rondoni a Papa Benedetto XVI e presentato in Aula Paolo VI alla presenza di Papa Benedetto XVI; e “Via Crucis al Pantheon”,
che testimonia i processi di lavorazione e installazione della Via Crucis collocata al Pantheon di Roma .
In seguito dirige “Giro di giostra”, mediometraggio presentato durante la Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Venice Film Meeting.
Nel 2019 è tornata alla regia di un altro corto: “I Am Banksy” con Marco Iannitello. Oltre a essere stato presentato nelle sale di Los Angeles ha vinto 15 Festival Internazionali negli Stati Uniti.
Nel 2020 è la regista del cortometraggio “To A God Unknown”, distribuito negli USA da FourWalled.
Il corto vince 228 premi in festival internazionali organizzati in 34 differenti paesi, tra cui l’Independent Short Award, il Metropolitan Film Festival NYC, il Toronto Short Film Channel Festival, il International Motion Picture Critics Awards, il “Royal Society of Motion Picture Award”, il Hollywood Gold
Awards e il Star Hollywood Awards.
“Santa Guerra” è il suo esordio nel lungometraggio. Film spiccatamente onirico e surreale, ha come protagoniste Eugenia Costantini, Ekaterina Buscemi, Emma Quartullo e vede la partecipazione di Maria Grazia Cucinotta.

Gli Amori di Suzanna Andler di Benoit Jacquot: il trailer

Gli Amori di Suzanna Andler è un film di Benoit Jacquot, tratto dall’omonima pièce teatrale di Marguerite Duras.

Protagonista è Suzanne (Charlotte Gainsbourg), una donna malinconica che si trova a fare un bilancio della sua esistenza: deve scegliere se vuole continuare ad essere la moglie e madre di un borghese ricco e infedele o scegliere una vita più libera con il suo giovane e squattrinato amante.

Da una parte c’è la vita confortante di cui si conosce tutto, soprattutto quello che non va, dall’altra c’è un percorso nuovo completamente da scoprire, che potrebbe essere allettante ma sconosciuto.

Questo dilemma si consuma tra le pareti di una grande villa abbandonata, che accompagna l’immagine decadente e della stasi emotiva della protagonista, che inciampa tra i suoi pensieri divergenti attraverso monologhi non coerenti perché è lei stessa la prima a non dirsi completamente la verità.

Gli Amori di Suzanna Andler:il trailer

L’ultimo film di Benoit Jacquot

Il regista ci conduce nel mondo introspettivo del sé, in cui i grandi problemi del cuore e della vita diventano insormontabili, per la paura e l’incapacità di parlare a se stessi senza remore e con sincerità. Spesso ci si illude di essere in un determinato modo ma quando arriva il momento di doverlo dimostrare a se stessi, in quel preciso istante, si scopre di essere qualcuno di diverso da ciò che si pensava.

Questo è ciò che accade a Suzanna, che vede per la prima volta un nuovo mondo fatto di paure e di incertezze ed è proprio da qui che inizia il suo calvario intimo perché se da una parte non si riconosce più ed ha paura, la donna, cerca comunque di trovare un senso al suo smarrimento attraverso le giustificazioni di gesti e azioni passate.

Suzanne cerca di dare una spiegazione alle sue scelte, quasi come fosse stata costretta a tradire e a trovarsi nella situazione in cui si trova ora, incarnando pienamente tutti i temi che contraddistinguono il teatro della Duras: la fine dell’amore, il desiderio, la morte, il non evento e la circolarità del piacere umano.

Un film tratto dall'omonima pièce teatrale di Marguerite Duras con una straordinaria Charlotte Gainsbourg

La locandina del film di Benoit Jacquot

Benoit Jacquot riesce a mostrare il tumulto interiore dell’essere umano con la stessa intensità lacerante di cui è capace solo una rappresentazione teatrale.

Gli Amori di Suzanna Andler punta molto sul tempo sospeso e sugli attori che trasmettono una malinconia onirica e intima come quella del palco teatrale.

Il lungometraggio, distribuito da Wanted, uscirà nelle sale italiane il 21 aprile.

LDO presenta “Partenoplay”

È un Ep di sei tracce il debutto discografico del producer e musicista napoletano LDO.
A pubblicare la versione digitale di “Partenoplay” è la Edizioni FUMO che propone un lavoro tra intuizioni rap, pop cantautorale, elettronica e lo-fi music.

