redazione

Zuppa fredda di cetrioli: una ricetta estiva e vegetariana

La zuppa fredda di cetrioli è un una ricetta perfetta da realizzare nelle giornate calde d’estate. Un piatto sano e semplice da preparare soprattutto se si ha poco tempo da dedicare ai fornelli.

Il cetriolo sotto il profilo dietetico è un alimento molto apprezzato perché è ricco di proprietà diuretiche e rinfrescati.

100 grammi di cetrioli contengono:

12 Kcal

Carboidrati 2,2 g

Grassi 0,2 g

Vitamina C 3,2 mg

Vitamina K 7,2 mcg

Potassio 136 mg

Magnesio 12 mg

Zuppa fredda cetrioli: la ricetta

Una ricetta vegetariana

Zuppa fredda cetrioli: la ricetta

Ingredienti per 4 persone

  • Cetrioli 300 gr
  • Pomodori maturi per insalata 450 gr
  • Aglio 1 spicchio
  • Uova 1
  • Aceto di vino bianco mezza tazzina di caffè
  • Olio extravergine di oliva 4 cucchiai
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Esecuzione

  1. Pela i cetrioli e tagliali a bastoncini sottili.
  2. Cospargili di sale e lasciali a riposo per circa un’ora in modo tale da far perdere l’acqua di vegetazione.
  3. Spela i pomodori e frullali.
  4. Sciacqua i cetrioli, asciugali e passali al setaccio separatamente dai cetrioli.
  5. In una ciotola amalgama con una frusta l’uovo insieme all’aceto.
  6. Aggiungi un pizzico di sale e il succo di uno spicchio di aglio.
  7. Aggiungi olio a filo e continua a lavorare finché non avrai ottenuto una sorta di maionese.
  8. Unisci il frullato di pomodoro e la crema di cetrioli.
  9. Ultima la cottura con un filo di olio, sale e un pizzico di pepe.

Valentina Taccone ci spiega nel dettaglio il progetto Ricreazione al vigneto

L’Irpinia è una terra di sconfinata bellezza e di ricchezza dal punto di vista ambientale e naturalistico. La sua tradizione comunitaria è ben radicata nell’agricoltura ma intanto i giovani continuano a fuggire, per giuste ragioni, da questi luoghi elogiati dai più e vissuti da pochi.

Ricreazione al vigneto è un progetto culturale ad ampio raggio che cerca di radicare al territorio le nuove generazioni, partendo dalla risorsa culturale legata al settore agroalimentare. In che modo? Aprendo le porte di un’eccellenza culturale del territorio: la scuola enologica De Sanctis di Avellino attraverso un progetto sull’agricoltura 4.0 con focus sul marketing agroalimentare e sul turismo enogastronomico.

Nell’immaginario collettivo si è sempre pensato all’istituto agrario come ad una delle scuole, seguita da quella artistica, che offriva poco a livello culturale e men che meno prospettive lavorative. La realtà è ben diversa perché le declinazioni e le prospettive lavorative sono diverse e sfaccettate.

Il piano di studi offerto dalla Scuola Enologica De Sanctis di Avellino è pensato per dare struttura e competenze caratterizzanti ai propri allievi. Agrinuovo infatti è un piano didattico pensato per migliorare i sistemi di produzione e di commercializzazione delle aziende presenti sul territorio. Ciò potrebbe non eliminare completamente la piaga dello spopolamento in Irpinia ma quanto meno gettare le basi per un cambio di rotta dei giovani che potrebbe spingerli a restare con reali prospettive occupazionali.

Ricreazione al vigneto contro lo spopolamento in Irpinia

L’agroalimentare e l’imprenditoria legata a questo settore rappresentano un punto nevralgico per la naturale crescita economica di questo territorio. Le percentuali in termini di occupazione e di emigrazione tra i 18 e i 25 anni da tempo è ormai alta.

La piaga dello spopolamento ormai in questi posti è divenuta una grande piaga perché nonostante le risorse territoriali, le prospettive lavorative sono molto basse per una serie di ragioni, molte tra queste legate a diverse falle presenti all’interno delle istituzioni che dovrebbero creare maggiori prospettive reali per la futura generazione. Il discorso sarebbe ampio ma questa non è la sede opportuna per affrontare tali argomenti.

Ricreazione al vigneto rappresenta un nuovo modo di guardare alle risorse del territorio che attraverso la collaborazione e la concretezza vuole guardare al futuro con un piglio differente e non rassegnato.

Attraverso talk, visite in cantina, degustazioni e momenti culturali vuole mostrare in concreto cosa si può fare realmente per guardare l’Irpinia da un altro punto vista.

