redazione

Non c’è DUE senza TE: Admo Campania e midollo osseo

Presso la Rocca dei Rettori di Benevento, sarà di scena “Non c’è DUE senza TE”, il progetto di Admo per informare l’opinione pubblica sulla donazione di midollo osseo. Dalle ore 10.00 fino alle 18.30 sarà possibile iscriversi al registro IBMDR ed entrare a far parte dei potenziali donatori, in grado di poter salvare vite umane.

Non c'è DUE senza TE

Per questa tipologia di donazione la compatibilità è così rara che ogni singolo donatore è essenziale: solo 1 donatore su 100mila, infatti, è compatibile al 100% con chi è in attesa di trapianto. Diventare donatore di cellule staminale emopoietiche, da midollo osseo o da sangue periferico è facile: basta avere tra i 18 e i 35 anni, godere di buona salute e pesare più di 50 kg.

Crediamo fortemente nel fatto che iscriversi all’Admo sia assolutamente da sottolineare e promuovere con vigore proprio perché grazie a questo ci sarà la possibilità di salvare vite e donare vita, ecco perché lo slogan di questa manifestazione è “non c’è DUE senza Te”.

Registrati sul sito www.donatoriadmo.org oppure al link e raggiungici alla Rocca dei Rettori lunedì 10 ottobre per effettuare la tipizzazione tramite semplice tampone salivare!

L’iniziativa, dal titolo “Non c’è due senza te!”, ha il patrocinio del Coordinamento dei Forum della Provincia di Benevento e della Provincia di Benevento.

Avellino: mostra Caleidoscopio Friburgo

Inaugurata la mostra  Caleidoscopio Friburgo, una collettiva di 22 artisti di diverse nazionalità uniti in un unico progetto espositivo: Susanne Allgaier, Petra Blocksdorf, Celia Brown, Alexandra Centmeier, Jan Douma, Carola Faller-Barris, David Gnandt, Anja Kniebühler, Angelina Kuzmanovic, Alfonso Lipardi, Irina Lozinskaja, Julius Martin-Humpert, Birgit Olzhausen, Jürgen Oschwald, Chris Popovic, Almut Quaas, Ludwig Quaas, Rebecca Speth, Gabriela Stellino, Konrad Wallmeier, Jennifer Weigt, Ulrike Weiss.

La mostra, a cura di Andrea B. Del Guercio, nasce dalla collaborazione del Museo Irpino e l’associazione Montorocontemporanea.

Scrive Andrea B. Del Guercio curatore della mostra:

Una successione di porte da cui si accede ad una serie di atelier di medie dimensioni, all’interno di un edificio che si sviluppa su due piani e che forse doveva ospitare uffici collegati alla stazione ferroviaria, rappresenta una delle tappe costanti delle mie residenze a Friburgo nell’arco ormai di cinque o sei anni. Trovo molto interessante che la città abbia mantenuto il sostegno agli artisti attraverso la tradizione degli Studi d’Artista, nata già nella fine dell’800 e distribuita in gran parte d’Europa; una realtà culturale che a Friburgo si articola attraverso un gran numero di siti andando a interagire con l’intero tessuto urbano; la presenza diffusa dell’arte, intesa nella dimensione operativa del ‘fare’ e non solo quella dell’esporre – dai Musei alle Gallerie – permette alla stessa popolazione di scoprire e di cogliere il valore di competenze culturali ed estetiche individuali; al valore di questa realtà si collega in maniera evidente e confermare la dimensione ‘caleidoscopica’ del nostro stesso progetto “Kaleidoskop Freiburg.

mostra Caleidoscopio Friburgo

Mostra Caleidoscopio Friburgo: lo studio d’Artista e l’Opera

Ho avuto l’opportunità di visitare e di frequentare gli studi di un alto numero di artisti e di cogliere tutta l’importanza che questa esperienza fornisce così da porre al centro anche di questo secondo volume la ‘registrazione’ di ciò che ho visto e sentito, discusso e filtrato attraverso la mia cultura e la mia sensibilità, con l’obiettivo di far partecipare il lettore-visitatore, di permettergli di andare a ritroso verso i luoghi in cui le opere sono state concepite e realizzate.

Esattamente come è avvenuto per la precedente pubblicazione, si intende documentare il lavoro degli artisti invitati colto all’interno degli spazi operativi, frutto di un confronto critico intercorso in maniera diretta – quindi evitando la troppo diffusa mediazione della comunicazione e il web – con ogni singolo autore, condotto attraverso un dialogo che ha permesso una fase di approfondimento.

