Economia

Associazione Artigiani e Piccoli Imprenditori: non è una scissione di azienda ma una calamità mondiale

Luigi Gaudiosi, presidentente dell’Associazione Artigiani e Piccoli Imprenditori (AssoAPI), scrive una lettera per delineare le difficoltà economiche che stanno vivendo le piccole imprese, esortando ad evitare eccessive burocratizzazioni.

Il problema da tener presente, sottolinea Luigi Gaudiosi, non è quello di una scissione di azienda ma ci troviamo davanti ad una calamità mondiale.

Ci troviamo in piena emergenza sanitaria, sociale ed economica e dunque il Governo e le istituzioni di competenza dovrebbero avere il compito di salvaguardare la salute di tutti, avendo un occhio di riguardo maggiore per le famiglie più povere.

Ci sono dipendenti pubblici che sono costretti a stare al fronte ogni giorno. Pensiamo, ad esempio, ai cassieri  che pur avendo un contratto a tempo determinato o a progetto o a tempo parziale sono esposti al contagio Covid-19, per mancanza di dispositivi di protezione adeguati.

Il Presidente di AssoAPI scrive una lettera aperta

Come risolvere le criticità economiche avute con l’emergenza Coronavirus

Associazione Artigiani e Piccoli Imprenditori: la lettera aperta di Luigi Gaudiosi

Luigi Gaudiosi scrive in una lettera aperta:

Molti uffici pubblici scelgono come inderogabili ed indifferibili servizi che non lo sono, mettendo a rischio il proprio personale e che possono essere fruiti attraverso forme alternative quali digitale, webcam, spedizioni etc.

Se si sceglie di adottare lo smart working non vedo perché c’è l’obbligo di rientro in ufficio soprattutto per servizi che possono essere fruiti con metodi alternativi.

Credo che le casse integrazini integrative e straordinarie non siano sufficienti, è un evento straordinario, sì, ma ha paralizzato l’economia globale, penalizzando molto l’Italia ed alcune sue aree, occorre una modalità più flessibile e smart al passo coi tempi e con la particolare situazione in cui versiamo.

Evitiamo assolutamente burocratizzazioni eccessive.

La Regione Campania ha previsto il riconoscimento di trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga ma occorre l’accreditamento sul portale dedicato e la procedura telematica con tanto di firma digitale e attestare di non poter usufruire delle tutele previste in materia di ammortizzatori sociali dal d.lgs 148/2015 e altre norme, e i datori di lavoro fino a cinque dipendenti sono esonerati dalla condivisione con le organizzazioni sindacali…

Ma un povero coltivatore diretto con Partita Iva e con impresa regolarmente scritta nel Registro Imprese, semmai di vecchio stampo e senza studi, può mai capire queste sigle e cavilli?

Dovrà rivolgersi a un intermediario.

E le scadenze? E la folla che si creerà eludendo la distanza sociale?

Le domande devono passare attraverso i commercialisti, gli studi, i CAF, i Patronati e per chi non ha la firma digitale per firmare la documentazione e il proprio commercialista non la eroga, deve recarsi agli sportelli.

E se le Camere di Commercio o altri enti non hanno attivato il riconoscimento da remoto?

Non si rispetterebbe più il famoso #iorestoacasa e cadrebbe tutta la quarantena. In questo modo si innescano file e lungaggini burocratiche ad ogni dove che dovrebbero essere assolutamente evitate, soprattutto in questo momento.

Il Presidente di AssoAPI prosegue, dando delle soluzioni concrete per finanziare le imprese in difficoltà. Un’idea che propone all’interno di questa lettera aperta è quella di dirottare i finanziamenti stanziati dalla Camera di Commercio per il Vinitaly, evento annullato per questa edizione e rimandato direttamente al 2021.

Luigi Gaudiosi prosegue:

Si dovrebbero potenziare le strutture telematiche degli enti destinati a ricevere le domande di ammortizzatori sociali e tutte le altre scadenze dovrebbero essere automaticamente prorogate altrimenti si crea una confusione unica che finirà solo per complicare le dinamiche a tutti i livelli.

L’economia è bloccata e alle micro, piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto economico irpino, urge liquidità perché allora non dirottare i finanziamenti stanziati dalla Camera di Commercio per il Vinitaly, evento a cui la maggior parte delle imprese della provincia di Avellino solitamente partecipa con grande successo e che vadano a coprire le spese di affitto, e lo sconto sulle utenze per quanto riguarda imprese, unità locali e negozietti?

