un caffè a teatro

Gli Amori di Suzanna Andler di Benoit Jacquot: il trailer

Gli Amori di Suzanna Andler è un film di Benoit Jacquot, tratto dall’omonima pièce teatrale di Marguerite Duras.

Protagonista è Suzanne (Charlotte Gainsbourg), una donna malinconica che si trova a fare un bilancio della sua esistenza: deve scegliere se vuole continuare ad essere la moglie e madre di un borghese ricco e infedele o scegliere una vita più libera con il suo giovane e squattrinato amante.

Da una parte c’è la vita confortante di cui si conosce tutto, soprattutto quello che non va, dall’altra c’è un percorso nuovo completamente da scoprire, che potrebbe essere allettante ma sconosciuto.

Questo dilemma si consuma tra le pareti di una grande villa abbandonata, che accompagna l’immagine decadente e della stasi emotiva della protagonista, che inciampa tra i suoi pensieri divergenti attraverso monologhi non coerenti perché è lei stessa la prima a non dirsi completamente la verità.

Gli Amori di Suzanna Andler:il trailer

L’ultimo film di Benoit Jacquot

Il regista ci conduce nel mondo introspettivo del sé, in cui i grandi problemi del cuore e della vita diventano insormontabili, per la paura e l’incapacità di parlare a se stessi senza remore e con sincerità. Spesso ci si illude di essere in un determinato modo ma quando arriva il momento di doverlo dimostrare a se stessi, in quel preciso istante, si scopre di essere qualcuno di diverso da ciò che si pensava.

Questo è ciò che accade a Suzanna, che vede per la prima volta un nuovo mondo fatto di paure e di incertezze ed è proprio da qui che inizia il suo calvario intimo perché se da una parte non si riconosce più ed ha paura, la donna, cerca comunque di trovare un senso al suo smarrimento attraverso le giustificazioni di gesti e azioni passate.

Suzanne cerca di dare una spiegazione alle sue scelte, quasi come fosse stata costretta a tradire e a trovarsi nella situazione in cui si trova ora, incarnando pienamente tutti i temi che contraddistinguono il teatro della Duras: la fine dell’amore, il desiderio, la morte, il non evento e la circolarità del piacere umano.

Un film tratto dall'omonima pièce teatrale di Marguerite Duras con una straordinaria Charlotte Gainsbourg

La locandina del film di Benoit Jacquot

Benoit Jacquot riesce a mostrare il tumulto interiore dell’essere umano con la stessa intensità lacerante di cui è capace solo una rappresentazione teatrale.

Gli Amori di Suzanna Andler punta molto sul tempo sospeso e sugli attori che trasmettono una malinconia onirica e intima come quella del palco teatrale.

Il lungometraggio, distribuito da Wanted, uscirà nelle sale italiane il 21 aprile.

Nel nome di Dioniso di Umberto Albini

Rispetto a quello che comunemente si definisce «teatro greco», esistono due prospettive di studio: da una parte l’analisi dell’«edificio teatrale», ovvero maschere, costumi, il rapporto tra attore e spettatori, dall’altra i testi letterari, quel corpus di tragedie e commedie che hanno reso immortale la tradizione del teatro classico.

Il teatro è sempre stato e resta una costruzione collettiva, in nessun modo riducibile alla semplice pagina scritta.

Ciò che si vede sulla scena è il risultato del lavoro di drammaturghi, attori, registi, tecnici, scenografi e perché no – anche del pubblico.

Proprio per questo motivo ogni testo teatrale si presta, a ogni ripresa, a letture fortemente di parte, a manipolazioni che ne arricchiscono i significati, mettendo in luce aspetti trascurati dalla tradizione. Sulla base di queste considerazioni, Umberto Albini affronta la “vita teatrale” nell’Atene classica prendendo in esame le sue componenti: attore e coro, maschere e costumi, macchine teatrali e attrezzi, edifici e festival, pubblico e, per quanto è possibile, musica e gesto.

