Cultura

Morrison Hotel: storia di uno scatto cinquantennale

Gennaio 1970.

Per di qua, ragazzi. Ci siamo quasi…

La band seguiva quel tipo alto, biondo ed occhialuto, il tastierista, tra strade semisconosciute di Venice Beach, quello stesso luogo dove cinque anni prima, sulla spiaggia, era iniziato tutto.

Ray Manzarek lì vi aveva incontrato Jim Morrison, il suo compagno di studi all’UCLA e insieme avevano dato vita a qualcosa di strabiliante; una nuova parentesi musicale che avrebbe abbracciato la filosofia di Nietszche con le poesie di Rimbaud, un libro di Aldous Huxley, Le porte della percezione, con il richiamo obbligato a William Blake: i Doors, signore e signori.

Ora, quasi cinque anni dopo, ormai famosi, eccoli riuniti per un servizio fotografico organizzato all’ultimo minuto.

Perché tanta tempestività?

Da qualche giorno Jim Morrison aveva tagliato la foltissima barba che portava da più di un anno. Questo in seguito a degli scatti promozionali per una rivista patinata, che lo ritraevano di nuovo ben rasato mentre indossava abiti sgargianti e di dubbio gusto, insieme ad altri modelli di bellezza androgina tutti intorno e infine con lei, Pamela Courson, sua compagna e musa, oltre che proprietaria della boutique Themis. Un investimento davvero esagerato, affrontato grazie alle royalties degli album precedenti dei Doors.

Jim Morrison: approfondimento

John Densmore, Robby Krieger, Ray Manzarek e Jim Morrison

Per la sua ragazza Jim Morrison non aveva badato a spese nemmeno per quanto riguardava una casa, con tanto di Porsche parcheggiata nel vialetto, mentre lui viveva senza fissa dimora, saltellando tra un hotel e l’altro, tutti d’infimo ordine.

Aveva fatto crescere la barba innanzitutto per uccidere l’emblema di sex symbol che gli avevano cucito addosso, oltre che per somigliare sempre più al poeta a tempo pieno che desiderava diventare.

In più nell’ultimo anno, in seguito ad un esaurimento nervoso e al forte alcolismo, aveva messo su qualche chilo, situazione che sommata al rifiuto di radersi, infastidiva a dir poco gli altri ragazzi della band, che proprio per questo motivo da tempo si erano rifiutati tutti insieme per una session fotografica. Solo che Jim Morrison, dal suo canto,  per Pamela Courson non solo avrebbe tagliato la barba, o sarebbe volato dall’altra parte dell’oceano, ma si sarebbe addirittura esposto di nuovo ai flash, come la rock star intrisa di sesso che era stata tre anni prima.

Accortisi della novità, dunque, gli altri membri dei Doors avevano presto pensato ad un servizio fotografico promozionale per l’album che sarebbe uscito un mese dopo, e bisognava far presto, dunque, prima che la barba ricomparisse di nuovo sul volto del loro cantante dannato.

“Ci siamo” dichiarò Ray Manzarek mentre sostava di fronte  a ciò che sembrava l’ingresso di un hotel.

Jim Morrison, Robby Krieger e John Densmore, insieme al fotografo Henry Diltz, sostarono a lungo alle spalle dell’amico dal caschetto biondo, il quale indicava con un sorrisetto ironico e saccente il luogo dove si sarebbe descritta gran parte della storia di quell’anno, dove tutta la filosofia del poco tempo che sarebbe rimasto per le loro creazioni si sarebbe fossilizzata in uno scatto simbolico e decisivo. Una vetrina abbastanza grande sulla sinistra su cui campeggiava la scritta Morrison Hotel, e a destra un ingresso alquanto trionfale, nonostante lo squallore generico che quel luogo terribile ispirava; un albergo che costava due dollari e mezzo e notte, fatiscente e lugubre.

Morrison Hotel

Morrison Hotel

La band però sembrava entusiasta dell’idea e Henry Diltz li immortalò dapprima sotto il piccolo porticato che antecedeva l’ingresso; poi i Doors varcarono la soglia che si aprì con un tintinnio familiare ed entrarono nella hall, subito sulla sinistra, posizionandosi al di sotto della scritta, ognuno prendendo il suo posto, un po’ a caso, mentre il fotografo restava in strada, cercando di ritrarli e valutando le luci della sera che presto sarebbe sopraggiunta, e con essa i riflessi nel vetro dei fanali delle automobili che circolavano. Ma niente da fare. Il titolare dell’albergo, un tipo losco e burbero, senza troppe scuse mandò i ragazzi a farsi un giro: niente foto nel suo hotel, neanche a pensarci, gente.

Tra una scusa e l’altra i nostri intanto perdevano tempo, ordinando magari un drink, sostando nei pressi del luogo agognato, davanti alla vetrina della hall, ma mai allontanandosi.

Il momento propizio avvenne quando il direttore si allontanò un attimo per un impegno improvviso. Ci volle uno sguardo d’intesa tra tutti quegli amici un po’ brilli, e successe tutto in un attimo: Henry Diltz balzò di nuovo in strada, mentre i Doors, con un Jim Morrison volutamente posizionato al centro con camicia bianca che rifletteva il pallore del viso, e uno sguardo vacuo, ripresero lesti i posti che erano stati loro assegnati qualche minuto prima di essere interrotti. Restava poco tempo a disposizione e bisognava far presto: la luce, già scarsa quel pallido giorno d’inverno di cinquant’anni fa, sarebbe del tutto scemata in una manciata di minuti. Inclinato appena sulla sua destra, Robby Krieger è in piedi alle spalle di Jim Morrison, quest’ultimo seduto su un tavolino, mentre Ray Manzarek e John Densmore accomodati in poltrona, ai lati del loro carismatico e quasi sempre alticcio cantante, il primo un po’ più composto e girato di lato mentre guarda l’obiettivo, il secondo in ginocchio sul sedile e gli avambracci posati sulla spalliera, il mento quasi a toccare le mani congiunte. Quando il direttore tornò quei capelloni erano già belli lontani, con un tesoro che avrebbe fatto storia nelle istantanee rock, al sicuro nella macchina fotografica.

