Sanità

Tumori cerebrali: dal Premio Carla Russo la proposta di Osservatorio Regionale

Per i  tumori cerebrali è prioritario effettuare un censimento che fotografi la situazione attuale in Campania, in termini di risorse e richiesta di assistenza. Il Consiglio Regionale impegnerà la Giunta a costituire un gruppo di lavoro che metta a sistema i dati e, assieme ai giovani ricercatori, ai responsabili clinici e agli scienziati, proponga le soluzioni più utili”. È la proposta avanzata dal Presidente del Consiglio Regionale della Campania, Gennaro Oliviero, che ha partecipato alla terza edizione del Premio Carla Russo. L’iniziativa, nata a Pimonte per volontà della famiglia Palummo,  anche quest’anno ha premiato i 12 migliori giovani ricercatori under 40 impegnati nella lotta contro i tumori cerebrali.

La proposta del presidente Oliviero è stata immediatamente accolta da Tommaso Pellegrino, capogruppo di Italia Viva in Consiglio Regionale, che ha rilanciato:

È utile istituire un Osservatorio Regionale sulla neuro-oncologia, che sia in grado di attivare una rete delle neuroscienze in cui la Campania è ancora oggi deficitaria. Far dialogare i massimi esperti regionali di neuro-oncologia significa porre la prima pietra per la costituzione di un Istituto campano dedicato alla lotta ai tumori cerebrali e per una più attiva partecipazione dei professionisti campani alle reti nazionali e internazionali.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Alessandro Amitrano, Deputato del Movimento 5 Stelle:

È importante avere anche sul nostro territorio un centro che sia punto di riferimento per le neuroscienze e che convogli le tante eccellenze già presenti nella nostra regione. Possiamo riuscirci solo mettendo a sistema l’impegno dei clinici, dei professionisti e delle componenti politiche.

Paolo Cappabianca, presidente della Società Italiana di Neurochirurgia e professore della materia all’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’, Maria Laura Del Basso De Caro, professoressa di Anatomia Patologica nella stessa Università,    e Lorenzo Chiariotti, direttore dell’Unità di ricerca sui tumori cerebrali del CEINGE, si sono detti molto soddisfatti per gli impegni assunti dalla Regione:

Il network è ciò che manca in Campania. Avere una serie di iniziative positive e non coordinarle crea un danno gravissimo. Diagnostica e ricerca, ad esempio, devono camminare di pari passo poiché le scoperte in atto possono rappresentare una nuova era per la lotta ai tumori cerebrali. In neuro-oncologia è possibile fare passi in avanti giganteschi, ma è necessaria la struttura organizzativa.

Per Fabrizio Tagliavini e Luigi Mansi, rispettivamente presidente e segretario del comitato scientifico del Premio Carla Russo

È stato un incontro estremamente positivo in cui si sono visti elementi di concretezza. C’è l’impegno del mondo politico a supportare l’iniziativa e quello dei professionisti nel portarla avanti in prima persona. Percorrendo questa strada è davvero possibile raggiungere l’obiettivo.

Premio Carla Russo

Premio Carla Russo

Le conclusioni sono state affidate a MicheleAntonio e Carmela Palummo, fondatori dell’Associazione Carla Russo, che si sono detti:

Orgogliosi dei risultati raggiunti. Tre anni fa non pensavamo di macinare tanta strada in così poco tempo, soprattutto con i rallentamenti dovuti al Covid-19, e ci teniamo a ringraziare tutte le persone, le associazioni e le istituzioni che ci hanno supportato in questo percorso. Infine, vogliamo congratularci con i vincitori dell’edizione 2021, che ha visto premiati 12 giovani ricercatori in 10 diverse categorie.

Il Premio Miglior Ricercatore Under 40 è stato assegnato a: Giulia Berzero, ricercatore presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e medico neurologo presso l’Unità di Neurologia dell’Ospedale San Raffaele IRCCS; Anna Luisa Di Stefano, Research Doctor presso l’Hopital Foch, Suresnes (Francia), appena tornata a Livorno; Marco Riva, Ricercatore presso il dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università Humanitas; Giuseppe Maria Della Pepa, Dirigente Medico Neurochirurgo presso la Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS. 3 i premi assegnati per i migliori giovani che hanno presentato una: tesi di Laurea in “Professioni Sanitarie”; tesi di Laurea Magistrale; tesi post-Laurea, consegnati rispettivamente a: Manuela Zingarelli, Neurobiologa presso l’Università di Pavia; Grazia Menna, Neurochirurgo presso il Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” di Roma; Filippo Birocchi, Postdoctoral fellow, SR-Tiget di Milano. A Eugenio Di Giorgio, U.O.C. Medicina Nucleare Ospedale del Mare; a Rosa Della Monica, specializzanda in medicina genetica presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, e a Pasqualina Giordano, coordinatrice del GOM del sistema nervoso centrale dell’Ospedale del Mare di Napoli, sono stati assegnati i premi per il miglior Abstract presentato durante il convegno “Stato dell’arte e prospettive della Neuro-Oncologia in Campania”. Mentre a Raduan Ahmed Franca, Medico specializzando in Anatomia Patologica presso Università degli Studi di Napoli Federico II, e a Rina Di Bonaventura, Neurochirurgo presso “Fondazione Policlinico Agostino Gemelli IRCCS”, è stato assegnato il premio per il miglior Abstract presentato nel corso del “XXIV Congresso Nazionale e Corso Residenziale AINO.