XXI Edizione del Premio Lettera d’Amore

Cinquecento testi provenienti da Argentina, Stati Uniti d’America, Francia, Spagna e da tutte le regioni d’Italia hanno partecipato quest’anno alla XXI Edizione del Premio Lettera d’Amore che si tiene in Abruzzo a Torrevecchia Teatina, paese della lettera d’amore, di cui si è interessato di recente il TG 2 nella rubrica “Sì viaggiare” con un servizio denso di suggestioni.

Il concorso sfida gli italiani al cimento letterario, esortandoli a trasporre sul piano epistolare le loro propensioni amorose, mediante aperte dichiarazioni dalle quali si evincono le passioni più frequentate e accese – per persone, oggetti, paesi, animali, idee, manie, ecc.-, che delineano uno spaccato sociologico intorno al sentimento più apprezzato dal nostro popolo, indicando la direzione verso cui procede.

Nei testi in concorso quest’anno si riscontra un particolare tormento d’amore, si avverte un trasporto sentimentale irrefrenabile per… l’Italia! Innanzitutto, pochissimi si sono soffermati sul periodo difficile che l’umanità intera sta attraversando, mentre molti pare siano stati illuminati dal periodo di obbligata clausura: numerosissime le lettere riservate alla terra, al kosmos, all’Universo, alla natura, all’ambiente e naturalmente alla vita, tutte preziosità che l’uomo sta pericolosamente trascurando, spogliandone e disanimandone la potenza, impedendo lo svolgersi armonico delle sue regole, messe in crisi dallo sviluppo avido e grossolano del  mercato – luogo del vituperio – tanto da pagarne, come ben sappiamo, le conseguenze; ma quel che più sorprende è l’enorme quantità di opere dedicate all’amore per la bellezza dell’Italia.

Ebbene, pare inverosimile, in questi ultimi tempi di riserbo casalingo la bellezza del Paese e la ricchezza della propria tradizione culturale sono diventate l’oggetto dell’affetto più profondo degli Italiani (stavolta meritano la maiuscola), e se ne fanno carico, offrendo i loro servigi al Belpaese in qualità di improvvisate guide turistiche e culturali, anche se solo per lettera… d’amore!

A partire da una lettera immaginaria, scritta da Paolo a Francesca, gli sfortunati amanti immortalati nel V canto dell’Inferno, Paolo rivela come il libro fu galeotto “quando all’intendere le gesta di quello amore infelice (di Lancillotto per Ginevra) come uno solo, travolti fummo dalla passione sua, dallo suo ardore. E ci stringemmo le mani di timore al giudizio implacabile d’Artù piangendo l’innocenza dello ingiusto amore. Sì, perché Amore è cieco, non guarda lo nobile o la plebe, lo ricco ovvero lo povero, lo sposo o la nubile…”

Un testo in cui ci viene offerta una splendida dimostrazione di come l’autore, Vincenzo Rocco, abbia fatto propri i versi danteschi. Appresso a lui, Marco Pitteri inventa una lettera in cui si mette impavidamente nei panni del massimo genio del Rinascimento. L’autore, indossando le vesti di Leonardo, fa confessare al genio vinciano il suo amore per la bellissima Monna Lisa, che egli dipinse in un quadro immortale, attribuendogli audacemente (o sconsideratamente?) frasi di Cyrano. Il tema di fondo è sempre la lettura: “Oggi, mentre cercavo di leggere un trattato di ingegneria che mi ha donato il signor Duca, di colpo, senza alcun motivo apparente, mi è sembrato di ritrovarvi nello spazio muto di un capoverso. Ecco cosa siete diventata, una presenza rosa tra tutte le interruzioni della mia vita…”  Leonardo amava Monna Lisa! Uno scoop mondano a seicento anni di distanza che meriterebbe di fare il giro del mondo.

Un altro dipinto è oggetto dell’analisi di una lettera di Silvia Roncucci; nella Libreria Piccolomini del duomo di Siena sono conservati gli affreschi di Pinturicchio e bottega (incluso il giovane Raffaello) raffiguranti le Storie della vita di Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini. Uno di essi mostra l’incontro tra Leonor del Portogallo e lo sposo Federico III d’Asburgo, da cui prende spunto l’autrice per immaginare una missiva in cui Enea Silvio (poi Papa Pio II) rivela il suo innamoramento per la regina del Portogallo, innamoramento provato ancor prima di incontrarla, tramite un’opera pittorica che la ritrarrebbe, espediente scelto dalla Roncucci sia per il richiamo all’Amor de lonh dei poeti trobadorici, sia per la sua validità nel contemporaneo: all’epoca di Internet molti amori nascono, si alimentano (e a volte finiscono) con la sola visione delle immagini postate dagli utenti sui social network.