Tutto l’iter burocratico e di autorizzazione dovrebbe essere evitato anche in questo caso.

Il Presidente Conte ha stanziato 400 milioni di euro per i Comuni e la ripartizione è determinata dalla densità abitativa e dal reddito medio dei residenti.

Per la Campania sono stanziati 50,7 milioni di euro di cui all’Irpinia circa 3 milioni così ripartiti:

309 mila euro ad Avellino

191 mila euro ad Ariano Irpino

185 mila euro a Montoro

a seguire i Comuni con 30/40 mila euro.

Dopo aver dichiarato quanto segue il Presidente dell’AssociazioneArtigiani e Piccoli Imprenditori invita i Sindaci a passare all’azione, distribuendo la liquidità di cui sopra a distribuire equamente e coscienziosamente, tendendo presente il vero fabbisogno delle varie realtà locali che ciascun Primo Cittadino conosce bene.

Inoltre Luigi Gaudiosi invita i Sindaci a non distribuire la liquidità in base ai colori politici, puntualizzazione importante che per molte realtà irpine rappresenta una nota di demerito e di poco senso civico.

Le risorse ora ci sono ma devono essere usate scrupolosamente per far fronte soprattutto alle esigenze di tutte quelle famiglie che per il blocco delle attività economiche hanno problemi a garantire anche il pane ai loro cari.

Resto fermamente dell’idea che è di assoluta importanza per il tessuto sociale ed economico del Paese non bloccare il settore agro-alimentare e che il Governo dovrebbe agire senza trattare con i sindacati, d’altronde non è una scissione d’azienda ma si tratta di una calamità mondiale.

Emergenza Covid-19: c’è bisogno di un piano regionale per le fasce più deboli

Stefano Caldoro, capo dell’opposizione di centrodestra all’interno del Consiglio regionale della Campania invita a prendere dei provvedimenti reali, invitando a stendere un piano regionale che si occupi delle fasce più deboli e delle imprese.

Caldoro invita a stilare un piano regionale per le fasce deboli e per le imprese

Fasce deboli e imprese dimenticate in Campania

Stefano Caldoro dichiara:

Adesso c’è bisogno di un piano Campania. Per stoppare Irap ed Irpef e tutte le tasse regionali, per aumentare le tutele ai lavoratori, per sostenere artigiani, commercianti, professionisti e per il popolo delle partite IVA e le imprese.

Da subito serve un sostegno economico diretto alle famiglie più bisognose e alle fasce più deboli.

Le risorse ci sono. Insieme, con un confronto serio, si individuano e finalizzano.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte, iniziando dal confronto in Consiglio regionale perché proteggere i campani viene prima di tutto.

Emergenza Covid-19: Confcommercio consiglia di adottare alcune misure nei confronti di fornitori e proprietari immobiliari

A causa dell’emergenza Covid-19 molte attività commerciali sono state costrette a chiudere.

I giorni passano ma le incombenze economiche cui ottemperare nei confronti dei fornitori e dei proprietari immobiliari ci sono ugulamente.

La Confcommercio di Avellino consiglia di inviare una comunicazione ai propri fornitori e ai proprietari immobiliari per cercare, in modo bonario, di rivedere la disciplina contrattuale precedentemente concordata.

Concommercio consiglia delle misure da adottare per dilazionare i debiti

Come provvedere

Nello specifico si invita a concordare e rivedere:

  • Riduzione temporanea del canone
  • Dilazione dei pagamenti
  • Modifica degli ordini
  • Modifica delle consegne
  • Modifica delle quantità
  • Sconti sulla merce Primavera/Estate 2020
  • Possibilità di conto vendita
  • Dilazione dei pagamente dalla riapertura ufficiale dei negozi
  • Interventi di supporto per la prossima stagione

In breve la Confcommercio di Avellino suggerisce di adottare un approccio più morbido, attraverso comunicazioni individuali tarate sulle specificità di ogni singolo rapporto contrattuale, che potrebbero variare anche in modo decisivo.

Questi sono i consigli proposti da Confcommercio Avellino. Parlando in termini realistici quanti, facendo richiesta per rivisitare i suddetti adempimenti economici, riuscirebbero realmente ad avere una proroga o dilazione?