Terrazze terapeutiche. Colori e profumi della salute

Terrazze terapeutiche. Colori e profumi della salute, il libro sulla prima ricerca italiana condotta da un oncologo e un vivaista sui benefici del verde terapeutico in oltre 200 pazienti oncologici dell’Ospedale di Carrara e l’impatto sulla “farmaco- economia”. 

Due amici con lo stesso nome, Maurizio, lo stesso anno di nascita, 1956, gli stessi “umani” orizzonti e lo stesso ”pensiero laterale”. Lo sguardo rivolto a percorsi diversi oltre la strada più battuta, verso impegni, obiettivi e realtà nuove, come la loro esperienza sulle terrazze terapeutiche, sui bisogni dei pazienti, oltre l’assunzione di una compressa, raccontata ora in un libro: il concreto sostegno che il Verde ha dato ai malati oncologici nell’angosciante attesa della chemioterapia o dell’esito di una TAC e il risultato sulla riduzione del consumo di farmaci ansiolitici e degli anti-dolorifici al bisogno.

Terrazze terapeutiche. Colori e profumi della salute

Terrazze terapeutiche. Colori e profumi della salute

L’oncologo ha messo a disposizione le due terrazze del suo reparto ospedaliero, il vivaista il loro completo allestimento a verde e, insieme ad un selezionato gruppo di paesaggisti urbani, agronomi, farmacisti, psicologi, biologi, vivaisti ed oncologi, hanno trasformato le terrazze terapeutiche in una ricerca scientifica.

benefici prodotti sulla salute dalla presenza di piccoli spazi verdi, come i terrazzi allestiti con piante e fiori dell’Oncologia di Carrara, assumono una valenza sociale: gli effetti positivi agiscono infatti su qualsiasi persona che ha il privilegio di poter godere di un angolo verde, non solo sui malati.

Il libro Terrazze terapeutiche. Colori e profumi della salute è disponibile in tutte le librerie italiane e nel sito della casa editrice Gilgamesh Edizioni.

La direzione generale dell’ASL di Avellino sta dimostrando approssimazione

Nella fase più cruciale della campagna vaccinale, la direzione generale dell’ASL di Avellino sta dimostrando approssimazione, disorganizzazione e inadeguatezza, lasciando nel caos migliaia di cittadini che, opportunamente sollecitati dalle Autorità sanitarie, chiedono di poter ricevere la terza dose del siero anti covid.
È evidente che, data la piega che sta prendendo la pandemia, quanto si sta verificando in Irpinia è inaccettabile e dovrà essere oggetto dell’attenzione non solo della Commissione Sanità, che sarà presto convocata, ma anche del Governo regionale. È quanto scrive il Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Enzo Alaia, in una missiva al Governatore De Luca.
Aggiunge Enzo Alaia:
È a dir poco sconcertante che nel momento in cui è richiesto il funzionamento a pieno regime di tutti gli Hub vaccinali, l’ASL decida di chiuderne più della metà, creando disagi a tutti i cittadini, specie i più anziani, costretti a lunghe attese, al freddo e sotto la pioggia. Sconcerta anche la sospensione delle vaccinazioni domiciliari alle persone che soffrono di patologie gravi. Le conseguenze di queste scelte ricadono, ovviamente, sui più deboli e stanno disincentivando coloro che avevano maturato la volontà a vaccinarsi, anche in ragione della rapida diffusione della nuova variante Omicron che sta interessando la nostra regione.
L’Asl di Avellino può contare su personale preparato e disponibile, ma ha, tuttavia, evidenti carenze organizzative che non possono che essere imputate ad una gestione palesemente insufficiente. Siamo in stato di emergenza da quasi due anni, perché il management dell’Azienda Sanitaria non ha prorogato i contratti del personale a tempo determinato, pur avendo la consapevolezza che ci sarebbe stata una nuova ondata pandemica? Perché non ha disposto per tempo l’adeguamento dell’organico, tale da assicurare per almeno altri due anni il funzionamento a pieno regime di tutti gli hub vaccinali della provincia, nessuno escluso?
Conclude Enzo Alaia:
Nelle prossime ore convocherò una seduta della Commissione Sanità ponendo all’ordine del giorno il caso Avellino. Auspico, tuttavia, che il Governo regionale voglia valutare provvedimenti incisivi, a carattere di urgenza, affinché venga immediatamente ristabilita la funzionalità degli hub e con essa la ripresa a pieno regime della campagna vaccinale in Irpinia.
Il problema in Irpinia e nel resto della Campania purtroppo non dipende soltanto dalle problematiche sollevate in ambito sanitario ma sono ben più più gravi perché la responsabilità non è da cercare solo in un singolo ambito ma in tutti soprattutto in quelli che dovrebbero controllare il rispetto delle normative vigenti.
Non ci sono controlli da parte delle Amministrazioni locali che lasciano in balìa la cittadinanza nella piena anarchia. Non ci sono controlli in molte attività commerciali, soprattutto impegnate nella ristorazione, che permettono l’accesso a chiunque, basandosi semplicemente su una risposta basata sulla fiducia e senza esibizione della documentazione necessaria per l’accesso in determinate strutture.
Si lascia la cittadinanza in balìa degli assembramenti, senza cercare di mantenere un’ordine che significa tutelare la salute ed evitare focolai. Poi ci si lamenta quando la situazione degenera e non la si può insabbiare, richiamando la cittadinanza alla responsabilità.
Se ciascuno riuscisse ad autogovernarsi rispettando la propria libertà individuale senza ledere quella altrui non ci sarebbe bisogno di organi preposti per far in modo che la civiltà e il bene comune vengano rispettati.
Vaccini in Irpinia

Vaccini in Irpinia

Non c’è bisogno di richiamare la cittadinanza a comportamenti responsabili perché l’anno trascorso ha dimostrato ampiamente la mancanza di responsabilità e senso civico.
C’è bisogno di effettuare controlli e far rispettare le regole vigenti.