L’album che uscì un mese dopo, il 9 febbraio 1970, avrebbero dovuto intitolarlo Hard Rock Cafè, ma fu quello scatto organizzato in pochi minuti, che cambiò i connotati al lavoro. Morrison Hotel vendette in poche settimane mezzo milione di dischi, e quel nome all’album che ricordava senza dubbio il cantante, fu come un omaggio a Jim Morrison, che abbandonata per un attimo la sua crisi esistenziale, si era rimesso di nuovo sul serio a lavoro per la stesura delle nuove canzoni e per affrontare le nuove date.

Esistono delle riprese di quel pallido pomeriggio a Venice Beach, girate dallo stesso Henry Diltz, poco prima di arrivare al Morrison Hotel.

Jim Morrison

Jim Morrison

Jim Morrison (che beve da un fiaschetto di non so cosa) e soci passeggiano sulla spiaggia, poi il cantante sale su un’altalena per un giro mozzafiato, infine risale la spiaggia e si ferma davanti ad un muretto su cui campeggia una scritta: ERBA.

Carmine Maffei

Trasmettete l’amore: il video contro i pregiudizi della compagnia teatrale Puck Tea Trè

Trasmettete l’amore nasce quando una sera i componenti di Puck Tea Tré, compagnia teatrale di Avellino, erano a cena con Tito Huang, un loro amico nonché artista cinese che da anni risiede in Irpinia.

Uno degli argomenti trattati durante la serata è stato quello del Coronavirus e così è nata l’urgenza di dire qualcosa a riguardo, diffondendo un messaggio positivo.

Trasmettete l’amore è un video che vuole smuovere le coscienze senza però avere la presunzione di voler far cambiare idea a riguardo.

Afferma Michelangelo Belviso della compagnia teatrale Puck Tea Tré:

Il problema di oggi è il modo con cui si guarda il mondo e le valutazioni che si fanno a riguardo. Non siamo più curiosi di conoscere le persone o le cose che ci circondano.

Per me, l’amore è condividere quello che ami, amare ciò che ti piace, dare qualcosa di buono all’altro. Amore è un bambino che ti sorride mentre lo guardi negli occhi. L’amore è il centro del mondo.

Trasmettete l'amore: video

Trasmettete l’amore è un video contro i pregiudizi

Puck Tea Tré: chi sono e cosa fanno

Puck Tea Tré è una compagnia teatrale, che esiste e resiste da tre anni, composta da: Michelangelo Belviso, Martha Festa, Jessica Festa e Lara Belcastro. Il loro progetto nasce dal desiderio di produrre e promuovere corti teatrali e cinematografici oltre alla voglia di promuovere eventi culturali e laboratori nel nostro territorio.

Puck Tea Tré debutterà il prossimo maggio con nuovo spettacoloteatrale per ragazzi presso La Bottega del Sottoscala. I ragazzi sono attualmente in concorso con il cortometraggio Human Tide, per il  David di Donatello.

Pulcinella e Don Gennaro pittori di un morto vivo: una commedia brillante della famiglia Ferraiolo

Sabato 15 febbraio Fabio, Simone e Adriano Ferraiolo vi aspettano al Cinema Partenio di Avellino alle ore 17:00 per allietarvi con la commedia brillante Pulcinella e Don Gennaro pittori di un morto vivo.

La rappresentazione teatrale avrà come protagonisti gli storici e rinomati burattini Ferraiolo. Lo spettacolo è adatto alle famiglie, ai bambini e a tutti coloro che hanno ancora voglia di sognare e ridere.

Simone e Adriano Ferraiolo: video

Pulcinella e Don Gennaro pittori di un morto vivo è una commedia storica di Ferraiolo

È prevista una merenda con castagnole e chiacchiere, a cura della Pasticceria Enoteca De Pascale e una pizza, chiamata Cappello di Pulcinella realizzata ad hoc per i burattini Ferraiolo da ristorante Garganta di Avellino, dove si potrà acquistare il biglietto, scontato.

Le offerte sono abbinate al biglietto scontato, solo se acquistato in prevendita presso la pasticceria e il ristorante, previsto dal Cinema Partenio.

Il costo del biglietto è di 5,00 euro.

La durata della commedia Pulcinella e Don Gennaro pittori di un morto vivo è di 45 minuti.

Charlie Chaplin: burattino Ferraiolo

Il burattino di Charlie Chaplin dei Ferraiolo

Per info e prenotazioni contattare il seguente numero: 0825 2709 61.

Per scoprire qualche anticipazione sulla trama di Pulcinella e Don Gennaro pittori di un morto vivo non vi resta che guardare il video in home, in cui Simone e Adriano Ferraiolo vi sveleranno qualche anticipazione!

Inventario di un cuore in allarme: la storia di un ipocondriaco

Inventario di un cuore in allarme è l’ultimo romanzo di Lorenzo Marone, pubblicato da Einaudi, che uscirà nelle liberie il prossimo 11 febbraio.

Quel che vale per l’umanità, non vale per l’ipocondriaco. La prima chiara e lampante norma che costui deve seguire, un principio sul quale, bene o male, le varie forme di psicoterapia concordano, è questa: se vuoi mettere a tacere l’ossessione, non devi appoggiarti ad altri, non devi sviscerare le tue paure, non devi, diciamola tutta, rompere i coglioni di continuo a chi ti è accanto.

L'ultimo romanzo di Lorenzo Marone

Copertina dell’ultimo romanzo di Lorenzo Marone

Lorenzo Marone ci parla dell’ipocondria ma dal punto di vista di colui che ne è affetto.