Non trascurabile il numero delle lettere dedicate ai luoghi e agli incanti paesaggistici del nostro Belpaese: Torino, Venezia, Trani, Verona, Civita di Bagnoregio, Pettorano sul Gizio, le montagne della Majella, e chi più ne ha, più ne metta! Una lettera molto colta è quella (immaginata da Federico Battistutta) che Ada Augusta Byron, figlia del poeta George Byron e di Anne Isabella Milbanke, dedica al precettore. Ada non conobbe il padre, che lasciò per sempre la famiglia e poi l’Inghilterra quando la bambina aveva pochi mesi. La madre, donna severa, ossessionata dall’ordine e dalla disciplina, spinse Ada a studiare la matematica, anche per allontanarla dal retaggio poetico del padre. La giovane mostrò una sorprendente attitudine per la matematica e lo studio di tutto ciò che è meccanico. Un talento che la portò a fare la conoscenza di Charles Babbage, eccentrico e geniale inventore di un’ambiziosa macchina calcolatrice, la Macchina Analitica. Ella intuì che non si trattava solo di una macchina per far di conto, bensì di un dispositivo capace di elaborare simboli. Alla luce di quanto è accaduto in seguito, si può dire che questa intuizione rappresenti il primo nucleo dell’informatica moderna e, secondo alcuni, addirittura dell’intelligenza artificiale. Fu una donna piena di inquietudini e visioni, in grande anticipo sui tempi, che lottò per la propria indipendenza e il riconoscimento delle proprie idee. Dunque, una lettera che illumina la grandezza della donna scienziato, una figura spesso soffocata dal prepotere maschile.

Alcune lettere d’amore sono dettate dal gusto, come quelle indirizzate al fico d’india o all’avocado, altre sono dedicate alla chitarra, alla falena, a Melpomene, alla bicicletta, al teatro; molte le missive improntate dagli affetti per fidanzati, amanti, congiunti e per gli inseparabili animali domestici. Impera lo sdoppiamento: lettere dedicate al se stesso del passato o del futuro, dolgono quelle riservate alle malattie, a stati di disagio psicologico come la bulimia, tanto amata!, alla finestrella dell’ospedale che i malati di Covid fissano e da cui penetra una luce di speranza.

XXI Edizione del Premio Lettera d’Amore

XXI Edizione del Premio Lettera d’Amore

XXI Edizione del Premio Lettera d’Amore: la giuria

Sottoposti al vaglio della giuria, composta da Tonita Di Nisio, Massimo Pamio, Massimo Pasqualone, Lucilla Sergiacomo, Giuseppina Verdoliva, testi dedicati alla coscienza bipolare, a Maurice Ravel, al campione dell’automobilismo Ayrton Senna, alla professione dell’avvocato, al popolo italiano da parte di Anita Garibaldi, alla libertà, da Rodolfo alla sua Mimì dell’opera pucciniana, da Thanatos a Eros.

Hanno partecipato molti studenti, in particolare alcune scuole, l’I.I.S.S. “B. Radice” di Bronte, il Liceo Classico Poliziano di Montepulciano, il Liceo Scientifico “A. Righi” di Cerignola, l’Istituto Acciaiuoli Einaudi di Ortona, e i ragazzi della Biblioteca “Marilia Bonincontro” di Chieti: Noemi Pavone, Marta Rondinini, Gianmarco D’Agostino.

Non mancano testi divertenti, salaci, nei quali si rivela l’incredibile qualità fantastica degli italiani, la capacità di cogliere aspetti e circostanze da un punto di vista umoristico e scanzonato. Pagine intense, forti, tenere, delicate, struggenti, appassionate che, conservate nel Museo della Lettera d’Amore, museo unico al mondo, saranno lette dagli attori Antonella De Collibus e Alessio Tessitore, contribuiranno a creare suggestioni indimenticabili nel corso della serata della cerimonia di premiazione in programma per domenica 8 agosto, che sarà condotta dal giornalista RAI Nino Germano a partire dalle ore 20 e 30, nel Parco dei giovani San Karol (il più grande d’Europa) annesso al Palazzo del Marchese Valignani di Torrevecchia Teatina alla presenza del Sindaco Dottor Francesco Seccia e dell’amministrazione comunale.

Dente vi aspetta al Dum Dum Republic

La grande musica dal vivo esplode al Dum Dum Republic di Paestum, che si prepara ad un nuovo, straordinario concerto al tramonto, quando il cielo colorato di rosso dal sole che crolla a mare trasforma la playa in uno spettacolo straordinario.

Un’atmosfera suggestiva, che farà da scenografia naturale al concerto di uno dei più apprezzati cantautori italiani della scena alternativa, Dente, che farà tappa al Dum Dum Republic il prossimo 25 luglio alle ore 19 con il suo tour Fuori di me, che prende il nome dal suo ultimo singolo, pubblicato lo scorso giugno.