Sono le parti di un tutto in cui la cultura provoca un incontro complesso e “aperto” con la vita, facendo scaturire interpretazioni sempre nuove. La seconda parte del libro, dedicata ai testi e agli autori (Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane, Menandro), ripercorre il viaggio nella tradizione di alcuni tra i miti di fondamento della cultura occidentale. Completano il volume una guida bibliografica e un indice analitico.

Mettendo in relazione la parte pratica dell’organizzazione della macchina teatrale antica con i testi dei suoi autori più rappresentativi (da Eschilo a Menandro), Umberto Albini consegna con ironia e originalità, una panoramica a tutto tondo, storica, tecnica e letteraria del teatro greco, non lesinando di sottolineare suggestive influenze e relazioni con il teatro moderno.

Nel nome di Dioniso di Umberto Albini

Nel nome di Dioniso di Umberto Albini

Umberto Albini: biografia

Ha insegnato nelle università di Bonn, Colonia e Firenze, divenendo infine direttore del Dipartimento di Filologia Classica presso l’Università di Genova.

Fra i massimi esperti e traduttori del teatro classico, è stato presidente dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico.

Tra i suoi saggi si ricorda: Riso alla greca, Nel nome di Dioniso, Testo e palcoscenico. Divagazioni sul teatro antico, Atene: l’udienza è aperta, Euripide o dell’invenzione.

Lettere intime di Diego Nuzzo al Teatro Mercadante

Terzo appuntamento della rassegna Innesti al Ridotto del Mercadante quello con Paolo Cresta, interprete e regista di Lettere intime di Diego Nuzzo, che debutta in prima nazionale giovedì 21 aprile con repliche fino a domenica 1 maggio.

Le immagini video sono di Alessandro Papa; il suono di Italo Buonsenso; il disegno luci di Carmine Pierri; aiuto regia Lucia Rocco. La produzione è del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale.

Lettere intime di Diego Nuzzo

Lettere intime di Diego Nuzzo

Scrive Paolo Cresta:

Grande è stata la mia gioia e il senso di responsabilità quando Diego Nuzzo, scrittore raffinato e animo nobile, mi ha fatto leggere Lettere intime, proponendomi di portarlo in scena.

Il suo dolce e splendido racconto parla di tante cose che mi stanno a cuore: la solitudine, non subita ma scelta, preziosa, cercata, goduta; il tempo, da vivere densamente, senza la frenesia della continua corsa del quotidiano, in cui stare intimamente con se stessi, dando modo ai pensieri e alle emozioni di decantare; la musica, con la sua capacità di raccontare storie sempre diverse, sempre nuove, a seconda dell’ascoltatore e del momento; la delicatezza, dei sentimenti, delle azioni, delle parole; l’amore, motore pulsante della vita, vissuto, desiderato, atteso, finito, necessario.

Tutto questo attraverso le parole di un uomo di cui non conosciamo e non conosceremo mai il nome, avvolto dalle immagini di Alessandro Papa e immerso nei suoni di Italo Buonsenso.

Pompeii Theatrum Mundi al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei

Assurdo e vano è sopra i morti il pianto, dice uno splendido verso di Stesicoro.
E sono parole che si attagliano perfettamente al nostro sentimento di oggi, mentre a due passi da noi, in Ucraina, si contano le vittime di una guerra terribile e assurda, una guerra che, come tutte le guerre, mortifica e offende il sentimento dell’umano.
Ed è proprio al sentimento dell’umano che quest’anno è dedicato Pompeii Theatrum Mundi, al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei dal 17 giugno al 16 luglio, con quattro spettacoli che declinano discipline diverse.
Pompei, con questo festival ideato dal Teatro Nazionale di Napoli, in sinergia con il Parco Archeologico di Pompei e con il Campania Teatro Festival, si propone ancora una volta come luogo di meditazione e di spiritualità, di riconciliazione con il senso della vita al di là della morte, attraverso l’arte, il teatro, la musica, la commedia.
Uno sforzo comune che ogni anno ci consente di raccogliere una grande platea intorno ad artisti di riconosciuto rilievo sui temi cruciali del nostro tempo.