La documentazione fotografica delle opere negli studi diventa il dato significativo e caratterizzante di un progetto che intende suggerire nel ‘lettore’ una visita del luogo ed un incontro con l’opera. Ad ogni artista ho chiesto infatti di agire documentativamente su questa relazione, cioè sulla dimensione operativa del fare arte. Si potranno osservare le diverse soluzioni ambientali, gli strumenti e da questi ai processi che hanno condotto alla realizzazione prima di proporre le opere alla fruizione espositiva.

Il testo tenta quindi di ‘raccontare’ almeno una parte di un ampio sistema di residenze creative, sia pubbliche che ovviamente anche private, a cui si aggiungono diverse, per struttura e per concezione, casa/studio, ma anche gallerie che diventano luoghi temporanei di produzione dell’arte; significativo in quest’ottica è anche il processo di recupero e di impiego di edifici ex industriali, accanto alla frequentazione di quell’elegante residenza storica, immersa nel verde verso l’area della vecchia Stazione. Tutte realtà operative per l’arte che permettono un’aggregazione e una condivisione di interessi e di interscambi professionali; ambienti ora silenziosi e raccolti, ora spettacolari e avvolgenti.

Accanto a questi spazi privati un po’ nascosti, come lo studio di Alfonso Lipardi inserito in un contesto di attività diverse e di vita quotidiana, la casa-studio di Susanne Allgaier, perfettamente inserita nel bosco fino a farne parte, l’impeccabile ordine e la luminosità che si ‘ribalta’ nelle opere di Petra Blocksdorf, gli spazi recuperati e trasformati rispetto alle prime destinazioni ed oggi destinate alla cultura e all’arte in cui opera Carola Faller-Barris, grandi e antiche case e micro studi perfettamente rispondenti alle necessità espressive, ma anche quei luoghi privati in cui la dimensione familiare si coniuga perfettamente con quella artistica, in cui tutti i dati della quotidianità si intersecano e si sommano rispondendo alla dialettica arte-vita, offrono al lettore-visitatore un ideale ingresso nella distribuzione delle funzioni quotidiane della città di Friburgo.

Un processo che non può non ricordare le antiche botteghe e i laboratori dell’arte, ma anche case storiche di letterati e musicisti e studi di grandi Maestri, che oggi sono registrati e vanno a far parte della stessa storia dell’arte, qualificando la dimensione culturale stratificata di una città e di un territorio.

Sappiamo perfettamente che i luoghi stessi del fare dell’arte di oggi possono infatti essere del tutto simili, ora alla dimensione laboratoriale di un artigiano, ora al ‘pensatoio’ di un filosofo in cui tele e carte, ferri e gesso, sostituiscono ma si rapportano a libri e agli spartiti, per diventare biblioteche del linguaggio visivo: chi non può ‘vivere’ con la propria fantasia l’esperienza del ricordo sapendo che qui stava la casa del Tintoretto a Venezia appena di là dal ponte del ghetto ebraico, oppure là verso il Canale della Giudecca lo Studio di Emilio Vedova in quelli che erano i Magazzini del Sale, oppure nel Quartiere Latino di Parigi la semplice Casa-Studio di Eugène Delacroix (solo per fare qualche nome illustre, accanto ad un ricco esempio di realtà ‘minori’ ma fondamentali per raccontare una Storia Caleidoscopica dell’Arte).

Trovo molto interessante poter documentare tutto ciò, con rispetto della riservatezza personale, con la volontà di svelare al ‘lettore’ il ruolo fondamentale del ‘luogo’ in cui le opere nascono, frutto della stabile e operativa permanenza dell’artista.’

La Mostra promossa dalla Provincia di Avellino, è organizzata dal Museo Irpino in collaborazione con Montorocontemporanea, direzione organizzativa di Gerardo Fiore.

La Mostra sarà visitabile fino al 30 Novembre negli orari di apertura al pubblico del Museo (dal martedì al sabato, 9-13, 16-19).

Il grande sonnellino di Simon Rich

Da oggi è disponibile Il grande sonnellino di Simon Rich, una raccolta di storie comiche irresistibili e sincere che mostrano cosa significa crescere, diventare adulti e trovare la propria strada nella vita.

Oggi inizia il tour di Lidia Yuknavitch in Italia per presentare il suo memoir La cronologia dell’acquaarrivato proprio ieri alla sua seconda ristampa!
Sotto trovate tutte le date degli incontri.

Il grande sonnellino: la trama 

Due spietati pirati prendono possesso di una nave, vorrebbero seminare morte e distruzione ma trovano a bordo una bambina adorabile e sono costretti a conciliare la ricerca del tesoro con i dilemmi della genitorialità.