Una dilazione dei pagamenti, inoltre, può aiutare relativamente ma il debito resta comunque perché, non essendoci ricavati, si prolungano le tempistiche del debito e dei pagamenti da fare che, per ora, riguardano il mese di marzo ma, sicuramente, riguarderanno anche il mese di aprile.

Il problema economico causato dall’emergenza Covid-19, purtroppo, non può essere risolto dai singoli attraverso una comunicazione bonaria ma attraverso Ordinanze Ministeriali.

Solo in questo modo, forse, si potrebbe trovare una soluzione efficace.

Confcommercio di Avellino: il Decreto Cura Italia sulla Cassa Integrazione è un grande bluff

Prot. n° 30/2020

 

OGGETTO: Art. 22 decreto CURA ITALIA – misure CASSA INTEGRAZIONE

 

DECRETO CURA ITALIA: IL GRANDE BLUFF

 

Ieri è stato pubblicato finalmente il decreto “Cura Italia”. La Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Avellino ne sta attentamente studiando il contenuto. Il primo aspetto approfondito è l’art. 22 relativo alla Cassa Integrazione per i dipendenti delle aziende.

Si riportano i passaggi più significativi.

 

Art. 22

(Nuove disposizione per la Cassa integrazione in deroga)

Le Regioni e Province autonome, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, previo accordo che può essere concluso anche in via telematica con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane.

******OMISSIS*******

L’accordo di cui al presente comma non è richiesto per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti.

******OMISSIS*******

Le risorse di cui al primo periodo del presente comma sono ripartite tra le Regioni e Province autonome con uno o più decreti del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

******OMISSIS*******

I trattamenti di cui al presente articolo sono concessi con decreto delle Regioni e delle Province autonome interessate, da trasmettere all’INPS in modalità telematica entro quarantotto ore dall’adozione, la cui efficacia è in ogni caso subordinata alla verifica del rispetto dei limiti di spesa di cui al comma 3. Le Regioni e delle Province autonome, unitamente al decreto di concessione, inviano la lista dei beneficiari all’INPS, cheprovvede all’erogazione delle predette prestazioni, previa verifica del rispetto, anche in via prospettica, dei limiti di spesa di cui al comma 3. Le domande sono presentate alla Regione e alle Province autonome, che le istruiscono secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse.

******OMISSIS*******

Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto, anche in via prospettica il limite di spesa, le Regioni non potranno in ogni caso emettere altri

provvedimenti concessori.

******OMISSIS*******

Se ne deduce pertanto che, senza alcuna elucubrazione filosofica, già alla luce di questi pochi punti analizzati le aziende, che già versano in una condizione di tragica drammaticità, avendo necessità di liquidità immediata, rischiano realmente il tracollo.

Analizzando l’art. 22, si evince immediatamente che la misura di cui trattasi risulta inefficiente e monca in  più parti, nella fattispecie:

 

  1. Manca la ripartizione delle risorse per singole regioni;
  2. Sono incerti ed indefiniti i tempi di erogazione dei fondi ed altrettanto imprecisati gli organi competenti, regione, INPS …e altro;
  3. Il plafond previsto dal decreto risulta limitato ed esiguo rispetto alle effettive necessità ed è stata già immaginata l’impossibilità di raggiungere tutti gli aventi diritto, essendo un fondo ad esaurimento.

 

Alla luce dei tre punti sopra evidenziati, purtroppo ne scaturisce una incertezza assoluta relativamente all’utilizzo della Cassa Integrazione in deroga per tutte le piccole aziende. Per l’ennesima volta si è pubblicato un decreto ma senza tener conto della drammatica situazione che vivono le aziende, ormai sull’orlo del baratro. All’immediata necessità di liquidità, anche con piccoli importi, di tutte le aziende, si risponde con interventi le cui procedure sono o da integrare o da chiarire attraverso le tanto fantomatiche circolari ministeriali.

L’ufficio Legale della Confcommercio Nazionale si è già attivato presso la Presidenza del Consiglio ed i vari Ministeri interessati per chiarire tutti i dubbi sollevati.

 

 

Avellino, 18/03/2020

 

 

 

 

Il Presidente                                                           il Direttore

Rag. Luigi Salvante                                                   Ing. Oreste La Stella

 

Cultura Crea Invitalia: cosa c’è da sapere

Cultura Crea è un finanziamento Invitalia, creato per sostenere le iniziative imprenditoriali in essere o under construction all’interno del settore industriale legato alla cultura e al turismo.