Pompeii Theatrum Mundi al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei

Pompeii Theatrum Mundi al Teatro Grande del Parco Archeologico di Pompei

Pompeii Theatrum Mundi: programma

Dal 17 giugno al 16 luglio 2022 al Teatro Grande di Pompei otto serate da trascorrere in uno dei luoghi più belli al mondo sedotti dalla grande danza di Josè Montalvò, dal teatro di Elena Bucci e Chiara Muti, dalla tragedia classica di Jacopo Gassmann e dall’arte di William Kentridge con la Sinfonia N. 10 di Dmitrij Šostakovič:

17 – 18 giugno
GLORIA
coreografia, scenografia, ideazione video Josè Montalvò
produzione Maison des Arts et de la Culture de Créteil
coproduzione Chaillot – Théâtre National de la Danse, Le Channel,
Scène Nationale de Calais (Volet Participatif),
Festspielhaus Saint Pölten
in collaborazione con Campania Teatro Festival

24 – 25 giugno

DUE REGINE
Mary Stuart vs. Elizabeth Tudor
Elizabeth Tudor vs. Mary Stuart
elaborazione drammaturgica, regia e interpretazione Elena Bucci e Chiara Muti 
produzione Le belle bandiere in collaborazione con Campania Teatro Festival

29 – 30 giugno
OH THE BELIEVE IN ANOTHER WORLD
un film di William Kentridge
per la Sinfonia N. 10 di Dmitrij Šostakovič
eseguita dalla Luzerner Sinfonieorchester diretta da Michael Sanderling progetto avviato e commissionato dalla Luzerner Sinfonieorchester reso possibile da un contributo della Art Mentor Foundation Lucerna produzione film The Office performing arts + film

15 – 16 luglio
IFIGENIA IN TAURIDE di Euripide
regia Jacopo Gassmann
produzione INDA – Istituto Nazionale del Dramma Antico

Tartufo di Molière al Mercadante

Tartufo è la satira più feroce che sia mai stata scritta contro l’ipocrisia.
Molière, attraverso la perversità del protagonista, intese colpire il moralismo fanatico ostentato da molti personaggi influenti a corte, coinvolgendo anche le pratiche religiose ed i fedeli. La traduzione di Carlo Repetti – rispettosa dell’originale – è piena di ritmo e di gioia: suona come un inno al desiderio di vivere liberi.
L’azione si svolge in una grande cucina, dove si incontrano personaggi tipici della commedia all’italiana. Con loro, assistiamo a un fallimento collettivo. Ma la forza della vita e il rinnovamento aprono uno spiraglio nell’oscurità. In questo spettacolo, dove la risata è un’arma contro la stupidità, scopriamo che Molière canta anche il piacere della vita e la gioia di stare insieme, ad ogni costo.

Tartufo di Molière dal 20 aprile al 1 maggio Teatro Mercadante.

Traduzione Carlo Repetti

Regia Jean Bellorini con Federico Vanni, Gigio Alberti, Teresa Saponangelo, Betti Pedrazzi,
Ruggero Dondi, Daria D’Antonio, Angela De Matteo, Francesca De Nicolais,
Luca Iervolino, Giampiero Schiano, Jules Garreau.

Collaborazione artistica Mathieu Coblentz
Scene e luci Jean Bellorini 
Costumi Macha Makeïff
Assistente alle scene Francesco Esposito
Assistente ai costumi Anna Verde
Sarta realizzatrice Luciana Donadio
Trucco Emanuela Passaro
Direttore di scena Antonio Gatto
Capomacchinista Fabio Barra
Macchinista e attrezzista Nunzio Romano
datore luci Giuseppe Di Lorenzo
Fonico Daniele Piscicelli 
Sarta Daniela Guida
Foto di scena Ivan Nocera

Al Trianon Viviani, amore, passione e gelosia con Marco Morandi

Le mille e una Napoli: amore, passione e gelosia, conferenza cantata di Francesca Colapietro e Mariano Bellopede, con Marco Morandi – giovedì 21 aprile, ore 20:00.