Dente

Dente

Scrive lo stesso Dente sui suoi profili social anticipando il tour:

Da solo ma FUORI DI ME. Inediti, cover, musicassette, grandi classici, acidi, basi, poesie, elettricità, acustichezza, loop, colori, figure geometriche, canzoni a tempo determinato, panini, bibite, cubi, pois, tasti bianchi, tasti neri e una cosa che ancora non si può dire Fuori di me è una canzone che gioca con la verità e la finzione, si destreggia tra l’istinto e la ragione, si interroga sulla vita e la morte e poi si butta sul divano.

In questi concerti in “solo”, Dente si alternerà al pianoforte e alle chitarre con canzoni dal suo repertorio classico ma anche cover, inediti e canzoni mai eseguite dal vivo. Basi registrate su cassetta, loop, campioni e voci registrate. Suoni elettrici, digitali e acustici andranno ad arricchire il ventaglio delle sonorità. Oltre a questa scaletta inedita il live sarà arricchito da una scenografia disegnata e costruita appositamente per il concerto.

Con più di dieci anni di carriera alle spalle, Dente ha conquistato un pubblico sempre più affezionato riuscendo a imponendo il suo personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati, come dimostra anche nel sul ultimo singolo.

Un artista completamente rivoluzionato, come dimostra l’ultimo album dal titolo omonimo “Dente”, pubblicato nel 2020.

Un “ricominciare da se stessi”, tra autoanalisi e pop contemporaneo, per la prima volta senza chitarra acustica. Un Dente tutto nuovo, ma riconoscibile, con l’imposizione di una direzione diversa, aggiungendo inedite coloriture alla propria musica. Un’impronta innovativa, lasciata la chitarra acustica per dedicarsi a quella elettrica, al pianoforte e alle possibilità offerte dalle strumentazioni digitali. Quasi “un esercizio di scrittura costante in una sorta di seduta di autoanalisi condotta con meticolosa attenzione”, come racconta lo stesso Dente alla stampa specialistica. Una scrittura diretta e, in primo piano, per la prima volta, il pianoforte, tra il più moderno cantautorato pop italiano, arrivando in profondità con semplicità e delicatezza, raccontando fragilità e paure, ricordi e quel futuro “che possiamo solo immaginare”.

Ha collaborato con numerosissimi artisti del panorama italiano come Perturbazione, Arisa, Marco Mengoni, Le Luci della centrale Elettrica, Manuel Agnelli, Coez, Brunori s.a.s., Enrico Ruggeri e Selton per citarne solo alcuni.

Dente: carriera artistica

Dente, pseudonimo di Giuseppe Peveri (Fidenza, classe 1976), inizia la sua carriera come chitarrista fino al 2006, quando decide di intraprendere una carriera da solista, esordendo con il disco “Anice in bocca”. A questo primo lavoro seguono “Non c’è due senza te” (2007), “L’amore non è bello” (2009), vincitore del Premio Italiano della Musica Indipendente per il miglior album, “Io tra di noi” (2011) e “Almanacco del giorno prima” (2014). Nel 2020 ritorna sulle scene con “Dente”, album omonimo che segna per l’artista una maturazione musicale e un cambio di sonorità rispetto al passato.

Michele Citoni vince il primo premio Reelheart

Il primo premio nel concorso dei documentari brevi del ReelHeART International Film & Screenplay Festival è stato assegnato in Canada a un film italiano che racconta una storia tra l’Irpinia e gli Stati Uniti: “5×7 – il paese in una scatola”, del regista romano Michele Citoni.

Il premio è stato annunciato al termine della settimana di proiezioni in una cerimonia on line a cui ha partecipato il regista. Il festival, infatti, giunto alla 17ma edizione, si è tenuto sulla rete a causa delle restrizioni anti-Covid tuttora vigenti nello stato canadese dell’Ontario, la cui capitale Toronto è sede della manifestazione.

La proiezione di “5×7” ha rappresentato una prima assoluta canadese per il film che racconta il soggiorno del fotografo americano Frank Cancian a Lacedonia (Av) nel 1957, la genesi delle 1801 foto da lui realizzate nella piccola comunità rurale dove restò per sei mesi, il ritrovamento delle foto e il ritorno di Cancian, antropologo e professore universitario ormai in pensione, a Lacedonia sessant’anni dopo, dove h a donato le foto alla Pro Loco ed ha tagliato il nastro del MAVI-Museo Antropologico Visivo Irpino che oggi le espone.
Le 1801 foto in bianco e nero rappresentano uno straordinario ritratto etnografico di una comunità rurale del Sud realizzato per immagini, richiamando il noto lavoro svolto dall’artista americano Paul Strand insieme al cineasta Cesare Zavattini a Luzzara (Re) solo alcuni anni prima e pochissimi altri esempi analoghi.