Morta di epatite C dopo trasfusione: 450.000 € di risarcimento ai familiari

La Corte d’Appello di Salerno ha condannato l’ASL di Salerno a risarcire la somma di € 450.000,00 agli eredi di una donna, morta a seguito del contagio da epatite C conseguente alla somministrazione di una trasfusione infetta, avvenuta nel 1983 presso l’ospedale di Salerno San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona.

Si tratta di una vicenda risalente agli anni ’80 allorquando, in alcuni casi, vennero effettuate trasfusioni provenienti da sacche di sangue i cui donatori non erano stati testati in maniera approfondita.

Le conseguenze fisiche, tuttavia, sono emerse solo dopo svariati anni, essendo danni cosiddetti lungo-latenti, quando i pazienti, purtroppo, hanno scoperto di essere ammalati di HCV o HIV.

L’avv. Pasquale Berna, del foro di Nocera Inferiore ed esperto in colpa medica, che ha difeso la donna danneggiata e, dopo la sua morte, i suoi eredi, ci spiega la particolarità di tale pronuncia:

L’avv. Pasquale Berna, del foro di Nocera Inferiore ed esperto in colpa medica, che ha difeso la donna danneggiata e, dopo la sua morte, i suoi eredi, ci spiega la particolarità di tale pronuncia:

In questo tipo di cause, nella stragrande maggioranza dei casi, viene condannato il Ministero della Sanità per non avere adottato le misure idonee a prevenire ed impedire la trasmissione di malattie mediante il sangue infetto. In questo caso, invece, la Corte d’Appello di Salerno, nella persona del Presidente dr.ssa Crespi, accogliendo totalmente la tesi di parte attrice, ha riconosciuto un’ulteriore responsabilità nell’operato dell’Ospedale di Salerno, già all’epoca centro trasfusionale, per non aver effettuato i dovuti controlli sulle sacche di sangue e per aver somministrato una trasfusione non necessaria senza, peraltro, acquisire il consenso della paziente. È bene precisare che oggi, fortunatamente, ci sono severi protocolli da seguire nella raccolta di sangue e i controlli sui donatori danno massima sicurezza.

L’avvocato Berna conclude:

Sono molto soddisfatto per questo risultato ma anche amareggiato perché non l’ho potuto condividere con la diretta interessata che purtroppo non è sopravvissuta alle plurime patologie post contagio.

In Temporary: lo shop dedicato ai prodotti d’eccellenza dell’Irpinia

Domenica 7 novembre apre ufficialmente In Temporary, lo shop dedicato ai prodotti dell’agroalimentare d’eccellenza dell’Irpinia e della Sicilia. Situato nel cuore Avellino, in una delle strade più antiche della città, in via Dalmazia, si da il via ad un progetto autofinanziato tutto al femminile. Sono Paola Petrillo, avellinese, e Felicia Pennisi, spadaforese (ME), le titolari dell’attività, storicamente legate da un profondo senso di amicizia e ora impegnate professionalmente a concretizzare alcuni dei valori più autentici del Meridione: l’accoglienza, i prodotti di qualità della cucina mediterranea e i legami sociali.

Un’impresa in rosa nata dalla volontà e dalla forza di voler veicolare un messaggio importante destinato soprattutto alle quote rosa che, spesso, hanno scelto la famiglia alla carriera. Per sessanta giorni, In Temporary sarà vetrina del made in Sud italiano. Un modo di dialogare tra le imprese, sia nuove che già storicamente presenti sul territorio, ma intenzionate ad essere presenti in questo progetto che vuole dare un colpo d’incoraggiamento ai grafici che parlano di occupazione, in primis giovanile e femminile.

L’iniziativa, pur avendo finalità commerciali, è stata studiata per mettere in rete alcuni dei brand più significativi e autentici della produzione territoriale autoctona.

Sono oltre un centinaio le referenze selezionate, di cui alcune riportano un evidente marchio riconosciuto. Tra le aziende della provincia di Avellino compaiono sugli scaffali il Panificio San Giovanni di Caposele e la tradizione degli Scaldatelli e degli Amaretti (PAT), da Cervinara la pasticceria artigianale Castello, il birrificio artigianale Don Jon, e l’Azienda del Borgoper i prodotti conservieri biologici e quelli di trasformazione della castagna ‘Jonna’ del Partenio, poi l’agricola  Antico Castello di San Mango sul Calore, con le conserve, I Favati di Cesinali, riconosciuta cantina al femminile, premiata quest’anno 5 Grappoli della guida Bibenda e Tre Bicchieri Gambero Rosso, la rete d’imprese Hirpiniae Cibus dei comuni di Morra De Sanctis, Lioni, Teora, Conza ed Aquilonia, con la pasta prodotto con i grani antichi Senatori Cappelli e Saragolla, e l’Azienda Agrituristica Fontana Madonna di Frigento con l’Olio Regio Ravece.

