Attualità

Train to be cool è il progetto che nasce con la collaborazione della Polizia ferroviaria e il M.I.U.R.

Train to be cool è un’iniziativa ideata dalla Polizia ferroviaria in collaborazione con il M.I.U.R. Il progetto nasce nel 2014 con l’intento di diffondere informazioni sulla sicurezza ferroviaria ai ragazzi delle scuole.

Gli studenti sono i destinatari principali di questa iniziativa perché oltre ad essere coloro che usano maggiormente il treno, come mezzo di trasporto per raggiungere le scuole, sono anche le vittime principali degli incidenti che si verificano nelle stazioni ferroviarie.

Gerarda Margarella: sovraintendente della Polizia ferroviaria

Sovrintendente Polizia ferroviaria Gerarda Margarella

In occasione della 42esima edizione della Fiera di Venticano abbiamo intervistato Gerarda Margarella, sovrintendente della Polizia ferroviaria, che ci ha illustrato alcuni punti importanti di Train to be cool.

Polizia ferroviarie e M.I.U.R.: train to be cool

Train to be cool è il progetto ideato dalla Polizia ferroviaria

Train to be cool: in cosa consiste?

Train to be cool porta all’interno delle scuole racconti di casi reali di persone vittime d’incidenti ferroviari e proiezioni di filmati su queste tematiche, in modo da rendere più tangibile i pericoli in cui si può incorrere all’interno delle stazioni e quali sono le soluzioni e gli accorgimenti da adottare per viaggiare in sicurezza.

Social, narcisismo e alienazione: i mali del nostro tempo

L’unica approvazione che conta, spesso, è la propria. A volte ci compiacciamo osservando il nostro profilo o contemplando la nostra immagine ripresa dalla fotocamera del nostro telefono, ritenendola indegna.

Il male del nostro tempo è che non riusciamo a godere della realtà. Ci sentiamo estraniati e risucchiati dai social, viviamo quella che si chiama una vita narcisistica ed alienata, una vita lontano da noi stessi.

Siamo estraniati da tutto e quindi risultiamo un pò falsi e inautentici perché siamo scissi e siamo innamorati solo di noi stessi.

Mai epoca fu come questa tanto favorevole ai narcisi ed agli esibizionisti. Dove sono i Santi? Dovremo accontentarci di morire in odore di pubblicità.

Ennio Flaiano

In questo senso rischiamo di essere tutti un pò narcisisti e borderline, in una linea di confine al margine di un mondo reale che, proprio perché reale, sarebbe fatto di relazioni concrete con gli altri.

Nella nostra vita c’è poca realtà e molta virtualità, i social ci allontanano dalle nostre radici naturali, questo è il disagio dell’uomo moderno.

Ci alieniamo ancora di più nel momento in cui ci conformiamo alle mode e quindi al pensiero collettivo, rinunciando ad essere originali per paura di andare controcorrente, così facendo abbiamo perso il dialogo dialettico con noi stessi perché siamo distratti da troppi stimoli esterni e non possiamo avere un contatto profondo con noi stessi.

Siamo come sradicati dalla realtà affettiva e questa realtà sfuma, si opacizza, diventa nebulosa e restano solo i desideri di oggetti che però ci rendono poveri di animo.

I selfie: narcisismo del nostro secolo

Selfie

La nevrosi è di fatto una povertà d’animo che ci fa desiderare cose futili, ci fa desiderare di voler avere potere sugli altri, il potere dell’uomo sull’uomo, un potere che si declina alle varie forme di manipolazione e che è sempre tesa a rendere dipendente una vittima, per soggiogarla e strumentalizzarla.

Le nevrosi che causano le regressioni più terribili ed incurabili sono dovute proprio a questo sentimento primo, quello di non essere accolti nel mondo con amore.

Pier Paolo Pasolini

Quando l’uomo non si impegna a realizzare se stesso diventa vittima di un meccanismo alienante e segue regole alimentate da altri, dettami di cui non capisce neppure il senso e quindi diventa succube degli elementi esterni. In questo modo non si è più uomini liberi ma tristi marionette.

L’uomo diventa servo delle leggi di mercato che lo dominano, rendendolo ingranaggio in un sistema che lo sovrasta e di cui l’uomo stesso subisce il meccanismo.

Da qui nasce la dissociazione psicologica.

Questo è il prezzo da pagare per appartenere ad una società civilizzata.

Freud parla di sacrificio necessario, questo è il sacrificio della pulsionalità immediata che l’uomo civilizzato deve contenere se vuole beneficiare della civilizzazione.

La sottomissione al processo di civilizzazione corrisponde alla sottomissione del figlio al padre con la rinuncia alla realizzazione della fantasia simbiotica con la madre, che possiamo identificare come una figura paradisiaca. La nostalgia del paradiso perduto permane e i social diventano, in questo modo, un simbolo del nuovo paradiso dove tutto è possibile, dove si può sognare qualsiasi cosa, dove si è connessi sempre e, più di ogni altra cosa, si è belli e ritoccati con filtri.