Sono il mio solo padrone e capitano. Non servo alcun re e non temo alcun dio. Taglierei cento gole piuttosto che prendere ordini da un uomo vivo. Quando combatto non c’ho nessuna clemenza, perché il mio cuore non conosce pietà, è un gelido blocco di ghiaccio nero. La mia sola amica è la sciabola. Il diavolo è mio fratello. Non riciclo. Dopo che ho scolato una bottiglia, la butto e basta. Sono Teschio Nero il Malvagio, il pirata più crudele e spaventoso che è mai vissuto.
Il solo uomo di cui mi fido è il mio primo ufficiale, lo Spregevole Pete il Farabutto, e mi fido di lui soltanto finché posso tenergli l’occhio incollato all’uncino.
Lo Spregevole Pete è così spregevole che venderebbe sua madre per un misero peso. C’ha una barba nera che gli arriva sotto gli occhi e che ama lucidare con il sangue dei morti. Su di lui c’è da sapere che è intollerante al lattosio e quindi c’è certe cose che non può mangiare. Ma a parte questo non c’ha mezza debolezza e, come me, il suo cuore non conosce pietà ed è
tutto un gelido blocco di ghiaccio nero, uguale al mio.
Da anni seminiamo una scia di sangue nelle salmastre acque blu e deprediamo qualsiasi goletta che è tanto stolta da incrociare la nostra strada.

Uno sceneggiatore di successo, vanesio ed egoista, viene risucchiato, come per contrappasso, nel vortice dell’ossessione di sua figlia per La Bella e la Bestia.
In un’esilarante reinvenzione del racconto noir, un detective di due anni si fa commuovere da una femme fatale (la sorellina) e si mette sulle tracce di un prezioso oggetto smarrito, scoprendo così i loschi intrighi di una banda capitanata dalla Mamma.

Strappandoci a ogni frase una risata, queste storie raffinate e irresistibili raccontano l’approdo alla vita adulta, i cambiamenti di sensibilità del mondo che ci circonda e le assurdità che caratterizzano ogni famiglia. Definito “lo Stephen King della scrittura umoristica”, Simon Rich compone con la sua arte comica un indimenticabile mosaico della società contemporanea.

Il grande sonnellino di Simon Rich

Simon Rich: biografia

Simon Rich è uno scrittore, umorista e sceneggiatore americano di origine newyorkese. È stato uno dei più giovani autori del varietà statunitense Saturday Night Live, lavoro che gli è valso tre Emmy Award. Ha scritto sceneggiature per Pixar e per numerose serie tv di successo come I Simpson, Man Seeking Woman e Miracle Workers. I suoi scritti sono apparsi, tra gli altri, su The Newn Yorker, The Guardian, The New York Times, gq e Vogue.

È autore di un romanzo e sei raccolte di racconti, nel 2019 ha vinto il prestigioso Thurber Prize for American Humor. Il grande sonnellino è la sua opera più recente.

Teatro Cilea, la grande stagione teatrale tra prosa, musica, danza e innovazione

Al via la stagione teatrale 2022/2023 della storica sala del Vomero con la possibilità di comporre il proprio abbonamento pagandolo a rate!
Grazie alla direzione artistica di Lello Arena in programma: Arturo Brachetti, Ornella Muti, Marco Bocci, Ficarra e Picone in un omaggio a Massimo Troisi, ELIO, Peppe Iodice, Nino Frassica, Paolo Caiazzo, Maurizio Casagrande, Andrea Delogu, Eduardo De Crescenzo, Deborah Villa, Simone Schettino, i musical su Janis Joplin e Pino Daniele, Andrea Sannino, Peppe Barra e Maria Nazionale.

Inoltre riparte la Cilea Academy diretta da Lello Arena. 

Prosa, musica, danza e tante emozioni: questi gli ingredienti del cartellone 2022/2023 che il rinomato Teatro Cilea di Napoli (Vomero) propone al pubblico grazie a una stagione ricca di imperdibili appuntamenti tra novità assolute e attesi ritorni.



Lello Arena, che da quest’anno come direttore artistico guida la storica sala vomerese, firma una rassegna adatta ad un pubblico di tutte le età che vanta grandi nomi nazionali, internazionali e artisti di grande popolarità.

