Cultura

In viaggio con i Mesali per scoprire l’Irpinia autentica

Mesali è un’associazione formata da persone che amano il proprio territorio e che vogliono farlo conoscere e scoprire in modo autentico e diverso, fondendo varie attrattive culturali e territoriali.

Non è un caso la scelta del nome: mesali, infatti, nel dialetto locale significa tovaglie dunque l’intento degli associati, gruppo di ristoratori irpini, è quello di guidare gli avventori attraverso un percorso fatto di convivialità, ospitalità, conoscenza e transumanza gastronomica.

L’Irpinia è un posto ricco di storia, cultura e tradizioni che però manca di strutture, progetti e itinerari che possano guidare un turista che decide di visitare questi luoghi. Da irpinia molte volte mi sono chiesta come sia possibile che un territorio vocato al vino non abbia, ad esempio, un itinerario del vino ufficiale che possa essere in grado di far conoscere la realtà enologica di un territorio che, in potenza, ha le stesse caratteristiche e attrattive della Toscana.

L'Irpinia da conoscere insieme ai Mesali

L’Irpinia da conoscere insieme ai Mesali

Avventurarsi in Irpinia, se non si hanno amici del posto o non si prenota una visita organizzata qualora vi fosse, equivale ad addentrarsi in uno spazio disordinato, una sorta di “selva oscura”, in cui è facile perdersi e perdere aspetti importanti di questa meravigliosa terra.

Da oggi, fortunatamente, le cose cambiano perché i Mesali, con il progetto itinerante Sentieri d’Irpinia, hanno deciso di investire in un’idea che ha come mission lo sviluppo del territorio in un’ottica sostenibile e soprattutto aggregativa.

La loro idea d’Irpinia è aperta a chiunque, soggetti pubblici e privati, che condividono i loro stessi valori: amore per il territorio, appartenenza territoriale e resistenza nei confronti di ciò che eravamo e di ciò che siamo, a prescindere delle dinamiche di mercato e della grande distribuzione.

Il progetto, infatti, prevede la realizzazione di 11 percorsi, incentrato ciascuno intorno ad ogni ristorante facente parte dei Mesali. Il punto di partenza sono i ristoratori perché intorno a loro ruota tutto il mondo della filiera produttiva locale: i piccoli produttori, cantine e contadini che hanno abbracciato l’idea che può esistere ed esiste un mercato sostenibile.

In questa idea verranno coinvolte anche le realtà inerenti la realtà dell’ospitalità diffusa, come l’Albergo diffuso di Castelvetere sul Calore, per fare un esempio. Non sono escluse le associazioni, le Amministrazioni Comunali, Gal, Enti parchi e tutte quelle realtà che hanno come scopo la conoscenza del territorio e la crescita dello stesso.

Associazione i Mesali

I membri dell’associazione irpina

I Mesali: chi sono

I ristoranti che appartengono all’associazione Mesali sono luoghi composti da persone che, nel loro lavoro quotidiano, scelgono di presentare l’autenticità del loro territorio, preferendo materie prime a km 0 e piccoli produttori che non si lasciano intimorire dalle dinamiche del mercato globalizzato. Tutti i partecipanti, diretti e indiretti, sono animati da un ideale che non è solo conservativo ma di amore per la genuinità e i sapori di un tempo oltre all’orgoglio della propria identità rurale e lavorativa.

Il risultato finale degli associati presenta direttamente un prodotto finito, che mescola tradizione e innovazione: una nuova immagine che meglio rappresenta l’Irpinia di oggi.

L’Irpinia, oggi, è composta non solo da persone che sono sempre rimaste nella loro terra ma da giovani che hanno scoperto altre realtà. Uscendo fuori dai propri confini, hanno deciso, ugualmente, di tornare nella loro terra di orgine per rivalutare, sfidare e dare una nuova possibilità ad un territorio che ha molto da offrire ma che, purtroppo, non ha mai avuto una voce adeguata che potesse rappresentarlo a pieno.

I ristoratori che compongono i Mesali sono:

  • Oasis Sapori Antichi (Vallesaccarda, AV)
  • Osteria dei Briganti (Scampitella, AV)
  • Ristorante La Pignata (Ariano Irpino, Av)
  • Antica Trattoria Di Pietro (Melito Irpino, AV)
  • Villa Assunta (Mirabella Eclano, AV)
  • La Pergola (Gesualdo, AV)
  • La Ripa Ristorante Museo (Rocca San Felice, AV)
  • Antica Trattoria Martella (Avellino, AV)
  • Trattoria Valleverde Zi’ Pasqualina (Atripalda, AV)
  • La Corte dei Filangieri (Candida, AV)
  • Vecchio Mulino 1834 (Castelfranci, AV)
  • La Locanda della Luna (San Giorgio del Sannio, BN)
  • Veritas Restaurant (Napoli, NA)
Visitare l'Irpinia insieme ai mesali

Irpinia

I punti di forza del progetto Sentieri d’Irpinia

Per realizzare Sentieri d’Irpinia l’associazione dei Mesali ha condotto delle ricerche tecniche specifiche, avvalendosi del supporto The Data Appeal Company, compagnia che sfrutta le analisi e i dati, in base a studi approfonditi, che sono in grado di poter delineare i punti di forza di un progetto, le esigenze di mercato per poter realizzare un progetto vincente e destinato a durare nel tempo.

L’analisi svolta con il supporto del programma UniCredit Made4Italy ha rilevato una grande visibilità dell’Irpinia per quanto riguarda il settore gastronomico e l’ospitalità. Bisogna rivolgere l’offerta al mercato inglese, francese e tedesco e intesificare la presenza online su più canali per poter valorizzare le risorse e le attrattive locali.

Altro fattore importante è quello di destagionalizzare la presenza del turismo in Irpinia perché ci può essere movimento durante l’arco dell’intero anno e non solo in determinati periodi, già di per sé inflazionati e dispersivi.

L’obiettivo di Mesali è quello non solo di creare un marchio di qualità ma la volontà di creare un’identità che abbia come scopo quello di trasmettere il senso di appartenenza territoriale, a prescindere dalle singole diversità.

Duomo di Avellino

Duomo di Avellino

Quali sono i punti d’interesse considerati nello studio?

Dall’analisi svolta i punti d’interesse sono diversi. Gli avventori sono attratti da:

  • Abbazia del Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi
  • Museo degli Argenti di Ariano Irpino
  • Museo Civico e della Ceramica di Ariano Irpino
  • Sagra della castagna e del tartufo nero di Bagnoli Irpino
  • Sagra della castagna di Montella
  • ArianoFolkFestival
  • Castello di Gesualdo
  • Parco Archeologico di Mirabella Eclano

Qual è la sfida dei Mesali in collaborazione con UniCredit Made4Italy? È quella di potenziare i punti di forza dell’enogastromia e dell’accoglienza e realizzare nuovi progetti integrativi per realizzare nuovi servizi turistici e far scoprire altre attrattive esistenti ma sconosciute agli avventori.

