libro

Savana on the road,
nel libro di Chiara Castellani il diritto di sognare un Congo migliore

Savana on the road – Il diritto di sognare” è una lunga lettera che Chiara Castellani, chirurgo di guerra e missionaria laica da ventisei anni in Africa, scrive a Kikobo, un infermiere congolese affetto dall’Aids.

Chiara e Kikobo diventano amici percorrendo, in sella ad una Yamaha 25, le strade del Congo per raggiungere i villaggi più dimenticati e curare gli ammalati. Negli interminabili e avventurosi viaggi all’interno di un Paese lacerato da guerre civili, Chiara e Kikobo sognano insieme un futuro dove il diritto alla vita, alla salute, all’istruzione e alla pace siano rispettati.

Chiara Castellani si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma con l’ideale di aiutare le vittime della guerra in Africa e realizzare il sogno che coltivava fin da bambina.

Il sogno di Chiara Castellani

È Kikobo a insegnare a Chiara Castellani che il miglior investimento che si possa fare, quando si redigono progetti di sviluppo per l’Africa, è quello sulla persona umana. Ora Kikobo è medico e assistente universitario e con il proprio esempio insegna ai giovani congolesi a costruire il proprio futuro e a curare l’Aids.

“Per le strade di Contrada”,
la storia del paese nei ricordi di Domenico Cerullo

Per le strade di Contrada è il libro che il professore Domenico Cerullo ha dedicato al paese che diede i natali al padre Antonio, Maresciallo Maggiore dei Carabinieri. La sua ricerca di memorie del passato si propone di far riscoprire, apprezzare e rispettare le bellezze racchiuse nei paesi che la vita ci fa conoscere.

Trovo che le strade, ovunque portino, hanno qualcosa di superbamente intrigante. Hanno il fascino di poter essere attraversate, uniscono ciò che altrimenti rimarrebbe diviso. Nello stesso momento in cui vediamo dinnanzi a noi una strada, si srotolano infinite possibilità: possiamo iniziare a percorrerla, perchè la strada, anche a fondo cieco, da qualche parte dovrà pur portarci: possiamo scegliere di salire su un’auto e imboccare una sua traversa; possiamo fermarci e guardare cosa succede in quel punto di quella strada: oppure possiamo chiedere informazioni a qualche passante, entrare in un negozio, in una chiesa, in un bar, possiamo incontrare un vecchio amico e decidere di passeggiare per quella strada con lui; possiamo chiederci quale sia il nome di quella strada, quale la sua storia, perchè quella denominazione. Ed ecco che si scopre che dietro quel nome c’è una storia che merita di essere raccontata. E io, cercando e percorrendo le strade di Contrada, ho voluto raccontare alcune di quelle storie.

Il volume del professore Cerullo vuole restituire dignità a casali, stradine acciottolate, fontane, edicole votive, una volta parte integrante della religiosità popolare. Nelle chiese più antiche, fra le iscrizioni lapidarie, ritrova personaggi che hanno dato lustro a quei luoghi che descrive con entusiasmo. Così non solo induce a conoscerli, ma anche a visitarli, curarli e soffermarsi a parlare con la gente.

Durante il periodo natalizio sarà possibile trovare il libro “Per le strade di Contrada” presso lo shop Urciuolo a Celzi di Forino abbinato, nella confezione regalo, a due bottiglie di vino delle “Cantine Faliesi”.

#Populeconomy,
la presentazione del libro di Capone (Ugl) alla Camera di Commercio di Avellino

Avvicinare l’economia alla vita reale, affrontare i cambiamenti sociali con parole semplici. È questo lo spirito di #Populeconomy: l’economia per le persone e non per le élites finanziarie, libro scritto dal segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, presentato nell’auditorium della Camera di Commercio di Avellino.

“Alle persone normali – sottolinea Paolo Capone- interessa come sta un paese, come può migliorare il suo stato di benessere. E lo stato di benessere di un paese non si può misurare con il Pil, si misura con quanti poveri in meno abbiamo, con quanta ricchezza riusciamo a ridistribuire e con quanta capacità produttiva riusciamo a far diventare il nostro paese un posto migliore di quello che abbiamo ereditato. Vale per l’Italia e per l’Europa”.

All’interno del saggio, con prefazione di Matteo Salvini, si affrontano tutte le sfide del presente, in particolare quelle legate allo sviluppo e alla crescita occupazionale, e forte è la critica alle politiche di austerità. Per raggiungere l’obiettivo secondo il leader sindacale è necessario però cambiare rotta, virare.