Questo finanziamento si rivolge alle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale e creativa, sono, inoltre, compresi gruppi di persone che indono costituire una società.

Vittorio Fresa spiega il finanziamento: video

Il finanziamento Invitalia spiegato dal Responsabile Service Unit Cultura Crea

Cultura Crea finanzia gruppi di persone che vogliono costituire un’impresa che deve essere formata entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni e le le imprese societarie formatesi da non oltre 36 mesi, sono incluse anche le cooperative.

Il finanziamento Invitalia si rivolge in particolar modo a ONLUS e a imprese sociali.

Vittorio Fresa, responsabile Service Unit Cultura Crea Invitalia ci spiega, nel video in home, alcuni importanti criteri da considerare prima di inoltrare la domanda per il finanziamento Cultura Crea.

Cultura Crea

Cultura Crea

Cultura Crea finanzia programmi di investimento fino a 400mila euro all’interno delle seguenti aree tematiche:

  1. Conoscenza: sviluppo o applicazione di tecnologie che permettano di creare, organizzare, archiviare e accedere a dati e informazioni sull’industria culturale.
  2. Conservazione: sviluppo o applicazione di modalità e processi innovativi per le attività legate a restauro/manutenzione e recupero del patrimonio culturale (restauro, manutenzione, recupero e rifunzionalizzazione) come materiali, tecnologie, analisi della gestione dei rischi, valutazione dei fattori di degrado e tecniche di intervento.
  3. Fruizione: modalità e strumenti innovativi di offerta di beni, anche in forma integrata con le risorse del territorio; piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione.
  4. Gestione: sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali.

Cultura crea è un finanziamento agevolato a tasso 0, fino al 40% della spesa ammessa o può essere erogato in forma di contributo a fondo perduto fino al 40% di spesa ammessa. In entrambe le formule è possibile arrivare al 45% per i progetti che vengono presentati da imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.

Se Cultura Crea non è un finanziamento utile per avvire la vostra attività, potete valutare Resto al Sud, un altro finanziamento Invitalia.

Vincenzo Durante spiega i punti salienti di Resto al Sud

Resto al Sud è un incentivo che mira a sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nel Centro Italia e nel Mezzogiorno.

Vincenzo Durante, responsabile Area Occupazione Incentivi e Innovazione Invitalia, ha illustrato gli incentivi per gli imprenditori dell’Ufita, spiegando nel dettaglio alcuni particolari su questo tipo di finanziamento.

Vincenzo Durante spiega il finanziamento Resto al Sud

Il Responsabile Area Occupazione Incentivi e Innovazione Invitalia

Resto al Sud: a chi è rivolto

Possono richiedere accesso al finanziamento Resto al Sud gli under 46 che:

  • Sono residenti, al momento della presentazione della domanda, in Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cEntro Italia che sono state colpite dai terremoti del 2016 e del 2017.
  • Coloro che hanno intenzione di trasferirsi nelle suddette regioni dopo la comunicazione positiva del finanziamento Resto al Sud.
  • Coloro che non sono titolari di altre attività imprenditoriali.
  • Coloro che non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
  • Coloro che, nel momento della richiesta del finanziamento, non risultano titolari di partita IVA e che non lo sono anche nei 12 mesi antecedenti la presentazione della richiesta Resto al Sud.ù
  • Le cooperative, le ditte individuali costituite dopo il 21 giugno 2017 o gruppi di persone che intendono formare un team entro 60 giorni, se residenti all’estero entro 120 giorni, dopo l’esito positivo della valutazione.
Invitalia

Invitalia

Resto al Sud: quali sono i settori ammessi per fare richiesta del finanziamento

I finanziamenti Resto al Sud vengono elargiti, sempre in base all’idoneità del progetto presentato, alle imprese che si occupano di:

  • Beni nei settori industriali, nell’artigianato, nella trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura.
  • Imprese che si occupano di fornitura di servizi alle imprese e alle persone.
  • Servizi al turismo.
Resto al Sud Invitalia

Resto al Sud Invitalia

Resto al Sud: quali sono i settori non ammessi per fare richiesta del finanziamento

Resto al Sud non finanzia le attività agricole e il commercio, fatta eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività d’impresa.