Frank Cancian

Frank Cancian

Ha scritto Francesco Faeta:

Nessun antropologo che abbia studiato il Mezzogiorno d’Italia in quegli anni ci ha lasciato un più vivido e completo ritratto di comunità , uno dei massimi esperti di antropologia visuale, nel libro da lui curato Un paese del Mezzogiorno italiano. Lacedonia (1957) nelle fotografie di Frank Cancian (Postcart, 2020), volume pubblicato in doppia edizione italiana e inglese in occasione della omonima mostra in corso a Roma nella sede, scientificamente prestigiosa, del Museo delle Civiltà del Ministero della Cultura.

Il documentario di Michele Citoni ricostruisce un episodio ancora poco conosciuto ma di grande importanza nella storia dell’antropologia visuale e fa un ritratto caldo e affettuoso di un intellettuale di grande valore, purtroppo scomparso nel novembre scorso in California, e del suo rapporto con la comunità in cui si è immerso per studiarla; inoltre racconta come la memoria e le pratiche culturali possano contribuire a rafforzare l’identità di una piccola comunità, elemento centrale per la coesione di tutti i territori interni italiani e d’Europa in crisi di spopolamento e marginalizzazione economica.

Il film è stato prodotto e realizzato da Michele Citoni per il MAVI in coproduzione con la Proloco “Gino Chicone”, l’associazione LaPilart e il Comune di Lacedonia; è stato montato da Roberto Mencherini e si avvale delle musiche dei napoletani KuNa e del quartetto jazz del lacedoniese Pasquale Innarella. Prima del recentissimo riconoscimento canadese, “5×7” ha vinto numerosi premi in Italia, Stati Uniti e altri paesi.
Il ReelHeART International Film & Screenplay Festival è stato fondato a Toronto nel 2004 e da allora proietta le anteprime per il Canada di film, sceneggiature e progetti televisivi «dei migliori registi e sceneggiatori indipendenti emergenti e professionisti provenienti da tutto il mondo.

Il festival si definisce «fresco, indipendente, anti-nicchia» e ha scelto il seguente principio-guida: «tutte le culture sotto lo stesso tetto».

Giffoni Music Concept 2021: il programma completo

La grande musica italiana è protagonista anche quest’anno a Giffoni. Si riaccende, infatti, il Giffoni Music Concept, organizzato da MNcomm, che dal 21 al 31 luglio animerà il Festival con gli incontri speciali della musica dal vivo: a presentare le serate torna – per il secondo anno consecutivo – il conduttore Nicolò De Devitiis, volto della tv apprezzatissimo dalla scena musicale italiana e non solo che, attraverso il suo racconto, accompagnerà i giffoners alla scoperta della migliore musica italiana del momento.
Giffoni Music Concept

Giffoni Music Concept

Il programma completo

Il programma musicale coniugherà momenti live e una serie di incontri con alcuni degli artisti che si esibiranno la sera in Piazza Fratelli Lumière. Un ritorno attesissimo quello della musica live, una ripartenza nel rispetto delle regole vigenti con 1.000 posti contingentati per un cast con alcuni dei nomi più importanti del panorama musicale italiano che ha voluto fortemente essere presente in questo periodo difficile per l’intera scena.
Fra gli ospiti ci saranno, infatti, artisti come Gazzelle (22 luglio) che a febbraio tornerà a riempire i palasport con il suo nuovo tour dei record, Carl Brave (24 luglio) che sta registrando sold out ovunque e il 23 agosto si esibirà per la prima volta nella prestigiosa Arena di Verona, Clementino (25 luglio) e le sua energia, rapper vulcanico e versatile dalle rime intense e travolgenti, Diodato (26 luglio) uno tra i cantautori più ricercati della musica italiana che torna a Giffoni dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2020, Franco 126 (28 luglio) una delle realtà artistiche più interessanti del panorama italiano e reduce dal successo del suo ultimo album “Multisala”, ColapesceDimartino (29 luglio) la coppia di cantautori che sta segnando il 2021 e che ha conquistato tutte le classifiche.

E ancora Noemi (31 luglio) reduce dal successo del brano “Glicine” (certificato Disco di Platino) e impegnata nel suo “Metamorfosi Tour”, La Rappresentante di Lista, queer-pop band che sta conquistando pubblico e critica, e il giovanissimo artista da oltre 210 milioni di ascolti  Random (27 luglio), il cantautore multiplatino Aka7even (23 luglio), il grande ritorno dei Sottotono(30 luglio) con il nuovo album “Originali”, fino al calore partenopeo di Andrea Sannino (30 luglio).