“In questo scenario -conclude il segretario Ugl- il ruolo del sindacato è fondamentale. Tutto il movimento sindacale deve recuperare la capacità di proporre visioni nuove con l’obiettivo di valorizzare il tessuto imprenditoriale dell’Italia e restituire dignità al lavoro”.

Grottaminarda,
l’associazione Civitas presenta “Dialogo sul conflitto”

L’associazione Civitas di Grottaminarda, dopo la proiezione del docu-film: “Tenk iù Globalizescion” e la presentazione del libro “Politicamente corretto” di Eugenio Capozzi, propone ai cittadini ufitani una nuova lettura: “Dialogo sul Conflitto” di Orazio Maria Gnerre e Gianfranco La Grassa.

Dialogo sul conflitto

“Dialogo sul conflitto” affronta i principali problemi teorici del XXI secolo: fine della destra e della sinistra e ricerca di un nuovo paradigma, rivolta delle classi medie e nuova lotta di classe, transizione uni-multipolare, destino dell’Europa nell’epoca dell’acutizzazione della competizione policentrica.

Il ripensamento dei sistemi interpretativi di autori sempre attuali, tra i quali Karl Marx e Carl Schmitt, dischiude, in forma di dialogo, una riflessione approfondita sulla reale natura del conflitto e dell’uomo, aprendo il discorso a nuove interpretazioni e problematiche.

“Milano odia: la polizia non può sparare”,
il film cult raccontato da Paolo Spagnuolo e dal cast

Si può raccontare un’epoca attraverso un singolo film? A volte sì, soprattutto quando certe pellicole entrano a far parte del nostro immaginario quotidiano influenzando il linguaggio, i costumi e i suoni. Così è stato per il cinema poliziesco degli anni settanta e per uno dei film più importanti di quella stagione: Milano odia: la polizia non può sparare, datato 1974, con la regia di Umberto Lenzi e Tomas Milian, Henry Silva, Ray Lovelock come protagonisti. Il volume monografico che Paolo Spagnuolo dedica a questo film-cult è una vera miniera d’oro per gli appassionati di cinema.

Il progetto originale è stato discusso insieme al regista, poco prima che spirasse e gran parte dei materiali provengono dal suo archivio e da quello degli eredi della Dania Cinematografica, che lo hanno fornito in esclusiva. Tra questi: la sceneggiatura dattiloscritta, il soggetto, la documentazione sulla colonna sonora composta da Ennio Morricone, le fotografie di scena in originale (quasi tutte inedite), locandine, fotobuste. Completano il quadro racconti e interviste con il cast tecnico e con gli attori. Non mancano gli interventi di “nomi” legati al cinema come il regista Enzo G. Castellari, e i contributi di critici quali Davide Pulici e Gianmarco Diana, musicista ed esperto di colonne sonore.

Un lavoro di ricerca e documentazione che ricostruisce, anche attraverso aneddoti interessanti e divertenti, la storia di un’epoca del nostro cinema, adatto sia agli esperti che ai neofiti. Un viaggio in un film e in un genere che ancora oggi sono oggetto di culto in Italia e all’estero, come dimostrano le tante interviste rilasciate da Quentin Tarantino dove cita Milano odia tra i film che lo hanno maggiormente ispirato.

Grottaminarda,
l’associazione Civitas presenta “Politicamente corretto”

L’associazione Civitas di Grottaminarda, dopo aver esordito lo scorso aprile con la proiezione del docu-film: “Tenk iù Globalizescion” di Michele Vietri e la presentazione del libro “La scomparsa della musica” di Antonello Cresti, propone ai cittadini ufitani una nuova lettura: “Politicamente corretto” del professore Eugenio Capozzi.

Il presidente dell’associazione, Enzo Abbondandolo, rivendica l’importanza della lettura e del confronto, unico argine alle distorsioni causate dalla dittatura del pensiero dominante che ingabbia il pensiero critico.

Il professore Capozzi propone, quindi, una convergenza tra intellettuali, politici e associazioni che ripristini la parresia, libertà di parola, da contrapporre all’ideologia del politicamente corretto.

Il Popolarismo di Don Luigi Sturzo secondo Marco Grossi

Marco Grossi, giurista, giornalista e scrittore, ci parla del suo ultimo libro “Il Partito Popolare Italiano – Il popolarismo secondo Don Luigi Sturzo”. 

L’autore del volume, ospite della redazione de “Il Plurale”, analizza a fondo la vita, l’esperienza cristiana e il pensiero dell’esile prete di Caltagirone che volle, con la fondazione del partito, dare voce ai cattolici sulla scena pubblica ed istituzionale al fine di applicare la morale cristiana, fondata sulla verità, alla vita pubblica del Paese. 

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