In breve lo scopo è quello di dare finalmente un’identità collettiva ad un territorio che ha molto da offrire ma che non è stato adeguatammente valorizzato fino ad ora.

Le foto utilizzate nel presente articolo sono di Nico Boccia.

Andrà tutto bene di Leo Ortolani: il racconto ironico del nostro lockdown

Andrà tutto bene è il titolo del libro illustrato di Leo Ortolani, noto fumettista italiano. Già dalla scelta del titolo capiamo il mood delle strisce del fumettista, che ha scelto di utilizzare la frase più abusata degli scorsi mesi che, chiunque, ripeteva come un mantra.

Il fumetto nasce dalla voglia di esorcizzare, attraverso l’ironia, un periodo pandemico caratterizzato da: paura, incertezza, autocertificazioni che cambiavano dalla sera alla mattina e in cui siamo stati martellati costantemente dalle dirette video di tutti i politici.

Siamo stati obbligati a consumare il perimetro delle nostre abitazioni, perdendo spesso il senso della realtà e dello scorrere del tempo, scandito, senza possibilità di scelta.  da nuove abitudini costrette e costruite per “far passare in qualche modo la giornata”.

Se non avessimo vissuto anche noi tutto questo il libro illustrato sembrerebbe un fantasy surreale creato da una fervida fantasia.

Andrà tutto bene è una cronaca illustrata che non solo fà sorridere ma mostra le falle e la confusione che anima e muove questo Paese. Il modo migliore per esorcizzare è quello di guardare a vicende traumatiche, spostando la visuale da un punto di vista leggero o semplicemente diverso da quello decodificato da noi.

Andrà tutto bene di Leo Ortolani

Andrà tutto bene di Leo Ortolani

Leo Ortolani: chi è?

Leonardo Ortolani nasce a Pisa nel 1967 ma ben presto si trasferisce a Parma dove consegue la laurea in Geogolia.

Nel 1971 relizza la sua prima storia a fumetti che ha come protagonisti Zio Paperone e Paperino.

Nel 1975 nascono i suoi primi personaggi: Lello e Giappi. La notorietà arriva nel 1989 quando partecipa a un concorso per autori esordienti. Al concorso presenta due storie illustrate in cui c’è Rat-Man che vince oltre al concorso anche il Premio Spot come migliore sceneggiatura.

Leo Ortolani

Leo Ortolani

Da qui si afferma nel mondo dei fumetti e Rat-Man nel 1996 viene pubblicato su un trimestrale della Marvel.

Nel 2011 pubblica il suo primo libro Due figlie e altri animali feroci, che racconta della sua esperienza personale nel mondo dell’adozione.

Andrà tutto bene uscirà nelle librerie italiane il prossimo 23 luglio.

Se siete amanti del genere graphic novel che affronta temi attuali vi consigliamo anche Lockdown Heroes di Milo Manara!

Tecniche di indagine e analisi dei principali fenomeni criminali di Salvatore Pignataro

Tecniche di indagine e analisi dei principali fenomeni criminali (2020) è l’ultimo libro di Salvatore Pignataro. Il tema del libro è incentrato sulle diverse modalità di approccio relative alle attività investigative, pratica esistente tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 che si è evoluta e modificata fino ai giorni nostri.

Investigare, infatti, significa seguire una strada che porta alla verità. Per poter seguire una determinata strada c’è una ricerca certosina per giungere al percorso più idoneo e rilevatore. Investigare richiede non solo conoscenza giuridica ma una predisposizione intuitiva personale che sia idonea a tracciare un quadro di una qualsiasi situazione in cui sembra difficile trovare una quadra.

Nel libro, oltre ad essere spiegati in modo minuzioso e dettagliato tutte le parti di cui si compone la materia inerente all’investigazione, viene analizzato tutto ciò che corolla il lavoro in questione e come si compone, ad esempio, la nuova struttura dei servizi, per accedere a documentazioni inerenti la sicurezza interna ed esterna.

Tecniche di indagine e analisi dei principali fenomeni criminali

Tecniche di indagine e analisi dei principali fenomeni criminali

Gli strumenti dell’investigazione

Per poter predisporre un’indagine nel modo più idoneo ci sono strumenti investigativi, previsti dall’ordinamento giuridico e si dividono in tipici e atipici.

I tipici osservano le normative mentre gli atipici sono frutto dell’esperienza e della creatività dell’investigatore quindi non seguono uno schema definito.

Il sopralluogo è un altro elemento importante: l’esame della scena del delitto è fondamentale perché è proprio in questo luogo che si possono cogliere le sfumature più nascoste.

I rilievi tecnici, sono affidati alla polizia scientifica che dovrebbe instaurare un rapporto di collaborazione con gli investigatori, e si basano sull’osservazione, descrizione e acquisizione di dati ed elementi privi di elaborazione o valutazione tecnica uniti ad un accertamento tecnico relativo alle attività di approfondimento e di giudizio tecnico scientifico.

La Teoria dell’interscambio è l’interconnessione tra: reo, vittima e ambiente/scenario.

Le azioni investigative cercano di far emergere chi è una persona: la professione che svolge, la sua fedina penale e poi le sue qualità.

Tecniche di indagine e analisi dei principali fenomeni criminali analizza nello specifico i vari settori in cui agisce, tenendo per ciascun campo la normativa vigente perché in base alle disposizioni può variare il metodo di approccio.

Un argomento che ci ha molto colpito è quello relativo ai crimini informatici.

Salvatore Pignataro

Salvatore Pignataro

Tecniche di indagine e analisi dei principali fenomeni criminali: i crimini informatici

I crimini informatici sono reati che vedono nella rete telematica il mezzo per poter commettere attività illecite come truffe, cyberbullismo, stalking attraverso i social o accessi abusivi a sistemi informatici.

Il virus, ad esempio, è un programma che in maniera indesiderata si inserisce all’interno del pc dell’utente, nella maggior parte dei casi sono innocui e non danneggiano il sistema altre volte vole invece no.

Questo è un campo nuovo che si barcamena su normative e modi di agire meno consolidati, vista la giovane età del diritto informatico.

Come scrive Salvatore Pignataro:

Agli inizi degli anni ’90 si manifestò l’esigenza di disciplinare la materia, successivamente all’espandersi di crimini commessi attraverso l’uso della tecnologia. La rete internet però mal si presta a rigide regolamentazioni a causa della sua particolare struttura sempre in continua evoluzione. Inoltre gli autori tendono ad avvalersi delle asimmetrie tra i diversi sistemi nazionali non ancora adeguatamente coordinati.

