Degas

Degas: le tre aree tematiche della mostra a Napoli

La mostra, scandita in tre sezioni, intende risvegliare l’attenzione su uno degli aspetti meno noti della
formazione artistica di Degas, il rapporto con Napoli.
Rapporto che, come noto, parte dal nonno Hilaire Degas, stabilitosi a Napoli per mettersi al riparo dai moti rivoluzionari parigini.
Degas, grazie al nonno, oltre che ai fermenti della Parigi fin de siècle, si formò nella luce e nel fervore
culturale che, all’epoca, animava la città di Napoli.
La mostra intende, quindi, attraverso un percorso in parte multimediale e in parte con opere originali
realizzate da Degas e dai suoi amici, creare i presupposti per una futura indagine, esaustiva, del periodo napoletano del grande maestro dell’Impressionismo (1854 – 1856).
In mostra vi saranno opere rarissime, come le due serie di monotipi La Famille Cardinal e La Maison Tellier, realizzati da Degas ed editate dal mitico mercante Ambroise Vollard.
La Famille Cardinal, realizzata per illustrare il romanzo dell’amico scrittore Ludovic Halévy, racconta la vita di una famiglia borghese nella Parigi di fine Ottocento ed è considerata uno dei capolavori di Degas per la qualità del segno e per la precisione nella descrizione dei personaggi, in cui si riconosce lo stesso Halévy.
Le opere de La Maison Tellier, realizzate per supportare visivamente il racconto scritto da Guy de
Maupassant, sono considerate tra le opere più importanti e riuscite di Degas per l’alta qualità della resa,
emotiva, delle scene rappresentate, che raccontano in maniera cruda e realista la vita di una “Maison
Close” parigina.
Lo sfarzo delle sale “d’accueil” non nasconde la triste vita che si svolgeva al suo interno.
Degas entra senza compiacimenti e senza ripensamenti all’interno di una casa di “piacere” per rendere
visibile, in una maniera da fotoreportage, la quotidianità di vita al suo interno.
Il percorso della mostra, che si apre con il ritratto del nonno Hilaire Degas, viene scandito da circa 30
disegni provenienti dal Carnet di Ludovic Halévy in cui, oltre ai ritratti dei personaggi che frequentavano il salotto Halévy, come ad esempio Offenbach, sono presenti studi e disegni preparatori di alcuni dei suoi
celebri dipinti, come ad esempio Mademoiselle La La au cirque Fernando.
Un’attenzione particolare è dedicata al famoso dipinto La Famiglia Bellelli, in cui sono ritratti la cugina, il marito e le due figlie ed in cui Degas esprime la sua capacità di introspezione psicologica dei personaggi, restituendo nel dipinto riprodotto in mostra i rapporti non idilliaci tra i personaggi rappresentati.
Nelle tre sezioni, una è dedicata ai temi cari a Degas: le sue ballerine. Le troveremo, quindi, rappresentate sia in scultura, sia in splendide e rare acqueforti ed héliogravure.
La terza sezione è dedicata ai suoi compagni di strada, da Manet a Cézanne, al suo sodale Marcellin
Desboutin artista “maudit” che, dagli sfarzi della sua splendida villa “l’ombrellino” di Fiesole, in cui a suo
tempo visse Galileo Galilei, finì in ristrettezze a Parigi e divenne uno dei più cari amici di Degas, da lui
spesso ritratto nei suoi dipinti.
Tra le importanti opere in mostra si segnala un preziosissimo disegno di Degas, proveniente dalla famiglia dell’artista, in cui è ritratto Eugène Manet, fratello del più celebre Édouard e marito della pittrice Berthe Morisot, anch’essa presente in mostra con un toccante ritratto fattole da Manet, pochi giorni dopo la morte del marito Eugène.
Una mostra, questa, che annovera aspetti poco noti di Degas e che porta al grande pubblico il piacere della scoperta di opere raramente esposte al pubblico per la loro fragilità.

Degas torna a Napoli, la prima volta dopo oltre un secolo

Degas: le tre aree tematiche della mostra a Napoli

La mostra si suddivide in tre aree. Questa prima sezione guida i visitatori nelle vicende familiari del
barone Hilaire Germain Edgar De Gas, da tutti conosciuto come Edgar Degas, a partire dal ritratto del
nonno Hilaire e da quelli di alcuni dei suoi famigliari, per poi terminare con il capolavoro La Famiglia
Bellelli. Ad introdurre i visitatori all’esposizione, una carrellata di immagini e di opere che raccontano
la Napoli di fine Ottocento, che accolse Degas durante il suo soggiorno napoletano (1854 – 1856).
Una città, Napoli, che restò nel suo cuore per il calore della sua gente per la luce del suo cielo, che ritornava costantemente nei suoi racconti, specie durante le fredde serate parigine.

