Cultura

«Il viaggio di un poeta» di Maurizio Picariello

L’arte del poliedrico poeta-itinerante di Avellino.

Avellino riscopre Sergio Leone

Fino al 6 gennaio il Circolo della Stampa di Avellino ospiterà la mostra dedicata al regista Sergio Leone.

Arsenico,
lo spettacolo di Teselli

Si alza il sipario sull’evento della compagnia teatrale “La Fermata”.

La scommessa del Plurale

L’interesse dei provinciali per la cronaca locale

La cronaca locale è al centro del nostro obiettivo perché la provincia e i piccoli paesi che la popolano sono un serbatoio inesauribile di storie. Di quali notizie si compone il Plurale? Il taglio giornalistico che diamo al contenitore è tracciato dal suo campo d’indagine. A noi interessa approfondire le notizie squisitamente locali.

Tipo a Camposanpietro, un paese in provincia di Padova, c’era un gallo che cantava troppo presto. I vicini del proprietario del gallo si erano rivolti agli amministratori per trovare una soluzione. Si sa come funzionano le cose nei comuni: è tutto un inciucio e alla fine la soluzione si trova.

Gli amministratori di Camposampietro, investiti dalle proteste dei cittadini a cui il gallo toglieva il sonno, non erano riusciti a trovare nel regolamento comunale una norma che contemplasse il caso e avevano provato a mediare tra le parti, immaginando anche di dare al gallo una nuova collocazione.

Dopo altri lunghi e farraginosi studi e mediazioni, si era giunti finalmente alla conclusione che la strada dello spostamento del gallo risultava impraticabile per l’indisponibilità del proprietario a cedere l’animale. Visto che lo studio degli amministratori non produceva risultati, i cittadini che protestavano si erano rivolti agli avvocati ed era partita la denuncia.

Una norma che contemplava il caso era stata trovata nel Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Camposanpietro che sancisce «il divieto di detenere animali che disturbino la pubblica o privata quiete». Ecco allora che il proprietario del gallo si era visto recapitare a casa una multa da 52 euro. Per non pagarla aveva presentato ricorso non prima, però, di essersi materialmente sbarazzato della materia del contendere, tirando il collo al gallo.

Ecco la magia dello show business e la scommessa del Plurale.

Un caso destinato a occupare al massimo un trafiletto nel piede delle pagine interne di un quotidiano locale, portata su un media audiovisivo e approfondita dovrebbe riuscire a suscitare l’interesse del pubblico.

Se il progetto dovesse sfondare, anche la rassegna stampa provinciale dovrebbe risentirne. L’ampio spazio dato agli speciali e servizi legati alle grandi infrastrutture e alle occasioni di crescita e sviluppo economico delle zone interne, dovrebbe lasciare il posto a gustosi aneddoti sulla vita di villaggi sospesi in un tempo indistinto.

Erminio Merola

Come nasce il Plurale

Il video di presentazione dell’iniziativa editoriale ilplurale.it

Artigianato,
le creazioni di Annabel

Cosa regalare a Natale in alternativa al classico panettone? Un’idea originale può essere un oggetto in ceramica realizzato a scopo sociale. La Boudeguita de Ana, artista atripaldese di origini cubane, propone regali realizzati da bambini.

Editoriale

L’art. 3 della Costituzione chiarisce il concetto di comunità intesa come luogo di sviluppo, crescita e compensazione sociale:
«Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
La comunità va analizzata, quindi, attraverso i suoi quattro fattori identitari: culturale, economico, sociale e territoriale. Il fattore culturale è un sentimento morale innato e ben radicato all’interno. Il fattore economico, invece, risente della crisi e dell’impotenza dello Stato di fronte ai grandi processi finanziari, creando un processo a catena. La crisi del fattore economico, infatti, si ripercuote sul sociale, provocando una crisi di rappresentanza politica. Unico argine alla crisi di rappresentanza è dato dalla domanda di diversità legata ai luoghi: fattore territoriale. La comunità territoriale è legata all’identificazione nel luogo. Ognuno, pur nella propria diversità di interessi, è legato a uno stesso contesto. Ogni comunità, in sintesi, per essere tale deve avere un’ispirazione territoriale, un bisogno di materializzarsi. Per risolvere la crisi della comunità intesa come luogo occorrono due approcci: uno economico e l’altro compensativo rivolto alle aree più svantaggiate. Un terzo approccio, definito processo innovativo, punta a un comunitarismo metodologico: comunità come luogo di identificazione e trasformazione. Dal confronto, dal conflitto e dai principi costitutivi dello Stato riparte la comunità e si trasforma.
All’interno di una comunità, gli intellettuali pensano e i politici agiscono. Il voto è l’unico vero rito formale della comunità. Il singolo non è solo all’interno di una comunità se la politica riesce ad associare al rigore del comando una funzione di servizio.
La comunità viene studiata dagli intellettuali come programma e fenomeno. La Comunità può essere intesa come fabbrica, comunità non fatta per vivere ma per creare sviluppo. La comunità viene studiata anche come luogo di gruppo: comunità fondata sulla socialità e sul vivere bene. La comunità italiana ha scelto di essere fabbrica. Seguendo il mito dello sviluppo, ha lentamente ceduto il passo al primato del singolo. L’imprenditore privato si è sostituito allo Stato per creare sviluppo. Il processo di privatizzazione è ormai compiuto e irreversibile. Chi crede ancora nell’interventismo statale, resta imbrigliato in logiche politiche. La Comunità deve essere intesa come luogo in cui vivere bene e creare sviluppo. La riscoperta dell’altro porta alla fuga dalla gabbia del soggettivismo e innesca il processo di ricomposizione del tessuto sociale.
Erminio Merola
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