Ad esempio, il reato di illecita intrusione in un sistema informatico o telematico si contraddistingue per l’elevata potenzialità offensiva che potrebbe arrecare danni patrimoniali alla parte offesa.

Generalmente la parte lesa si affida alla Polizia Giudiziaria che può concludere le indagini in modo soddisfacente.

Negli ultimi tempi è cambiata anche la finalità dell’hacking perché, inizialmente, l’approccio non si manifestava con azioni dannose ma le finalità erano artistiche e politiche. Alla fine degli anni ’80 i crimini informatici sono stati divisi in due tipi: lista minima e lista facoltativa.

Nella lista minima i reati sono relativi a:

  • Frode informatica
  • Falso in documenti
  • Danneggiamento di dati e programmi
  • Sabotaggio informatico
  • Accesso abusivo e la violazione delle misure di sicurezza del sistema
  • Intercettazione non autorizzata

Nella lista facoltativa invece sono inclusi:

  • Alterazione di dati
  • Spionaggio informatico
  • Utilizzo di un programma informatico protetto

Tecniche di indagine e analisi dei principali fenomeni criminali di Salvatore Pignataro non è solo un saggio per gli addetti al settore ma può essere illuminante anche per gli amanti di questo complesso settore.

Concerto all’alba di Marco Zurzolo a Sant’Angelo a Scala

Sant’Angelo a Scala si trasforma in uno scenario suggestivo che incornicerà l’esibizione live del noto sassofonista Marco Zurzolo. La location è il castello medievale, uno scenario storico che è stato teatro di numerose battaglie.

L’appuntamento è previsto per il 26 luglio alle ore 06:00, che darà il via ad una serie di iniziative che vi terranno impegnati per il resto della giornata.

Il progetto, organizzato dalla Regione Campania, dal Parco del Partenio e da Scabec, rientra ne La via Campanina e il miracolo dell’incastellamento: un viaggio emozionale tra le rocche antiche ai piedi del Parco del Partenio.

Subito dopo l’esibizione del Marco Zurzolo Quartet è prevista un’escursione all’Eremo dell’Incoronata, percorrendo il sentiero di Frà Diavolo.

Alle ore 10:00, dopo l’escursione e per rilassare le membra ci sarà una lezione di Yoga e Tai Chi tra i ruderi dell’Incoronata.

Marco Zurzolo

Marco Zurzolo

Marco Zurzolo: biografia

Marco Zurzolo nasce a Napoli il 26 luglio 1962, si diploma in flauto a causa della mancanza del corso di studi in sassofono al conservatorio. Nato in una famiglia di musicisti fonde la sua passione tra il jazz e la tradizione musicale partenopea.

Da oltre dieci anni si occupa di progetti musicali basati sulla contaminazione artistico-musicale, collaborando con artisti italiani ed internazionali come: Archie Shepp, Chet Baker, Stefano Bollani, Van Morrison.

Nel 1995 inizia la sua attività di compositore e da allora ha pubblicato 13 CD di sue composizioni. Nel 2012 inaugura lo spazio ZTL (Zurzolo Teatro Live) dove è Direttore Artistico. Lo spazio ZTL nasce con il desiderio di offrire un contributo all’arte e alla cultura, attraverso scambi tra artisti provenienti da tutto il mondo

Ha composto musiche per il cinema, il teatro e la TV, ricordiamo le musiche del film Il trasformista (2002), Il manoscritto di Van Hecken (1999) e Polvere di Napoli (1998), In punta di piedi (2018) e la serie TV I bastardi di Pizzofalcone.

Un divano a Tunisi di Manele Labidi Labbé è una commedia sulle barriere culturali

Un divano a Tunisi (2020) è una commedia della regista Manele Labidi Labbé che ha lo scopo di mostrare le barriere culturali, da un punto di vista comico.
Protagonista della pellicola è Selma Derwich (Golshifteh Farahani), una donna di 35 anni, che decide di lasciare Parigi e trasferirsi nella periferia di Tunisi. Ciò che spinge la donna a fare questa scelta drastica è una missione non proprio semplice: cercare di cambiare i suoi connazionali, per svegliarli e metterli in sesto in vista di una rivoluzione e di una nuova consapevolezza collettiva.

Selma Derwich è una psicanalista che, attraverso il suo lavoro, crede di avere gli strumenti utili per poter dare nuova consapevolezza e identità proprio in quei luoghi in cui l’apertura mentale, le novità e la flessibilità mentale non sono contemplati.

Un divano a Tunisi

Un divano a Tunisi

Un divano a Tunisi: trama

A Tunisi le persone sono abituate a parlare e a sfogarsi dei loro problemi nelle vasche dell’hammam o dal parrucchiere, riusciranno mai queste persone a riuscire a sdraiarsi su un lettino per parlare delle loro angosce e dei loro turbamenti?

Un divano a Tunisi, già dal trailer, ci regala immagini comiche che mostrano le situazioni assurde, in cui si ritroverà la protagonista del film. Le persone del posto non riescono a collocare la professione della donna e a capire perché dovrebbero rivolgersi a lei: c’è chi la prende per un medico del lavoro, chi crede che si occupi di curare persone pazze, accezione intesa nel senso più popolare del termine.

Un divano a Tunisi: la locandina

Un divano a Tunisi: la locandina

Oltre ai tratti comici, nel film, emergono momenti malinconici che fanno capire il bivio esistenziale, in cui si trovano molti dei suoi pazienti: la paura di tradire le tradizioni religiose e il bisogno di comunicare per ricostruire la propria identità, partendo da un nuovo concetto di interpretare e decodificare il mondo.

Manele Labidi Labbé con Un divano a Tunisi, oltre ad esordire nel mondo della regia, traspone parte di ciò che è lei: donna nata a Parigi ma di orgini franco-tunisine.

Il film arriverà nelle sale cinematografiche il prossimo settembre.

Oroscopo della settimana: dal 20 al 26 luglio

Il Sole entra in Leone il 22 luglio, mentre la Luna Nuova transiterà dal Cancro alla Bilancia. Nel weekend, protagoniste saranno le stelle cadenti.
Le Delta Acquaridi, lo sciame meteorico estivo che precede il più famoso sciame delle Perseidi, daranno spettacolo proprio nel fine settimana. Vediamo, quindi, con l’inizio dell’era del Leone come si assesteranno le energie celesti per i segni dello Zodiaco, in base agli elementi di appartenenza.
A questo punto, lo scettro di più frizzanti dello Zodiaco non può che spettare ai segni di Fuoco, grazie al trigono Marte-Sole, il primo nel segno dell’Ariete, il secondo in quello del Leone. Sempre molto forti si confermano i segni di Terra che  possono contare sulle  energie di ben 4 pianeti: Saturno, Giove e Plutone in Capricorno e Urano in Toro. Perdono un pò di verve i segni d’Acqua che, non avendo più il Sole in Cancro, ora restano supportati “solo” da Mercurio in Cancro e Nettuno in Pesci. Venere in Gemelli, infine, continua ad essere il nume tutelare dei segni d’Aria, la cui parola d’ordine continua ad essere “passione”.