Pubblicato il 22 aprile l’Ep nasce come colonna sonora del docufilm “Partenoplay” della IRed Produzioni lavoro che racconta il patrimonio culturale materiale e immateriale di Napoli attraverso un format inedito cross-mediale che unisce arti, storie, miti, leggende e persone della città attraverso la profonda leggerezza della canzone d’autore contemporanea. Tutto ciò si riflette nella musica di LDO che fa da collante al progetto.

I titoli delle tracce del mini album, se letti in successione, hanno un significato contestuale al docufilm (Gli obiettivi si raggiungono insegnando a lottare non giocando), di fatto le lettere iniziali formano il titolo del film: “Partenoplay”.

TrackList:
1. 
Purposes
2. Are
3. Reached (feat. Novakey)
4. TEaching to fight
5. NOt
6. PLAYing

LDO

LDO

LDO: biografia

LDO (Luigi Castaldo) producer e musicista classe 91’, cresciuto a Nola (Na), si approccia alla musica già all’età di 14 anni, avvicinandosi da subito alla musica elettronica, in particolare al suono techno, facendosi spazio molto presto nella scena underground Napoletana.
Dal 2018 lavora nello staff del rapper Clementino, come dj in apertura per i suoi tour (Tarantelle summer tour 2019, Tarantelle club tour 2019, Clementino live estate 2020, Clementino live estate 2021), fino a diventare uno dei direttori artistici del nuovo album Black Pulcinella, in uscita il 29 Aprile 2022, producendo ben 4 strumentali per l’album tra cui ATM, primo singolo pubblicato l’8 aprile, posizionandosi come il produttore che ha dato più strumentali al progetto.

Il sorriso di San Giovanni di Ruggero Cappuccio

Concepito da prima come un progetto di allestimento teatrale, a causa delle restrizioni derivate dall’emergenza Covid, Il sorriso di San Giovanni, scritto da Ruggero Cappuccio è diventato un film.

Con la regia di Ruggero Cappuccio e Nadia Baldi, il film verrà presentato in anteprima nazionale a Napoli, al Cinema Academy Astra di via Mezzocannone 109, martedì 12 aprile alle 21.00 in presenza dei registi e del cast. Interpreti della pellicola gli attori Claudio Di PalmaGiovanni EspositoAlfonso Postiglione con Franca Abategiovanni, Marina Sorrenti e Simona Fredella, Enzo Mirone, Francesca Morgante, Rossella Pugliese, Piera Russo.

Il sorriso di San Giovanni di Ruggero Cappuccio

Il sorriso di San Giovanni di Ruggero Cappuccio

Il sorriso di San Giovanni: trama

Ambientato nel 1943, Il sorriso di San Giovanni racconta il passaggio tra due epoche, quella del bello e quella dell’utile. La storia si svolge in un paese del sud Italia che viene abbandonato da tutti gli abitanti a causa dei bombardamenti, tranne che dalla famiglia dei Valguarnera, composta da due fratelli e cinque sorelle nubili. In realtà chi vuole rimanere è solo il primogenito Giacinto, convinto che l’unico significato profondo dell’esistenza sia legato alla memoria.

Giacinto è metaforicamente il detentore di una lunga pellicola di famiglia che proietta continuamente dentro di sé con la pretesa che anche gli altri fratelli la vivano. Mentre tutte le sorelle premono per abbandonare il paese e aprirsi ad un nuovo mondo, lui vuole rimanere nella sua terra e nella casa settecentesca dei suoi antenati.

È una guerra familiare sul superamento della memoria o sulla sua conservazione. In una notte d’estate nell’affascinante palazzo Valguarnera arrivano Marino di Pietratagliata e Cipriano Montella. Si tratta di due misteriosi viaggiatori giunti per rivelare a Giacinto Valguarnera un bruciante segreto sull’arte poetica.
L’irruzione di queste ambigue creature nasconde però una missione occulta destinata a svelarsi. Nella pellicola esplode il conflitto tra rituali umani al tramonto e la ricerca di un senso della vita che si elevi al di sopra di piccole e disperate quotidianità. Il film ha due registri: uno estremamente malinconico, uno sorridente, perfino comico. 

Lamb di Valdimar Jóhannsson: l’attesissima fiaba nordica

Dalle brume islandesi, una fiaba dark ispirata ai miti del profondo Nord. Una storia sorprendente e misteriosa firmata dalla casa din produzione A24. Tra fantasy e dramma sentimentale, una visione seducente e perturbante.
Lamb è entrato nella shortlist degli Oscar per il Miglior Film Internazionale, ha giustamente vinto il Premio Originalità al Festival di Cannes 2021: LAMB ti aspetta al cinema da domani 31 marzo.