In Temporary

In Temporary

Dall’estremo sud, arrivano i sapori della Antica Dolceria Bonajuto, la più antica fabbrica di cioccolato della Sicilia, con la sua prestigiosa cioccolata di Modica (RG), la pasticceria classica di Little Miceli di Spadafora (Messina) e la sua  tradizione dolciaria siciliana (pasta di mandorla, frutta martorana, i torroni siciliani, nzulle e pignolata), insieme all’Azienda Agricola Grimaldi con le mandorle biologiche, pesto di mandorla e di pistacchio verde di Bronte Dop, e Campisi, ditta a conduzione familiare nel caratteristico borgo di Marzamemi (SR) con i prodotti conservieri ittici e a base di pomodoro al nero di seppia e alle sarde, la Fava di larga di Leonforte, Presidio Slow Food, e il cece pascia’, antico legume siciliano.

Sono tutti prodotti a chilometro zero di piccole e medie imprese che hanno scelto di trasmettere nei loro articoli confezionati, l’autenticità dei sapori locali e per il commercio di prossimità a discapito della GDO. Anche per il confezionamento, In Temporary ha studiato ad packaging ecofriendly e sostenibile grazie all’ utilizzo della carta, dalle shopper alle etichette adesive, fino alle box in cartone pressato.

Convenzione Azienda Moscati- Federfarma: attivato il servizio cup-ticket nelle prime 37 farmacie

È stato attivato il servizio di prenotazione e disdetta delle prestazioni ambulatoriali erogate dall’Azienda ospedaliera “San Giuseppe Moscati “di Avellino nelle prime 37 farmacie provinciali. Grazie a una convenzione con Federfarma Avellino, cui hanno fatto seguito l’implementazione dei sistemi informatici e la formazione degli operatori, gli utenti possono sia prenotare o disdire le visite specialistiche che pagare il ticket presso le farmacie territoriali convenzionate.

L’intesa raggiunta con la Federazione dei Farmacisti mira a ottimizzare i tempi di attesa dell’utenza, potenziando il sistema di accesso dei cittadini alle prestazioni senza costringerli a recarsi agli sportelli del Centro Unico Prenotazioni dell’Azienda e va ad aggiungersi ai servizi già attivati in tal senso, come la prenotazione/disdetta telefonica (numero 0825.1806060, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle 13 e dalle 14 alle 16,30) e il pagamento tramite le casse automatiche intraospedaliere.

Per il momento è possibile prenotare presso le farmacie esclusivamente le prime visite (non le visite di controllo) relative alle seguenti prestazioni:

visita

  1. cardiochirurgica
  2. senologica,
  3. chirurgica
  4. di chirurgia vascolare
  5. ematologica
  6. diabetologica
  7. di nutrizione clinica
  8. di nutrizione clinica artificiale
  9. per dislipidemia
  10. infettivologica
  11. epatologica
  12. neurochirurgica
  13. otorinolaringoiatria
  14. dermatologica
  15. dermochirurgica
  16. dermatologica per immunologia
  17. gastroenterologica

 

Per usufruire del servizio di prenotazione, gli utenti devono recarsi presso le farmacie abilitate già muniti di prescrizione del medico di medicina generale e tessera sanitaria. Il farmacista rilascerà uno stampato che certifica la prenotazione effettuata e il costo eventualmente dovuto dall’utente se non esente; lo stesso andrà poi esibito al momento della visita specialistica. Per il pagamento del ticket, andrà esibito al farmacista il foglio di prenotazione.

Precisa Maria Teresa Prizio, responsabile dell’Unità operativa Cup-ticket dell’Azienda “Moscati:

Sono state già avviate le attività di potenziamento dell’offerta ambulatoriale con conseguente rimodulazione delle relative agende. Pertanto, il numero delle prestazioni al momento prenotabili come prime visite in farmacia è destinato gradualmente ad aumentare. Così come aumenterà anche il numero delle farmacie provinciali abilitate al sistema di prenotazione, cancellazione o variazione di una prenotazione e di pagamento del ticket.

 

ELENCO DELLE PRIME 37 FARMACIE IN CUI È GIÀ ATTIVO

IL SERVIZIO CUP-TICKET MOSCATI

 