Ariete: dal 21 marzo al 20 aprile

Ariete: segno zodiacale

Ariete

Così come  Le Delta Acquaridi coloreranno il nostro cielo, così Marte nel vostro spicchio di cielo, in trigono con il Sole in Ariete, riempirà le vostre giornate di grinta e voglia di fare. È proprio il vostro momento, cari amici del segno dell’Ariete. Venere persiste in Gemelli e da lì, aggiunge alla vostra grinta anche quel tocco di calda passione che di certo non guasta! Il consiglio del cielo, in questi giorni, è quello di amare di più e parlare di meno. Mercurio, sempre in posizione scomoda dal segno del Cancro, continua infatti a increspare il mare del pensiero e delle comunicazioni. Le parole, a volte, sono fonte di malinteso, quindi limitatele al minimo, almeno per questa settimana.

Toro: dal 20 aprile al 20 maggio

Toro: segno zodiacale

Toro

Si dice che, per amare veramente, bisogna innanzitutto amare se stessi. Ebbene, i transiti di questa settimana porteranno i nati sotto il segno del Toro a concentrarsi prima di tutto sul proprio benessere. Marte e Venere in posizione neutra non stimolano più di tanto gli incontri e le relazioni con gli altri. Ciò non significa che rimarrete soli, ma che sarete molto, ma molto selettivi nella scelta delle persone con cui condividere il vostro tempo. Molti di voi sentiranno il bisogno della solitudine e del relax. Nulla di più normale, visto che ora avete l’energia solare in quadratura dal segno del Leone. Ma, un pò di sana pigrizia non ha mai fatto del male a nessuno, soprattutto in piena estate. E poi sarà bellissimo fermarsi e guardare il cielo. Pochi lo sanno, ma le stelle cadenti cominciano già da adesso, lo sciame delle Delta Acquaridi, infatti, è già in piena attività, quindi perché non fermarsi a guardarle!

Gemelli: dal 21 maggio al 20 giugno

Gemelli: segno zodiacale

Gemelli

Adesso la squadra è veramente al completo! La splendida Venere sempre più signora del vostro spicchio di cielo, in questi giorni è supportata a “sinistra” e a “destra” da due guardaspalle d’eccezione. A sinistra, in sestile dal segno del Leone , avete infatti il Sole; a destra, in sestile dal segno dell’Ariete, avete Marte. Gli ingredienti ci sono veramente tutti per vivere l’universo dei sentimenti a pieno e in tutte le sue sfumature. Venere, si sa, dona passione; il Sole dà energia e positività; Marte rinvigorisce l’eros. Detta in parole semplici, la parola d’ordine di questa settimana è “amore”, dolce, profondo, passionale… Anche per voi, il consiglio degli astri è quello di cogliere l’attimo. Sotto questo cielo sarebbe veramente un peccato perdersi in elucubrazioni mentali inutili. Nettuno, in agguato dal segno dei Pesci, potrebbe portarvi a rimuginare su pensieri inutili. Il passato è passato… godetevi il presente, ricco com’è di fantastiche occasioni!

Cancro: dal 21 giugno al 21 luglio

Cancro: segno zodiale

Cancro

 

Arrivederci, amico Sole! Il tempo del vostro capodanno astrologico è terminato, cari amici del segno del Cancro. Il nostro astro principale, andando via, potrebbe lasciare un senso di vuoto e potrebbe spingervi a cercare la solitudine.  Ma, sapete che  vi dico? La solitudine può trasformarsi in un giardino bellissimo, soprattutto per un animo come il vostro che vive di emozioni e sa guardare oltre il visibile. E poi, avete  ancora con voi il prode Mercurio, il messaggero degli Dei che sussurra soluzioni impensate soprattutto nei momenti di riflessione.  Ricordate,  a questo proposito, ciò che diceva Charlie Chaplin:
Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca.

Leone: dal 23 luglio al 23 agosto

Leone: segno zodiacale

Leone

Chi si lamenta, paga pegno! Questa volta dico sul serio, cari amici del segno del Leone, perché, sotto questo cielo, i piagnistei non sono contemplati! Questa settimana – ed esattamente il 22 luglio – accoglierete il Sole e quindi avranno inizio le danze per festeggiare il vostro capodanno astrologico!

Il nostro astro principale vi darà grinta, forza e voglia di fare. Come se non bastasse, avete dalla vostra parte anche Marte, in splendido trigono dal segno dell’Ariete e Venere in sestile dal segno dei Gemelli. Nessuno riuscirà, quindi, a rovinare la vostra festa… neanche Urano, sempre dispettoso dal segno del Toro. Se imprevisti, piccoli e grandi, faranno capolino all’orizzonte, voi li affronterete con la stessa nonchalance con cui il re della Savana scaccia via le mosche che disturbano la meritata siesta. A proposito, la vostra caccia  andrà benissimo, sia che la vostra preda sia un obiettivo legato al lavoro, sia che si tratti di un “trofeo” legato alla giostra dell’amore.

Vergine: dal 24 agosto al 22 settembre

Vergine: segno zodiacale

Vergine

Seguire la mente o il cuore? Normalmente vi direi di optare per la seconda possibilità. Visto il vostro cielo di questa settimana, però, il mio consiglio va a cadere sulla prima. Nettuno, opposto dal segno dei Pesci, e Venere, ancora dispettosa dal segno dei Gemelli, purtroppo, non vi aiutano a vedere chiaro, soprattutto quando il terreno in cui “giocate” è quello dei sentimenti. Di contro, sul fronte della razionalità siete veramente i numeri uno in questa settimana. Giove, in trigono dal segno del Capricorno, accompagnato da Saturno e Plutone e Mercurio in sestile dal segno del Cancro, vi garantiscono lucidità e una forza del pensiero fuori dal comune. Questo cosa significa? Significa che non dovete seguire il vostro cuore? Niente affatto! Significa solo che è meglio non prendere decisioni importanti e radicali nel campo dei sentimenti, almeno per il momento. A inizio agosto le cose cambieranno, Venere si sposterà in Cancro, allora sì che potrete lasciarvi andare…

Bilancia: dal 23 settembre al 22 ottobre

Bilancia: segno zodiacale

Bilancia

Astuzia, tatto e soprattutto diplomazia! Dovranno essere questi gli strumenti da cui non dovrete separarvi mai in questi giorni, cari amici del segno della Bilancia. Rispetto alla scorsa settimana, il quadro per voi si fa un pochino più leggero. Il Sole torna a scaldare il vostro spicchio di cielo, infondendovi energia dal segno amico del Leone. Di nemici contro cui combattere, però, ne restano ancora molti! Mercurio, in primis, in quadratura dal segno del Cancro. Il pianeta del pensiero lucido e creativo, in questi giorni, si alleerà con Marte, in opposizione dal segno dell’Ariete, per darvi filo da torcere. La regola aurea per uscire vincitori dal campo di battaglia è quella di tenere i nervi saldi, di non lasciarvi andare in inutili dispute. Se il nemico incalza, meglio temporeggiare. Il cielo gira velocemente e presto avrete il terreno giusto per potervi togliere più di una soddisfazione, ora però, è meglio attendere!