Il claim di questa stagione è “Scegli i tuoi spettacoli Componi il tuo abbonamento!” una formula innovativa per venire incontro alle esigenze degli spettatori consentendo loro di poter rateizzare l’abbonamento (senza interessi a partire da euro 14,99 al mese) da poter inoltre comporre secondo il proprio gradimento partendo da un minimo di 10 spettacoli scegliendo così giorno e orario e condividendo lo stesso anche con amici e parenti.

Il Teatro Cilea non è solo spettacoli, eventi musicali, prosa, musical ma anche un centro delle arti performative, polo culturale e di formazione per tutti i giovani che vorranno affacciarsi al mondo dell’arte o semplicemente approfondire la conoscenza e la preparazione in più discipline artistiche.
È da questi presupposti che riparte la Cilea Academy, fucina di nuovi talenti e luogo di aggregazione per creare una nuova generazione di artisti è, più in generale, con l’intento di riavvicinare i giovani al teatro e all’arte. 
Un nuovo progetto formativo che, facendo tesoro dell’esperienza delle accademie di tradizione, intercetta e interpreta il cambiamento dei tempi e le mutate necessità degli aspiranti professionisti del Teatro.
Quattro le sezioni dei corsi proposti per un triennio di studi con frequenza pomeridiana tri-settimanale: 
Recitazione affidata al Maestro Lello Arena, che cura anche la direzione Artistica dell’accademia stessa; Musica e Canto affidati al Maestro Pino Perris; Movimento coreografico e arte scenica coordinati dal coreografo Rai Fabrizio Mainini; e la sezione Il Comico diretta da Nando Mormone, ideatore e produttore del programma “Made in Sud”.

Teatro Cilea

Teatro Cilea: programmazione teatrale

DAL 8 NOVEMBRE

EDUARDO DE CRESCENZO

AVVENNE A NAPOLI

con Julian Oliver Mazzariello al piano  – Introduce all’ascolto  Federico Vacalebre

DAL 10 NOVEMBRE

MAURIZIO CASAGRANDE

A TU PER TRE  con Ania Cecilia e Claudia Vietri

DAL 1 DICEMBRE

ELIO

CI VUOLE ORECCHIO

ELIO CANTA E RECITA ENZO JANNACCI – Regia Giorgio Gallione

DAL 8 DICEMBRE

FICARRA e PICONE LA SMORFIA con LELLO ARENA

DAL 15 DICEMBRE

ANDREA DELOGU

40 E STO – Regia Enrico Zaccheo

DAL 12 GENNAIO

NINO FRASSICA &  LOS PLAGGERS BAND

TOUR 2000/3000

DAL 26 GENNAIO

ORNELLI MUTI

IL PITTORE DI CADAVERI di Mark Borkowsky – Regia Enrico Maria Lamanna

DAL 2 MARZO

PEPPE IODICE

PEPPYTORIALE  Regia Francesco Mastandrea

DAL 13 APRILE

PEPPE BARRA

IN CONCERTO

DAL 20 APRILE

PAOLO CAIAZZO

EHI…PROF! Posso venire la prossima volta?

SPECIALI

DAL 14 FEBBRAIO

MUSICANTI

IL MUSICAL CON LE CANZONI DI PINO DANIELE

di Alessandra Della Guardia e Urbano Lione

direzione artistica Fabio Massimo Colasanti

DAL 8 MARZO

DEBORAH VILLA

GLI UOMINI VENGONO DA MARTE, LE DONNE DA VENERE

di Paul Dewandre

DAL 23 MARZO

SIMONE SCHETTINO

SE TUTTO VA BENE, STIAMO UGUALE A PRIMA

DAL 30 MARZO

ARTURO BRACHETTI

SOLO – The Legend of quick-change

INNOVAZIONE

DAL 27 OTTOBRE

GL’INNAMORATI- IL MUSICARELLO

da GOLDONI – Regia Pietro De Pascalis

DAL 3 NOVEMBRE

JANIS “Take another little piece of my heart”

Scritto e diretto da Davide del Grosso

DAL 24 NOVEMBRE

MARCO BOCCI – LO ZINGARO

di Marco Bonini, Gianni Corsi e Marco Bocci – Regia Alessandro Maggi

DAL 2 FEBBRAIO

LELLO ARENA

ASPETTANDO GODOT

Con massimo andrei – Regia Massimo Andrei


MUSICA

DAL 19 GENNAIO

VALENTINA STELLA in concerto

DAL 16 MARZO

ANDREA SANNINO  Andrè

DANZA

DAL 6 APRILE

LE STELLE DEL BALLETTO

Gala di danza con ospiti internazionali

DAL 4 MAGGIO

CARMEN

Con cast in via di definizione

Gerardo Santoli: è allarme caro bollette anche per i comuni

Questo il grido d’allarme del Sindaco di Santo Stefano del Sole e vice presidente nazionale di Confimprenditori Gerardo Santoli:

Qualcuno sta sottovalutando il problema, rischiamo di mandare i bilanci comuni in default per pagare i costi dell’energia. Bisogna prendere contezza della situazione quanto prima altrimenti non saremo in grado di garantire i servizi essenziali ai nostri cittadini.

