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Ghemon: il rapper di Avellino approdato a Sanremo

Ghemon è il nome d’arte di Giovanni Luca Picariello, rapper e cantautore italiano, classe 1981 e nato ad Avellino. Quest’anno ha deciso di esibirsi a Sanremo con il brano Rose viola. Il suo nome non è sconosciuto ai più giovani che lo conoscono ormai da tempo. Lui è un rapper particolare e camaleontico, riesce a mixare stili completamente diversi, senza dimenticare l’importanza dei testi. È un artista che vive in modalità low profile, non è un esibizionista e lascia che sia la sua musica a far clamore. Si è definito, in alcune interviste, un transgender del rap perché rifiuta qualsiasi etichetta o catalogazione sulla sua musica e sulla sua vita privata.

Il rapper ha scelto il suo nome d’arte chiamandosi come l’amico samurai di Lupin, la differenza è che ha scelto di scriverlo per come si pronuncia: Ghemon anziché Goemon. La scelta del nome non dipende da somiglianze caratteriali che lo avvicinano al samurai taciturno e distruttivo ma é semplicemente perchè é l’anime che lo affascina di più.

Ghemon si discosta dall’ambiente dell’hip pop perchè la sua musica parla della sua realtà, della sua vita e non di quello che vorrebbe avere e che non ha o di ciò che vorrebbe essere e che non è. Scrivere i suoi pezzi per lui è mera catarsi, è un modo per cercare di stare meglio, cacciando fuori tutto quello che non va bene, è un modo per esorcizzare un demone con cui ha dovuto fare i conti: la depressione.

Il cantante ha parlato di questo malessere che lo ha costretto all’immobilità: non riusciva ad uscire di casa, ad alzarsi dal letto e quando ha dovuto fare i conti con ciò che aveva, oltre all’aiuto degli psicofarmaci, la musica è stata la sua terapia interiore.

Il testo Mezzanotte dell’album omonimo uscito nel 2017 racconta della sua malattia. Ecco il video!

Rose viola: testo e significato della canzone presentata a Sanremo

Ghemon quest’anno ha deciso di esibirsi come concorrente al Festival di Sanremo, portando un testo che parla d’amore. Quello di cui parla è un amore finito o non vissuto nel migliore dei modi. La particolarità del testo è che le parole ed il punto di vista sono al femminile, in alcuni passaggi lui canta come se fosse una lei .

Ecco il testo di Rose viola:

Dieci fori di proiettile nell’anima

Ed il cuore ricolmo di sassi

La strada del ritorno

L’ ho segnata sulla mappa dei miei passi falsi

Frasi squisite, quelle tue,

Che ora sanno di cibo per gatti

Ma sta nel gioco delle parti

Accarezzerò le tue mille spine

Sarò fragile

Rose viola

Stese sulle lenzuola

Come tutte le notti in cui

Te ne stai da sola

Nodi in gola

Ed il trucco che cola

come tutte le notti in cui

Proprio lui ti trova

Lo sguardo segue fiero

Nello specchio questa linea curva lungo i fianchi

Mi fai sentire nuda ancora prima di spogliarmi

Tu sei il pensiero nero che mi culla

E anche stanotte scapperai su un taxi

Com’è difficile salvarsi

Rose viola

Stese sulle lenzuola

Come tutte le notti in cui

Te ne stai da sola

Nodi in gola

Ed il trucco che cola

Come tutte le notti in cui

Proprio lui ti trova

Gli occhi perdonano

per uno come te

Anche se dico no

Resti dentro di me

Resti dentro di me

Rose viola

stese sulle lenzuola

Come tutte le notti in cui

Te ne stai da sola

Nodi in gola

Ed il trucco che cola

Come tutte le notti in cui

Proprio lui ti trova.

Le rose viola sono delle metafore che servono a Ghemon per dare il senso del dolore e della sconfitta che porta con sé la fine di una relazione appena finita o di un legame che non procura gioia. Viola è il colore che simboleggia la morte e, se ci pensiamo bene, la fine di un rapporto e la sua accettazione sono come una sorta di elaborazione del lutto e di tutti i passaggi che inevitabilmente si devono affrontare per stare meglio, accettare ciò che è successo e ricominciare a vivere la propria vita senza l’altra persona. Allo stesso tempo è doloroso anche vivere una storia d’amore in cui non si sta bene, in cui ci si sente soli pur essendo una coppia. Il tema principale di Rose viola oltre all’amore è anche la solitudine vista nella sua duplicità e differenza cognitiva.

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