La seconda sezione è dedicata ai temi preferiti da Degas: ballerine, corse dei cavalli, serate tra teatri,
caffè-concerto e “Maison Close”. Degas esplora e viviseziona una società che cambia e che, tra la
frenesia di una vita fatta di luci, suoni e sfarzi, in una mondanità apparentemente senza limiti,
nasconde al suo interno il dramma di chi da questo mondo è espulso, relegato nella quotidianità
faticosa di lavandaie, stiratrici, prostitute o di personaggi inebetiti dall’alcool, all’interno di fumosi
café.
Questi due aspetti della sua vita parigina emergono in maniera esemplare dalle straordinarie immagini
e dagli studi fatti dal vivo da Degas, uno dei più grandi cantori della società francese di fine Ottocento.

La terza sezione di questa mostra è dedicata agli amici, alla vita sociale e anche alle sue tormentate vicende personali, con la presenza di opere e immagini di artisti quali Marcellin Desboutin, Ludovic Halévy, Cezanne, Pablo Picasso, Filippo Palizzi, Domenico Morelli, Édouard Manet, Todulouse-
Lautrec. Inoltre, viene messa in luce la straordinaria avventura di Degas alla scoperta dell’Impressionismo e di un mondo in grande trasformazione.

Degas torna a Napoli, la prima volta dopo oltre un secolo

È noto che il pittore e scultore Edgar Degas (1834 – 1917) coltivò sin dalla giovinezza uno stretto rapporto con l’Italia e con Napoli eppure mai, fino ad oggi, la città ha ospitato una mostra a lui dedicata. Per la prima volta in assoluto, dal 14 gennaio fino al 10 aprile, Degas, il ritorno a Napoli celebra finalmente quel legame, con una selezione di quasi 200 opere originali esposte nella Sala del Refettorio del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, a pochi passi da Palazzo Pignatelli di Monteleone, residenza del nonno paterno e di parte della famiglia, meglio conosciuto come Palazzo Degas.
Prodotta da Navigare srl e patrocinata dal Comune di Napoli, la mostra è curata dall’esperto e
collezionista d’arte Vincenzo Sanfo e si articola in tre aree tematiche.

La prima, riferita agli anni giovanili di Degas, ricostruisce le atmosfere della Napoli di fine Ottocento, attraverso immagini storiche e l’analisi del ritratto del nonno Hilaire De Gas, primo importante dipinto realizzato a Napoli dal futuro pittore impressionista, e quello della famiglia Bellelli, suoi parenti, proposti in mostra in una riproduzione multimediale.

Degas torna a Napoli, la prima volta dopo oltre un secolo

Con la seconda sezione, dedicata ai temi distintivi dell’arte di Degas: ballerine, prostitute, cavalli da corsa e café-chantant della Belle Époque, l’esposizione entra nel vivo con una galleria di disegni, studi preparatori, numerose incisioni tra monotipi, litografie e xilografie, e tre sculture in bronzo. Tali opere risultano fondamentali per comprendere a pieno l’arte del “pittore delle ballerine”.

L’attenzione alla forma e al segno, che si realizza attraverso lo studio, l’imitazione dei grandi maestri della pittura italiana oltre che del neoclassicista Ingres, insieme all’esercizio del disegno, lo
accompagneranno fino alla morte. Il disegno, per Degas, rivela molto meglio della pittura la vera personalità di un artista. Anche quando entrerà nel gruppo degli Impressionisti e si dedicherà al colore, Degas non abbandonerà questa convinzione.

Accanto alla produzione di disegni e incisioni dell’artista, rappresentata dalle serie La maison
Tellier e La Famille Cardinal e, in facsimile, dal Carnet di disegni per Ludovic Halévy, spiccano in
questa esposizione numerosi altri celebri artisti tra cui Pablo Picasso (acquaforte Degas e Desboutin,
serie La Celestine) e Jules Pascin (disegni a inchiostro Maison Close).

La terza area tematica riguarda aspetti più mondani della vita di Degas, le sue frequentazioni
con altri artisti e gli anni più tormentati della sua esistenza minata dalla cecità. In questa parte della
mostra, sono esposte opere pittoriche e grafiche di artisti napoletani, come Filippo Palizzi, conosciuto
alla Reale Accademia di Belle Arti di Napoli, con il quale Degas condivise il dissenso per
l’insegnamento accademico. L’area ospita anche altri illustri artisti come Domenico Morelli, Frank
Boggs, Giuseppe Canova, Ferdinando Pappacena e Édouard Manet, con il prezioso olio su cartoncino
Vase de fleure.
Infine, trentaquattro fotografie realizzate da Degas, provenienti dalla Bibliothèque National de
France, evidenziano l’interesse di Degas per la recente invenzione quale strumento di studio per il
movimento del corpo umano e dei cavalli, accolta da molti Impressionisti.
Degas, il ritorno a Napoli sarà visitabile sino al 10 aprile con orario continuato, giorni feriali dalle ore
9:30 alle 19:30 mentre sabato, la domenica e festivi dalle 9:30 alle 20:30.

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