Il caro bollette non riguarda solo le nostre famiglie e le nostre imprese ma anche migliaia di enti locali.

Ogni anno i Comuni spendono in media 1,8 miliardi in costi energetici. Quest’anno, rispetto al 2021, in alcuni Comuni l’incremento di spesa energetica potrà superare il cento per cento. Parliamo di simulazioni su dati Siope, quindi dati di spesa reali. Siamo di fronte a un costo quasi raddoppiato. A conti fatti ai Comuni servirà un altro miliardo, per continuare a erogare servizi legati all’energia, per chiudere bilanci di quest’anno e per impostare quelli del 2023.

Gerardo Santoli

Ha dichiarato il segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra, che ha raccolto il grido di allarme:

Siamo di fronte a un livello di esposizione molto grave, che abbiamo denunciato dai primi mesi di quest’anno. Per i Comuni, fino ad ora, sono stati previsti circa 800 milioni di compensazioni ma 510 devono ancora arrivare.

I Comuni stanno facendo tutto il possibile, ad esempio rivedendo i tempi dell’illuminazione o utilizzando la tecnologia a led. Ma si tratta comunque di un risparmio molto marginale. Ci sarebbe da fare di più anche sul versante dell’efficientamento energetico, su cui da tempo chiediamo semplificazioni per l’installazione di pannelli fotovoltaici, sia per gli edifici pubblici che per quelli privati. Tuttavia serve subito un intervento, normativo ed economico, per non trovarci ancora più in difficoltà con il nuovo anno e l’inverno alle porte.

L’Irpinia Express parte per il borgo di Cassano Irpino

Irpinia Express parte per il borgo di Cassano Irpino in occasione dell’evento “Ritorno al Medioevo” per rivivere gli usi e costumi della vita medioevale, con musica, enogastronomia, mestieri di altri tempi e rievocazioni storiche.

Sabato 8 Ottobre, l’Irpinia Express, il progetto di turismo ferroviario frutto della collaborazione tra Fondazione FS, Regione Campania e InLocomotivi APS, parte alla volta del borgo medievale di Cassano Irpino, un piccolo paesino arroccato tra le alture del Parco dei Monti Picentini, in occasione della manifestazione annuale “Ritorno al medioevo” per rivivere gli usi e costumi della vita medioevale, con musica, enogastronomia, mestieri di altri tempi e rievocazioni storiche.

La partenza è alle ore 16.00 a bordo delle carrozze restaurate Aln668 dalla stazione di Avellino. Una volta arrivati al borgo di Cassano Irpino alle ore 17.45, i viaggiatori saranno accolti e accompagnati per una passeggiata nel centro storico. Alle 19.00, è in programma la sfilata di abiti d’epoca, alle ore 20.00 è prevista l’apertura degli stand gastronomici e l’inizio di spettacoli per le vie del paese con artisti e musicisti. Alle ore 𝟐𝟐:𝟑𝟎 il trasferimento con le navette alla stazione di Cassano Irpino 𝟐𝟐:𝟒𝟑 – partenza dalla stazione di Cassano Irpino, 𝟎𝟎:𝟑𝟎 – Arrivo alla stazione di Avellino.

I biglietti sono in vendita presso tutti i canali Trenitalia (biglietterie e self-service in stazione, agenzie di viaggio abilitate).

Il costo per gli adulti è di € 12.00, mentre per i bambini dai 4 ai 12 anni è di € 6.00, il biglietto è gratuito per i bambini fino a 4 anni (è necessaria la prenotazione del biglietto gratuito per assicurarsi il posto a sedere).