Il protagonista del romanzo, infatti, si rende conto del problema che coinvolge le persone che gli ruotano intorno e decide di uscire fuori dal loop di fantomatiche malattie, che potrebbero minare la propria salute.

Inventario di un cuore in allarme è un manifesto delle diverse fobie, che un pò, ci accomunano universalmente tutti e in cui ciascuno potrebbe trovare un pò di sé.

Il protagonista del romanzo, per poter uscire dalla propria ipocondria, si ritroverà a leggere dai trattati di psicologia a quelli di fisica, passando per i tarocchi e la religione.

Tutte queste ricerche hanno un unico messaggio: esorcizzare l’angoscia non è il primo passo ma è ammettere la presenza di un malessere che, qualora non fosse patologico ma minimamente accennato, lo si potrebbe tradurre come un’imperfezione che ci rende unici.

Gli appuntamenti con l’Associazione ArTeatro

La giovanissima associazione ArTeatro, nata dalla fusione della Galleria Alfonso Grassi con la passione e la divulgazione del teatro, ha fin dall’inizio attivato tra la sua comunità uno stimolo molto entusiasmante per aiutare nella comprensione di un’arte che viene sì concepita per far parte del pubblico, ma anche per specchiarsi con esso, e farsi sentire parte integrante.

L’idea ed il merito vanno innanzitutto al suo ideatore Alfonso Grassi Jr, nipote del pittore Alfonso Grassi, artista che vanta l’esposizione delle sue opere in musei illustri come la Galleria degli Uffizi, oltre che l’amicizia e la stima sempre enormemente palesata del grande Giorgio De Chirico.

Alfonso Grassi Jr mi accoglie cordialmente nella sede di ArTeatro, durante un sabato mattina fin troppo rumoroso, e nel frattempo l’ingresso in un’atmosfera in cui regna invece il quasi timorato desiderio di un silenzio ricco di vibrazioni positive mi fa inoltrare in un mondo che trasmette la pace e allo stesso tempo la severa dottrina di artisti di un altro tempo. Le opere pittoriche che ci circondano appartengono ad artisti per lo più di scuola napoletana ed abbracciano quel fecondo periodo che va tra fine Ottocento e l’inizio del Novecento.

La voglia di continuare il percorso della Galleria, che ha avuto sede per circa venticinque anni in piazza San Michele, cuore del Centro Storico di Solofra, ora continua in questo spazio molto più grande ed accogliente, e molto più amicale. La grossa sede, ancora immersa nella penombra che lascia però filtrare quel tanto di luce che basta per comprendere la vastità delle opere circostanti, paesaggi e ritratti che scrutano insieme a noi la costruzione di un sogno: le sedie della platea sono dirette verso un palco ancora per poco al buio. Quella sera ci sarebbe stato uno spettacolo molto particolare, e l’attesa sembra voglia rendermi partecipe dell’entusiasmo di Alfonso Grassi, che nonostante il suo carisma poco pronunciato, come ogni bravo attore sa mascherare al momento giusto, non lascia certo nascosto un luccichio negli occhi da cui si enuncia una forte emozione.

Mi spiega Alfonso Grassi:

Le iniziative programmate dall’Associazione rispondono al bisogno di approfondimento espresso da una cittadinanza in attesa di un’educazione all’arte.

Si guarda compiaciuto intorno e poi continua:

L’opera non è solo qualcosa da esporre, si attiva e comincia a vivere nel confronto con chi la osserva. Arte e Teatro si fondono in una visione interdisciplinare della comunicazione e delle relazioni umane, promuovendo il protagonismo della Comunità, quella di cui siamo parte e attraverso la quale ci distinguiamo in un mondo che ci vuole omologati.

ArTeatro Avellino: programmazione

ArTeatro Avellino

ArTeatro: programmazione 2019/2020

Poi mi espone il programma della stagione culturale 2019/2020, che ha come titolo INCONTRI, intrigante nome che fa capire quanto per lui sia importante la coesione tra la società e l’arte del Teatro. Tutto è cominciato con una miscellanea di proposte davvero allettanti per tutti gli associati (essendo un’associazione tutti i partecipanti sono tenuti a tesserarsi e nel frattempo a valutare un vantaggioso abbonamento per tutti gli appuntamenti) come quando si è vista la partecipazione di Teatro 99 Posti Co.Ci.S, che ha aperto la stagione con “Storie di Terra, di Suoni e di Rumori”, con Paolo Capozzo e Maurizio Picariello con la regia di Gianni Di Nardo, un’opera che commenta attraverso lo sguardo ingenuo di due “compari” le tragedie del secolo scorso come le guerre mondiali, ma anche il terremoto del 1980, il tutto esposto in un dialetto in cui traspare la vicinanza all’Irpinia.

La stagione ha continuato con uno degli spettacoli più entusiasmanti e particolari, Jennifer, tratto da Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello, con la regia di Antonello De Rosa, che figura anche come attore protagonista.

Jennifer è un personaggio androgino che soffre dell’ingratitudine altrui, perché bollato come diverso, solo perché è combattuto dal suo essere uomo e donna contemporaneamente. L’incontro però con l’unica persona che lo comprenderà farà catapultare tutto l’immaginario.

Il prossimo 16 febbraio, invece, lo spettacolo Umoristicamente della compagnia tatrale di ArTeatro, diretto dallo stesso Alfonso Grassi, è invece dedicato a tutti gli appassionati della commedia di Eduardo De Filippo, trattandosi infatti di riprese di vari lavori del genio napoletano, una scelta nel far sentire il pubblico come in un’atmosfera domestica, in cui i dialoghi tendono a far parte di chi ascolta, rendendolo partecipe nella consuetudine di un tempo che si ripete nelle abitudini di oggigiorno.

L’avventura edoardiana prosegue senza sosta anche il 21 e il 22 febbraio con L’Ultimo Bottone, con la Compagnia dell’Eclissi e con la regia di Marcello Andria.