FARMACIA COMUNE – INDIRIZZO
ACIERNO – DOTT.  MICHELE ACIERNO AVELLA (AV) – VIA CARDINALE D’AVANZO
AMODEO – DOTT.SSA  SILVIA AMODEO AVELLINO – VIA TAGLIAMENTO 42/44
AUTOLINO SAS – DOTT. SERAFINO AUTOLINO AVELLINO – VIA L. AMABILE N. 44/48
BAIANO – DOTT. RAFFAELE MASI SAS AVELLINO – C.DA EUSTACHIO N. 22
BENIGNI – DOTT.SSA ALBA BENIGNI DENTECANE (AV) – VIA ROMA N. 94
CAIRANO – DOTT. ANTONIO ZARRILLI CAIRANO (AV)
CAPOZZI – DOTT. SERGIO CAPOZZI ATRIPALDA (AV) – VIA R. AVERSA N. 63/65
CAPRIO – DOTT. GIACOMO CAPRIO VENTICANO (AV) -VIA E FERRI N. 4
CARDILLO – DOTT. LUIGI CARDILLO AVELLINO – VIA DUE PRINCIPATI N. 32
CENTRALE – DOTT. GIOVANNI DE LAURENTIIS ATRIPALDA (AV) – VIA PIAZZA N. 3/5
CENTRALE – DOTT.SSA EMILIA DE VIVO SERINO (AV) – VIA ROMA N. 18
CODELLA – DOTT.SSA MICHELINA CODELLA CALITRI (AV) – CORSO GARIBALDI N. 47
DAMIANO – DOTT. UMBERTO DAMIANO LAURO (AV) – VIA PRINCIPE AMEDEO N. 19
D’AMORE – DOTT. FRANCESCO D’AMORE E MARIA CARMELA SNC TORELLA DEI LOMBARDI (AV) – VIA MANTOVA N. 2/A
DE CHIARA – DOTT. LUIGI DE MAIO SOLOFRA (AV) – VIA F. DE STEFANO
DE PIETRO – DOTT.SSA ERMINIA DE NISCO BONITO (AV) – VIA ROMA N. 245
DEL GALLO SAS – DOTT. ALFONSO DE FELICE MONTORO (AV) – VIA ROMA N. 40
DEL LEONE – DOTT. ANTONELLO MAZZONE AVELLINO – CORSO V EMANUELE N. 11/13
FERRARA – DOTT. IGINO FERRARA SANTO STEFANO DEL SOLE (AV) – VIA COLACURCIO N. 8
FERRISI – DOTT.SSA CLOTILDE FERRISI BISACCIA (AV) – VIA XIII LUGLIO N. 29
FLOVILLA – DOTT. MARIO FLOVILLA MONTECALO IRPINO (AV) – VIA CORSO V EMANUELE N. 49
GALASSO – DOTT.RI ANTONIO E FEDERICO GALASSO MONTORO (AV) – VIA MUNICIPIO N. 23
GUARNACCIA – DOTT. SSA RITA GUARNACCIA SENERCHIA (AV) VIA CIRCUMVALLAZIONE N.11
IMPERIO – DOTT. GENNARO DE ANGELIS FORINO (AV) VIA ROMA N. 55
MEDUSA – DOTT. ANTONIO NOVELLINO AVELLINO VIALE ITALIA N.199/D
NOVELLINO – DOTT.SSA ROSANNA BIONDI MONTEMARANO (AV) VIA S. FRANCESCO N. 74
NOVELLINO – DOTT.SSA ROSANNA BIONDI VOLTURARA (AV) VIA GENNARO VECCHI N.44
PADULA – DOTT.SSA ALESSANDRA PADULA ARIANO IRPINO (AV) VIA ROMA N. 2/4/6
PELOSI – DOTT. VITTORIO PELOSI FRIGENTO (AV) PIAZZA UMBERO I N.3
RUSSO – DOTT. GIUSEPPE RUSSO CERVINARA (AV) VIA VARIANTE N. 8/10
RUZZA – DOTT. TOMMASO RUZZA ARIANO IRPINO (AV) VIA MARTIRI N. 99/C
SABATO – DOTT. ALDO SABATO AVELLINO VIA CARDUCCI N. 20
SANTA LUCIA – DOTT.SSA ANNA MARRA- FARMACIE FIORENTINO PRATOLA SERRA (AV) VIA GUSTAVO PICARDO 24/B
SANTANIELLO – DOTT. SALVATORE NAPOLITANO QUINDICI (AV) VIA FONTANA N.4
SANT’ANNA – DOTT. ROCCO GILIBERTI AVELLINO VIA LARGO FERRIERA N.9/11
SANTA RITA – DOTT.SSA ANTONELLA BOFFI GROTTOLELLA (AV) PIAZZA MUNICIPIO N.4
VALENTE RAIMO – DOTT.SSA LIDIA RAIMO OSPEDALETTO (AV) PIAZZA PARTENIO snc

Sanità campana: Invertire subito la rotta!

La CISL FP IrpiniaSannio questa mattina in presidio a Napoli, unitamente alla federazione regionale della CISL Campania per la protesta indetta presso palazzo S. Lucia sede della Regione Campania – fanno sapere Antonio Santacroce Segretario Generale e Mario Walter Musto responsabile della sanità pubblica e privata della Cisl FP IrpiniaSannio.
Si è manifestato nei confronti delle scelte politiche intraprese negli ultimi anni che hanno provocato, nel sistema sanitario pubblico, il taglio di posti letto negli ospedali, lo svuotamento di professionalità e servizi nel territorio, la diminuzione delle prestazioni erogate ai cittadini, la drastica riduzione del personale (medici, infermieri, operatori sanitari, tecnici e amministrativi).
Tutto ciò ha determinato tempi lunghi d’attesa per visite, esami e interventi chirurgici, lasciando sguarnite aree d’intervento essenziali, come la prevenzione, la non autosufficienza, la presa in carico delle cronicità, la disabilità e la salute mentale.
L’emergenza da COVID-19 ha messo a nudo tutti i problemi del Servizio Sanitario Campano.