Cassano Irpino festa medievale: video

Cassano Irpino festa medievale

Alla scoperta del borgo di Cassano Irpino

𝐎𝐑𝐄 𝟏𝟔:𝟎𝟎 – Partenza dalla stazione di Avellino
𝐎𝐑𝐄 𝟏𝟕:𝟒𝟓 – Arrivo alla stazione di Cassano Irpino – trasferimento con navette al borgo

𝐎𝐑𝐄 𝟏𝟖:𝟎𝟎 – Arrivo nel borgo, accoglienza e passeggiata nel centro storico

𝐎𝐑𝐄 𝟏𝟗:𝟎𝟎 – Sfilata storica in abiti d’epoca nel centro storico

𝐎𝐑𝐄 𝟐𝟎:𝟎𝟎 – Stand enogastronomici e spettacoli per le vie del paese, con musica

𝐎𝐑𝐄 𝟐𝟐:𝟑𝟎 – Trasferimento con navette alla stazione di Cassano Irpino

𝐎𝐑𝐄 𝟐𝟐:𝟒𝟑 – Partenza dalla stazione di Cassano Irpino

𝐎𝐑𝐄 𝟎𝟎:𝟑𝟎 – Arrivo alla stazione di Avellino

 

Gabriel Grillotti: “C’est l’amour” è il nuovo singolo del cantautore toscano

Gabriel Grillotti, dopo il successo dell’album “Couleurs de France”, il cantautore esce con un nuovo brano da ballare e cantare dal titolo “C’est l’amour”. Prodotto dalla Syr Gabryel Planet, la canzone porta grandi firme, quella dello stesso Grillotti e del compositore Dario Carli, noti per il loro sodalizio artistico da ben 25 anni.

I due hanno collaborato alla produzione di oltre 15 album ed oggi sono insieme nuovamente per farci sognare.

Gabriel Grillotti

È online anche il videoclip, girato sotto il sole dei Caraibi, sullo stile “Jack Sparrow”, un vero pirata che fa sognare e ballare. Un bellissimo galeone accoglie un gruppo di trenta ballerini vestiti da pirati ed un capitano d’eccellenza, Gabriel Grillotti.

Alla conquista dell’amore, arrivano su un’isola dove trovano anche pace, musica e ballo. Il solare artista ci lascia nuovamente a bocca aperta con il suo eccezionale lavoro, con il quale esprime amore e libertà, un brano in lingua francese da cantare a squarciagola.

Grillotti: “L’amore vince sempre, senza limiti né frontiere”.

Il singolo è distribuito da Warner Music Czech Republic s.r.o. e disponibile su tutti gli store online.

Arriva in libreria Il Fragore del ricordo di Anna Maria Basso

Il Fragore del ricordo, nuovo romanzo della scrittrice potentina Anna Maria Basso, edito da Bonfirraro, è un racconto corale che, dal cuore della città di Napoli e passando per Maratea, ci conduce fino a Dallas, negli Stati Uniti alla scoperta dei misteri della mente umana e, soprattutto, dell’importanza dei ricordi.

Il Fragore del ricordo di Anna Maria Basso

Il Fragore del ricordo: trama

Protagoniste del romanzo sono Lara e Adelina, due donne lontane nel tempo che si incontreranno tra le pagine bianche di un diario perduto. Le loro sono sì storie di donne, ma anche storie del Sud e storie di un mondo che fu e che vorremmo dimenticare. Storie quotidiane e familiari di una lotta per la libertà e il diritto di contare che parlano oggi a intere generazioni.

Una storia che inizia in una soleggiata mattina d’estate, nella casa di famiglia a Maratea, quando Lara, giovane promessa della neuroscienza, decisa a partire per gli Stati Uniti per studiare le malattie neurodegenerative, troverà il diario in cui la nonna Adelina ha trascritto, prima di cadere nell’oblio della malattia, i momenti più significativi e difficili della sua vita.

Il romanzo di Anna Maria Basso è infatti un viaggio attraverso la memoria perduta di Adelina, umile sarta napoletana la cui vita viene plasmata da tutto ciò che non le è mai accaduto perché, come spiega l’autrice:

Le pagine bianche, i vuoti, le speranze tradite, le parole non dette fanno parte di ciò che siamo e ci aiutano a capire che non dobbiamo mai tendere a un unico orizzonte.

Quelle scritte da Adelina sono pagine dense di tenerezza e sofferenza che restituiscono a Lara e al lettore, la vita di una giovane donna figlia del sud negli anni 50 del 900’ in uno sliding doors di circostanze scandite dal dolore e dal desiderio costante di una vita diversa.

L’opera di Anna Maria Basso si pone in controtendenza rispetto alle scelte della contemporaneità che tende a creare distacco dagli accadimenti più dolorosi della vita allo scopo di preservarla.

Dichiara l’autrice:

Il dolore svela la fragilità umana esponendo all’imponderabile.

Una circostanza difficile da accettare in un’epoca in cui si tende a ricercare ossessivamente il controllo degli eventi pur sapendo che è impossibile. Solo gli affetti profondi e il legame autentico con la nostra storia possono metterci nella condizione di apertura all’imprevisto.