Di seguito il calendario completo degli appuntamenti live del Giffoni Music Concept: si parte il 21 luglio con il concerto degli Street Clerks e si prosegue il 22 con GazzelleMobrici e Giuse The Lizia, il 23 con Aka7evenPierpaolo e Deiv, il 24 con Carl Brave, il 25 con ClementinoAlessandro Siani e gli allievi del Conservatorio di Milano per una serata dedicata all’immenso cantautore e blues man partenopeo Pino Daniele, promossa da Sedici Modi di Dire Ciao, progetto dell’Ente Autonomo Giffoni Experience selezionato dall’Impresa Sociale con i BambiniFondazione con il Sud, il 26 con Diodato e Greta Zuccoli, il 27 con La Rappresentate di Lista, Random Ginevra, il 28 con Franco126 e The Jab, il 29 luglio con ColapesceDimartino e i Folcast, il 30 con i Sottotono e Andrea Sannino e si chiude il 31 con Noemi e i Viito.

E ancora, la musica sarà anche protagonista di una serie di incontri con i ragazzi nella sezione IMPACT!, il laboratorio di pensiero riservata a 150 ragazze e ragazzi dai 18 ai 28 anni, dove gli artisti si racconteranno e risponderanno alle domande dei ragazzi e di Nicolò De Devitiis. Il primo appuntamento è il 24 luglio con Carl Brave e si prosegue il 26 con Diodato, il 27 con La Rappresentante di Lista, il 29 con ColapesceDimartino, il 30 con Big Fish e il 31 con Noemi.

Torrioni Wine House: un evento dedicato alla cultura

Musica e cultura popolare, enogastronomia d’eccellenza, letteratura, accoglienza e sostenibilità, sono questi gli assi portanti di Torrioni Wine House, evento finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POC Campania 2014-2020 Azione 4 “Giugno 2019 – giugno 2020”, in programma per giovedì 29 luglio e venerdì 30 luglio presso il Villaggio Ecoturistico Montenigro di Torrioni, spazio interamente ecofriendly.

La rassegna rientra in un progetto più ampio che nasce dal partneriato tra il Comune di Capriglia Irpina (capofila), il Comune di Torrioni, il Comune di Prata Principato Ultra ed il Comune di Chianche.

“Torrioni Wine House” è realizzato in collaborazione con l’Associazione GenerIdea. Una due giorni che mette al centro dell’iniziativa l’enogastronomia locale e la cultura popolare, intese nella loro accezione più ampia.

Torrioni Wine House

Torrioni Wine House

Torrioni Wine House: programma

Si inizia il 29 luglio, alle ore 17.30, con la presentazione di due libri. Pasquale Gallicchio presenterà il suo ultimo lavoro, “Niente è perduto per sempre” di recente insignito del premio letterario “Borgo Italiano”. A seguire la giornalista Flavia Squarcio presenterà “Alì e il mondo sommerso” di Maria Sofia Ortu. Si terrà, poi, la presentazione del “Wine Village” e del progetto “Adotta una Wine House”. Interverranno Annamaria Oliviero, sindaco di Torrioni, Veronica Zeoli, presidente dell’associazione GenerIdea, Roberto D’Agnese, direttore artistico e Flavio Fierro.  Seguirà degustazione di prodotti e vini locali.

Alle ore 20.30 Simposio Popolare, a cura della Scuola di Tarantella Montemaranese, guidato dal professore Ugo Vuoso e da Mimmo Epifani, cultore della musica popolare

Il 30 luglio, con inizio alle ore 18.00, presentazione del Premio “Torrioni Wine House 2022”. A seguire lo spettacolo comico “Vino veritas” di Eugenio Corsi. Infine, concerto musicale “Vatt a vott” con i Suoni Antichi dei Bottari di Macerata Campania.

Dichiara Roberto D’Agnese, direttore artistico:

Il progetto intende adattare la musica alla scrittura del territorio, messa all’attenzione di un’accurata lettura dei luoghi, condizionata dal momento storico. È proprio oggi che c’è bisogno di riflessione e ascolto. Proviamo a far emergere l’aspetto culturale grazie al patrimonio popolare di cui quest’area è estremamente ricco.

Dichiara Annamaria Oliviero, primo cittadino di Torrioni:

L’evento nasce dall’idea di rivalutare la bellezza naturalistica del villaggio ecoturistico e di promuovere il territorio richiamando l’attenzione di aziende vitivinicole, non solo locali, e del mondo dell’arte, della cultura e della musica.

Caffè Borbone si classifica come Top Brand

Nuovi, prestigiosi, riconoscimenti per Caffè Borbone. In particolare, per la cialda compostabile 100% Amici della Natura che, nell’ambito dei “Brands Award 2021”, organizzati da Gdoweek e Mark Up, si è appena classificata, come top brand, al primo posto nella sessione “New Entry”, posizionandosi prima, anche nella categoria Caffè della stessa fase. Una sessione ad hoc, dedicata ai prodotti lanciati nei punti vendita della distribuzione organizzata, da gennaio a maggio 2021.

In questo caso, i prodotti sono stati votati, tra il 3 e il 12 giugno, attraverso un sondaggio web aperto a manager della distribuzione, dell’industria e delle agenzie, che hanno espresso una o più preferenze sugli articoli candidati.