Scorpione: dal 23 ottobre al 21 novembre

Scorpione: segno zodiacale

Scorpione

Il Sole è passato oltre, ma Mercurio continua a lavorare per voi dal segno amico del Cancro. Quindi, cari amici del segno dello Scorpione, questa settimana il cielo vi consiglia di agire di meno e pensare di più. Se fisicamente potreste infatti sentirvi un tantino più stanchi, mentalmente sarete lucidi e scattanti! Un pò di riposo a livello fisico, di sicuro, non potrà che farvi bene. Utilizzate questo tempo di relax per far andare la mente liberamente. Quando meno ve l’aspettate un’intuizione farà capolino e quell’intuizione sarà vincente. In amore è tutto in fermento. L’universo sta facendo le prove generali per uno spettacolo davvero emozionante che andrà in scena in agosto!

Sagittario: dal 22 novembre al 21 dicembre

Sagittario: segno zodiacale

Sagittario

L’amore continua a viaggiare sulle montagne russe, vero amici del Sagittario? Ciò non mi stupisce affatto, visto che, questa settimana, vede il vostro segno all’incrocio dei venti. Le energie positive provenienti dal Sole, in trigono dal Leone, e da Marte, in trigono dall’Ariete, vanno infatti a scontrarsi con la pesantezza di Nettuno, in quadratura dal segno dei Pesci e, soprattutto, con i il fare dispettoso di Venere, in opposizione dal segno dei Gemelli. La confusione, quindi, potrebbe farla da padrona. Io, direi, che lo spirito giusto con cui affrontare questo stato di cose è quello di non prendere le cose troppo sul serio. Quando non siete sicuri di qualcosa, lasciate perdere e, se un’idea negativa vi dà la vita maledetta, mandatela via facendo una bella corsa o comunque dell’attività all’aria aperta… magari evitando le ore più calde della giornata!

Capricorno: dal 22 dicembre al 19 gennaio

Capricorno: segno zodiacale

Capricorno

 

Il Sole, in opposizione dal segno del Cancro, ha smesso di farvi i dispetti. Questa settimana, il nostro astro principale passerà oltre e andrà a illuminare il cielo del Leone, cosa questa che a voi non darà assolutamente fastidio. I nemici da tenere a bada, quindi, in questo momento, restano Mercurio, sempre in opposizione dal segno del Cancro, e Marte, in quadratura dal segno dell’Ariete. Cosa portano questi due pianeti quando si mettono in coppia a fare i dispetti? Portano nervosismo, irascibilità, fraintendimenti. Gli elementi esplosivi che possono causare problemi e dispute. Quindi, se non volete trasformare le vostre giornate in un terreno di lotta continua, il consiglio è quello di contare fino a 10 prima di reagire in malo modo. Visto che il Sole è tornato a splendere, potete scaricare tutta questa energia andando a fare un po’ di sport all’aria aperta. A volte basta davvero poco per ribaltare le situazioni e ampliare la propria prospettiva!

Aquario: dal 20 gennaio al 19 febbraio

Acquario: segno zodiacale

Acquario

Che ne dite di un po’ di sano riposo, cari amici del segno dell’Acquario? Questa settimana sancirà l’ingresso del Sole nel segno del Leone. Il nostro astro principale, quello che ci dona energia e vitalità, si va, quindi, a mettere proprio in opposizione rispetto al vostro spicchio di cielo. Ciò significa che sarete chiamati a fare economia di energia. Se potete, quindi, prendetevi un momento di relax. Se non potete “staccare”, prendendo il classico periodo di ferie, il cielo vi consiglia comunque di riservare almeno una piccola parte della vostra giornata ad attività rilassanti e rigeneranti. Ricordate, inoltre, che avete ancora Venere dalla vostra parte. Il transito del pianeta della passione nel segno amico dei Gemelli, però, non durerà in eterno, quindi cogliete l’attimo e non lasciate scivolare via le occasioni che il cielo elargisce a piene mani.

Pesci: dal 20 febbraio al 20 marzo

Pesci: segno zodiacale

Pesci

Questo mese di luglio volge al termine, cari amici del segno dei Pesci. Esso vi ha regalato giorni intensi e carichi di opportunità. Oltre ai pianeti “lenti” nei segni di Terra, in questo mese avete potuto contare anche del raggio incisivo del duo Sole-Mercurio in trigono dal segno del Cancro. Col finire di luglio le cose non cambieranno, anche se il Sole, questa settimana, si eclissa, passando nel segno, per voi neutro, del Leone. Forse avrete un pò meno forza vitale, ma questo poco conta, il vostro cervello continuerà ad andare a mille e i pianeti in Capricorno – Saturno, Giove, Plutone – vi inviteranno a guardare verso la concretezza piuttosto che verso le cose effimere. Di mille idee che avete nelle vostre testoline, adesso dovrete sceglierne due o, al massimo, tre e concentrare tutta la vostra energia sulla loro realizzazione. Questo sul lavoro. In amore e nelle relazioni qualche problemuccio esiste ancora, a causa di Venere sempre in quadratura dal segno dei Gemelli. Presto, però, le cose cambieranno e voi potrete finalmente rituffarvi nel mare dei sentimenti. L’emozione, ricordate, per voi è vitale e può portarvi laddove la testa non potrà mai arrivare!

E finsero felici e contenti. Dizionario delle nostre ipocrisie: la recensione

E finsero felici e contenti. Dizionario delle nostre ipocrisie (2020) è un libro di Giuseppe Culicchia, edito da Feltrinelli Editore, che descrive la società di oggi, basata su fake news, storytelling, ovvietà di un pensiero semplicistico, che mette da parte la costruzione di un pensiero complesso.

Il libro, come si evince anche dal nome, è una sorta di dizionario che analizza alcune parole usate e abusate in tutti i contesti cui fa comodo.