Lamb: la trama

Lamb, film diretto da Valdimar Jóhannsson, racconta la storia di una coppia, formata da María (Noomi Rapace) e Ingvar (Hilmir Snaer Gudnason), che vivono in una remota fattoria immersa nella fredda natura islandese, dove accudiscono il loro gregge e lavorano la terra.
Un giorno i due rinvengono un neonato in un loro campo agricolo e non sanno come mai si trovi lì da solo. Non avendo figli, ma allettati dalla prospettiva di una vita familiare, Maria e Ingvar decidono di tenere il piccolo con loro. Non sanno che il loro momento di gioia è destinato a finire e li porterà alla completa distruzione…
La protagonista è una straordinaria Noomi Rapace (Uomini che odiano le donne; Passion). Lamb racconta la storia di una giovane coppia, María e Ingvar, che vive in una remota fattoria immersa nella fascinosa natura islandese.
I due accudiscono il loro gregge, lavorano la terra e ricevono rare visite.
Ma un giorno Madre Natura regala loro una creatura magica e tenerissima, che rinsalda l’amore e crea una apparente serenità “familiare”.
Destinata purtroppo a non durare a lungo…
Un imprevedibile e sconvolgente epilogo cambierà per sempre le loro vite. Uno dei film più attesi e strabilianti dell’anno.
La pellicola di Valdimar Jóhannsson

Lamb: programmazione nei cinema

Venerdì 1 aprile, ore 21:30, al Cinema Beltrade di Milano per un esclusivo Q&A con il regista Valdimar Jóhannsson in collegamento Skype
Sabato 2 aprile, ore 21:30, al Cinema Troisi di Roma con introduzione a cura di FilmIsNow e dibattito in collegamento con il regista Valdimar Jóhannsson.
Domenica 3 aprile, ore 21:50, al Palazzo del Cinema Anteo di Milano in partnership con FilmIsNow e HorrorItalia24.

Più stelle che in cielo di Goffredo Fofi

Nell’epoca odierna in cui i «divi» sembrano in via di estinzione e la fortuna delle star di Hollywood è spesso fugace, le stelle del passato risplendono più che mai. Marilyn, Ava Gardner, Ingrid Bergman, ma anche Bruce Lee, Marlon Brando, Peter Sellers: miti di ieri, che brillano ancora ai nostri giorni.

Stilando i ritratti di decine di attori, Goffredo Fofi, lungo le pagine del libro, racconta con ironia e arguzia i miti e i sogni, i disagi e le insicurezze della nostra società attraverso centinaia di film.

Una galleria di gustosi aneddoti e mirabili descrizioni in cui protagonisti del cinema del passato come Massimo Troisi, Anna Magnani, John Garfield, James Dean e Montgomery Clift, escono dalla polvere del grande schermo e tornano in vita.

Li ho visti tutti questi film?
Sì, li ho visti tutti.

Più stelle che in cielo di Goffredo Fofi

Più stelle che in cielo di Goffredo Fofi

Goffredo Fofi: biografia

Nato a Gubbio nel 1937, si è occupato, tra Sud e Nord del Paese, di questioni pedagogiche e sociali.

Ha inoltre collaborato con molte riviste («Quaderni piacentini», «Ombre rosse», «Linea d’ombra», «Lo straniero», «Gli asini» e altre) animando la vita culturale italiana.

Malgrado la vastità delle sue pubblicazioni, la sua opera più apprezzata resta l’inchiesta su L’immigrazione meridionale a Torino (1963).

Tra i suoi libri di cinema, ricordiamo le monografie dedicate a Totò (in collaborazione con Franca Faldini, con la quale ha anche realizzato i tre grandi volumi di interviste su L’avventurosa storia del cinema italiano), a Marlon Brando, ad Alberto Sordi.

Il cinema di Andy Warhol di Adriano Aprà ed Enzo Ungari

Andy Warhol ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo delle arti visive, imponendo un nuovo modello di fruizione artistica volto all’eliminazione in qualsiasi contesto culturale di ogni tipo di cesura tra arte e non-arte: non fa eccezione il cinema e la regia, disciplina in cui Warhol si è rivelato un estremo innovatore, spingendosi ben oltre i confini della mera provocazione e della contestazione dei canoni dell’arte tradizionale e borghese.