Cialda compostabile caffè Borbone

Cialda compostabile caffè Borbone

Protagonista, per l’occasione, la cialda monodose compostabile 100% Amici della Natura. La cialda compostabile, che una volta esausta, può essere utilizzata per creare compost, utile per concimare e fertilizzare terreni oggi, grazie alla tecnologia di Caffè Borbone messa a punto con Seda International Packaging Group si arricchisce con l’incarto riciclabile nella raccolta della carta.

Caffè Borbone, dunque, prima azienda italiana a proporre la cialda compostabile, si conferma pioniera anche nel lancio del nuovo packaging riciclabile nella raccolta della carta.

Dichiara Francesco Garufi, direttore commerciale Retail di Caffè Borbone: 

Grande soddisfazione per l’ulteriore riconoscimento, che dimostra ancor più, in maniera concreta e tangibile, che “Caffè Borbone” sta percorrendo la corretta via per accreditarsi come realtà nazionale di prim’ordine Il nostro percorso in Distribuzione Moderna è partito solo 5 anni fa e, per 2 anni di seguito, abbiamo ottenuto riconoscimenti di valore assoluto in un contesto, come i “Brands Award”, che premiano le migliori performance assolute in termini di fatturato, distribuzione, riconoscimento del consumatore e dei protagonisti del settore, nonché come migliori lanci e New Entry nel mercato che ci compete. Ci riproponiamo – conclude – per gli anni a seguire, di continuare ad essere protagonisti di un settore molto competitivo come il nostro, mantenendo fermi gli aspetti strategici fondanti dell’azienda, ossia, innovazione, ricerca, sviluppo e sostenibilità, offrendo prodotti in linea con i bisogni del consumatore. Connotati, che insieme all’aumento distributivo ed alle nostre performance di fatturato, hanno permesso di essere riconosciuti e accreditati come Azienda di Marca. Per noi è già partita la sfida per essere sul palcoscenico dei Brands Award 2022.

La particolarità del Premio “Brands Award”, sta nel riconoscere le migliori “performance” di marca nei beni di largo consumo, attraverso criteri oggettivi e riscontrabili, che coinvolgono i consumatori finali e il retail moderno.

Il Comitato civico Palazzine Bene Comune chiede al Sindaco di rispettare gli accordi

Riportiamo integralmente le parole di sconforto da parte del Comitato civico Palazzine Bene Comune, per rendere più chiara la situazione che si sta verificando ad Aquilonia.

Sono passati ormai oltre 100 giorni dalla seduta straordinaria dell’assemblea comunale di Aquilonia (Av) in cui il Sindaco Giancarlo De Vito annunciò ufficialmente una via d’uscita dal conflitto attorno alla sorte delle “casette asismiche” del 1930 che, dalla fine del 2017, ha occupato l’Amministrazione comunale (che aveva deciso di abbatterle), il Comitato civico Palazzine Bene Comune (che si era formato per scongiurare la demolizione e chiederne al contrario la rigenerazione), le forze politiche rappresentate in consiglio e molte cittadine e cittadini che hanno preso la parola.

Il Sindaco, il 1° aprile 2021, ha aperto la seduta annunciando la decisione di istituire una “commissione” che valutasse la questione e portasse all’Amministrazione gli elementi per decidere. Accogliemmo con soddisfazione l’intenzione dichiarata da Giancarlo De Vito di non procedere all’abbattimento per avviare un confronto su cosa fare di questo patrimonio.
Solo 20 giorni dopo il Sindaco annunciò l’intenzione di alienare gli edifici a privati, assicurando – malconsigliato sul piano tecnico – un ipotetico e del tutto aleatorio accesso a finanziamenti Superbonus che però non competono in alcun modo a un’amministrazione pubblica. Ribattemmo che ogni ipotesi di privatizzazione favorirebbe la manomissione delle strutture. Non il restauro: lo stravolgimento.

Ribadimmo la necessità di un’operazione pubblica di rigenerazione urbana che destini il patrimonio edilizio a nuove funzioni utili per la collettività senza in alcun modo mutarne il carattere di testimonianza della storia urbanistica e sociale di Aquilonia. Ma, in poco tempo, anche quella uscita incauta sembrò essere accantonata.
Sono quindi passati 100 giorni da quel 1° aprile che aveva segnato la prima vera “apertura” dopo anni di sordità istituzionale e di totale delegittimazione delle nostre richieste, ma nulla più è accaduto. Allora era veramente un pesce d’aprile, come ci chiedevamo già 50 giorni dopo in un comunicato?
Sarebbe un vero peccato, anche perché nel frattempo questa vicenda ha suscitato l’interesse di tre importanti associazioni – Italia Nostra, Legambiente e Touring Club Italiano – i cui pronunciamenti in favore della nostra vertenza di tutela si aggiungono alle due petizioni del dicembre 2017 mediante le quali il comitato civico Palazzine Bene Comune aveva raccolto centinaia di firme della cittadinanza e il sostegno di decine di intellettuali, alcuni dei quali molto noti (Vinicio Capossela, Franco Arminio, Vito Teti…) ma tutti particolarmente autorevoli in merito ai problemi delle aree
interne.