Il 14 e il 15 marzo si dà spazio alla musica con gli AcCorDian, band che ricalca gli anni d’oro dello swing, con lo spettacolo musicale Swing Italiano.

Questo ambizioso progetto del gallerista, attore e regista Alfonso Grassi svolgerà senza dubbio con orgoglio la conquista della fiducia di un pubblico che vuole sentirsi partecipe in uno spazio dedicato alla comunione di passioni travolgenti, nella luce soffusa di un luogo tempestato di piccole e grandi realtà, di qua vive e pulsanti su un palco, e tutt’intorno racchiuse nelle pesanti cornici agganciate ai muri, da cui sguardi ora indiscreti ora sinistri ci scrutano, testimoni della loro epoca e dell’ammiccante presente che ripropone le loro gesta nella consapevolezza degli attori contemporanei.

Carmine Maffei

Oroscopo della settimana: dal 10 al 16 febbraio

Vera protagonista di questa settimana sarà Venere, con il suo ingresso trionfale nel segno dell’Ariete.
A dire il vero, il passaggio è avvenuto già domenica 9 febbraio, ma il suo influsso inizierà a farsi sentire solo nel corso di questa settimana. Vediamo, quindi, come si bilanceranno le energie.
Il transito di Venere andrà a rafforzare decisamente i segni di Fuoco che, adesso, possono contare sull’astro dell’amore in Ariete e sul raggio di Marte in Sagittario. Nonostante questo cambio di segno, i super-supportati restano ancora i segni di Terra con Giove, Saturno e Plutone in Capricorno e Urano in Toro.
Stabili i segni d’Aria, che rimangono forti della grinta dettata dal Sole. Perdita di energia, invece, per i segni d’Acqua che, orfani del raggio venusiano, rimarranno ora supportati dall’energia di Mercurio e Nettuno in Pesci.

Ariete: dal 21 marzo al 20 aprile

Ariete: segno zodiacale

Ariete

Finalmente è arrivato!

L’astro della passione ha fatto il suo ingresso trionfale nel vostro spicchio di cielo, domenica 9 febbraio e adesso inizia a percorrere, grado dopo grado, il vostra segno, dispensando bellezza, armonia e amore.

Gli Arietini, sotto questo firmamento, non possono che sprizzare energia da tutti i pori, visto che l’azione di Venere viene potenziata anche dal transito di Marte nel segno amico del Sagittario!

Anche se Giove e Saturno, in quadratura dal segno del Capricorno, vi invitano, a procedere con cautela, in questi giorni, sarà lecito anche lasciarsi andare.

Quando il fuoco della passione chiama, un segno di Fuoco non può far altro che rispondere!

Toro: dal 20 aprile al 20 maggio

Toro: segno zodiacale

Toro

Scrive Roy T. Bennett:

Il cambiamento non porta sempre crescita ma non c’è crescita senza cambiamento.

Perché vi cito questa frase, cari amici del segno del Toro?

Lo faccio, perché, dopo una fase di assestamento, adesso il cielo vi chiede nuovamente di rimettervi in marcia e, soprattutto, di ricominciare a lavorare a quel progetto di rinnovamento a cui siete chiamati da due anni a questa parte.

L’uscita di Venere dal segno amico dei Pesci vi impone, dunque, di tornare alla concentrazione e al lavoro. In questo periodo, poi, grazie al sestile di Mercurio, potrete contare su ottime intuizioni.

La vostra mente vi dirà cosa fare e Giove, in trigono dal segno del Capricorno, vi spianerà la strada per farlo!

Gemelli: dal 21 maggio al 20 giugno

Gemelli: segno zodiacale

Gemelli

L’amore torna a sorridervi, cari amici del segno dei Gemelli!

Venere è finalmente uscita dalla quadratura dal segno dei Pesci. Adesso, ogni momento è quello buono per sbloccare situazioni che sembravano essersi arenate.

Unica precauzione che il cielo vi suggerisce, a causa dell’opposizione ancora presente di Marte dal segno del Sagittario, è quella di tenere a freno l’impazienza. Tutto e subito non vanno mai bene insieme, ricordatelo!

Sfruttate, piuttosto, la grande energia che vi viene dal trigono del Sole in Acquario, per sorprendere la persona del vostro cuore!

Cancro: dal 21 giugno al 21 luglio

Cancro: segno zodiale

Cancro

Luci e ombre caratterizzeranno, nel corso di questa settimana, il vostro cielo dell’amore, cari amici del segno del Cancro.

Venere, entrando in Ariete, potrebbe infatti farvi qualche dispettuccio. Attenzione però a non prendere lucciole per lanterne.

Il consiglio degli astri è quello di tenere a freno la vostra emotività: non sempre le cose sono come appaiono. Mercurio, in trigono dal segno dei Pesci, vi darà la lucidità mentale per leggere le cose per quello che sono, senza ingigantirle né sminuirle.

Cielo ottimo per le vincite… se il vostro partner si dimostrerà avaro nelle effusioni, fatevi baciare dalla Dea Bendata!

Leone: dal 23 luglio al 23 agosto

Leone: segno zodiacale

Leone

 

Buone nuove brillano nel vostro cielo di questa settimana, cari amici del segno del Leone!

L’ingresso di Venere nel segno dell’Ariete porterà un risveglio assoluto delle passioni. Marte, da parte sua, sempre in trigono dal segno del Sagittario, garantirà energia, grinta e voglia di fare!

Che dire? Quella che avete davanti è una settimana da vivere ai massimi livelli. Unico accorgimento che il cielo vi chiede è quello di non strafare. Il Sole, in opposizione dal segno dell’Acquario, potrebbe rendervi più esposti ai mali di stagione.

Basterà comunque riguardarsi un pò, per non correre rischi e non avere fastidi!

Vergine: dal 24 agosto al 22 settembre

Vergine: segno zodiacale

Vergine

Il vostro cielo comincia finalmente a rischiararsi, cari amici del segno della Vergine!