Nella presente monografia, gli autori passano in rassegna in maniera capillare il corpus filmico, restituendo – anche attraverso un ragguardevole apparato iconografico – per ciascuna opera un resoconto denso di dati tecnici, testimonianze, note e spunti critici, utili a ricostruire precisamente l’opera registica di Warhol e ad approfondirne lo stile e le più intime istanze creative.

Il cinema di Andy Warhol di Adriano Aprà ed Enzo Ungari

Il cinema di Andy Warhol di Adriano Aprà ed Enzo Ungari

Adriano Aprà: biografia

Nasce a Roma il 18 novembre 1940.

Saggista, storico e regista cinematografico, ha diretto la Cineteca Nazionale ed è stato Associato di cinema all’Università di Roma Tor Vergata.

Ha fondato e dirige il ‘festival espanso’ Fuorinorma.

Tra le sue pubblicazioni: Per non morire hollywoodiani (1999), In viaggio con Rossellini (2006), Breve ma veridica storia del documentario. Dal cinema del reale alla nonfiction (2017).

Come regista ha realizzato Olimpia agli amici (1970) e documentari sul cinema fra cui Rossellini visto da Rossellini (1992) e Circo Fellini (2010).

Ha diretto con Augusto Contento Rosso cenere (2013).

Ha co-sceneggiato La maschera (1988) di Fiorella Infascelli e collaborato a In viaggio nel crepuscolo (2021) di Augusto Contento.

Enzo Ungari: biografia

Nasce a La Spezia il 13 luglio 1948, sotto il segno del Cancro.

Trasferitosi a Roma, comincia a lavorare alla rivista «Cinema e Film».

Collabora negli anni con la rivista «Gong» e scritto sui «Cahiers du Cinéma».

Dirige il Filmstudio 70 di Roma e in quegli stessi anni scrive sceneggiature per Dario Argento (Le cinque giornate), Bernardo Bertolucci (L’ultimo imperatore), Gianni Amico (Io con te non ci sto più) e Walerian Borowczyk (Ars Amandi).

Dal 1970 alla morte pubblica opere di critica cinematografica.

Oinos…l’oro d’Irpinia: attese le date per l’apertura dei casting

“Oinos…l’oro d’Irpinia”, attese le date per l’apertura dei casting.

Furante la conferenza stampa tenutasi venerdì 18 marzo, sono stati presentati gli obiettivi e confermati i prossimi step per la realizzazione del progetto cinematografico sul soggetto scritto dal regista irpino Modestino di Nenna.

A fine mese saranno ufficialmente comunicate le date dei provini che saranno aperti a tutti e si terranno all’interno dell’Istituto Agrario “Francesco De Sanctis” di Avellino. Un’occasione importante per promuovere la provincia irpina e che intende porre un faro sul vino di qualità, traino per lo sviluppo del settore.

Le audizioni rappresenteranno momento decisivo in cui saranno selezionate persone provenienti da tutta Italia.

Le comparse, invece, saranno valutate da uno staff tecnico, tra i cittadini residenti delle amministrazioni aderenti al progetto cinematografico.

Pietro Caterini

Il primo ad aver già dato la sua adesione, è stato Vittorio D’Alessio, sindaco di Mercogliano, che ha manifestato entusiasmo a voler dare una vetrina al territorio attraverso uno dei mezzi comunicativi più performanti del mondo della comunicazione e dello spettacolo, il cinema. Presenti all’appello, anche il comune di Montefusco e il presidente di ConfIndustria, Emilio De Vizia, e l’importante presenza del presidente Antonio Capone dell’Ordine degli Agronomi di Avellino.

Al termine della produzione, “Oinos…l’oro d’Irpinia”, il film sarà poi processato nei migliori festival di cinema, per poi continuare con la distribuzione nelle sale cinematografiche del film. Inoltre, i diritti del film saranno ceduti e destinati a servizi on-demand nazionali e internazionali come Netflix e Amazon Prime.

Pietro Caterini: video

Il Dirigente scolastico dell’Istituto De Sanctis

A dare i saluti al tavolo dei lavori, il dirigente scolastico Pietro Caterini che ha rianimato l’importanza e la memoria dello scenario cinematografico nella provincia di Avellino:

Il vino è già stato protagonista di un soggetto cinematografico del regista Alfonso Perugini, intitolato“45Good Wine”e che ha fatto già conquistare molti riscontri e conoscere l’Irpinia. Dare un concreto contributo alla nostra provincia, per promuovere il territorio attraverso una trama appassionante e con un soggetto centrale che ci riguarda è un nostro dovere per investire creare nuove opportunità per il turismo delle aree interne.