L’oceano fa da spartiacque non solo tra la prima e la seconda parte del romanzo, ma tra due generazioni di donne: quella di Adelina che poteva realizzare se stessa solo attraverso il matrimonio e quella di Lara che forte dei diritti conquistati delle donne del suo passato, può viaggiare libera alla scoperta del proprio futuro.

Dichiara l’editore Salvo Bonfirraro:

Con il suo romanzo Anna Maria Basso sottolinea l’importanza di questi diritti. Quello alla libertà, di essere, di sognare, di cercare la propria strada e scegliere quale vita vivere, diritti che troppo spesso diamo per scontato, dimenticando che ancora oggi, alle donne in alcune parti del nostro mondo questi stessi diritti sono negati. Lo abbiamo visto, durante queste settimane di proteste in Iran dove una donna, Mahsa Amini, è stata uccisa solo perché non aveva indossato correttamente il velo. Oggi sono tantissime le donne che stanno rischiando la propria vita per difendere il diritto a viverla liberamente e con dignità.

Donne come l’afgana Jamila, l’operatrice sanitaria e coinquilina di Lara, salvata a 12 anni da un campo profughi del Pakistan da una coppia di medici americani. Spetterà a lei il compito di aprire gli occhi di Lara, mostrandole l’azione della fortuna nella vita delle persone. Nascere in un certo angolo di mondo può imbrigliare la vita a dispetto di ogni aspirazione perchè se è vero che “Ogni popolo ha una sua cultura, giusta o sbagliata che sia” alcuni, racconta Jamila sono “timbrati a vita. Per alcuni è una dote straordinaria, per altri una maledizione, per noi, donne afghane, un destino perverso”.

Anna Maria Basso

Anna Maria Basso: biografia

Anna Maria Basso è nata a Potenza, dove vive. È autrice di opere poetiche: Attese (1999), Images/Trame (2001), Quel palpito d’altrove (2010), premio Matera 2019, capitale europea della Cultura, e di racconti brevi, pubblicati in raccolte antologiche.

È presente in diverse riviste letterarie nazionali e internazionali. È componente di giurie. Coordina gruppi di lettura nell’ambito del Premio Basilicata e collabora alla promozione e realizzazione di iniziative culturali.

“L’impermanenza” (2018) è il suo primo romanzo.

Trianon Viviani, inaugurazione della stagione con “La donna è mobile”

Il via alla programmazione con la commedia – parodia musicale: La donna è mobile diretta da Francesco Saponaro, scritta da Vincenzo Scarpetta, il capocomico che aprì il teatro di Forcella.

Prosegue la manifestazione pacifica, fortemente voluta da Marisa Laurito, della raccolta delle ciocche di capelli in ricordo di Mahsa Amini.

La donna è mobile”, commedia – parodia musicale di Vincenzo Scarpetta, inaugurerà ufficialmente la stagione 2022/2023 del Trianon Vivianigiovedì 13 ottobre, alle 21.

La donna è mobile

Lo spettacolo, che vede la regia e il disegno dello spazio scenico a cura di Francesco Saponaro e la direzione musicale di Mariano Bellopede, debuttò lo scorso maggio nell’àmbito della minirassegna L’eredità Scarpetta, posta sotto il patrocinio della Fondazione Eduardo De Filippo.

La figura di Vincenzo Scarpetta è molto legata alla storia del Trianon, perché fu proprio il capocomico a inaugurare il teatro, l’8 novembre 1911, con la fortunata commedia paterna Miseria e Nobiltà, nella quale debuttava nel ruolo di don Felice Sciosciammocca, segnando così il passaggio di testimone con papà Eduardo.

La donna è mobile andò in scena la prima volta nel 1918. In essa Francesco Saponaro intravede «echi di Petito e Marulli, il lirismo vibrante di Viviani e qualche sfumata complessità dai risvolti pirandelliani».

Prodotto dallo stesso Trianon Viviani, lo spettacolo sarà replicato venerdì 14 e sabato 15 ottobre, alle 21; domenica 16 ottobre, alle 18.

In occasione della rappresentazione de La donna è mobile, proseguirà l’iniziativa, fortemente voluta dal direttore artistico Marisa Laurito, per protestare pacificamente contro gli omicidî e le violenze sulle donne e gli uomini iraniani, esplose per l’uccisione di Mahsa Amini.