Con ironia lo scrittore descrive il mondo attraverso definizioni che, oltre a dare un significato ad una parola, vengono inglobate automaticamente in un pensiero politico, solo per il semplice fatto di star utilizzando quella parola e non un’altra. In breve, oggi, utilizziamo e ci nascondiamo dietro termini politicamente corretti ma, in fondo, non siamo altro che finti integralisti e ipocriti decodificatori di una realtà, che ci viene comunicata attraverso una strumentalizzazione distorta del linguaggio.

Ad esempio, utilizziamo la parola riforma per definire le misure che, nel corso degli ultimi dieci anni, hanno limitato e abolito i diritti dei lavoratori. Come si può far passare con il termine riforma l’introduzione del precariato?

Per rendervi più il concetto riporto alcuni termini presenti all’interno di E finsero felici e contenti. Dizionario delle nostre ipocrisie.

E finsero tutti felici e contenti. Dizionario delle nostre ipocrisie: recensione

E finsero tutti felici e contenti: dizionario delle nostre ipocrisie di Giuseppe Culicchia

E finsero felici e contenti. Dizionario delle nostre ipocrisie: citazioni

CICCIA: Ironizzare per anni su quella di Giuliano Ferrara e di Mario Adinolfi, definendoli ciccioni. Stigmatizzare però gli odiatori del web che fanno lo stesso con Michela Murgia. I chili di troppo sono un altro degli spunti preferiti dagli odiatori dei social, che non perdono occasione per attaccare modelle e attrici e cantanti se per caso hanno messo su qualche etto dall’ultima sfilata o passerella o esibizione canora: sempre servendosi dei nick, ci mancherebbe.

Mina risolse la questione sparendo ben prima dell’avvento dei troll digitali.

Ma per tornare al principio dei due pesi e delle due misure, si staglia su tutti l’esempio impareggiabile del famoso tweet di Asia Argento, che incrociando Giorgia Meloni al ristorante la fotografò e scrisse:

“La schiena lardosa della ricca e svergognata -Make Italy great again – #fascista ritratta al pascolo.”

Vale forse la pena di ricordare che la Meloni era diventata madre da pochi mesi, ma al di là di questo sorprende che la futura (in quel momento storico) paladina del #metoo e del neofemminismo attaccasse una donna proprio a partire dal suo aspetto fisico.

Resta indimenticabile il Bianciardi che, ribellandosi al Miracolo italiano, scriveva ne La vita agra: “Scomparse le diete dimagranti e i pregiudizi estetici, le donne saranno finalmente grasse”.

Oltre a termini  e singole parole, nel libro, ci sono slang, slogan e nomi di aziende che rappresentano un determinato mondo ideologico e che, se pronunciate o scritte, rappresentano inevitabilmente ed erroneamente l’identificazione del nostro interlocutore.

AIUTIAMOLI A CASA LORO: Anni fa era uno slogan della destra. Chiunque lo pronunciasse veniva subito etichettato come fascista. Poi le cose sono cambiate: a un certo punto lo ha affermato anche Matteo Renzi. quindi forse per alcuni resta uno slogan della destra. Se lo fanno concretamente i volontari delle ONG recandosi in Africa, tutto bene. Se lo propongono da destra, si tratta invece di razzismo bello e buono. Anzi: brutto e cattivo.

E ancora:

AMAZON: Sfrutta i dipendenti che devono rispettare tempistiche e turni controllati da appositi braccialetti elettronici degni del Frande Fratello, per tacere delle tempistiche cui sono soggetti i correri, e con la sua politica dei prezzi e degli sconti danneggia editori e librai indipendenti.

In veste di scrittori, dire in pubblico che i libri si comprano nelle librerie indipendenti. In privato, ma solo se costretti, ammettere: “Beh, sì, sai, anch’io a volte…”. Della multinazionale e delle sue politiche inerenti al mondo del lavvoro e ai diritti (?) dei lavoratori si è occupata di recente la Cgil del nuovo segretario Landini, ma non il Pd, che in teoria sarebbe l’erede di un partito fondato da un certo Antonio Gramsci ma ha bel altro a cui pensare.

A Torino, significativamente, l’edificio dove viveva e lavorava Gramsci è stato riattato e trasformato in un hotel di superlusso.Il libro di Giuseppe Culicchia

Qualche buon motivo per leggere il libro di Giuseppe Culicchia

Se si volesse riassumerlo brevemente, definirei l’opera di Giuseppe Culicchia come un libro dissacrante sulla società contemporanea. Lo scrittore ha trovato il modo di rendere leggero, nella lettura, un libro pesante dal punto di vista contenutistico perché scrivendo e sviluppando l’opera letteraria come fosse un dizionario, riesce a parlare in modo breve, semplice e conciso di problematiche e argomenti non proprio di facile esplicazione e poco strutturati.

Il tono di Giuseppe Culicchia è ironico, dissacrante e così banalmente vero che, un pò, si resta mortificati nel leggere la nostra inconsistenza ideologica che si traspone nel liguaggio.

Ogni parola che utilizziamo trasuda ipocrisia e, a mio avviso, questa falsità nell’antica Grecia e in filosofia la si chiamava dialettica, grande capacità oratoria. Quest’arte, nel caso dovesse essere ancora presente ma dubito, oggi,  viene strumentalizzata non per ricercare la verità, come un tempo. Oggi la dialettica è uno strumento atto alla ricerca della ragione, sempre la propria e mai quella altrui.

Il punto dello scrittore non è soltanto quello di sottolineare che si può dire di tutto il suo contrario ma è la finalità e l’ipocrisia sociale e politica con cui si strumentalizza la parola. A prescindere dal fatto che la comunicazione, in fin dei conti, non è altro che uno strumento di cui ci avvaliamo per far comprendere un concetto, un intento, un desiderio o un’idea.

Le parole, come diceva Nanni Moretti in Palombella Rossa, sono importanti e possono essere pesanti come pietre.

La violenza delle parole risiede nell’ipocrisia come i termini politicamente corretti, che utilizziamo, rappresentano l’apologia della falsità dialettica. Ogni parola presente nel nostro vocabolario ha una propria etimologia che dovrebbe aiutarci a comprendere il vero significato, che ha dato origine a quel termine. Probabilmente questa materia che dovremmo approfondire o studiare nelle scuole, a prescindere, se si scelga di fare il Liceo Classico o quello Scientifico (perché ci si imbatte nello studio etimologico dei termini, studiando le lingue morte: il greco e il latino).

Conoscere il vero significato delle parole aiuta ad essere più consapevoli dell’uso dei termini che utilizziamo e ci aiuta a comprendere l’importanza del linguaggio e il rispetto che dobbiamo a questo strumento di comunicazione potente che abbiamo a nostra disposizione.