Il motivo è che questa vertenza – che, a torto, potrebbe sembrare unicamente locale – investe in realtà un tema di grande rilevanza per tutte le nostre aree interne: la cura del patrimonio identitario delle comunità più fragili. Veramente ci riesce difficile comprendere come un sindaco di un piccolissimo paese dell’entroterra possa coltivare indifferenza al patrimonio culturale della propria comunità senza sentire il peso dell’isolamento e per quale motivo non veda invece la grande occasione di fare leva sul sostegno di tante cittadine e cittadini, nonché autorevoli associazioni e intellettuali, a un’operazione pubblica di rigenerazione urbana che potrebbe porre questo piccolo centro in posizione di avanguardia nelle politiche territoriali delle aree interne.

Si formi dunque questa “commissione”, che per noi dovrebbe fare tre cose:

1) confrontarsi sulle ipotesi progettuali di restauro e rigenerazione delle “palazzine”;

2) ricercare le più appropriate modalità di attuazione;

3) essere non solo un consulente dell’Amministrazione ma anche un facilitatore della consultazione della cittadinanza, a cui va assegnato un ruolo attivo.

Il regolamento comunale che consenta la costituzione di una commissione di questo genere c’è. La disponibilità di diversi esperti e “stakeholder” a parteciparvi c’è. Restano alcune domande: che aspettiamo?  È proprio necessario confermare – con implacabile fedeltà a una tradizione di immobilismo, diffidenza per il cambiamento, mancanza di immaginazione sociale e visione del futuro – che bisogna scappare da queste terre?

L’istituto Francesco De Sanctis apre le porte alla promozione territoriale

L’Istituto Agrario Francesco De Sanctis di Avellino, una delle Scuole d’Italia più antiche e prestigiose d’Italia, apre le porte alla comunità locale con la prima edizione di Ricreazione, la rassegna culturale e primo modello di valorizzazione territoriale proposto all’interno di un’Istituzione scolastica.
Nell’ambito del progetto “AgriNuovo – agricoltura 4.0” la startup Visit Irpinia insieme all’associazione 41/14 – quarantuno/quattordici presenta un ampio calendario di eventi culturali, che si terrà da giovedì 15 luglio fino a domenica 5 settembre, miscelando perfettamente ruralità, tradizione, condivisione, ricerca, innovazione e digitalizzazione al centro della città di Avellino.

La Scuola Enologica Francesco De Sanctis, riferimento per la formazione in agroalimentare e specializzata nella viticoltura e nell’enologia di qualità nel Meridione, si apre alle aziende, alle istituzioni
e agli enti che intendono collaborare attivamente nelle attività destinate alla realizzazione di un’offerta di turismo lento, sostenibile ed enogastronomico della manifestazione estiva.

Ricreazione il progetto culturale dell'istituto Francesco De Sanctis

Ricreazione il progetto culturale dell’istituto Francesco De Sanctis

Una proposta gastronomica studiata sui fondamentali della filiera corta e sull’esaltazione dei prodotti identitari della provincia di Avellino sarà curata dal collettivo “Vita da Catering” insieme supporto dello chef Mario Argenziano per l’intera durata dell’intera kermesse.
Un format studiato e sintetizzato nell’unione binomiale del Ricreare e Ripartire. Un’altra prospettiva di lettura del territorio e delle sue risorse ma sviluppate negli spazi della Scuola, dove Francesco De Sanctis, per primo, decise di firmare la storia irpina con la prima lezione all’aperto in uno degli
spazi del complesso scolastico.

I foci della rassegna saranno “consapevolezza”, “osmosi” e “inclusività” rimpastati in attività costanti quali laboratori del gusto, proiezioni cinematografiche, concerti, mostre, speeches di approfondimento e momenti di intrattenimento culturale. In occasione dell’evento e coerentemente alle finalità della kermesse, il Conservatorio Statale di Musica “Domenico Cimarosa” di Avellino è partner della manifestazione per la progettazione e la realizzazione di una costante collaborazione di iniziative tese alla promozione e alla divulgazione della cultura musicale in ambito territoriale.

L’orchestra del Conservatorio aprirà e chiuderà la manifestazione con un concerto unico nel suo genere.
Il progetto si prefigge di rimarcare la centralità dell’Istituto Formativo nella formazione del settore agroalimentare, puntando alla ricaduta fondamentale delle attività di sviluppo territoriale, che meglio esprimono il suo potenziale sulla scena nazionale ed internazionale con un evento unico nel suo genere.

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