I disturbi amplificati dai social

alienazione da social

Il selfie ritoccato è alienante nella misura in cui bypassa l’attività simbolica del pensiero, quell’attività che la psicoterapia vorrebbe riattivare nell’individuo sofferente e che invece i social azzerano per diminuire il pensiero riflessivo che avrebbe lo scopo di permettere la sintesi reale dei contenuti e dei suoi contrari.

Nel selfie ogni contraddizione è spianata come le rughe che sono levigate fino a scomparire, tutto è liscio… tutto fila liscio: non c’è dialettica, non c’è conflitto, tutto è luminoso.

Non c’è ombra e quindi non c’è neanche il male, quindi un paradiso. In questo paradiso, il pensiero non serve perché non ci può essere confronto con l’altro.

C’è l’abbaglio, c’è una maschera. C’è l’uno, non c’è il due quindi manca la tensione da cui scaturisce l’energia psicologica. Senza tensione l’energia è statica e sparisce.

La nevrosi incarna la forza per procedere nel cammino di evoluzione psicologica.

Young sostiene che non siamo noi a guarire dalla nevrosi ma è la nevrosi stessa che ci guarisce.

Selfie: la psicopatologia dei nostri tempi

Ciò che vediamo e ciò che nascondiamo

Nel paradiso dei selfie e dei social non esiste il conflitto e non c’è neanche la sintesi dei contrari che l’attività simbolizzatrice dovrebbe realizzare. Scatta così il vissuto dell’alienazione.

L’uomo che ha perduto il contatto vero con se stesso si accontenta dei surrogati e questa è quella che Erich Fromm chiamava “personalità fittizia” a metà strada tra narcisismo, borderline ma è soprattutto una personalità alienata.

Le condizioni per la creatività si devono intrecciare: bisogna concentrarsi. Accettare conflitti e tensioni.

Rinascere ogni giorno.

Provare un senso di sé.

Erich Fromm

 

La testimonianza di Rodolfo De Rosa,
un uomo della Resistenza

Nell’ambito delle iniziative organizzate dall’Anpi per la Festa della Liberazione, abbiamo raccolto i ricordi di Rodolfo De Rosa, un uomo della Resistenza che a 91 anni mostra ancora grande lucidità e dispensa preziosi consigli alle nuove generazioni.

25 aprile, come e cosa si festeggia ad Avellino

Il 25 aprile è la Festa della Liberazione, conosciuta anche come anniversario della resistenza militare e politica dei partigiani contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista. Un giorno importante in cui si svolgono numerose iniziative in città.

Abbiamo chiesto agli avellinesi come e cosa si festeggia oggi e ci sono parsi quantomeno un po’ confusi. Ecco le loro risposte.

Sicurezza, Pignataro (Aicis):
«Linea dura contro l’accattonaggio»

Resta alta l’attenzione sulla sicurezza ad Avellino che non è immune da fenomeni delinquenziali diffusi.

Non solo reati predatori ma anche fenomeni di accattonaggio che vengono segnalati dal segretario regionale dell’Aicis, Salvatore Pignataro, che si mostra sensibile agli allarmi lanciati dai residenti ed esercenti e indica alcune iniziative da adottare per gestire al meglio la sicurezza pubblica.

«Anche nella città di Avellino – spiega Pignataro- il fenomeno dell’accattonaggio e dei mendicanti è in costante aumento. Si tratta di persone che infastidiscono famiglie, anziani, giovani e cittadini che circolano tranquillamente nel centro cittadino e non solo».

Dopo aver sollecitato le forze politiche della città di Avellino a dare spazio nei programmi elettorali ai temi della sicurezza e della legalità, il segretario regionale della Campania dell’Associazione Italiana Criminologi per l’investigazione e la Sicurezza invita il prossimo sindaco e la futura amministrazione comunale di Avellino, a porre in essere ordinanze e misure efficaci contro le forme di accattonaggio, mendicità e abusivismo spesso perpetrate soprattutto nelle zone più affollate della città.

«Occorre contrastare qualsiasi forma di accattonaggio e mendicità -continua- specie se effettuati con modalità ostinate, moleste e minacciose nei confronti di persone inermi. Tale “linea dura” serve a tutelare la tranquillità delle famiglie avellinesi, cosi come avviene nelle altre città italiane ed europee dove tali atteggiamenti sono assolutamente vietate e represse poiché in molti casi favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi e di illegalità, da parte di cittadini italiani ma soprattutto da parte di exstra-comunitari. I sindaci e le amministrazioni comunali hanno dalla loro parte anche la nuova legge di conversione del “decreto sicurezza” che prevede l’introduzione diverse novità sulla immigrazione e sulla sicurezza pubblica».

Tra queste emerge l’introduzione di una nuova fattispecie delittuosa di cui all’art. 663-bis c.p., rubricata come “l’esercizio molesto dell’accattonaggio”. Si punisce, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque eserciti l’accattonaggio con modalità vessatorie o simulando deformità o malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti per destare l’altrui pietà. Il trattamento sanzionatorio previsto prevede l’arresto da tre a sei mesi a cui si accompagna la previsione di un’ammenda da euro 3.000 a euro 6.000. In aggiunta, potrà essere sempre disposto il sequestro delle cose che sono servite o sono state destinate a commettere l’illecito o che ne costituiscono il provento.