Nello specifico e in base alla classificazione ATECO 2007:

  • Le imprese di Agricoltura, Silvicoltura e Pesca ad eccezione della divisione 03.
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio.
  • Riparazione di autoveicoli e Motocicli ad eccezione della classe 45.20 e 45.40.3.
  • Attività Immobiliari ad eccezione della classe 68.20.
  • Attività professionali scientifiche e tecniche.
  • Amministrazione e pubblica difesa.
  • Assicurazione Sociale Obbligatoria.
  • Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico.
  • Produzione di Beni e Servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze.
  • Organizzazioni ed organismi extraterritoriali.
Resto al Sud vignetta

Resto al Sud vignetta

Resto al Sud: le spese ammissibili

Resto al Sud agevola gli acquisti relativi al programma di spesa e di beni e servizi che rientano nelle seguenti categorie:

  • Opere edili relative ad interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attività del soggetto beneficiario nel limite massimo del 30% del programma di spesa.
  • Macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica.
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione.
  • spese relative al capitale circolare inerente allo svolgimento dell’attività d’impresa nella misura massima del 20% del programma di spesa.
  • Sono ammissibili spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni leasing, maturati entro il termine di ultimazione del progetto imprenditoriale, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata.
  • Le spese relative ai beni di investimento che, per la loro funzione nel ciclo produttivo e/0 erogazione del servizio, solo localizzati presso altre unità produttive della stessa società o di terzi, sono ammissibili alle agevolazioni purché:

1. Siano relative ad attrezzature utilizzate per lavorazioni effettivamente connesse al completamento del ciclo produttivo da agevolare.

2. Siano singolarmente identificabili mediante immatricolazione e iscrizione nel libro dei beni prestati a terzi o, nel caso di utilizzo presso altre unità produttive della stessa società, nel libro dei beni ammortizzabili ovvero nel libro degli inventari ovvero nel libro giornale; in ogni caso la loro ubicazione deve risultare dai documenti di trasporto tenuti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1978, n.627, e del decreto ministeriale 29 novembre 1978 e successive modifiche e integrazioni.

3. Vengono forniti, per ciascun bene, gli elementi utili di conoscenza in riferimento ai relativi contratti posti in essere (modalità, durata, penalità, clausole di rescissione).

4. La cessione in uso avvenga a titolo gratuito.

5. I beni non vengano destinati a finalità produttive estranee a quelle della società titolare delle agevolazioni.

6. Il legale rappresentante della società cedente sottoscriva una dichiarazione di impegno al rispetto dei predetti vincoli e condizioni, resa sotto forma di DSAN.

Invitalia Resto al Sud

Invitalia Resto al Sud

Per altri dubbi e per una consulenza è possibile rivolgersi a Invitalia!

Mibact stanzia 30 milioni di euro per progetti di riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale dei Comuni

Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha pubblicato il bando tanto atteso che riguarda il recupero e la valorizzazione dei Borghi storici del Sud.

Il bando mette a disposizione 30 milioni di euro per progetti inerenti la riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale dei Comuni delle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

La ripartizione è così suddivisa:

  • 20 milioni sono destinati a Comuni fino a 5mila abitanti.
  • 10 milioni ai Comuni fino a 10mila abitanti purché abbiano individuato il centro storico come zona territoriale omogenea.
Mibact

Mibact

Vi riportiamo integralmente il bando pubblicato suPubblicato su: https://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/MenuPrincipale/BandiDiGara/index.html
https://ponculturaesviluppo.beniculturali.it/ :

BANDO BORGHI E CENTRI STORICI
Avviso pubblico relativo alla selezione di interventi finalizzati alla riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale dei Comuni delle regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia (Gazzetta Ufficiale V Serie Speciale – Contratti Pubblici n. 24 del 28/02/2020)

Struttura Responsabile: Segretariato Generale – Servizio II Programmazione Strategica Nazionale e Comunitaria quale Autorità responsabile del Programma di Azione e Coesione Complementare al PON Cultura e Sviluppo FESR 2014-2020 e Autorità di gestione del Piano Operativo Cultura e Turismo FSC 2014 2020
Dirigente Responsabile: Arch. Dora Di Francesco

Dotazione finanziaria: 30 Milioni di euro, IVA compresa, di cui:

  • 20 milioni di euro a valere sul Programma di Azione e Coesione Complementare al PON Cultura e Sviluppo FESR 2014-2020 – Asse 1b.
  • 10 milioni di euro a valere sul Piano operativo “Cultura e Turismo” FSC 2014-2020 – Linea di azione 3.b.