Con l’uscita di Venere dall’opposizione dal segno dei Pesci, sin da subito, riprenderà vigore il settore legato ai sentimenti. Molte delle situazioni che sembravano ferme, adesso, si sbloccheranno, senza che voi dobbiate muovere un solo muscolo. Le tensioni, invece, permangono per quel che riguarda i rapporti con gli altri in generale.

Marte e Mercurio, continuano infatti a creare dissidi. Il consiglio del cielo è quello di pazientare un pò e di non cedere alle provocazioni.

Presto anche questi due pianeti si toglieranno di mezzo ed il Sole tornerà a splendere sul vostro spicchio di cielo.

Bilancia: dal 23 settembre al 22 ottobre

Bilancia: segno zodiacale

Bilancia

Diceva il grande campione Kobe Bryant:

La passione è il carburante per il successo.

E voi, di passione, questa settimana, ne avete da vendere, cari amici del segno della Bilancia.

Marte, in sestile dal segno del Sagittario, vi riempie di grinta e voglia di trasformare il pensiero in azione; il Sole, in trigono dal segno dell’Acquario, vi fa sentire forti e determinati. Non fatevi, dunque, fuorviare dal raggio di una Venere che, dispettosa, potrebbe proiettare verso il vostro spicchio di cielo coni d’ombra.

L’astro dell’amore, ve lo ricordo, da domenica 9 febbraio è entrato in esatta opposizione rispetto al vostro spicchio di cielo.

Per contrastare l’effetto negativo, la parola d’ordine è: lasciar andare!

Scorpione: dal 23 ottobre al 21 novembre

Scorpione: segno zodiacale

Scorpione

Questa settimana, voglio aprire il vostro oroscopo, regalandovi un arcano dei Tarocchi.
La carta estratta per voi, cari Scorpioncini, rispecchia decisamente lo stato in cui si presenta il vostro cielo. Si tratta della Lama della Temperanza, una carta che invita alla calma e alla pazienza.
In questi giorni, dovete, infatti, fare i conti con l’uscita di Venere dal segno amico dei Pesci. L’astro dell’unione che fino ad oggi vi ha supportato e ha supportato i vostri rapporti, per circa un mese, risulterà eclissato.
Senza l’aiuto di questo pianeta e con Urano e Sole in posizione dissonante, c’è il serio rischio che voi, di fronte ai grandi e piccoli contrattempi, possiate perdere la pazienza. Non dovete assolutamente farlo!
Quando il nervosismo incalza, tirate un respiro profondo e contate fino a 10!

Sagittario: dal 22 novembre al 21 dicembre

Sagittario: segno zodiacale

Sagittario

Amore o guerra?

Qualunque sia la vostra priorità, questa settimana, siete destinati a portare a casa la vittoria, cari amici del segno del Sagittario!

Sia il pianeta Marte che il pianeta Venere sono infatti completamente dalla vostra parte! Mentre il primo, infatti, marcia deciso proprio nel vostro spicchio di cielo; la seconda vi fa l’occhiolino dal segno amico dell’Ariete. Approfittatene!

Se il cuore vi sussurra di fare una cosa, fatela! Non tergiversate. Adesso è il tempo della vittoria, un tempo che, inutile dirlo, va sfruttato al massimo, dal primo all’ultimo secondo!

Capricorno: dal 22 dicembre al 19 gennaio

Capricorno: segno zodiacale

Capricorno

Ahi ahi ahi, cari amici del segno del Capricorno!

Dopo un lunghissimo periodo che vi ha visti completamente appoggiati da tutti gli astri del nostro firmamento, questa settimana vi vedrà fare i conti con un raggio dissonante! Avere almeno un pianeta messo di punta è nella norma, credetemi, e non c’è motivo per cui allarmarsi. Neppure se il pianeta in questione è Venere.

L’astro dell’amore, è vero, potrebbe farvi qualche dispettuccio, ma, grazie a tutta una schiera di astri che vi supporta, sono certa che riuscirete a venire a capo di qualsiasi problema possa presentarsi di fronte a voi. Se l’amore non sorride, fossi in voi, mi impegnerei in altro.

Giove, altamente favorevole, vi spiana la strada su tutti gli altri fronti!

Aquario: dal 20 gennaio al 19 febbraio

Acquario: segno zodiacale

Acquario

L’energia del Sole; la grinta e la combattività di Marte; la calda passionalità di Venere.

Potete contare su un trio davvero formidabile, questa settimana, cari amici del segno dell’Acquario! Il cielo vi fa questi doni, proprio nei giorni che segnano il vostro capodanno astrologico. Il consiglio di Marlena è quello di sfruttarli al massimo!

Tutto arriva e tutto passa, amici cari, questa è una realtà incontrovertibile, ma il vivere bene o male, dipende anche da come si riesce ad incanalare le energie nei tempi floridi, in modo poi da poterla utilizzare nei tempi di magra!

Pesci: dal 20 febbraio al 20 marzo

Pesci: segno zodiacale

Pesci

Bye bye, Venere!

È sempre triste salutare il raggio benevolo di un pianeta, dopo che questi ha sostato a casa nostra!

Se poi il pianeta in questione è Venere, dirgli “arrivederci” può risultare ancora più pesante! Il cielo però è fatto in questo modo. Tutto gira, tutto si muove, le energie cambiano in continuazione e trovano sempre nuovi punti di equilibrio. Fossi in voi, invece che piangere su ciò che viene a mancare, mi concentrerei sulle grandi risorse che sono ancora a vostra disposizione!

Godetevi dunque il raggio di Mercurio che, oltre a dispensare, pensieri vincenti, potrebbe regalarvi anche qualche piccolo dono da parte della Dea Bendata!

Continuate, poi, a far fruttare al massimo l’energia positiva di Giove che, dal segno del Capricorno, vi supporta e vi spiana la strada!