Lo scorso 1° ottobre, come in molte città in tutto il mondo, nel teatro della canzone napoletana molte spettatrici e spettatori di tutte le età, nonché artisti, come Isa Danieli, hanno donato le proprie ciocche di capelli, che saranno quindi consegnate all’ambasciata della repubblica Islamica dell’Iran in segno di protesta. Tanti i messaggi di sostegno pervenuti da parte di tanti artisti, associazioni, iraniane e iraniani residenti a Napoli e persone comuni. Di qui la decisione di continuare con la raccolta delle ciocche di capelli.

Pasolini l’origine e il sacro

Al via da oggi le iscrizioni per il Laboratorio Pasolini l’origine e il sacro.

Pasolini l’origine e il sacro: il progetto

Dalla collaborazione di registi e attori irpini e del Museo Irpino nasce l’idea di creare un’area permanente presso il museo dedicata a Pierpaolo Pasolini, intesa come luogo di sperimentazione, ricerca teatro e non solo.

Lo spazio riservato al poeta vuole essere “un luogo di incontro per le giovani generazioni”, che attraverso una rilettura delle opere teatrali di Pasolini, è volto a coinvolgere i giovani in un lavoro di approfondimento e appropriazione critica che approdi a una creazione originale, attraverso la scrittura e l’interpretazione laboratoriale.

Pasolini l’origine e il sacro

Pasolini l’origine e il sacro: obiettivi

Una rilettura delle opere classiche di Pasolini: Medea, Edipo, Pilade, Il Vantone che saranno oggetto di lettura, analisi e dibattito con particolare interesse per l’Antigone che sarà oggetto di una originale messa in scena che vedrà coinvolti tutti i partecipanti al corso con attori professionisti.

Il 2022 è l’anno in cui ricorre il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini (1922-1975), anniversario che ha ottenuto la candidatura italiana nell’ambito del programma Anniversari UNESCO 2022-2023. Intellettuale e artista eclettico, figura tra le più dibattute ed emblematiche del suo tempo, Pasolini ha dispiegato la sua attività tra cinema, letteratura, dibattito pubblico e impegno politico e, grazie alla sua capacità di leggere e anticipare le trasformazioni della società, la sua opera è di grande attualità.

Il teatro e il cinema di Pasolini si caratterizzano per il rapporto con i miti greci, la letteratura latina, i classici della tradizione italiana ed europea.

Fin dalla seconda metà degli anni ’60 Pasolini coglie il problema del destinatario: al «popolo» subentra la «massa», e questo mette in crisi anche il teatro tradizionale.

Pasolini teorizza un «teatro di parola» che rinuncia all’intero apparato naturalistico (scenografie, costumi, musiche, azione scenica) per concentrarsi sul logos. La rilettura delle opere teatrali di Pasolini ha l’obiettivo di coinvolgere i giovani in un lavoro di approfondimento e appropriazione critica che approdi a una creazione originale, attraverso laboratori di scrittura e interpretazione teatrale.

Pasolini l’origine e il sacro: i docenti 

Luigi FRASCA, direttore artistico del progetto e aiuto regista

Antonio JATA, regista

Angela CATERINA, attrice

Paolo CAPOZZO, attore

Maurizio PICARIELLO, attore

Pasolini l’origine e il sacro: il laboratorio

Il laboratorio sarà aperto ad un numero massimo di 25 persone, che a seguito di candidatura verranno selezionate per poter partecipare gratuitamente alle attività.

Avrà una durata di 80 ore a partire dal mese di novembre 2022 fino a maggio 2023, gli incontri si terranno ogni mercoledì e venerdì dalle 16.00 alle 18.00, presso la sede del museo Irpino del Carcere Borbonico di Avellino.

Gi incontri

  • Per un nuovo e originale allestimento dell’Antigone,

30 ore a cura di Luigi FRASCA

  • Dal silenzio alla parola di Pasolini e analisi dell’Antigone,

20 ore a cura di Angela CATERINA

  • Tecniche di recitazione e analisi della Medea,

15 ore a cura di Paolo CAPOZZO

  • Improvvisazioni e giochi di ruolo e analisi di Edipo,

15 ore a cura di Maurizio PICARIELLO

  • Regia spettacolo a cura di Antonio JATA.

A chi è rivolto

Il laboratorio è rivolto a tutti i giovani irpini compresi fra i 16 e 35 anni di età.

 Come candidarsi

Sarà possibile inoltrare la propria candidatura all’indirizzo e-mail all’indirizzo info@museoirpino.it, compilando il modulo per la candidatura disponibile sul sito del museo.

Per informazioni cellulare 331.5481067 telefono 0825.790733.

Scroll to top