Oggetto: Interventi per il rafforzamento dell’attrattività dei borghi e dei centri storici di piccola e media dimensione, attraverso il restauro e recupero di spazi urbani, edifici storici o culturali, nonché elementi distintivi del carattere identitario. L’intervento mira altresì a sostenere progetti innovativi di sviluppo turistico che favoriscano processi di crescita socio-economica nei territori beneficiari, anche al fine di promuovere processi imprenditoriali che ne accrescano l’occupazione e l’attrattività.

Destinatari: I Comuni della Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con una popolazione residente – dati Istat al 31/12/2018 – fino a 5.000 abitanti, ovvero fino a 10.000 abitanti che abbiano individuato il centro storico quale zona territoriale omogenea (ZTO) ai sensi dell’art. 2 lett. A) del decreto ministeriale n. 1444/1968 e successive modifiche.

Interventi ammissibili:

  • recupero e adeguamento funzionale, strutturale e impiantistico di immobili e/o spazi pubblici;
  • realizzazione di percorsi ciclabili e/o pedonali per la connessione e la fruizione dei luoghi di interesse turistico-culturale (musei, monumenti, siti Unesco, biblioteche, aree archeologiche e altre attrattive culturali, religiose, artistiche, ecc.);
  • erogazione dei servizi di informazione e comunicazione per l’accoglienza (info point, visitor center, etc.), volti a favorire la fruizione del patrimonio culturale tangibile e intangibile, anche attraverso tecnologie avanzate e strumenti innovativi (prodotti editoriali e multimediali, portali informativi, pannelli interattivi, audioguide, realtà aumentata, ecc.).
  • valorizzazione e ampliamento dell’offerta culturale, attraverso la realizzazione di attività e servizi artistici (installazioni, videoproiezioni, digital art, land art, ecc.), in luoghi potenzialmente interessanti sotto il profilo turistico;
  • realizzazione e promozione di itinerari culturali, tematici, percorsi storici e visite guidate, anche attraverso il restauro e l’apertura al pubblico di siti;
  • valorizzazione di saperi e tecniche locali (artigianato locale, tecniche costruttive e lavorazioni dei materiali secondo le tradizioni locali, ecc.) anche attraverso attività esperienziali aventi ad oggetto gli elementi simbolici del carattere identitario dei luoghi;
  • miglioramento dell’accessibilità e della mobilità nei territori.

Spese ammissibili:

  • Servizi e forniture;
  • Lavori edili, strutturali e impiantistici;
  • Collaboratori e consulenti;
  • Spese generali;
  • Servizi di architettura e ingegneria (art.46 Dlgs. 50/2016) per la progettazione degli interventi;
  • Servizi per la pianificazione economico-finanziaria e gestionale.

Finanziamento concedibile: Il finanziamento, non cumulabile con altri finanziamenti pubblici, nazionali, regionali o comunitari, è concesso nella forma del contributo a fondo perduto, pari al 100% delle spese ammissibili.
Il contributo massimo concedibile per beneficiario è di 1.000.000 di euro, IVA compresa.

Termini e modalità di presentazione della domanda: Ogni Comune può presentare una sola domanda di finanziamento da trasmettere entro e non oltre 45 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso esclusivamente all’indirizzo PEC mibac-sg.servizio2@mailcert.beniculturali.it indicando nell’oggetto la dicitura: “MiBACT – Interventi di riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale dei Comuni – Domanda di finanziamento”.

Il bando scade il 13 aprile!

Invitalia: incentivi per gli imprenditori dell’Ufita

Sabato 29 febbraio presso la Dogana Aragonese- Palazzo della Bufara- a Flumeri dalle ore 15:00 si terrà il secondo incontro organizzato dall’Unione dei Comuni Terre dell’Ufita, mirato ad aumentare la competitività del territorio.

Durante il convegno verranno presentati e spiegati tre incentivi gestiti da Invitalia: Resto al sud, Cultura Crea e Smart&Start Italia.