Oggi serve rilanciare il S.S.R. usando meglio ed in maniera seria le maggiori risorse stanziate dallo Stato e dalla Unione Europea, correggendo scelte organizzative e di politica socio-sanitaria che in Campania hanno fatto emergere gravi criticità da quelle economiche a quelle tecnologiche e professionali determinando pesanti ricadute sui cittadini a partire dai più fragili e vulnerabili sempre più spesso costretti a farsi curare in altre regioni determinando ciò un ulteriore costo a carico delle casse regionali e dei cittadini. La stabilizzazione e il mantenimento in servizio di tutti i precari attivando contratti di almeno 36 mesi come da indirizzo del Consiglio Regionale della Regione Campania.

Un cambiamento del modello organizzativo, oggi del tutto insoddisfacente, che valorizzi la programmazione, il coordinamento e la gestione nel territorio dei servizi sanitari, sociosanitari e assistenziali, rafforzando la Medicina territoriale e i Distretti sociosanitari, definendo piani di salute distrettuali su ogni territorio.
Occorre restituire alla prevenzione un ruolo centrale nel Servizio Sanitario Regionale, rafforzando il Dipartimento di Prevenzione con funzioni sia di programmazione che di erogazione delle attività di promozione ed educazione alla salute, di prevenzione e sorveglianza delle malattie infettive e delle malattie cronico degenerative, di prevenzione e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, di sicurezza degli alimenti, di igiene e sanità pubblica veterinaria.

Cisl Fp IrpiniaSannio

Cisl Fp IrpiniaSannio

Promuovere la medicina di prossimità, facilitando l’accesso ai servizi. Bisogna rafforzare l’assistenza territoriale e i servizi sanitari e socio-sanitari, di tipo riabilitativo, domiciliare, residenziale e semiresidenziale, riorganizzando i percorsi di cura ed assistenza dal territorio all’ospedale fino alla casa del paziente, per facilitare il rientro al proprio domicilio del paziente dimesso dal reparto ospedaliero o dal pronto soccorso e attuare la presa in carico di persone fragili o malati cronici da parte dei servizi sanitari.
Nei Distretti si devono organizzare, così come previsto dal PNR, i servizi di assistenza primaria e di specialistica ambulatoriale, facendo lavorare insieme professionisti diversi –medici, infermieri, assistenti sociali – in sedi riconoscibili e accessibili, Case della Comunità e Ospedali di Comunità, attuando al più presto l’infermiere di famiglia.
Bisogna rivedere il rapporto pubblico/privato valorizzando la funzione integrativa e non sostitutiva dell’offerta sanitaria privata, rispetto alla programmazione pubblica dell’offerta di cura e stante la centralità in termini professionali, tecnologici, organizzativi e di servizio che sempre deve avere la sanità pubblica, rivedendo i sistemi di accreditamento contrastando seriamente l’odioso fenomeno del dumping contrattuale.
Investire sul personale e le professioni del sistema sociosanitario.

È urgente invertire l’attuale declino delle risorse professionali a livello tanto ospedaliero che territoriale su ambiti essenziali quali la prevenzione, le cure primarie e la continuità assistenziale, altrimenti nessuna riforma può avere esiti importanti e concreti.
Serve adeguare con urgenza gli organici falciati da 10 anni di commissariamento che hanno generato una perdita di operatori sanitari di circa 20.000 unità rispetto ai fabbisogni reali, occorre superare i vincoli finanziari per stabilizzare tutti i precari che rappresentano appena 1/3 del reale fabbisogno.

Invochiamo giustizia per gli oltre 66mila precari che si sono fatti carico, in questi mesi, di essere le prime linee della lotta al covid-19, mettendo in gioco le loro stesse vite. Lavoratrici, lavoratori e professionisti sanitari che si sono messi al servizio del Paese durante i lockdown, accettando turni massacranti anche di 12-13 ore, pronte disponibilità, talvolta lavorando con dispositivi di protezione individuali insufficienti, quando non direttamente improvvisati durante la prima fase dell’emergenza.
La CISL FP non si fermerà in questa battaglia di giustizia perché la salute è un bene comune e un diritto che il servizio sanitario deve assicurare in misura eguale a ogni persona. Queste le affermazioni di Santacroce e Musto.

ASL di Avellino assume un comportamento antisindacale

Sergio Di Lauro, rappresentante legale provinciale dell’USB Pubblico Impiego, scrive una lettera aperta per comunicare situazioni poco chiare che stanno accadendo all’interno dell’ASL di Avellino.

Il testo integrale è il seguente:

Ancora una volta la Direzione della ASL Avellino assume un comportamento che sembrerebbe rasentare, fortemente, l’aspetto di “comportamento antisindacale”. E su questo ricorreremo alle valutazioni legali. Ormai, succede di tutto.

Dopo la famosa seduta di contrattazione decentrata del 22 settembre u.s., era stato deciso che la RSU si sarebbe riunita per decidere la priorità degli argomenti da trattare e la relativa calendarizzazione; aspetto che sarebbe stato espressione di democrazia poiché tale volontà rappresenta espressione manifesta emersa attraverso contatti e sondaggi effettuati con il personale, nonché volontà della maggioranza schiacciante tra i componenti della stessa RSU.

Il coordinatore dell’Organismo sindacale, aveva provveduto, celermente, già dal 23 settembre, a richiedere la disponibilità di un’aula consona per poter svolgere l’incontro. Ma la tanta fretta della Direzione Generale della ASL Avellino per “sanare” chissà che cosa (a tal riguardo sono altre le cose che si sanano), si è trasformata in un processo burocratico assurdo, al punto che la risposta a riguardo della disponibilità è arrivata dopo “soli 15 gg”. Alla faccia della fretta e delle richieste del personale. E pensare che prima le prenotazioni delle aule erano gestite da un coadiutore amministrativo e tutto funzionava alla perfezione, in tempo reale. Ma la ASL Avellino conosce diritti e doveri, così come li conoscono i dipendenti?

