Il proibizionismo spiegato da Michelangelo Bruno

Il proibizionismo (1920-1933) è il periodo in cui viene sancito il divieto sulla fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcol negli Stati Uniti d’America. Questo divieto nasce quando l’alcol è fruibile per tutta la popolazione.

Michelangelo Bruno ci parla del proibizionismo: il video

Una tappa storica importante per il mondo della miscelazione

Allo stesso modo nel 1729 fino al 1751 in Gran Bretagna furono emanate cinque leggi per limitare il consumo di Gin. Questo periodo viene infatti ricordato con il nome di Gin Act. Ciò che fece allarmare le istituzioni politiche del tempo fu che parte del salario degli operai inglesi veniva corrisposto in gin. Questa usanza ovviamente portò ad una serie di problemi come la piaga sociale dell’alcolismo.

Il problema però non era soltanto relativo al salario degli operai ma come ci spiega Michelangelo Bruno, bartender de Il Castello D’Aquino caffè letterario di Grottaminarda, era anche l’impossibilità di bere acqua pulita:

Verso la metà del’600, ad esempio, il gin era diventato una piaga perché tutti bevevano questo distillato. La questione è di carattere storico-sociale perché se l’acqua è inquinata e fa male è normale preferire una bevanda distillata nella quale le impurità sono ridotte al minimo. Quindi etichettare Londra, in quel periodo, come una città di ubriaconi è una definizione sbagliata perché facendo una disamina storica ci si rende conto che era difficile fruire di acqua potabile. Da ciò però nasce la piaga sociale dell’alcolismo e di quello minorile, in modo particolare.

Michelangelo Bruno: video

Michelangelo Bruno ci spiega brevemente alcune tappe storiche che hanno dato vita alla miscelazione

L’importanza del proibizionismo per il mondo della miscelazione

Il proibizionismo è stato fonte d’ispirazione perché è in questo periodo che nascono i bar clandestini o speakeasy, esercizi commerciali che vendevano illegalmente bevande alcoliche. Spesso questi luoghi erano nascosti da insegne diverse per evitare di essere scoperti.

È fondamentale, da un punto di vista psicologico e antropologico, sottolineare come in questo periodo sono nati alcuni drink fondamentali  per il mondo della miscelazione. Molti di questi drink sono nati a New Orleans, negli Stati Uniti d’America e a Cuba. Quest’ultima, infatti, essendo molto vicina permetteva agli statunitensi di bere drink più caraibici e meno strong  quelli che si bevevano nei bar clandestini.

Da qui si gettano le prime basi per due diverse scuole di pensiero legate al mondo della miscelazione.

Durante il proibizionismo, dunque, si inizia a ricercare e a pensare ad una struttura della miscelazione molto vicina al concetto odierno di bar e di mixology. Oggi, infatti, viviamo un’epoca d’oro per quanto riguarda la miscelazione.

Il Club de Catineros di Cuba

In questo periodo nasce il Club de Cantineros a di Cuba che cerca di attrezzarsi, cercando di garantire ai barman una carriera lavorativa di un certo livello che li conducesse ad intraprendere una carriera professionale rispettabile.

Il Club garantiva giornate di lavoro di otto o sei ore con uno stipendio minimo adeguato. Inizialmente il Club era formato da 25 soci e da 16 fondatori che avevano fornito un supporto economico. Nel 1929 nasce il Festival del Cantinero dove tutti i barman di tutto il mondo si riunivano a l’Avana per El dia del Cantinero. Nel 1930 viene anche pubblicato il Manuale Oficial, il primo libro di ricette del Club del Cantinero.  In seguito nasce anche una scuola per formare barman chiamata La Classe del Coctelaria.

Oggi il Club de Cantineros esiste ancora ma ha connotazioni diverse rispetto a quelle iniziali.

Per scoprire altre informazioni sul mondo della mixology vi consigliamo di approfondire la storia della miscelazione in cui Michelangelo Bruno spiega alcune tappe importanti.

Buona scoperta!

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