Oscar 2020: tutti i vincitori per ciascuna categoria

Si sono conclusi gli Oscar 2020 che hanno visto come protagonista indiscusso Parasite, il primo film in lingua non inglese che si è aggiudicato l’Oscar come Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Film Internazionale e Migliore Sceneggiatura.

A dispetto delle candidature e dei pronostici che riguardavano The Irishman (10 nomination) di Martin Scorsese purtroppo non vince in nessuna delle categorie per cui era in gara.

Oscar 2020: i vincitori

Ecco i vincitori degli Oscar 2020

Per quanto riguarda Joker, altro film su cui si nutrivano grandi aspettative, di Todd Philips vince solo un Oscar che si aggiudica Joaquin Phoenix come migliore attore protagonista.

Procediamo con ordine e scopriamo tutti i vincitori degli Oscar 2020!

Oscar 2020: Miglior Film

Parasite è un film di Bong Joon-ho, che mostra un’istantanea del nostro tempo, mostrando due famiglie, appartenenti a ceti sociali diversi, che mostrano il grande divario economico e sociale del nostro tempo e non solo di quello coreano.

Ki-woo (Choi Woo-Sik) è un ragazzo che vive in un appartamento molto piccolo, sotto il livello della strada. Lui, insieme al resto della famiglia, vive di piccoli lavoretti che gli permettono a stento di mangiare e sbarcare il lunario.

Arriva ad un certo punto la svolta: un amico di Ki-woo che offre al ragazzo la possibilità di sostituirlo come insegnante d’inglese in una ricca famiglia. Da qui inizia il piano del nuovo insegnante d’inglese che cerca di collocare all’interno della ricca famiglia il resto della sua disagiata famiglia.

Ki-woo farà in modo che Ki-jung (Park So-dam), la sorella, diventi la nuova insegnante d’arte, Song Kang-ho (Ki-Taek), il padre, diventa il nuovo autista di Mr.Parl (Lee Sun-kyun) e la madre viene introdotta all’interno della casa come nuova governante.

Ma nonostante i piani qualcosa andrà storto.

Bong Joon-ho sottolinea attraverso Parasite il perché migliorare economicamente la propria condizione sociale concede una qualità della vita migliore ma non eleva lo spirito e il benessere mentale. Questi aspetti devono essere bilanciati, per poter raggiungere quella tranquillità tanto agognata da tutti.

Parasite ha vinto anche i BAFTA 2020 come Migliore Sceneggiatura.

Oscar 2020: Miglior Attore Protagonista

Ad aggiudicarsi l’Oscar 2020 come Miglior Attore Protagonista è Joaquin Phoenix, che interpreta Arthur Fleck in Joker di Todd Phillips.

La pellicola mostra in che modo la società attraverso le illusioni, le delusioni e l’emarginazione sia in grado di generare esseri umani capaci di un degrado morale e una spietatezza fuori dal comune.

Joaquin Phoenix ci mostra come Arthur Fleck suo malgrado si trasformi in Joker, diventando fisicamente e moralmente altro da ciò che è.

È così difficile essere sempre felici (It’s so hard to be Happy all the time), una frase che ricorre spesso nel film e che in qualche modo lega e interconnette Arthur FlecK a Joker.

Oscar 2020: Migliore Attrice Protagonista

L’Oscar 2020 di Miglior Attrice Protagonista è stato consegnato a Renéè Zellweger, che ha interpretato Judy Garland, nel biopic di Rupert Goold.

Judy Garlan (1922-1969) è stata una cantante, ballerina e attrice nonché madre di Liza Minnelli. La donna, nonostante il talento artistico, non è riuscita a conquistarsi la sua fetta di felicità. Non sono stati sufficienti i cinque matrimoni che sono giunti tutti al capolinea, non è servito appoggiarsi ai farmaci che le hanno solo procurato dipendenza, non è servito confortarsi con l’alcol che le ha creato un’altra dipendenza culminata con una forte depressione.

L’attrice infatti è morta a quarantasette anni per abuso di barbiturici ma non le sarebbe rimasto molto tempo da vivere a causa della grave forma di cirrosi epatica da cui era affetta.

Oscar 2020: Miglior Attore Non Protagonista

l’Oscar 2020 come Miglior Attore Non Protagonista è stato vinto da Brad Pitt, che ha interpretato Cliff Booth in C’era una volta… a Hollywood di Quentin Tarantino. Il personaggio interpretato dall’attore è uno stuntman che vive insieme al suo fedele cane in una roulotte.

Quentin Tarantino ha definito così il suo film:

Io sono di Los Angeles, sono cresciuto qui, avevo 7 anni nel 1969 e questo è davvero un film di Los Angeles, dove ho già ambientato Jackie Brown e Pulp Fiction. È il film più vicino a Pulp Fiction che ho fatto, perché racconta di una coppia di protagonisti e dei moltissimi altri personaggi che incontrano, disegnando un grande arazzo di tutta la città.

Oscar 2020: Miglior Attrice Non Protagonista

L’Oscar 2020 come Miglior Attrice Non Protagonista è stato vinto da Laura Dern, che ha interpretato Nora Fanshaw in Storia di un matrimonio di Noah Baumbach.

Il lungometraggio mostra il deteriorarsi di una storia d’amore che, insieme a ciò che è stato, ridipinge i personaggi con quelle sfumature falsate e malinconiche, che può dare solo da disilluzione umana a fronte di sentimenti che mutano e si abbrutiscono.

Oscar 2020: il Miglior Film di Animazione

Ad Aggiudicarsi l’Oscar 2020 come Miglior Film di Animazione è stato Toy Story 4 di John Lasseter e Josh Cooley.

Quest’ultimo descrive così i film Toy Story:

Credo che il motivo per cui i film Toy Story siano così divertenti sono i personaggi. Parte dell’emozione di un episodio sta nello scoprire personaggi nuovi e vedere come interagiscono con i vecchi. È divertente ritrovare quelli che già conosciamo, ma sarà assolutamente eccitante per il pubblico incontrare quelli che abbiamo appositamente creato per questa storia.