Vogliamo solo ricordare che è leggermente in ritardo (10 mesi) la corresponsione economica del premio incentivante, che altre aziende hanno corrisposto nei tempi dovuti. Siamo pronti per un decreto ingiuntivo, con addebito delle spese legali. Volendo ritornare ai diritti sindacali, abbiamo notato e ricevuto chiarimenti per le vie brevi che, in conseguenza ad una direttiva della ASL Avellino, sono letteralmente scomparsi dal “perfetto” sistema di rilevazione presenze i giustificativi per la partecipazione alle sedute di contrattazione decentrata e i componenti della RSU dovrebbero presenziare utilizzando i permessi previsti dal mandato. E no! Le ore RSU non servono per partecipare alle sedute di contrattazione decentrata e direttive in tal senso violano l’accordo quadro del 7 agosto 1998.

Per un ravvedimento di quanto espresso, poniamo una sola domanda: se le convocazioni per le sedute fossero, numericamente parlando, più numerose cosa accadrebbe? Che il delegato non avrebbe più ore per presenziare e quindi gli verrebbe di fatto negato il diritto a partecipare? Non è possibile ciò. La soluzione è che le convocazioni avvengano al di fuori dell’orario di servizio. Tenerle durante l’arco lavorativo di una giornata è “una comodità” che non ci appartiene. Così come pretendiamo che, entro il giorno dopo una seduta, ci sia notificato il verbale, che viene preparato e firmato all’istante. A tutt’oggi, il verbale del 22 settembre risulta non pervenuto. E nulla chiediamo. E come se ciò non bastasse, sono scomparsi, dallo stesso sistema, i giustificativi per tutte le altre tipologie di permessi sindacali, perché andrebbero in conflitto con il sistema. Noi vogliamo stare in regola e non fare il cartaceo. Perché il ricorso alla forma cartacea (non prevista)? È stato modificato il programma di rilevazione presenze e di giustificativi, ed immaginiamo che ciò non sia avvenuto a titolo gratuito. Una modifica avviene per migliorare e sinceramente non ci siamo accorti di un miglioramento. Anzi.

Non siamo qui a fare polemiche, ma nella Direzione della ASL circola, con insistenza, una voce strana a riguardo di una presunta “parentopoli” relativa a due concorsi espletati (9 posti di assistente amministrativo e 54 posti di infermiere), che vede, da illazioni, in ogni caso ed ingiustamente, coinvolto il mondo sindacale. Ma possiamo mai subire che candidati o parenti ci accusino di aver fatto valutare una laurea 0,50 punti per un concorso esterno, quando per un avviso interno un titolo del genere vale molto di più? Per cui, meglio non badare a quelle che ci vengono descritte come “strane situazioni”. Tra l’altro, non sono di nostra competenza. Un bando è un atto unilaterale. Non c’è tempo per le polemiche. E sinceramente, per il restante, non siamo investigatori.

ASL Avellino: toccato il fondo!

L’USB comunica quanto segue.

Nella seduta di contrattazione decentrata, tenutasi lo scorso 22 settembre presso la ASL Avellino, abbiamo assistito a scene che hanno dell’incredibile e che ci fanno riflettere; nonostante la nostra esperienza in materia sindacale sia ultra decennale.

Il risultato finale è sostanzialmente positivo, perché USB, FP CGIL, UIL FPL ed FSI – USAE hanno dimostrato, costituendo una larga maggioranza, di espletare un’attività sindacale impeccabile, a tutela dell’interezza dei dipendenti del Comparto e non di certo hanno rappresentato se stessi. Crediamo che la linea sostenuta, non possa essere, in alcun modo, criticata; perché chi, tra il personale, potrebbe non essere d’accordo con la stessa linea, ha sicuramente, solo ed esclusivamente, interessi di tipo personale.

Da molto tempo, in questa Azienda, si tengono sedute di contrattazione molto diradate in termini di margine temporale, con ordini del giorno unilaterali, senza condivisione democratica; senza dar seguito a decine di richieste delle quattro sigle menzionate. Invece, nel passato, le varie Direzioni Strategiche che si sono succedute hanno avuto il merito di mantenere, molto alto e costruttivo, il livello del confronto con la parte sindacale. Ciò ha permesso, negli anni, di poter applicare il CCNL in ogni suo dettaglio; costruendo, tra le tante cose, percorsi di progressioni economiche orizzontali e verticali che hanno sempre riguardato tutto il personale.

Ma oggi non è così! E le spiegazioni della Direzione Strategica non ci convincono da 5 anni. Così come non ci convincono spiegazioni del Direttore Amministrativo a riguardo di notevoli ritardi per alcune corresponsioni economiche. Ma è mai possibile che la Funzione Pubblica possa notificare note solo a questa Azienda? Giusto per fare un esempio, la maggioranza delle Aziende Ospedaliere e Sanitarie hanno corrisposto le quote incentivanti 2020 a decorrere da gennaio 2021 e il Direttore Amministrativo ha tentato, senza riuscire nell’intento, di giustificare un ritardo di 9 mesi dovuto ad una nota della stessa Funzione Pubblica, con una data di notifica risalente a pochi giorni prima dell’incontro tra parte pubblica e parte sindacale.