Un paese italiano 2020: partono le iscrizioni per partecipare al concorso!

Parte la quarta edizione di 1801 passaggi, concorso e mostra di fotografia documentaria, un’iniziativa legata al fondo fotografico di Frank Cancian. Il tema di quest’anno è Un paese italiano 2020. Al termine del concorso, verranno scelte 20 fotografie che saranno esposte al Mavi di Lacedonia.

Il filo conduttore che lega gli scatti del fotografo Frank Cancian e il concorso è quello di presentare uno scatto che rappresenti l’Italia, in qualsiasi suo aspetto, come fece il fotografo statunitense nel 1957 quando giunse a Lacedonia e immortalò gesti quotidiani che rappresentavano una comunità e la ciclicità di un tempo fatto di piccoli gesti che ne disegnavano usi, costumi e tradizioni.

Quest’anno c’è un ulteriore elemento da tener presente è quello di considerare l’emergenza in corso che ha cambiato le nostre abitudini quotidiane e di interazione con i luoghi.

copertina Concorso 2020

copertina concorso 2020

Un paese italiano 2020: come partecipare al concorso

I potenziali partecipanti possono inviare gli scatti realizzati fino al 31 ottobre 2020 entro le ore 23:59. La proclamazione dei vincitori con lettura delle motivazioni della giuria avverranno con una cerimonia ufficiale in diretta web il 5 dicembre 2020, vista l’esigenza sanitaria.

Il concorso è aperto a tutti coloro che abbiano compiuto 18 anni e possono partecipare addetti al settore ma anche gli appassionati della fotografia. Non possono partecipare gli associati a LaPilart e i membri del CdA del Mavi e la giuria presente nella corrente edizione.

La partecipazione al concorso è gratuita. Ciascun partecipante potrà inviare fino a un massimo di tre foto, riferite a determinati scatti di Frank Cancian tra le 20 indicate e presenti all’interno del bando del concorso.

L’invio delle fotografia dovrà avvenire esclusivamente attraverso il trasferimento gratuito di dati wetranfer.com e i partecipanti riceveranno, successivamente all’invio, una conferma dell’avvenuta ricezione.

Le fotografie devono essere state scattate dal 10 marzo 2020 (data di inizio del lockdown) fino alla data di scadenza del bando. Le foto realizzate prima del periodo indicato saranno scartate.

Il materiale dovrà essere inviato al seguente indirizzo: concorso@museomavi.it e dovrà contenere tre immagini in formato JPG e una scheda descrittiva, in formato testo, da compilare per ciascuno scatto.

Sono ammesse fotografie in bianco e nero o a colori, in formato JPG, rapporto 2:3 con il lato più lungo non inferiore a 3000 pixel. Non è consentito aggiungere cornici e descrizioni sulle immagini. Non sono ammesse foto composte, ad esempio in HDR o particolari elaborazioni in postproduzione, eccezione fatta per lievi correzioni di colori, contrasto o esposizione.

Frank Cancian: foto

Foto d’epoca del fotografo statunitense Frank Cancian

Giuria

La giuria che valuterà le fotografie inviate per Un paese italiano 2020 sono:

  • Simona Guerra: esperta in ordinamento e valorizzazione di archivi fotografici, autrice di fotografie e saggi di fotografia.
  • Lello Mazzacane: antropologo, professore ordinario dell’Università di Napoli Federico II.
  • Angelo Turetta: fotografo impegnato su temi sociali e di attualità nazionale ed internazionale.
  • Simone Terzi: resposabile coordinamento attività della Fondazione Un paese, ente istituito dal comune di Luzzara, per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.

Non vi resta altro da fare che leggere attentamente il bando per poter partecipare al concorso sul sito ufficiale del Mavi, consultando la sezione Progetto 1801.

L’Hotel degli amori smarriti: un film sulle occasioni perse

L’Hotel degli amori smarriti è l’ultimo film di Christophe Honoré, uscito nelle sale cinematografiche italiane nel 2020. Il lungometraggio è una commedia che rispecchia la classica tipologia del genere francese: si sorride sulla pochezza umana che trascende, spesso, nel ridicolo.

Protagonista del film è una coppia: Maria (Chiara Mastroianni, in nomination ai Cesar 2020 per la categoria Miglior Attrice) e Richard (Benjamin Biolay) sposata da vent’anni. La loro vita coniugale sembra basarsi su un rispetto reciproco e su un affetto consolidato da anni di convivenza finché, una sera, Richard scopre che sua moglie lo tradisce.

Una scoperta che lascia, in un primo momento, sgomento e incredulo l’uomo da ciò che non sospettava minimamente da parte di Maria. Dopo aver metabolizzato il tradimento, Richard chiede delle spiegazioni alla moglie che, con molta naturalezza, gli lascia intendere che le sue scappatelle non sono altro che un modo per tenere vivo il loro rapporto ventennale.

Maria è convinta che, a sua volta, il marito abbia avuto dei rapporti extraconiugali ma scopre che non è così: Richard le è sempre stato fedele.

Maria e Irène Haffner

Chiara Mastroianni e Camille Cottin

L’Hotel degli amori smarriti: la trama

Tra Maria e Richard nasce un’accesa discussione che porta la donna a dormire fuori casa, nell’hotel di fronte casa sua. In questo modo può avere una visuale del suo matrimonio e di suo marito, per poter riflettere meglio sul loro rapporto e sulla sua vita coniugale.

Maria si ritrova nella sua stanza d’albergo una presenza del tutto inaspettata. Nella sua stanza, la 212, lei non è da sola: il suo Richard, quello giovane, di cui si è innamorata venti anni prima è proprio lì davanti a lei.

Cosa le sta succendendo? Ha delle allucinazioni? No, quello nella sua stanza è proprio Richard in carne ed ossa ed è lì per ricordarle ciò che era e ciò che è diventata. Intanto il Richard di oggi è sofferente e insonne nella loro abitazione.

La donna, un tempo, era molto diversa da oggi: solare, innamorata del suo Richard e oggi, invece, ha sostituito i suoi sentimenti con comportamenti egoisti e privi di valore.

Maria, oggi, insegna all’università e, non accettando il passare del tempo, si diletta con alcuni dei suoi studenti, per avere l’illusione di ciò che era un tempo e per respirare quel profumo di giovinezza che sente la sta abbandonando del tutto. Oggi è una donna cinica, fredda che guarda il mondo con amaro disincanto.

Intanto iniziano ad apparire, materializzandosi, amori passati e amanti collezionati in una vita ma non solo di Maria. Da questo passato riemerge Irène Haffner (Camille Cottin), l’insegnante di pianoforte nonché  primo amore di Richard.