Sulla scia dell’affermazione del preside della Scuola Enologica di Avellino, il regista Modestino di Nenna, ideatore e promotore di questa iniziativa è intervenuto dicendo:

La collaborazione stretta con l’istituto Agrario è stata immediata. Il nostro è stato un dialogo aperto seguito da una naturale empatia, ed è per questo che è stato subito accolto con il giusto entusiasmo. Coniugare il cinema al territorio è fondamentale. Il vino irpino è un’eccellenza nel mondo ed è un dato indiscutibile. Il film sarà ambientato in Irpinia e sarà nostro impegno mettere in evidenza gli enti e le cantine che hanno creduto alla realizzazione della produzione a cura della casa cinematografica Follower One srl. La Puglia e la Basilicata sono diventate mete ambite grazie a questo tipo di attività, ed è per questo che ci teniamo a proseguire.

A sostenere la visione e le intenzioni di Di Nenna, è stato l’attore partenopeo Antonio Fiorillo che, per la sesta volta, consolida il rapporto di lavoro con l’autore di Oinos:

È grazie a Modestino Di Nenna che ho avuto la possibilità di conosce una terra ancora inesplorata come questa. Far conoscere i paesi e questo è importante. Il cinema riesce a dare un valore aggiunto alla promozione. Saremo a contatto con prodotti straordinari, conosciuti ovunque.

Valentyn Vasjanovyč racconta gli orrori della guerra nel Donbass che ci fa aprire ancor di più gli occhi sul nostro presente

Valentyn Vasjanovyč racconta gli orrori della guerra nel Donbass che ci fa aprire ancor di più gli occhi sul nostro presente.
 
Il chirurgo ucraino Serhiy viene catturato dalle forze militari russe nella zona di conflitto dell’Ucraina orientale. Durante la prigionia viene esposto a scene orribili di umiliazione, violenza e indifferenza nei confronti della vita umana. Dopo il suo rilascio, torna nel suo appartamento borghese e cerca di trovare uno scopo nella vita ricostruendo il suo rapporto con la figlia e l’ex moglie. Impara a essere di nuovo un essere umano, a essere padre e sostenere sua figlia, che ha bisogno del suo amore e del suo appoggio.
Wanted Cinema, dopo le anteprime di solidarietà in collaborazione con la Biennale di Venezia, porta Reflection in sala in tutta Italia da domani.
Partito volontario per la guerra nel Donbass, il chirurgo di Kiev Serhiy finisce per errore nelle mani delle forze militari russe e viene fatto prigioniero.
Tenuto in vita per le sue competenze mediche, l’uomo assiste impotente a scene di tortura e violenza inaudita, aiutando i suoi carcerieri a smaltire i cadaveri degli altri prigionieri torturati.
Fra questi anche Andriy, nuovo compagno dell’ex moglie, molto amato anche da sua figlia, ragazzina innocente e ingenua. Tornato a Kiev, Serhiy sceglie di stare al fianco della figlia e di aiutarla ad accettare l’idea della morte di Andriy.
Valentyn Vasjanovyč

Valentyn Vasjanovyč

Valentyn Vasjanovyč: anteprime

Anteprime istituzionali in collaborazione con La Biennale di Venezia:
  • Lunedì 7 marzo presso il Cinema Troisi di Roma ore 19:10, introdotto dal Presidente della Biennale Roberto Cicutto
  • Mercoledì 9 marzo presso l’Anteo SpazioCinema di Milano ore 20:00, introdotto dal Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica Alberto Barbera
  • Giovedì 10 marzo presso il Multisala Rossini di Venezia ore 21:30, introdotto da Federico Gironi

Altre anteprime:

  • Mercoledì 9 marzo presso il Cinema Arsenale di Pisa
  • Giovedì 10 marzo presso le Scuderie Granducali di Serravezza e il Centrale di Torino
  • Venerdì 11 marzo presso il Cinema Massimo di Pescara e il Cinema Fratelli Marx di Torino
  • Sabato 12 marzo presso il Cinema Spazio Alfieri di Firenze e il Cinema Italia Eden di Montebelluna
  • Domenica 13 marzo presso il Pixel Multicinema di Santeramo in colle, il Cinema Gaudium di Palermo e il Frau di Spoleto
  • Martedì 15 marzo presso il Cinema ABC di Bari
  • Mercoledì 16 marzo presso il Cinema Rouge et Noir di Palermo e il Supercinema di Sant’Arcangelo di Romagna
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