L’incontro si divide in due parti: la prima in cui verranno illustrati gli incentivi sopra citati. La seconda parte del convegno sarà incentrato sullo Story-Telling e nuove opportunità, che sarà curata dal Consigliere Comunale di Gesualdo delegato alle attività produttive, Michele Di Foggia, e racconterà le esperienze dei giovani imprenditori.

locandina Invitalia a Flumeri

Locandina Invitalia a Flumeri

Durante l’incontro sarà possibile avere un colloquio con gli esperti Invitalia. È possibile prenotarsi entro il 27 febbraio, inviando una mail al seguente indirizzo: mdifoggia@yahoo.it specificando nell’oggetto Prenotazione incontri 1 to 1.

Avellino: workshop sui servizi digitali in CCIAA

La Camera di Commercio di Avellino in collaborazione con Infocamere, giovedì 20 febbraio alle ore 14:30 presso la sede di Viale Cassitto vi aspetta per discutere del kit digitale per le imprese, che permette agli imprenditori di gestire il proprio business da qualsiasi dispositivo mobile.

Durante il workshop Federica Gioè, ICT trainer di Infocamere, presenterà gli strumenti offerti dalle Camere di Commercio all’imprenditore: SPID, CNS, Libri Digitali e il Cassetto Digitale dell’Imprenditore.

Workshop sui servizi digitali ad Avellino

Workshop sui servizi digitali ad Avellino

Durante il workshop saranno rilasciati gratuitamente 50 Token Wireless di autenticazione e firma digitale, a cui è abbinata l’app Digital DNAKey che consentono di accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione e di firmare digitalmente i documenti della propria impresa, verficando anche pratiche da qualsiasi dispositivo mobile.

Per poter ricevere gratuitamente il nuovo dispositivo di Firma Digitale Wireless è necessario inoltrare una mail al seguente indirizzo: registro.imprese@av.legalmail.camcom.it. I primi 50 che si iscriveranno al workshop, presenti nel Registro Imprese e in regola con il pagamento del diritto annuale potranno ricevere il dispositivo gratuitamente.

Per poter ritirare il kit gli imprenditori partecipanti dovranno essere muniti di documento di identità in corso di validità, codice fiscale ed indirizzo mail.

Irpinia: approvati quattro progetti per sostenere il lavoro sul territorio

La Regione Campania ha appena terminato le procedure per l’individuazione dei Distretti Rurali e dei Distretti Agroalimentari di Qualità. All’Irpinia sono stati riconosciuti tutti i distretti per cui ha presentato istanza.

I distretti riconosciuti sono i seguenti: Distretto Rurale nel territorio delle Acque che, all’interno, inglobano quattro sistemi territoriali di sviluppo che comprendono l’Alta Irpinia, Terminio Cervialto, Valle dell’Ufita e Partenio.

Il secondo è il Distretto delle Castagne e dei Marroni della Campania, Il Distretto di Qualità dei Vini d’Irpinia e Colline Salernitane Dop e colline dell’Ufita Dop – L’oro della Campania.

Irpinia:: 4 progetti approvati dalla Regione Campania

Paesaggio irpino

Maurizio Petracca commenta così il risultato ottenuto in Irpinia:

In questi mesi abbiamo lavorato molto per sensibilizzare il territorio, per coinvolgere il tessuto imprenditoriale e produttivo, per tenere insieme la filiera istituzionale interessata. Il risultato è, a mio avviso, molto positivo. I distretti hanno questo merito di stimolare il dialogo all’interno del territorio, tra le varie componenti, pubbliche e private, valorizzando specifiche filiere e promuovendo aree territoriali omogenee per vocazioni ed eccellenze.

Il Presidente VIII Commissione Permanente del ConsiglioRegionale della Campania aveva già accennato a queste tematiche, in occasione dell’edizione di Ciak Irpinia 2019.

Maurizio Petracca espone alcune soluzioni per le imprese irpine: video

Aggiunge Maurizio Petracca:

L’attivazione dei Distretti Rurali e Agroalimentari di Qualità è un merito che va ascritto totalmente a quest’esperienza regionale. Venivamo da anni di totale blocco sulla questione. Abbiamo provveduto ad approvare il regolamento attuativo della legge regionale e ad attivare tutti quei meccanismi necessari alla loro individuazione.

L’Irpinia ha saputo cogliere questa opportunità e questo anche grazie ad un’azione di sensibilizzazione e di animazione territoriale che io credo sia stata incisiva ed efficace.

Adesso tocca al territorio continuare a non cedere, sia con il successivo step del riconoscimento dei distretti, sia nell’avviare una fase di progettazione che mi auguro sia quanto più in linea con le esigenze e le prospettive dei territori.

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