Oscar 2020: Miglior Documentario

L’Oscar 2020 come Migliore Documentario è stato vinto da Made in USA – Una fabbrica in Ohio (American Factory) diretto da Steven Bognar e Julia Reichert.

Il docufilm ci trasporta nella città di Dayton (Ohio) che è stato il polo industriale automobilistico più importante degli anni ’90.

La crisi finanziaria del 2007/2008 porta molte fabbriche al tracollo finanziario e alla conseguente chiusura. I registi fanno un ritratto di una classe media di tute blu che, fino alla crisi economica, poteva vantare un’esistenza agiata, data per scontata, nonostante la mancanza d’istruzione.

Mister Cao, presidente cinese della Fuyao, rivela lo stabilimento della General Motors, assumendo operai del luogo che erano rimasti senza lavoro e includendo operai cinesi in modo da fondere entrambe le esperienze professionali e culturali.

Oscar 2020: Miglior Cortometraggio nella categoria dei Documentari

Oscar 2020 come Miglior Cortometraggio è stato vinto da Learning to Skateboard in a Warzone (If You’re a Girl) diretto da Carol Dysinger.

Lo Skateistan è un’organizzazione no profit in Afghanistan che insegna alle ragazze a leggere, scrivere e a diventare anche delle skateboarder a Kabul.

Le ragazzine imparano ad avere coraggio e fiducia nelle proprie capacità.

Oscar 2020: Miglior Cortometraggio

 

L’Oscar 2020 come Miglior Cortometraggio è stato consegnato a Marshall Curry che ha diretto The Neighbors’ Window.

Il cortometraggio mostra come la vita di due ventenni dallo spirito liberoe disinibito sconvolgano la vita della vicina di casa, una donna di mezza età con  dei bambini piccoli e dai comportamenti di vita rigidi.

Oscar 2020: Miglior Corto Animato

L’Oscar 2020 per il Miglior Film di Animazione è stato consegnato a Matthew A. Cherry che ha diretto Hair Love.

Il tema del documentario è il rapporto tra padre e figlia in situazioni quotidiane. Il corto mostra un papà alle prese con i capelli della figlia.

Zia Lidia Social Club incontra Guido Lombardi al Movieplex di Mercogliano

Parte il ciclo La voce dell’autore, targato Zia Lidia Social Club, una rassegna cinematografica di cinema contemporaneo!

Il primo appuntamento si terrà il 7 febbraio alle ore 20:00 al cinema Movieplex di Mercogliano con la proiezione Il ladro di giorni di Guido Lombardi, che sarà presente durante la proiezione insieme a Gaetano Di Vaio, produttore del film.

Il ladro di giorni è stato presentato lo scorso ottobre alla Festa del cinema di Roma ed uscito nelle sale italiane il 6 febbraio.

Riccardo Scarmarcio è il protagonista de Il ladro di giorni

Il ladro di giorni di Guido Lombardi

Il ladro di giorni: la trama

Vincenzo (Riccardo Scamarcio) viene arrestato quando Salvo (Augusto Zazzaro), suo figlio, ha appena cinque anni. Il bambino rivede il padre dopo sette anni e vive una vita tranquilla finché Vincenzo non reclama il figlio, che deve accompagnarlo in un viaggio di quattro giorni.

La voglia di rivedere il figlio e di passare del tempo con lui non nasce da un sentimento di amore paterno: Vincenzo deve trasportare un carico di droga e viaggiare con un bambino desta meno sospetti.

Come andrà il viaggio? Vincenzo è davvero un padre senza scrupoli?

Per scoprirlo non vi resta che andare al Movieplex di Mercogliano e scoprire qualche particolare in più dalle parole di Guido Lombardi e di Gaetano Di Vaio!

César 2020: i film candidati per la migliore sceneggiatura

Il premio César è un riconoscimento cinematografico che riguarda esclusivamente il grande schermo francese. La prossima premiazione è prevista per il 28 febbraio a Parigi. Tra le varie nomination c’è quella per la migliore sceneggiatura.

Quali sono i film in gara per contendersi il premio per la migliore sceneggiatura?

1. I Miserabili

I Miserabili è un film diretto da Ladj Ly che ne ha curato la sceneggiatura insieme a Giordano Gederlini e ad Alexis Manenti.

Il regista ci offre uno spaccato di Montfermeil, una periferia di Parigi, che è un quartiere pieno di tensioni tra gang locali e forze dell’ordine che cercano di contendersi il potere sul territorio.

I Miserabili è un film che si ispira alle vicende del 2005 e alle rivolte di strada connesse a quel periodo. Quello che ci offre Ladj Ly è uno scorcio sociale e di denuncia.

Il lungometraggio è uscito nelle sale francesi nel 2019 mentre in Italia l’uscita è prevista per il prossimo 12 marzo.

2. Ritratto della giovane in fiamme

Ritratto della giovane in fiamme (2019) è un film di Céline Sciamma che ne ha curato anche la sceneggiatura.

Siamo in Francia ed è il 1770, Marianne, è una giovane pittrice che ha ricevuto l’incarico di ritrarre Héloise, una giovane donna che, appena uscita dal convento, ha ricevuto l’imposizione di sposarsi e lei non vuole.

Marianne e Héloise si troveranno a fare i conti con dei sentimenti nuovi e, a causa dei quali, dovranno intraprendere decisioni importanti per le loro vite.

Ritratto della giovane in fiamme è uscito nella sale italiane lo scorso 19 dicembre.

3. Grazie A Dio

Grazie A Dio è un film di François Ozon, che ne ha curato anche la sceneggiatura.