Giovedì 21 aprile, alle 20, l’amore, la passione e la gelosia sono al centro del quinto appuntamento de Le mille e una Napoli, il ciclo di “conferenze cantate” di Francesca Colapietro e Mariano Bellopede.

Nate da un’idea del direttore artistico Marisa Laurito, queste conversazioni-concerto vogliono narrare il fascino del capoluogo partenopeo e della sua cultura, tra canzoni, aneddoti e poesie.

Al Trianon Viviani, amore, passione e gelosia con Marco Morandi

Ospite speciale della serata Marco Morandi, artista da sempre legato a Napoli, città dove i suoi genitori, Gianni Morandi e Laura Efrikian, si sono conosciuti e innamorati sul set del film In ginocchio da te. Per l’occasione il cantante duetterà con Francesca Colapietro nel brano Cu me! di Mia Martini e Roberto Murolo e porterà sul palco un’inedita Ninna nanna, tradotta per l’occasione in napoletano.

La serata racconterà l’amore, anche nelle sue declinazioni più estreme della passione e della gelosia. Si parlerà di amore platonico e di quello passionale, di amore frivolo, ma anche dell’amore che va via. Fil rouge del percorso sarà la canzone È frennesia, cantata al Festival di Napoli da Maria Paris, che racchiude nel suo testo i tre i temi della conferenza.

Non mancheranno brani come La nova gelosia, conosciuta anche come Fenesta co sta nova gelosia e Canzone di Afragola, di autore anonimo, riscoperta da Roberto Murolo, e ripresa in seguito da tanti altri grandi artisti; e ancora Freva ‘e gelusiaPassioneIndifferentemente e un omaggio a Pino Daniele e Massimo Troisi con ‘O saje comme fa ‘o core.

Con Francesca Colapietro (voce) e Mariano Bellopede (pianoforte e arrangiamenti musicali), sono in scena Luigi Fiscale (basso e contrabbasso), Marco Fazzari (batteria). I testi sono di Carmine Borrino; la voce fuori campo di Gino Curcione.

Dizionario del teatro di Patrice Pavis

Immaginato come indispensabile vocabolario della terminologia teatrale, il Dizionario del teatro di Patrice Pavis, arricchito nella presente edizione di numerosi nuovi lemmi e aggiornamenti, costituisce oramai un classico degli studi teatrali.

Accanto alle teorie e alle questioni strettamente legate alla drammaturgia, lo sguardo dell’autore sa estendersi anche alla semiologia, all’antropologia, all’estetica, all’ermeneutica, fino a toccare temi centrali della contemporaneità come il rapporto tra il teatro e i media e la tecnologia, assicurando al volume una forte connotazione interdisciplinare e interculturale, qualità propria di ogni opera che aspira a essere «enciclopedica».

Dizionario del teatro di Patrice Pavis

Dizionario del teatro di Patrice Pavis

Patrice Pavis: chi è?

È stato professore al Dipartimento degli Studi Teatrali dell’Università di Parigi VIII, oltre che docente presso la Scuola delle Arti dell’Università di Kent.

‎La cultura occidentale ha una lunga e irta storia di appropriazione culturale, una storia che ha una particolare risonanza all’interno della pratica della performance.

Patrice Pavis si chiede cosa c’è in gioco politicamente ed esteticamente quando le culture si incontrano al crocevia del teatro. ‎Vengono analizzate una serie di importanti produzioni recenti, tra cui Mahabharata di Peter Brook, Indiande di Cixous / Mnouchkine e Faust di Barba. Questi si concentrano su traduzioni, appropriazione, adattamento, incomprensione culturale ed esplorazione teatrale. Non perdendo mai di vista l’esperienza teatrale, Pavis affronta i problemi del colonialismo, dell’antropologia e dell’etnografia.