La riforma riscrive anche l’articolo 600-octies del codice penale, la cui rubrica sarà sostituita dalla seguente: “Impiego di minori nell’accattonaggio. Organizzazione dell’accattonaggio”.

A questo riguardo, risulta evidente la stretta nei confronti degli organizzatori, che si affiancherà a quella prevista dal primo comma della disposizione. La fattispecie penale di cui all’art. 600-octies, ad oggi, punisce, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque si avvale, per mendicare, di minori degli anni 14 ovvero permette che questi, sottoposti alla sua autorità o affidate alla sua custodia o vigilanza, mendichino, o che altri se ne avvalgano per mendicare.

«La pena -conclude il segretario Aicis Campania- è quella della reclusione da uno a tre anni. Il secondo comma, aggiunto dalla legge in materia di sicurezza, ha ritenuto opportuno sanzionare con la reclusione da uno a tre anni anche chiunque organizzi l’altrui accattonaggio, se ne avvalga o comunque lo favorisca a fini di profitto».

La violenza sulle donne spiegata passo passo dal maresciallo Francesca Bocchino

La violenza sulle donne è un tema molto delicato di cui, negli ultimi tempi, si sta parlando molto, per varie e giuste ragioni.

La donna vittima di violenze domestiche e non, si ritrova in uno stato confusionale sia per la condizione psicologica di paura e spaesamento e sia perché non conosce le strutture idonee cui rivolgersi e il tipo di aiuto che possono darle. Su questa tematica ci siamo già soffermati, considerandola dall’ottica delle strutture sociali e dei centri antiviolenza, in occasione del seminario su L’ascolto della donna per la prevenzione e il contrasto della differenza di genere.

Oggi ci soffermiamo sul punto di vista civile e penale, cercando di rispondere alle domande che la maggior parte delle donne vittime di violenza si pone e su cui si ha maggiore confusione.

Cosa accade quando si decide di fare denuncia per violenza domestica? Cosa comporta la querela? Come viene tutelata legalmente e socialmente una donna che ha sporto denuncia per violenza? Se ci sono figli, quali sono le conseguenze giuridiche nei confronti di minori?

Dopo una querela la donna può scegliere di andare via di casa senza avere la paura di commettere il fatidico abbandono del tetto coniugale?

A rispondere a queste ed altre domande è il maresciallo Francesca Bocchino.

Cosa accade dopo la querela?

Violenza assistita: donne vittime di violenza e gestione dei figli

Universiadi Napoli 2019,
Avellino si prepara all’evento

Avellino si mobilita per le iniziative di sostegno alle Universiadi. Oggi l’incontro, promosso dal Comune e dalla Provincia, per elaborare insieme alle associazioni, al Prefetto e all’Ufficio scolastico regionale, le proposte di promozione degli eventi che si svolgeranno nel capoluogo e nella provincia irpina dal 3 al 14 luglio.

Il giudice legislatore,
la lezione di Acone

Il professor Modestino Acone, presente questa mattina al convegno la Corte di Cassazione nel tempo presente, ha affrontato nel suo intervento il rapporto tra legge e giudizio e mostrato come si sia in presenza di un passaggio da uno Stato delle leggi a uno Stato dei giudici.

«Il passaggio da uno Stato legislativo a uno giurisdizionale –ha concluso Acone- determina uno spostamento di potere, una distribuzione di forze diversa da quella dettata dalla nostra Costituzione in cui il diritto si identifica ed esaurisce nella legge. Riconoscere o accettare il potere normativo dei giudici significa compiere una rivoluzione clandestina o segreta, sovvertire i principi della Costituzione».

Tecce (Aiga):
«Il precedente giurisprudenziale alla base dell’attività forense»

La Corte di Cassazione nel tempo presente. È questo il tema del convegno svoltosi presso l’aula magna del Tribunale e organizzato dall’Aiga, associazione che raccoglie i giovani avvocati.  Un incontro formativo moderato da Modestino Acone e introdotto da Raffaele Tecce che indica nel precedente giurisprudenziale il punto di partenza e di arrivo per gli avvocati.

Minacce di morte alla giornalista,
Ciarcia e Lucarelli dal Prefetto

Giornata intensa per la giornalista Barbara Ciarcia oggi in udienza in Prefettura e Provincia dopo l’aggressione e le minacce di morte subite nei giorni scorsi per aver semplicemente svolto il proprio lavoro.

Mestiere pericoloso quello del giornalista, ma Barbara Ciarcia lo sa bene. È una donna e professionista coraggiosa che non ha paura delle intimidazioni e oltre ad andare avanti nel proprio lavoro ringrazia tutti per gli attestati di stima e di solidarietà arrivati in questi giorni.

Al suo fianco, questa mattina, anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli.

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