A proposito di parte sindacale, durante la seduta in questione, abbiamo avuto l’impressione che una piccola “fazione” della parte sindacale fosse parte pubblica! Al punto che il Direttore Generale ha invitato gli stessi componenti dell’esiguo gruppo, con grande ed incisiva arringa, ad esprimersi, a scendere in campo; a difesa di una linea che poco o nulla ha di democratico.

Non vogliamo nemmeno lontanamente pensare, che tale linea fosse pre-concordata. Anzi, a maggior ragione, se ciò fosse vero, sarebbe una linea che nonostante un concordato ha deluso; perché non ha raggiunto l’obiettivo sperato, con grande soddisfazione di chi ha dimostrato, con i fatti, di svolgere attività sindacale.

Però alcuni comportamenti osservati ci conducono, fisiologicamente, a riflessioni. Nel corso di questi ultimi anni abbiamo avuto modo di ascoltare, infinite volte, un Direttore editoriale televisivo, a riguardo di sospetti e presunti illeciti riferiti ad incarichi e assunzioni. E tutto debitamente documentato. Indubbiamente, come dipendenti, ciò ci ha lasciato con l’amaro in bocca; ma non possiamo smentire lo stesso Direttore editoriale. E ciò, non fa altro che far nascere delle brutte sensazioni in un momento concorsuale a largo spettro.

Impegnandoci a “collaborare”, con la nostra esperienza, la invitiamo ad ascoltarci, per un percorso su tematiche condivise, dando priorità a quelle che, per l’appunto, riguardano la massa e non il singolo; magari anche delegato sindacale. E non possiamo tollerare che qualcuno vada divulgando notizie tendenziose, dicendo che le trattative si sono bloccate. Notizie che macchiano, ingiustificatamente, coloro che svolgono l’ingrato compito di rappresentanza.

Il sindacato USB sull’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino risponde alle ultime accuse

Il sindacato USB sull’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino risponde alle ultime accuse con queste parole riguardo le ultime accuse ricevute.

La lettera è stata scritta da Sergio Di Lauro, Rappresentante Legale Provinciale.

Ecco la dichiarazione completa:

Dopo aver osservato, per circa nove mesi, alcuni aspetti organizzativi e funzionali riguardanti l’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, iniziamo a trarre conclusioni in merito. Premettiamo che, tranne la FP CGIL, non abbiamo visto ancora alcuna segnalazione da parte di delegati appartenenti ad altre sigle; non sappiamo se ci è sfuggita, oppure se altri delegati fossero impegnati su altre tematiche. L’intervento dell’USB è stato richiesto sia da utenti che da operatori.

Annunciamo sin d’ora che le nostre osservazioni saranno oggetto di interrogazioni.

È doveroso segnalare che ci appare inspiegabile, in un momento persistente di carenza infermieristica e di coordinatori legittimati, che alcune Unità siano state assegnate alla Direzione Sanitaria di Presidio.

Utilizzando quali criteri? Non vogliamo pensare che ciò sia avvenuto solo per aspetti estetici. Ancora più grave, ci appare l’allocazione di una unità infermieristica c/o la Direzione menzionata, transitata per cambio compensativo. E quale compensazione? Mentre avveniva ciò, in alcune Unità Operative, dove il personale è assoggettato ad elevati ritmi, si continuava con il redigere turni massacranti; tutto a danno di operatori già allo stremo. Quale sicurezza per gli stessi? Quale sicurezza per gli utenti?

Altro aspetto, non meno importante, è rappresentato dalla qualità dei pasti forniti; situazione rilevata fino al subentro della ditta aggiudicataria. Ma il Sistema Qualità, introdotto in forma dettagliata, dalla Legge 502/92, non prevedeva, e tutt’ora prevede, il controllo di tutti i servizi erogati durante un processo di assistenza sanitaria? L’Azienda Moscati ha visionato e legittimato i menù quotidiani? Ci sono agli atti, questionari di soddisfazione degli utenti con cadenza periodica, debitamente protocollati? La soddisfacente qualità poco evidente dei pasti, ha indotto, spesso, molti pazienti a rinunciare al consumo degli stessi; situazione aggravata anche dal Covid, in quanto non si è potuto trovare un’alternativa a tale défaillance. Anche se, sostanzialmente, è sempre vietato introdurre pasti in ospedale con o senza Covid.

Nelle ultime ore, abbiamo appreso di un’altra situazione sconfortante.

Un utente su sedia a rotelle, recatosi con accompagnatore per esami di controllo, si è sentito male. Invece di essere assistito con celerità, è stato sottoposto ad una prassi burocratica secondo un descritto “protocollo nazionale”. Ma quale protocollo, al cospetto di una vita umana! Risultato finale: il paziente è morto. La testimonianza ha detto in sintesi: “Si è sentito male al Moscati, i sanitari non lo hanno soccorso subito: litigavano sul protocollo mentre l’uomo moriva”. Perché il signor Vincenzo De Luca non interviene? Questa appare, agli occhi di tutti, “l’eccellente Sanità” che egli stesso descrive. E non solo questo è l’aspetto negativo.

Arrivederci, alla prossima puntata.

Scroll to top