Questo segnala un movimento radicale lontano dal regista e dalla parola, verso il complesso rapporto tra performance, performer e spettatore. ‎
‎ Nonostante la problematica politica dello scambio culturale nel teatro, l’interculturalità non è un processo unilaterale. Usando la metafora della clessidra per discutere del trasferimento tra cultura di origine e cultura di destinazione, Pavis si chiede cosa succede quando la clessidra viene capovolta, quando la cultura “straniera” parla da sola.‎

Tra i più importanti studiosi contemporanei di teatro, tra le sue pubblicazioni si ricordano L’analyse des spectacles: théâtre, mime, danse, danse-théâtre, cinéma (1996), La mise en scène contemporaine: origines, tendances, perspectives (2007), Dictionnaire de la performance et du théâtre contemporain (2014), opere che hanno avuto numerose riedizioni aggiornate.

Terræmotus Neapolitan Talent (Tnt) appuntamento al Trianon Viviani

La seconda serata della fase finale di Terræmotus Neapolitan Talent (Tnt), il contest del teatro della Canzone napoletana, alla ricerca delle nuove voci “esplosive” è prevista il 13 aprile alle ore 21:00 al Trianon Viviani.

Parteciperanno Anna Maria BozzaCrizia ColonnaFrancesca Curti GiardinaEnzo EspositoPaola FalangaFrancesca Fiore e Federica Raimo.

Ospite della serata Salvatore Meola, tra i protagonisti del musical Adagio napoletano, accompagnato dagli storici posteggiatori di Novecento napoletano Antonio Gagliotti e Antonello Guetta.

Terræmotus Neapolitan Talent

Terræmotus Neapolitan Talent

Ideato dal direttore artistico Marisa Laurito e presentato da Gennaro Monti con Tiziana De Giacomo, la fase eliminatoria ha selezionato quattordici concorrenti che si sono esibiti sul palco del teatro, per il pubblico presente in sala e per i navigatori collegati in diretta streaming sulla pagina Facebook del Trianon Viviani.

A giudicarli la giuria tecnica, presieduta dal regista Bruno Garofalo, che ha anche tenuto conto del consenso espresso dal pubblico in sala e dai likes registrati sui social.

La prima serata della fase finale ha decretato vincitrici (in ordine di graduatoria stabilita dalla giuria tecnica): Marianita Carfora, Anna Rita Di Pace e Chiara Campitelli.

I due migliori talenti esplosivi che si aggiudicheranno la finale del 27 aprile potranno essere inseriti nella compagnia Stabile della Canzone napoletana.

Tutte le serate di Tnt sono a ingresso gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.

È possibile rivedere le tappe precedenti sulla webtv del sito istituzionale e sul canale youtube del teatro.

Al Trianon Viviani, il mondo femminile infinito con “Donne ∞ Voce ‘e femmene”

Donne ∞ Voce ‘e femmene, spettacolo musicale di Maurizio Palumbo in prima assoluta, con Maria BocciaFrancesca Curti GiardinaRaffaella De SimoneMargherita MarinelliMaviTeresa RoccoSara Russo e Daniela Sponzilli e con Giusy Soviero – giovedì 14 e venerdì 15 aprile, ore 21:00 al Trianon Viviani.

L’infinito mondo femminile è al centro di Donne ∞ Voce ‘e femmene, lo spettacolo musicale che vede la partecipazione di otto artiste: Maria BocciaFrancesca Curti GiardinaRaffaella De SimoneMaviMargherita MarinelliTeresa RoccoSara Russo e Daniela Sponzilli.

Ogni interprete eseguirà un paio di canzoni napoletane, scelte nel repertorio tradizionale e contemporaneo, come L’urdema tarantella di Libero Bovio ed Ernesto Tagliaferri o Vasame di Enzo Gragnaniello.

Donne ∞ Voce ‘e femmene

Donne ∞ Voce ‘e femmene

Spiega l’autore e regista Maurizio Palumbo:

Lo spettacolo è un viaggio pensato e scritto per e sulla donna , in un contrappunto tra canzoni e momenti di riflessione, per ricordare, come affermava Shakespeare, tutte le violenze consumate sulla sua figura, tutte le umiliazioni che ha subìto, o ancora lo sfruttamento del suo corpo e la sua intelligenza calpestata nei secoli.