Siamo a Lione e Alexandre scopre che il prete che abusava di lui continua ad avere un ruolo che gli consente di stare a contatto con i bambini. Da qui inizia il coraggio d’intraprendere una battaglia con il prete, per evitare che altri bambini debbano subìre gli stessi abusi che, tempo addietro, sono stati destinati a lui.

Alexandre scopre molte vittime del sacerdote e insieme, visto il gran numero di abusati, formano un associazione che decide di costituirsi in giudizio legale.

4. The Specials

The Specials è un film di Olivier Nakache ed Eric Toledano (2019), che ne hanbno curato anche la sceneggiatura.

Malik e Bruno (Vincent Cassel) sono amici e colleghi: sono educatori di bambini adolescenti con autismo. I due passano intere giornate, occupandosi di decine di ragazzi e cercando di trasmettergli un vago senso di responsabilità.

The Specials è un film che mostra le falle di un sistema che ormai fa buchi da tutte le parti nonostante ci siano persone che, ogni giorno, si sforzano nel cercare di cambiare, ciascuno nel suo piccolo, un modus operandi devastato.

Il lungometraggio non è ancora uscito nelle sale italiane.

5. La Belle Èpoque

La Belle Èpoque è un film di Nicolas Bedos e ne ha curato anche la sceneggiatura.

Victor e Marianne sono sposati ma con un’idea della loro storia diversa: lei vorrebbe andare avanti mentre lui, nostalgico, vorrebbe ritornare nel passato. La condizione di Victor si riversa anche sul suo lavoro: lui è un disegnatore diventato disoccupato perché rifiuta la grafica digitale moderna.

Marianne decide di cacciare il marito perché non riceve più stimoli da lui che, intanto, si è rifugiata tra le braccia di François, miglior amico di di Victor.

Quasi per gioco Victor accetta l’invito di un’agenzia che mette in scena il passato e da questa messa in scena riuscirà a focalizzarsi sulle derive che ha preso la sua vita lavorativa e sentimentale.

Rispetto all’elenco dei film con la migliore sceneggiatura di BAFTA 2020, quelladel premio César punta, prevalentemente sullla denuncia dei temi sociali.

Dalle ricerche e valutazioni svolte i più accreditati sono The Specials e La Belle Èpoque. Noi tifiamo per I Miserabili o per La Belle Èpoque.

Per scoprire chi si aggiudicherà il Premio César 2020 del film con la migliore sceneggiatura non ci resta che aspettare il prossimo 28 febbraio.

Voi a chi dareste il premio per la migliore sceneggiatura? Scrivetecelo nei commenti.

Verticale di Barolo Borgogno all’Enoteca Scagliola

L’Enoteca Scagliola in collaborazione con AIS Napoli propone una mini verticale dedicata a quattro annate storiche del Barolo Borgogno.

Ciò che si prospetta per i degustatori che intenderanno partecipare all’evento è un viaggio temporale a ritroso: partendo da un Barolo Borgogno del 2015, si proseguirà con un Borgogno Riserva 2003 e ancora con un Barolo 1998  per giungere a conclusione con un Barolo Borgogno Riserva 1967.

L’Azienda Borgogno è tra le più prestigiose del territorio e ciascun vino verrà presentato direttamente dal patron Andrea Farinetti.

Per quanto riguarda la degustazione tecnica sarà a cura di Franco De Luca, AIS Napoli.

Vini Borgogno: mini verticale

L’azienda Borgogno in collaborazione con l’Ais

L’evento è previsto, previa prenotazione, per il 17 febbraio alle ore 20:30 all’Enoteca Scagliola in via San Pietro a Majella n.15.

Il costo della degustazione è di euro 100,00 mentre per i Soci Ais è di euro 90,00.

Per info e prenotazioni contattare i seguenti numeri: 081 459696 o 334 9698115.

I posti sono limitati.

Barolo Borgogno

Verticale Borgogno a Napoli

Cantina Borgogno: storia

Bartolomeo Borgogno fonda la cantina nel 1761. Nel 1861 Il Barolo Borgogno sigilla il patto al pranzo celebrativo per l’Unità d’Italia mentre nel 1908 il Barolo Borgogno viene servito a Nicola II Romanov, Zar di tutte le Russie, in visita ufficiale al Castello di Racconigi nel 1908.

Nel 1920 Cesare Borgogno assume la direzione della cantina, iniziando ad esportare i vini all’estero: in Europa, in Argentina e negli Stati Uniti. Oltre ad aprire le porte commerciali verso nuovi orizzonti, il produttore vitivinicolo ha un’intuizione geniale: conservare metà della produzione di Barolo Riserva per venderla venti anni dopo.

Nel 1955 l’Institute des Appellations d’Origines francese intenta causa all’imprenditore con l’accusa di aver chiamato la sua azienda e di aver copiato il nome alla regione di Borgogna e nel 1967 l’azienda modifica il nome con quello di Giacomo Borgogno & Figli.

Nel 1968 muore Cesare Borgogno e la conduzione dell’azienda passa nelle mani del nipote Franco Boschis. Una bottiglia di Barolo Borgogno del 1886 venduta all’asta nel 1972 raggiunge un prezzo di 530mila lire, cifra stratosferica per quei tempi.

Giorgio e Cesare Boschis, figli di Franco entrano a far parte dell’azienda nel 1984.

Nel 2008 la famiglia Farinetti acquista l’azienda Borgogno e, lo stesso anno, Andrea Farinetti assume la conduzione dell’azienda nel 2010.

Nel 2013 Andrea Farinetti ricomincia ad utilizzare esclusivamente il cemento per la fermentazione dei vini e nel 2015, l’imprenditore ed enologo apre le porte alla coltivazione biologica, acquistaqndo tre ettari che saranno dedicati esclusivamente per la produzione di Timorasso (vitigno a bacca bianca autoctono) che generalmente è caratterizzato da una resa limitata ma di eccellente qualità.

Non vi resta che conoscere attraverso le papille gustative la storia di un’azienda e di un prodotto che hanno fatto la storia!

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