La storia tra i due finisce quando nella vita del giovane entra Maria. Iréne, in quel momento, comprende che è arrivato il momento di chiudere la relazione impossibile con il suo giovane allievo.

Iréne ricompare per cercare di riprendersi il suo amore di una vita, andando a citofonare a casa del Richard di oggi.

Come sarebbe andata la loro vita se l’uomo non avesse scelto Maria? Per scoprirlo non vi resta che guardare L’Hotel degli amori smarriti.

L'Hotel degli amori smarriti: trailer

Il film con Chiara Mastroianni

Qual è il senso del film di Christophe Honoré?

Christophe Honoré si diverte a giocare sui i pensieri che attagliano molte persone che, spesso insoddisfatte della propria vita attuale, ripensano al passato, alle occasioni sprecate, credendo di aver fatto scelte sbagliate.

Il senso del film è introspettivo: è un viaggio nei sentimenti e nelle emozioni in cui ogni cosa è possibile e in cui le aspettative sono avvolte da una speranza alimentata tra ciò che è e ciò che si sperava di avere.

Il fascino dei ricordi, ci porta in un mondo altro, composto di aspettative, in potenza, migliori di quelle che abbiamo oggi ma ciò che anima questo flusso di pensieri non è altro che l’insoddisfazione di cui, probabilmente, la prima causa è riconducibile a noi stessi.

Itaca deserta ruggine di Francesco Randazzo rivisita in chiave moderna il mito di Odisseo

Itaca deserta ruggine (2020) di Francesco Randazzo è un poemetto drammatico che rielabora il mito di Odisseo, rendendolo più contemporaneo.

Odisseo è un uomo dei nostri tempi, senza meta e senza punti di riferimento che approda ad Itaca, una piattaforma petrolifera abbandonata. In questo posto da solo, l’uomo, si ritrova a fare i conti con se stesso, con il suo passato e la memoria che vacilla.

Itaca deserta ruggine si divide in tre parti: Itaca deserta ruggine che ci presenta e descrive Odisseo e le peripezie che lo hanno condotto sino a Itaca, la seconda parte Nell’Ade liquido e la terza e ultima parte Ἀρέθουσα che è un frammento dialogico del mito di Aretusa.

Piove ad Itaca, dal mio arrivo. Le onde dabbasso

si frangono in spruzzi, dall’alto si schiantano

gocce

rabbiosamente tristi, risuonano sul metallo e

sembra

che la rugine si sciolga in sangue velenoso.

corrosivo.

Tutto è rimpianto, eppure niente mi sembra mio

quanto

questo simulacro di casa, questa tomba di famiglia.

Da qui trivellavo le profondità marine, io furbo,

imprenditore, manager intraprendente: petrolio o

gas

-dicevo- Superata l’acqua c’è il fondo, e sotto la

ricchezza,

da qui estrarrò potenza, energia e denaro! Questo

è il mio Regno.

 

Quanta solitudine, nel potere e nel denaro, mi

aggiravo rabbioso.

Perché nulla poteva bastarmi, nulla aveva senso e

la vita soltanto

accumulo ottuso. Guardavo il mare con lo

sconcerto e il panico

che avrebbe potuto spazzarmi via in un momento,

e di me niente

sarebbe rimasto, se non la menzogna di un’esistenza

vana.

Itaca deserta ruggine di Francesco Randazzo

Itaca deserta ruggine di Francesco Randazzo

L’Odisseo di Francesco Randazzo

Odisseo è un imprenditore che per troppa bramosìa di denaro ha perso tutto e la sua Itaca, che un tempo era rigogliosa di risorse petrolifere, ora non è altro che il ricordo sbiadito tra resti di ciò che prima risplendeva: ora è solo polvere e bulloni sparsi e arrugginiti dal tempo e dall’incuria.

Per l’imprenditore non restano solo che ricordi di un tempo che non è più, di viaggi in città dove ha trovato una seconda casa ma che ora gli hanno chiuso le porte. La memoria degli amori passati e di tutte le promesse tradite fatte alle amanti, oggi, gli lasciano solo l’amaro in bocca.

Penelope ha un ruolo diverso non è la donna mansueta, innamorata, a prescindere da tutto del suo Odisseo, è una donna che ha goduto della ricchezza di un tempo e che, ora caduta in miseria, si piange addosso per aver scelto l’uomo sbagliato.

Odisseo ricorda così la sua Penelope:

Sento, nel ferro che vibra, la voce arrochita di

mia moglie,

nel rollio dei pilastri, mi appare il suo passo

ondeggiante,

troppi mojito, troppi shot, Penelope aveva sempre

in mano

un bicchiere, camminava dritta ma ondulava

sinuosa,

sensuale panterona ubriaca, la guardavo come si

guarda

un film con Rita Hayworth, con la nostalgia

eterna del sesso.

Le toglievo i vestiti, ma lei rimaneva col bicchiere

in mano,

e con la bocca beveva da me, beveva cocktail,

beveva tutto.

E ridevamo di tutto, io e Penelope, sorditi e

felici, immemori,

sbronzi, danzatori ignudi, strappandoci fino alla

pelle il piacere.

Ma eri davvero tu, Penelope? Ero davvero io,

Odisseo? Noi, noi?

Non ha importanza, era vero tutto ciò che

credevamo d’essere.

Itaca deserta di Francesco Randazzo

Itaca deserta di Francesco Randazzo

Perché leggere Itaca deserta ruggine?

Itaca deserta ruggine di Francesco Randazzo è un’opera che non solo rivisita in chiave moderna il mito di Odisseo con coraggio ma riesce a farlo con la giusta ironia non dissacrante ma ha il solo compito di ripetere un viaggio con personaggi, che hanno lo stesso nome ma caratteristiche diverse che, in qualche modo, ci rispecchiano e in cui ci possiamo rivedere.

Il tema del viaggio nel passato di ciascuno ha sempre qualche traccia di rimpianto e di rimorso, dettato dal senno del poi e che, probabilmente, si scontra con il presente, generando una malinconia che potrebbe essere costruttiva solo nel momento in cui ci si rende conto delle proprie falle e, in qualche modo, si decide di porre rimedio nel presente.

La strada di quel viaggio che non abbiamo scelto, a vantaggio di un’altra, ci avrebbe potuti condurre ugualmente al rimpianto e alla malinconia fine a se stessa.

Itaca deserta ruggine edito da Fara Editore ha vinto il premio letterario Narrapoetando e ve ne consigliamo vivamente la lettura per sorridere amaramente sul mondo di oggi e sulla nostra società contemporanea.

Se siete amanti del mondo greco e delle rivisitazioni in chiave moderna vi consigliamo le poesie di Sinan Gudžević, il poeta che ironizza osservando il mondo in distici elegiaci.

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