Nel finale, tutte le cantanti, con Giusy Soviero, interpreteranno Io non ci sto, una vera e propria denuncia e ribellione alla violenza sulle donne, una canzone inedita con testo di Maurizio Palumbo e musica dello stesso Palumbo con Aniello Misto e Gennaro Franco, che hanno anche curato gli arrangiamenti e la direzione musicale.

Prodotto da Sud Promotion, con le coreografie di Ettore Squillace, in Donne ∞ Voce ‘e femmene suonano Antonio Mambelli (batteria), Aniello Misto (basso e contrabbasso), Gennaro Franco (pianoforte e tastiere). Sasà Dell’Aversano (chitarre), Anna Rita Di Pace (violino) e Marco Misto (percussioni). I coristi sono Daniele Di RosaDenise CoralloClaudia Mosca e Chiara Quartuccio.

Direttore della fotografia e luci Gianluca Sacco, ingegnere del suono e fonico Daniele Chessa, direttore di produzione Costantino Petrone, fonico di palco Stefano Cammarota. Service audio e luci Emmedue.

Al Trianon Viviani, l’ “Ossessione napoletana” di Maria de Medeiros e Mauro Gioia

Dopo il grande successo di Noa, un’altra artista internazionale salirà sul palcoscenico del Trianon VivianiMaria de Medeiros, l’attrice e cantante portoghese – nota in particolare per la partecipazione al cast stellare di Pulp fiction di Quentin Tarantino, premiata con la coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia –, al suo debutto alla regia in Italia.

Venerdì 8 e sabato 9 aprile, alle 21, e domenica 10 aprile, alle 18, Maria de Medeiros e Mauro Gioia daranno vita alla prima assoluta di “Ossessione napoletana”, uno spettacolo musicale, scritto dagli stessi due artisti.

Ossessione napoletana, spettacolo musicale di Mauro Gioia e Maria de Medeiros in prima assoluta – venerdì 8 e sabato 9 aprile, ore 21; domenica 10 aprile, ore 18:00.

Ossessione napoletana

Ossessione napoletana

Ossessione napoletana: trama

Che ci fa una star internazionale nello studio polveroso di una televisione privata napoletana?

Lei è una diva del cinema, lui il sostituto di uno storico presentatore locale.

Il loro incontro, per un’intervista quasi impossibile nella trasmissione cult Ossessione Napoletana, segna il ritorno dell’attrice a Napoli, città nella quale ha lasciato trascorsi e passioni.

Lei è l’attrice, cantante e regista Maria de Medeiros; lui il cantante e attore Mauro Gioia. Insieme danno vita a uno spettacolo spiazzante, nel quale i ruoli vengono sovvertiti e dove persino il pianista, Giuseppe Burgarella, ha molto da dire.

Tra domande irriverenti, che mettono a confronto il maschile e il femminile, lo spettacolo si dipana tra testi di Susan Sontag e James Joyce, e canzoni, con classici napoletane e brani di Chico Buarque, Clementino e della stessa de Medeiros.

In campo musicale ha realizzato tre album come cantante.

Lo spettacolo è prodotto dal Trianon Viviani in accordo con Hetzel Productions Paris. Il visual è di Giovanni Ambrosio.

Ossessione napoletana segna il debutto italiano di Maria de Medeiros alla regia e il ritorno dell’attrice sulle scene nazionali.

L’attrice e regista portoghese – tra teatro e cinema – e cantante, è stata premiata come miglior attrice con la coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia per il film Três irmãos di Teresa Villaverde (1994). Ha interpretato, tra l’altro, la scrittrice Anaïs Nin nel biopic Henry & June di Philip Kaufman (1990), accanto a Uma Thurman, il ruolo di Fabienne, la fidanzata di Butch Coolidge (interpretato da Bruce Willis), in Pulp fiction di Quentin Tarantino (1994) e ha dato vita al personaggio di Eleonora Fonseca Pimentel nel film di Antonietta De Lillo Il resto di niente (2003).

Scroll to top